Il cupo grimorio di GrimGrimoire

Teacher, I’m sorry!
Lillet Blan, GrimGrimoire

Questa è la mia prima esperienza di blogging e casualmente (#credici) è la vigilia di Ognissanti. Per questo motivo, ho deciso di iniziare con un articolo dedicato a un gioco che mi piace molto e che trovo appropriato alla giornata di oggi, data la sua atmosfera: GrimGrimoire di Vanillaware, per Playstation 2.
Da diversi anni ho una personale tradizione di Halloween: il giorno del 31 ottobre inizio una partita a GrimGrimoire e la completo nei giorni successivi, accompagnando l’esperienza con parecchi alcuni dolci :D .

Come anticipato nel primo articolo, piazzare il cursore del mouse sui grassetti, senza cliccare, potrebbe evidenziare delle note.

GrimGrimoire 101

copertina-grimgrimoire
Copertina del gioco
(scansione)

La torre di Silver Star, un tempo dimora di un Arcimago crudele (ormai morto) che terrorizzò il mondo, è una rinomata scuola di magia, in cui alcuni insegnanti esperti e potentissimi insegnano le quattro discipline dell’evocazione: Glamour, Alchemy, Sorcery e infine Necromancy.

La scuola accetta solo gli studenti più promettenti: alla giovane Lillet Blan è stato riconosciuto il diritto di prendere parte alle lezioni: venendo da una famiglia composta da numerosi fratelli e sorelle, la ragazza punta a diventare una maga competente per mantenerla.

La ragazza si dirige alla scuola a dorso di drago, piena di curiosità e inconsapevole delle ordalie a cui dovrà sottoporsi…
Ovviamente, il giocatore vestirà i panni di Lillet Blan!

La scheda

Genere: RTS (Real Time Strategy – Strategia in tempo reale)
Piattaforma: Playstation 2

Lingua: doppiaggio in inglese (manuale in italiano)

Traduzione: Satomi Aihara

Studio: Vanillaware Ltd./Nippon Ichi Software Inc.

Pubblicato da: Koei Co., Ltd.

PEGI

Diamo un’occhiata al PEGI riportato sulla confezione.

12 violenza

12+: può essere adatto, non tanto perché la storia sia più cupa di quanto sembri – non è una festa nel villaggio dello zucchero filato, ma non è una storia horror truculenta! Però, la trama potrebbe essere un po’ complessa, per giocatori più giovani…

Violenza: secondo me, il livello di violenza percepita è talmente basso che attribuire questa icona è eccessivo. Ma non sono un esperto dei criteri di classificazione del PEGI…

Il mondo di GrimGrimoire

L’ambientazione è un mondo fantasy appena abbozzato e l’intera storia si sviluppa all’interno della scuola di magia di Silver Star: la torre si trova in un regno monarchico in cui la magia viene praticata senza problemi – quella del mago e della maga è una professione prestigiosa – ma esistono anche villaggi ultra-conservatori in cui è usanza bruciare le streghe.

In un passato recente, il regno fu messo a ferro e fuoco da un potente Arcimago di nome Calvaros, fino a che Gammel Dore, futuro preside della scuola di Silver Star, ha messo fine alla minaccia con l’aiuto di altri potenti incantatori.

Silver Star non è l’unica scuola di magia disponibile, ma è la migliore a causa della preparazione dei suoi insegnanti.

Alcuni elementi possono risultare fuori posto, in un’ambientazione fantasy che non è legata al nostro mondo: qualche riferimento a Eva (sì, proprio la sposa di Adamo) e l’esistenza del Lemegeton, noto anche come Clavicula Salomonis.

Qualche cenno sulla storia

È impossibile parlare di questo gioco senza una piccola anticipazione: la protagonista, per tutta la durata della storia, si troverà imprigionata in un loop temporale. Ogni cinque giorni, il tempo si riavvolgerà riportando Lillet al primo giorno di scuola (il mio più grande incubo!) con tutte le conoscenze e i ricordi accumulati durante ciascun loop.

Le cose che Lillet apprenderà durante il loop non riguarderanno solo la magia, ma anche i rapporti tra gli altri personaggi della storia e i loro segreti: svelando questi misteri, Lillet capirà come salvare tutti dal disastro incombente.

La storia è ricca di movimento, ma è istradata lungo una direzione precisa e da lì non si schioda: il giocatore non ha alcuna possibilità di influenzare la trama, può soltanto viverla, superando le battaglie che lo attenderanno ogni giorno!

Personaggi

Nel gioco ci sono molti personaggi diversi tra studenti, insegnanti e nemici. Ma tutti avranno qualcosa in comune: non c’è un solo personaggio privo di scheletri nell’armadio!

L’altarino nascosto di Lillet è evidente fin dall’inizio – il loop temporale – ma la ragazza ne ha un altro che nemmeno lei conosce (e così sarà fino all’ultima mezz’ora di gioco).

Di loop in loop, si verrà a conoscenza dei segreti di tutti gli altri personaggi: questi misteri avranno spesso la loro origine nella rete di relazioni che li avvolge – amore, odio, patti col diavolo

L’intervento di Lillet, l’unica persona che ricordi cosa sia accaduto nei precedenti loop, influenzerà molto i rapporti tra i personaggi e soprattutto quelli tra i comprimari e la protagonista: gli alleati di un loop potrebbero diventare gli avversari del successivo…

La pucciosità dei personaggi non deve trarre in inganno: c’è poca dolcezza, nella trama di questo gioco, in una storia che non lesina colpi bassi, ironia e alcune trovate che non sfigurerebbero in un episodio di Doctor Who! ^__^

In ultimo, i personaggi sono estremamente determinati a raggiungere i loro obiettivi: anche Lillet non si tirerà indietro di fronte a certe sfide, correndo alcuni rischi niente male pur di salvare tutti dalla catastrofe e dipanare il mistero del loop.

Grafica

L’aspetto dei personaggi è un fantasy gotico, con derive settecentesche o vittoriane reinterpretate in stile palesemente manga.

L’ambiente di gioco è praticamente sempre lo stesso, con piccole varianti in base alla lezione impartita alla protagonista: alcune battaglie sono lezioni di magia o punizioni impartite dagli insegnanti: niente metodo Montessori, a Silver Star!

Ogni campo di battaglia è una stanza dell’immensa torre di Silver Star, diversa per dimensioni e disposizione di muri, scale e depositi di mana ma con lo sfondo identico a quello degli altri campi di battaglia.

L’aspetto dei Familiar tende a essere grazioso – specialmente nel caso dei Grimalkin – ma alcuni mostri appaiono più inquietanti e spettacolari: per esempio i Phantom, oppure gli enormi Dragon

Sonoro

Le musiche sono in tema col tono fantasy da scuola di magia: brani orchestrati maestosi, dolci e “ingenui”, fiabeschi o ricchi di tensione.

Le frasi pronunciate o pensate dai personaggi durante le sequenze di trama sono tutte recitate in inglese: è un doppiaggio molto teatrale, dalle battute ben scandite, con una recitazione un po’ caricata in certi momenti e per certi personaggi (come nel caso dell’elfo Gaff, una comparsa, ma anche di Amoretta Virgine, una studentessa tanto aliena nell’impostazione della voce quanto lo è nella sua natura).

Il sistema di gioco

Come gli altri giochi di Vanillaware che ho avuto modo di giocare (il meraviglioso Odin sphere e in una certa misura anche Dragon’s Crown – il celebratore nostalgico di vecchi rullacartoni a scorrimento fantasy) anche GrimGrimoire è un gioco sviluppato su due dimensioni.

Il giocatore sposta un puntatore sulla mappa con la leva del joypad e grazie a esso interagisce con l’ambiente per tracciare nuove rune, ordinare spostamenti delle truppe etc.

È possibile selezionare più unità in una volta sola, purché siano tutte dello stesso tipo, per esempio solo gli imp o solo gli unicorni.

La protagonista non appare mai sulla mappa – a meno che il giocatore decida di usarne la sagoma in super deformed a mo’ di puntatore :P .

Difficoltà

Quando si affronta una missione, si può scegliere tra tre livelli di difficoltà: dal più facile al più difficile, sono Sweet, Easy e Normal.

Escludendo alcuni quadri un po’ ostici, il livello Normal è più che gestibile senza grandi sforzi. Al limite, intorno al quarto loop certi scontri diventano un po’ lunghi – si può arrivare anche sopra i 60 minuti, specie se si adotta una strategia non ottimale.

Nebbia di guerra

I punti del campo di battaglia più distanti e in cui non è presente alcun proprio elemento (Familari, Rune, Santuari da cui estrarre il mana) sono oscurati sulla minimappa e anche sul campo di battaglia: in quelle zone non si potrà vedere quanti o quali elementi nemici siano presenti e dove si stiano spostando – ammesso che possano muoversi. Si vedrà solo lo sfondo dell’ambiente in toni scuri.

Il mana (da non confondere coi punti magia, in questo caso)

Ho anticipato che il gioco è un RTS: le battaglie si svolgono accumulando mana con i “peones” di una qualsiasi delle quattro tradizioni magiche, ovvero

  • elfi (gnometti pucciosi) per Glamour
  • blob (delle specie di gelatine) per Alchemy
  • imp (demonietti pucciosi) per Sorcery
  • ghost (fantasmi con l’aspetto di fuochi fatui) per Necromancy

ma ogni unità del genere potrà attingere mana solo da un Santuario della sua scuola di magia, e solo se quel Santuario apparterrà al giocatore.

Le unità vengono evocate spendendo una quantità variabile di mana grazie alle Rune, ovvero dei cerchi magici legati alle quattro tradizioni: questi cerchi permettono anche di attivare dei power up che migliorino le performance di certe truppe o consentano di evocare unità speciali.

Da notare che anche la creazione delle Rune costa del mana.

All’attacco!

Quando una o più unità (o Rune) di Lillet vengono attaccate o attaccano il nemico, un allarme e un cerchio rosso sulla minimappa indicheranno al giocatore il punto in cui avviene questo attacco.

Non tutte le unità possono attaccare, non tutte possono muoversi, alcune possono volare (e attraversare barriere invalicabili per chi non vola) e soprattutto non tutte le unità possono venire bersagliate da chiunque: i Familiar si dividono infatti nelle due categorie di Substance (Sostanza, ovvero dotati di corpo fisico) e Astral (Astrali, cioè immateriali) e alcune truppe possono attaccare solo i nemici Substance o solo quelli Astral. Infine, altre unità possono attaccare chiunque.

L’uso delle unità non si limita all’accumulo di mana o alla forza bruta: certe unità posseggono – o possono sviluppare – delle abilità speciali come la capacità di curare o di passare dal tipo Substance a quello Astral spendendo punti magia, che si ricaricano col passare del tempo. Alcune di queste capacità non costeranno punti magia (come potenziamenti della gittata o del potere d’attacco) ma molte richiederanno di migliorare il livello delle rune appartenenti alla scuola di magia di un’unità.

Relazioni tra le scuole (o “morra elementale”)

Le unità sono in relazione tra loro grazie a una sorta di morra elementale basata sulla tradizione che le evoca: ogni unità tende a essere forte contro i Familiar di una scuola e debole contro un’altra.

Avremo quindi Glamour che batte Necromancy, che batte Sorcery, che batte Alchemy, la quale infine batte Glamour.

Certe unità sono abbastanza forti da rendere marginali gli effetti di questa regola: per esempio, i Dragon (Sorcery) sono fortissimi, pieni di punti vita e dal grande potere d’attacco anche contro i Familiar di Necromancy, si spostano lentamente ma ignorando le barriere (perché le distruggono muovendocisi sopra) e attaccano tutti i nemici vicini a loro, sia Substance che Astral, infliggendo danni ingenti. Però, essendo dotati di corpo fisico, sono vulnerabili alla magia di sonno dei Grimalkin, anche loro Familiar di tipo Sorcery.

E un drago addormentato può rapidamente diventare un drago morto, trasformandosi in un solenne spreco di mana!

Vittoria e sconfitta

Di norma, la partita è persa se tutte le proprie Rune vengono distrutte, ma alcuni scontri prevedono condizioni diverse come resistere per 20 minuti o evitare la distruzione delle Rune di un PNG alleato.

In caso di sconfitta , il gioco permette di riprendere lo scontro daccapo e offre un suggerimento strategico che anticipi le mosse dell’avversario: nello stesso scontro, lo schema di attacco del nemico non cambierà, perciò un nemico che durante il primo tentativo manderà le prime truppe dall’alto, continuerà a inviarle da quella direzione.

A meno che non venga stuzzicato da un giocatore audace…

Nuove prospettive

Al quinto giorno di ogni ciclo, il tempo si riavvolge. Ci sono cinque cicli, dunque venticinque giornate in tutto.

Andando avanti con le giornate e i loop, vengono sbloccate nuove capacità per Lillet e nuove missioni speciali, cioè dei quadri bonus da affrontare in condizioni particolari, per esempio usando solo i poteri di certe scuole.

I quadri bonus non hanno alcuna relazione con la storia: sono solamente delle sfide da affrontare in condizioni particolari.

In conclusione

GrimGrimoire è un gioco stupendo, esponente originale di un genere che su Playstation 2 è poco presente, ovvero RTS.

L’apparenza dolce suggerita dalla grafica viene stemperata da una storia un po’ cupa a base di segreti, alleanze fragili o insospettabili, amori più o meno corrisposti, vendette e chi più ne ha, più ne metta!

La trama del gioco dimostra che se si fanno le cose con criterio, si può tirar fuori un buon intreccio originale e frizzante anche da elementi già visti – come la scuola di magia e il tempo che, riavvolgendosi, lascia intatti solo i ricordi del personaggio protagonista.

I personaggi sono ben caratterizzati (mi piace molto Mr. Advocat, l’ambiguo insegnante di Stregoneria) e alla fine della storia nessuno di loro resterà completamente identico a come fosse inizialmente. I personaggi, chi più chi meno, sono simpatici e inoltre riescono a mandare avanti moltissime sotto-trame semplicemente esistendo!

A ogni modo, nessun personaggio della storia agisce per caso: tutti fanno qualcosa per un buon motivo e tutti sono determinati a raggiungere i propri obiettivi a ogni costo.

Il gioco non è difficile ed è abbastanza breve: basteranno circa 15 ore, persino meno, per finirlo affrontando tutti gli scontri al massimo livello di difficoltà. Questo tempo aumenta se si affrontano anche gli scontri bonus – non li ho affrontati tutti, perciò non so quanto possano allungare il gioco.

Felice Ognissanti, e ricordate che il Diavolo non sempre è così brutto come lo si dipinge.

Ma è sempre un farabutto intrigante a cui è meglio non voltare le spalle! :P

Link

Sito ufficiale del gioco
Pagina di Gamefaq con le guide del gioco
Un buon artwork di GrimGrimoire

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3 pensieri su “Il cupo grimorio di GrimGrimoire

  1. Interessante, non lo conosco e suppongo non sia stato trasposto su PC e reso giocabile su Linux…
    A leggere lo svolgimento del gioco dovrebbero esserci paradossi temporali a non finire, che sono sempre molto belli.

    1. Da ciò che so, è solo per ps2 – esiste un buon emulatore, per linux?
      Il gioco in sé dovrebbe essere recuperabile per spiccioli (‘sta Vanillaware fa giochi stilosissimi che poi in certi negozi ti tirano dietro, usati o meno).
      Paradossi: se escludiamo quello nel finale, che mi dà sempre il mal di testa XD gli altri sono leggeri: se la protagonista mette le mani su un grimorio, è suo e non è più dove dovrebbe trovarsi, quando il tempo si riavvolge. Su questo fenomeno ci costruisce una furbata assassina, nel quarto ciclo: ti dirò solo che quando il tempo si riavvolge, i patti col diavolo stipulati nel loop perdono valore giuridico – non sono mai stati stipulati ^ ^

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