Gustav Meyrink, o la ricerca della vita eterna

(…) il commercio dei libri è quasi inesistente.
Anch’esso non è nient’altro che un fenomeno.
Pubblicare un libro al giorno d’oggi è come voler tenere in equilibrio una lampada sopra la testa su una nave che affonda, per usare il linguaggio del canottaggio.
Gustav Meyrink, Meyrink parla della sua vita
(cit. La morte viola, Fratelli Melita Editori, 1992)

meyrink
Gustav Meyrink
(Fonte: Informazione consapevole)

Sono trascorsi più di vent’anni, da quando ho acquistato il mio primo 100 pagine 1000 lire: era Racconti agghiaccianti di Gustav Meyrink.
Ero alla ricerca di racconti dell’orrore e quel titolo mi prometteva proprio questo: sensazioni agghiaccianti, sovrannaturale, mostri… Giusto?
Sbagliato, ma solo in parte: quei racconti non erano proprio horror, nell’antologia c’erano soprattutto storie satiriche, frecciatine al mondo dell’occultismo superficiale e a quello dei militari… anche se il primo racconto, La maschera di gesso, aveva qualcosa di horror, le opere di Meyrink tendono a ricadere, per certa critica, più nel realismo magico.

Lo scopo di questo articolo non è tanto quello di recensire le sue opere – quello verrà in futuro ;) – quanto di presentare la figura di un autore dalla vita un po’ sopra le righe e i temi portanti delle sue opere. Perché?
Perché quella lontana sera d’autunno in cui, uscito da scuola, sono andato per le edicole a caccia di libri, ho scoperto un autore complesso e un mondo fatto di storie molto particolari…

Gustav Meyer, divenuto poi Gustav Meyrink

Nato nel 1868 a Vienna e morto nel 1932 presso Monaco di Baviera, era figlio illegittimo di un barone e un’attrice (da cui prese il suo cognome originario, Meyer). Nel corso di una gioventù scapestrata degna di Lucignolo, tutta donne, scacchi e canotaggio (più o meno, gli stessi interessi di Maupassant) quando non dedita alla direzione di una piccola banca, una serie di delusioni amorose lo spinse a suicidarsi con una rivoltella.
Mentre stava con la pistola in bocca a pensare: “Che faccio, sparo?”, il commesso di una libreria infilò un opuscolo sotto la sua porta. La curiosità ebbe il sopravvento e il nostro Gustav diede un’occhiata al fascicolo, contenente informazioni su varie forme di occultismo, spiritismo e stregoneria.
La rivoltella tornò nel cassetto e Gustav iniziò un lungo cammino che lo portò a

  • approfondire discipline occulte (partendo dallo spiritismo) e interessarsi di yoga
  • unirsi a diverse logge e cenacoli esoterici – e fondarne almeno uno
  • smascherare ciarlatani
  • schifare lo spiritismo, ma non l’indagine dei fenomeni occulti
  • soffrire di diabete e problemi alla schiena
  • vedersi accusato ingiustamente di pratiche bancarie disoneste (alcuni giornali lo accusarono di pratiche di stregoneria volte ad aumentare il suo successo negli affari e con le donzelle XD )
  • sfidare i suoi accusatori a duello, tra cui l’intero corpo di ufficiali di un reggimento praghese (e mi sa che parte dello schifo provato per i militari viene da qui…)
  • subire un’incarcerazione preventiva – a seguito delle accuse di illeciti bancari – che lo ha spogliato di ogni avere, costringendo la sua banca a chiudere
  • cambiare cognome da Meyer (troppo comune) a Meyrink
  • scrivere racconti per la rivista Simplicissimus
  • tradurre opere straniere – tra cui alcuni lavori di Dickens
  • divenire il fulcro di un cenacolo letterario a Vienna
  • contrarre due matrimoni – il primo, fallito, è durato anni per il rifiuto della prima moglie a concedergli il divorzio!
  • avere due figli in seconde nozze (una femmina e un maschio)
  • scrivere cinque romanzi esoterici di buon successo (il sesto è rimasto incompiuto a causa della sua morte)
  • morire dopo il suicidio del figlio (diventato paralitico dopo un incidente)

E non dimentichiamo “avere Julius Evola tra i propri fan”!

julius evola foto di a giulio bragaglia
Julius Evola: non proprio il classico fanboy!
(Fonte: Fondazione Julius Evola)

Diciamo che io, al punto “smascherare ciarlatani”, sarei già piuttosto stanco! O__O
Figuriamoci se avrei avuto la forza di andare a sfidare a duello reggimenti di denigratori e via dicendo…

Il risveglio alla veggenza e la narrativa esoterica

Meyrink riteneva di disporre di doti di veggenza innate, potenziate dalle pratiche dello yoga a cui si dedicava fino a dodici ore al giorno non consecutive. Dando per buona la sua convinzione, grazie a questa percezione extrasensoriale riuscì a sperimentare visioni simboliche che lo indirizzarono nella ricerca occulta e ispirarono la sua scrittura.
Diversi suoi racconti – soprattutto quelli meno concentrati sul militari, élite culturali snob, bigotti e magistrati – presentano uno sfondo esoterico con certi temi ricorrenti: non istruzioni pratiche su come officiare una qualsivoglia magia cerimoniale, ma piuttosto descrizioni di uno stato emotivo di apertura spirituale e mentale che porti al risveglio di una sensibilità, di una gnosi indispensabile per reclamare l’ambito premio dell’immortalità.

[Attenzione: seguiranno alcuni spoiler :P]

Le nozze alchemiche e l’androginia spirituale
I protagonisti dei romanzi di Meyrink tendono a raggiungere l’immortalità unendo il maschile e il femminile del loro spirito in una perfetta unità, seguendo tematiche che ricordano sia il taoismo che l’alchimia europea.
Ma per quanto un uomo possa essere destinato a divenire uno dei veri viventi, non potrà farlo grazie a un distacco ascetico che rifiuti l’amore: è proprio il provare un vero amore – solitamente ricambiato – per una donna, che porterà molti dei protagonisti a realizzare un destino di vita eterna secondo pratiche occulte di varia origine, non necessariamente europee.
L’amore che darà vita alle nozze alchemiche è un amore celestiale, uranico: non esclude il sesso, ma la parte necessaria è l’amore, non l’atto carnale – è la differenza tra sposarsi e rimanere due o contrarre un matrimonio e diventare una cosa sola, come detto nell’incompiuto La casa dell’Alchimista.

Il destino di una famiglia intera
Ad alcuni dei protagonisti degli scritti di Meyrink capita che la vita eterna non sia solo cosa loro, ma una missione dell’intera famiglia: ogni membro della dinastia è la manifestazione contingente di un “dio” o “daimon” eterno (come il capostipite della famiglia von Jocher in Il domenicano bianco) la cui tensione verso la trascendenza rende l’individuo un iniziato naturale ai Misteri della vita eterna.
Un’idea che riecheggia di suggestioni orientali: la distruzione di un ego illusorio per far emergere quello reale ricorda lo stato di gnosi descritto dal buddhismo Ch’an, per esempio.
E se Meyrink era interessato alle dottrine orientali in generale, non va dimenticato che nella parte finale della sua vita si è dato al buddhismo…

La contro-iniziazione
Non è rara, in Meyrink, la tematica della contro-iniziazione: una dottrina falsa ma che sembra vera, in quanto rivestita dei simboli esteriori della Verità ma priva della sua sostanza salvifica. Praticamente 1/3 di Verità e 2/3 di sfondoni!
Probabilmente ispirata dalla sua esperienza con lo spiritismo (che per Meyrink era reale, ma produttore di illusioni e velenose consolazioni) e con i ciarlatani, la contro-iniziazione si manifesta come una forza, forse intelligente o forse solo di natura automatica, che ostacola i predestinati nel raggiungimento del loro destino di vita eterna, spargendo inganni e attrattive lungo il loro cammino.
Altre volte, spiccano dei contro-iniziati di tutto rispetto, come il dottor Steen dell’incompiuto La casa dell’Alchimista, maestro nella manipolazione delle menti grazie alla profonda conoscenza della psicanalisi, che gli permette di instillare dei “complessi” manipolando sottilmente l’inconscio delle persone con le giuste chiacchiere, stimoli sensoriali etc. Un potere “materiale”, forte ma dalle fondamenta deboli.

Il doppio di sé
Nei romanzi e nei racconti di Meyrink, è spesso presente un doppio: in Il Golem, un uomo vive la vita di un vero vivente quando non era ancora tale, diventandone testimone come se fosse un film.
Nel racconto J. H. Obereit visita la regione delle Succhiatempo vien detto che ogni persona ha un doppio, una sorta di demone che vive una vita lussuosa ed edonistica grazie ai nostri desideri materializzati.
Il demone divora il nostro tempo ogni volta che, anziché vivere il presente, attendiamo con desiderio e smania un evento futuro, possibile o impossibile.
Ridimensionando la centralità dei desideri nella propria vita e smettendo di proiettarsi nel futuro, un essere umano può invece divenire un vero vivente, impervio allo scorrere del tempo perché non cede il proprio presente alle Succhiatempo… toh, il desiderio come fonte di sofferenza e morte, un’altra tematica che ricorda vagamente il buddhismo :P

In chiusura, l’ideale letterario di Meyrink

L’ho già scritto più volte: La casa dell’Alchimista è un lavoro incompiuto, ma ne possiamo conoscere la trama in quanto Meyrink spedì al suo editore la scaletta dell’opera – l’Exposé di cui citerò una piccola parte.

“Un romanzo non può ottenere quella tensione, che a mio giudizio deve avere, se ha la pretesa di essere considerato un’opera d’arte perfetta, grazie soltanto ad una trama estremamente varia e di efficacia crescente; a questa va affiancata un’esposizione di per sé originale, suggestiva, vivace, che agisca quasi visivamente e che sia stimolante a tal punto che il lettore ne rimanga affascinato dalla prima all’ultima riga.
Un ulteriore ingrediente dell’opera sta – almeno io sono di questa opinione – nel fatto che, dietro lo svolgimento, come pure dietro i protagonisti, vi sia un senso più profondo, cosmico, non individuabile a prima vista. È chiaro che tale significato deve manifestarsi solo ai lettori più attenti; il senso più profondo non deve mai agire in modo appariscente.”

Gustav Meyrink, Exposé,
La casa dell’Alchimista, Edizioni del Graal, 1990

Fonti consultate

Racconti agghiaccianti, Newton Compton Editori s. r. l., 1993
La morte viola, Fratelli Melita Editori, 1992
La casa dell’Alchimista, Edizioni del Graal, 1990 (ristampa)
Il cardinale Napellus e altri racconti, SE s. r. l., 2011
Un articolo di Enrica Perucchietti, la cui lettura mi ha suggerito come impostare questo articolo

Link

La pagina Wikipedia su Gustav Meyrink
La pagina Wikipedia sul Realismo magico

Annunci

11 pensieri su “Gustav Meyrink, o la ricerca della vita eterna

  1. Io avevo 15 anni, quando ho letto il millelire. La maschera di gesso mi aveva incantato, al punto che, per il blog, meditavo sull’ipotesi di usare Kassekanari come nick :P – ah, il fanboysmo!
    Il Golem è stato davvero sconvolgente, l’avere aperto il blog mi offrirà una buona scusa per rileggerlo a breve :D ma il mio preferito è L’angelo della finestra d’occidente. Se avesse potuto finire La casa dell’alchimista, chissà: nell’Exposé c’è la traccia di come sarebbe stato – una vera figata!

    1. No, niente Sailor Moon (forse più avanti, mwahaha!) erano i supergemelli della dc comics, due supereroi morti di sonno che potevano usare i loro poteri solo assieme – lui diventava acqua, ghiaccio o vapore, mentre lei poteva trasformarsi in qualsiasi animale.
      Intanto, Meyrink si arrotola nella sua tomba… :P

  2. 100 Pagine 1000 lire hanno inaugurato diverse iniziative Newton per fornire lettura a basso costo, un editore da sempre attento al prezzo, purtroppo poi ha dato il via a una serie di libri tutti uguali anche se va riconosciuto comunque all’editore una seria politica di prezzi e una distribuzione capillare invidiabile.

    1. Ciao, Sandra :D benvenuta!

      Quella collana ha salvato la mia vita di lettore quando ero adolescente squattrinato – ora sono adulto squattrinato :P – dunque ho un legame affettivo importante con la Newton. Ma non si pensi che sia solo una questione monetaria ;) : mi ha dato accesso a una serie di classici e mi ha fatto scoprire autori del passato che apprezzo molto.

      Oggi il suo catalogo ha un piglio più commerciale, affiancando ai classici un certo tipo di narrativa moderna un po’ da supermercato, ma in mezzo ci si trova anche opere molto valide, come “L’uomo di Marte” di Weir a 5 o 12 euro – ce ne sono diverse edizioni con diversi formati (è uscito un mesetto fa il film, che non ho visto, ma il libro è molto bello e ben scritto, con pochissime cadute).

Vuoi dire qualcosa? Gracchia pure!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...