Darkness Within: Sulle tracce di Loath Nolder

“Gli uomini di più alto intelletto
sanno che non c’è alcuna distinzione
tra reale e irreale”
Howard Phillips Lovecraft, Darkness Within: Sulle tracce di Loath Nolder

darkness within copertina
La copertina del gioco
(Fonte: Wikipedia)

Non credo che serva un pistolotto introduttivo sulla miriade di videogiochi ispirati alle opere di Lovecraft – né come tra questi, i più legati alla sua mitologia siano spesso appartenenti al genere delle avventure grafiche.
L’opera prima della software house turca Zoetrope Interactive, intitolata Darkness Within: Sulle tracce di Loath Nolder è esattamente questo: un’avventura grafica punta e clicca di tipo piuttosto tradizionale, con spostamento a schermate, enigmi, esplorazione, pixelhunting, tanta roba da leggere e una forte atmosfera lovecraftiana!

Darkness Within: Sulle tracce di Loath Nolder 101

In questa avventura, il giocatore vestirà i panni di Howard E. Loreid, detective della polizia nella città fittizia di Wellsmoth: il nostro alter ego è incaricato, nel 2011, di indagare sulla scomparsa dell’investigatore privato, e sospettato di omicidio, Loath Nolder.
Nel corso della storia, il nostro Loreid si imbatterà in fatti inquietanti e in un gran numero di documenti da leggere ed esaminare, iniziando a svelare un mistero ben più grande della scomparsa di Loath Nolder e scoprendo di essere implicato personalmente nel caso per via della sua famiglia.
Il gioco può essere giocato come “a sé stante” se si accetta la prospettiva di un finale un po’ aperto, diversamente bisogna mettere in conto di giocare anche a Darkness Within 2: La stirpe oscura.

La scheda

Titolo originale: Darkness Within: in Pursuit of Loath Nolder
Software house: Zoetrope Interactive (2009)
Pubblicato da: Adventure Productions
Storia di: Onur Samli, Oral Samli

Traduzione: dai credits, non sono riuscito a capirlo :P
Doppiaggio italiano: 10th Art Studio
Requisiti
Sistema operativo: Windows XP, Windows Vista, Windows 7 o Windows 8
CPU: 1,0 Ghz
Memoria RAM: 512 Mb
Hard Disk: 2 GB
Scheda video: 128 MB compatibile Direct X 9.0c o superiore
Scheda audio: compatibile Direct X 9.0c
La versione giocata (1.02) è stata scaricata dallo store online Zodiac (acquistando una copia fisica di Dracula Trilogy, ho trovato un codice di scaricamento del primo Darkness Within).

Grafica

La grafica è buona, ma spartana: gli ambienti del gioco sono formati da una sequenza di schermate statiche, con l’eccezione di piccoli oggetti in movimento come le falene di uno dei primi luoghi esplorati, o le luci che vanno e vengono.
Gli oggetti sono disegnati abbastanza bene da far capire cosa siano al primo sguardo. Ma la luminosità è un problema: perché?
È molto semplice: molti ambienti sono davvero bui. Non bui quanto certi di Necronomicon, ma comunque scuri, anche aumentando di molto la luminosità dello schermo e pasticciando coi settaggi della scheda grafica. Consiglio di dedicare qualche momento a decidere quanta luce si voglia nel gioco, per non dover perdere troppo tempo a puntare qua e là col mouse in cerca di elementi interattivi.
Salvo questo dettaglio, l’ambiente contribuisce a creare un’atmosfera discretamente tesa, adatta al tipo di storia lovecraftiana che si vivrà. :D

darkness within ma il coccodrillo come fa
Ma il coccodrillo come fa?
Ho schiarito l’immagine, era davvero buia!
(Fonte: Screenshot del salvataggio)

Le animazioni sono rare e davvero poco… animate: questo non è un gioco di azione adrenalinica e non ci sono combattimenti – nonostante ciò, qualche rischio di incappare in un game over per via delle scelte fatte andrà messo in conto.
Un’ultima cosa: lo stato di agitazione del personaggio cambierà spesso ciò che si vede per qualche momento, rendendo tutto più tremolante e offuscato, in reazione a eventi che, nel sito i 400 calci, verrebbero chiamati “spaventerelli” o “bubu7te”. In sostanza, i nostri amici turchi di Zoetrope fanno un certo uso/abuso di apparizioni improvvise di cose spaventose, per dare una scossa al tutto!

Sonoro

Il gioco presenta dei buoni suoni ambientali, che contribuiscono a creare la giusta atmosfera, ma poche musiche (malinconiche, cupe e gradevoli da sentire).
Non tutti i suoni saranno decifrabili, né saranno tutti prodotti dall’ambiente in modo coerente: ogni volta che si interagisce con qualcosa che può produrre un rumore, esso viene prodotto, ma altri suoni, spesso ripetitivi, verranno fuori dal nulla senza essere accompagnati da cambiamenti nell’ambiente.
Il gioco è interamente doppiato e sottotitolato in italiano: le voci in sé non sono male, a parte quelle di un personaggio pazzo e di alcuni esseri inumani, che soffrono palesemente di una sindrome di overacting.
Non so se i doppiatori fossero poco esperti quando il gioco è stato localizzato in italiano… a ogni modo, dato che il protagonista parla poco e con poche persone (ma molto con se stesso) e dato che il doppiaggio non è nemmeno lontanamente terribile come quello di Haven in italiano, il risultato non mi ha causato alcuna sofferenza.

Esplorazione

Questo primo Darkness Within è un’avventura grafica punta e clicca con un’impostazione classica: ci si sposta da una schermata all’altra, cliccando quando il cursore cambia forma per diventare una freccia – è più una V capovolta – e all’interno di ogni schermata ci si può guardare intorno a 360°, semplicemente muovendo il mouse.
Il puntatore cambia forma anche per indicare se è possibile l’interazione con qualche elemento ambientale

  • una lente di ingrandimento per esaminare qualcosa
  • una mano per spostare o prendere un oggetto
  • una coppia di ingranaggi per attivare un meccanismo complesso

Alcune di queste interazioni possono richiedere che si selezioni prima un oggetto dall’inventario – come la chiave giusta per aprire una porta.
Talvolta, all’interno di una schermata sarà possibile zoomare su qualcosa, entrando in un nuovo “ambiente” in cui non sarà possibile fare nulla – oltre a tornare indietro – ma si potranno osservare oggetti particolari, spesso antichi, che rafforzeranno l’atmosfera cthulhoide della storia.

darkness within mappa
La mappa di Wellsmoth all’inizio del gioco
(Fonte: Screenshot del salvataggio)

Enigmi

Assieme alla storia, gli enigmi sono uno dei fondamenti delle avventure grafiche.
Gli enigmi di Darkness Within sono di due tipi: interattivi e investigativi.
Gli enigmi interattivi prevedono che Howard agisca su oggetti presenti nell’ambiente in cui si trova, di solito per inserire una combinazione che sbloccherà una porta o uno scomparto.
Gli enigmi investigativi sono, a loro volta, di due tipi

  1. Durante il gioco, si troveranno tantissimi testi da leggere – libri, taccuini, lettere, appunti – e in certi casi, il giocatore dovrà sottolineare le parole o le espressioni che riterrà più importanti per l’indagine. Così facendo, quando troverà un indizio per andare avanti nella storia, il gioco lo avviserà con un breve soliloquio di Howard e facendo comparire un’idea nel suo inventario.
    Non tutte le idee verranno fuori così e non tutte saranno vitali per finire il gioco, ma questa è un’altra storia… in più, molti documenti (tutti?) presentano degli indizi segreti, non necessari per concludere il gioco, ma indispensabili per platinarlo! Sì, alla fine del gioco, dopo i titoli di coda, si vedrà una schermata che valuterà la performance del giocatore
  2. Nell’inventario, la schermata della Deduzione permetterà al giocatore di mettere in relazione tra loro diversi oggetti – combinandoli tra loro, come quando vanno rimessi insieme i cocci di un “piatto” rotto.
    In questa schermata, si potranno combinare anche alcune idee: se quele scelte dal giocatore avranno una relazione valida tra loro, ne creeranno una nuova nella testa di Howard, fornendo un indizio per proseguire nell’indagine o svelando un elemento di trama.
    In ultimo, in questa schermata sarà possibile anche esaminare gli oggetti trovati, zoomando e ruotandoli – è molto utile quando l’oggetto presenterà sul suo retro una scritta o un disegno

Gli enigmi sono abbastanza logici e tendenzialmente si possono risolvere senza aiuti o guide, purché il giocatore si sia degnato di controllare in tutti i luoghi di Wellsmoth che può visitare – talvolta si rende necessario andare da una parte all’altra della mappa per mettere le mani su oggetti o documenti nascosti, specie se si viene in possesso di una nuova chiave.
Una manciata di enigmi mi hanno dato del filo da torcere, però: vuoi perché io sia un videogiocatore scarsino (ma sto migliorando) perché non sia riuscito ad afferrare la logica di chi ha creato il gioco (che nonostante il tema, non è una logica aliena e imperscrutabile) o perché non ci fossero abbastanza indizi per gestire la questione, anche avendo rivoltato come un calzino il resto del mondo di gioco… bon! Per questi pochi enigmi, ho dovuto usare una soluzione trovata in rete. Shame on me!

Storia (senza spoiler)

Come già accennato, Howard Loreid è un detective della polizia di Wellsmoth, incaricato di indagare su un caso. Nel corso della storia, Howard si ritroverà a soffrire di ansia, stati di panico e perfino blackout totali che dureranno anche diversi giorni, durante i quali sperimenterà sogni di altre epoche come se fossero ricordi del suo passato – alcuni ambienti saranno assai familiari, altri no, ma le situazioni saranno sempre insolite.
Aggiungiamo al mix un certo numero di case antiche e inquietanti – piene di segreti e oggetti sospetti – e un bel po’ di citazioni lovecraftiane: elementi di mitologia cthulhoide e passaggi di libri che non si troverebbero in una normale libreria di catena. Ecco servita una classica storia di Lovecraft, anche se ambientata nel 2011.
Sebbene i protagonisti delle storie di Lovecraft siano spesso gente comune – anche se di cultura almeno medio-alta – la scelta di un protagonista poliziotto, appassionato di poesia e folklore, è più che azzeccata, per consentire al giocatore di ficcare il naso dappertutto senza l’effetto “Jessica Fletcher”!

darkness within ispirazione
Una partita a Cthulhu? Classico Chaosium o d20 system?
Mi sa che in Zoetrope giocano di ruolo…
(Fonte: screenshot del salvataggio)

Piccole cadute

Nel tentativo di dare vita a situazioni degne delle storie di Lovecraft, i dialoghi e le lettere hanno una forma talvolta un po’ artefatta e offrono più informazioni di quanto sarebbe normale aspettarsi. Facciamo un esempio: una lettera riporta questo passaggio

La pergamena che ho ottenuto illegalmente (…)

Come si dice? Enfasi mia?
Bene: chi, dotato di intelligenza e cultura medio-alte, confesserebbe un proprio crimine in una lettera che chiunque potrebbe leggere? Per dire: Howard non è certo il destinatario della missiva, eppure la legge!
Questa situazione si vedrà con una certa frequenza: qualcuno confesserà interessi discutibili, sentimenti sgradevoli, persino omicidi, spesso in lettere indirizzate a sodali, talvolta crudeli e coinvolti in situazioni pericolose!

Concludendo

Darkness Within: Sulle tracce di Loath Nolder è una buona avventura grafica, non troppo difficile ma con alcuni ostacoli un po’ sopra la media.
La storia è promettente ma richiede di giocare anche il secondo capitolo della serie, per avere un finale più netto ma, paradossalmente, meno lovecraftiano. Devo anticipare che alcuni fili della trama, imbastiti in questo gioco, non giungeranno a conclusione nel secondo capitolo.
L’interazione con gli altri personaggi sfiora lo zero: pochi dialoghi, in cui sarà possibile scegliere tutte le opzioni una dopo l’altra – tranne in un caso, in cui la scelta sbagliata porterà a un game over prematuro!
Gli enigmi sono abbastanza logici e non troppo difficili, ma alcuni prevedono elementi un po’ “barocchi” come la classica serratura assurda, composta di medaglioni antichi da sistemare nella giusta sequenza. A ogni modo, non saranno mai richiesti master post-universitari in matematica trascendentale pangalattica, per risolverli ;)
Grafica semplice ma funzionale, sonoro ok – ma doppiaggio così così – e cosa più importante, non mi sono imbattuto in alcun bug! Un lavoro ben fatto, o sono stato fortunato?

Prossimamente: Darkness Within 2: La stirpe oscura

Link

Il sito ufficiale di Zoetrope interactive
Darkness Within su Zodiac
Darkness Within su Steam
Una buona soluzione del gioco in inglese
Una discreta soluzione del gioco in italiano

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9 pensieri su “Darkness Within: Sulle tracce di Loath Nolder

    1. Non posso non ammetterlo: la grafica non è (quasi) mai una delle mie priorità :P
      In questo gioco, è una grafica discreta soprattutto perché è statica – come guardare delle illustrazioni – ma il game design è vecchiotto, come approccio.

      La storia è una classica Lovecraftata, con ispirazioni più o meno palesi da questo o quel racconto. Secondo me, un po’ più di interazione diretta e un po’ meno documenti avrebbero reso tutto più moderno.

      La difficoltà, mi son dimenticato di dirlo, è scalabile: ci sono tre livelli (credo si possa anche cambiarli nel corso del gioco, ma ho dimenticato di provare :P ) e io l’ho giocato a intermedio, cioè Detective. Se però ti impunti che devi trovare tutti gli indizi, tutti gli indizi nascosti e tutti i segreti, credo che la difficoltà reale salga molto: per dire, mi mancavano 3 o 4 indizi, una trentina di indizi nascosti e 4 segreti su 5, e ho praticamente rivoltato ogni schermata. Non ho fatto del pixelhunting compulsivo, però: non sono né mai sarò un platinatore, mi basta finire il gioco :D

      Direi che il punto forte di questo gioco è certamente l’atmosfera: è un elemento a cui sono molto sensibile e che mi rende impossibile giocare i giochi troppo horror (per dire, mi chiedo ancora come io sia riuscito a finire il primo Silent Hill, dopo il tramonto non riuscivo nemmeno a concepire di dedicarmici).
      Qui l’atmosfera è densa, ma non insostenibile: un po’ più alta del leggere un racconto di Lovecraft, grazie alle musiche e ai suoni.

      Si può discutere sul fatto che valga o meno il suo prezzo: per come sono fatto io, potrebbe – era un extra di Dracula Trilogy e in pratica non l’ho pagato :D
      Di fatto, viene catalogato come gioco indie: non credo sia costato molto produrlo, i credits non segnano certo centinaia di persone e in Zoetrope sembra che non possano permettersi un filtro antispam sul forum :P o non è una priorità per loro. Boh!
      Hanno anche annunciato un gioco su Le montagne della follia, ma chissà se mai uscirà…

      Personalmente, mi è piaciuto abbastanza, anche se a livello tecnico è un po’ una poverinata XD

    2. Tra i giochi indie horror figura Amnesia, un super gioco. Quindi l’indiesità a mio avviso non giustifica un sistema cosí vecchio, se non come esperimento, e cosí adatto al web, tra l’altro.
      Però ho solo letto la tua recensione, dovrei provarlo o almeno comparare altre recensioni…

    3. Sempre leggere più recensioni, specialmente se una è la mia ;) : non sono un recensore professionista e si vede, sto ancora cercando un mio stile di recensione – per dire, vorrei diventare più sintetico e spiritoso, qualità che ho dal vivo, ma non come scrittore.
      Non sono nemmeno un videogiocatore coi fiocchi, giusto un appassionato a cui, ogni tanto, piace provare ad approfondire ciò che gli è piaciuto :)
      Ho buttato giù questo articolo – dopo aver rigiocato il gioco, per rinfrescarmi le idee – perché comunque mi è piaciuto, ma non faccio finta che sia perfetto: se non fosse del 2009, lo taggerei come “retrogame” , come minimo ^__^’
      Siccome sono in mood lovecraftiano da alcuni mesi, mi piaceva l’idea di parlarne. E siccome l’atmosfera c’è, spero che la gente di Zoetrope si migliori da un punto di vista tecnico e osi di più con le innovazioni.

      Riguardo alla dicitura indie: non è ancora un’etichetta con qualità precise, a fronte di alcuni prodotti ben fatti, se ne trovano il triplo che, nel migliore dei casi, sono promettenti ma con delle carenze, spesso perché tentano vie nuove.
      Questo, indubbiamente, non ha nemmeno la scusante della sperimentazione: l’unico elemento che non ho visto in altri giochi, è la schermata delle deduzioni (ma di fatto, molte avventure grafiche prevedono la combinazione di diversi oggetti dell’inventario, arrivare a combinare le idee, per me, è un’estensione di questo concetto).

    4. Non critico la tua recensione che secondo me è corretta, né dico che non è possibile possa piacere a qualcuno un gioco come questo. Solo non mi attrae, per quanto viva in un mood lovecraftiano da anni… :)

    5. A scanso di equivoci, se anche criticassi in modo negativo un mio “articolo” non mi offenderei ;)
      Se poi tirassi anche fuori dei perché, mi aiuteresti pure a migliorare :)

      Tornando al gioco, credo ci siano in giro delle demo gratuite: mal che vada, se un giorno hai da perdere qualche minuto, puoi cercarne una – forse già su Steam, o su Zodiac, può esserci qualcosa.

    6. Devo vedere come far andare i singoli giochi su GNU… quindi ci penso sempre su prima anche solo di provare! :)
      Ne sono certo, ma volevo chiarire che i miei commenti non riguardavano il tuo modo di recensire…

    7. Uh, è vero, tu usi Linux. E WINE (o qualsiasi cosa usiate oggi voi smanetta-computer :P ) non è una scienza esatta.
      Sì, anche io penso che mi chiederei se ne valga la pena, al posto tuo :P

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