La notte del presepe vivente

“Tzè… Le persone…
Le persone sono la cosa peggiore capitata a questo paese”
Abaco, La notte del presepe vivente

Oggi è il 21 dicembre, il giorno del solstizio d’inverno. È anche noto come Yule, la festa pagana del solstizio, che il cristianesimo incorporò nella festa di Natale assieme ai suoi simboli.
Dato che ho uno strano senso dell’umorismo, ho deciso di festeggiare questo “Natale in anticipo” con una piccola recensione di un fumetto italiano, che non è molto adatto alla notte del 24 dicembre nonostante la storia

  • si svolga durante la vigilia di Natale
  • parli di un presepe molto speciale (cosa può essere più natalizio del presepe?)

dato che

  • è una parodia dei film di zombie
  • ha un protagonista ateo
  • c’è qualche scena un po’… NO, TORQUEMADA, NON BRUCIARMI! AAARGH!

E insomma, pronti a salire sul carrozzone?

La notte del presepe vivente 101

Abaco studia astronomia all’università di Bologna, ma è tornato al suo paese natio, Laglio (in provincia di Como) per trascorrere le vacanze natalizie con i suoi: anche un ateo sarcastico come Abaco deve sottostare alla logica delle feste comandate, specie se il premio è il brasato della vigilia!
Diffondendo spirito non natalizio ovunque e deridendo il provincialismo di Laglio, Abaco dovrà affrontare le terribili conseguenze di un evento cosmologico che riempirà il paese di mostri.
Riuscirà Abaco a salvare gli abitanti di Laglio che tanto disprezza?

La scheda

Storia: Davide La Rosa
Disegni: Federico Rossi Edrighi
Copertina: Sara Spano
Editore: Edizioni Star Comics
Prezzo: 6,00€ (144 pagine, volume unico)

I disegni

Cominciamo dal punto debole del fumetto: i disegni.
Chiariamoci, Federico Rossi Edrighi non è uno scarso e secondo me si vede, ma delle due, l’una: o non aveva il tempo, o non aveva la voglia di disegnare!
Credo che anche in Star Comics se ne siano accorti, dato che la copertina è stata affidata a un’altra artista, con un tratto più armonioso, morbido e cartoonoso, mentre i disegni di Rossi Edrighi sono spesso approssimativi, anche se abbastanza espressivi da valorizzare le diverse situazioni comiche. Peccato, ma andiamo oltre!

la notte del presepe vivente
La copertina di Sara Spano
(Fonte: scansione)

La storia

La trama del fumetto è un omaggio a un certo tipo di film: si tratta di una specie di apocalisse zombie a tema presepe! XD
Quando un meteorite precipita, nei pressi del presepe a grandezza naturale di Laglio, le sue radiazioni trasformano le statue nell’anello di congiunzione tra il personaggio che raffigurano e il mostro lovecraftiano! Per dire, in un fiorire di corna e tentacoli e zanne, la statua della Madonna e quella di S. Giuseppe si rivolgono l’una all’altra come se fossero marito e moglie…
La risoluzione della crisi è facile da prevedere, almeno per chi conosce un noto proverbio (presente!) dato che un evento occorso tra le prime pagine lascia presagire quale sia la soluzione finale, ma la sorpresa vera sta nella missione del presepe vivente: quest’apocalisse di religiosità e folklore popolare ha uno scopo, e una volta scoperto, il lettore vorrà prendere a calci un certo personaggio. Non il protagonista, ignaro strumento del Fato. Qualcun altro…

Il protagonista: Abaco

Abaco – chiamato così perché i genitori volevano una calcolatrice, ma poi è nato lui (ehm… non l’ho inventato io, lo dice lui!) – è un ragazzo nerd, studente di astronomia, ateo, rompipalle e sarcastico.
Sembra piuttosto antipatico, ma tutti lo sono almeno un po’, quando immersi in un ambiente pieno di persone con cui si ha in comune solo il fatto di respirare. Diciamo che l’ambiente bigotto del Laglio fumettistico non aiuta a far emergere da subito il suo lato migliore, a meno che il lettore non sia un ateo/anticattolico positivista o un nerd.
L’invasione del presepe lo trasforma in un improbabile eroe: eppure chi vorreste al vostro fianco, durante un attacco di mostri che sono parodie di zombie? Un militare addestratissimo, o un nerd con qualche conoscenza tecnica e la testa piena di cultura pop?

L’altro protagonista: Laglio

Il paese di Laglio – che dovrebbe essere anche il paese natio di Davide La Rosa, se non ha mentito :P – è l’altro grande protagonista della storia in virtù dei suoi terribili abitanti: nel fumetto sono persone false e cortesi, come in un brutto proverbio in rima sui torinesi, ed è così pieno di invidie e rancori nascosti che peggio c’è solo il terribile paese del film La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati!
In uno dei tanti piccoli spiegoni a scopo comico, Abaco spiega al padre l’organigramma del potere sociale a Laglio: il prete belloccio tipo Uccelli di rovo, l’uomo di paglia, è il “re” ufficiale del paese, mentre le sue tre parrochiane-alfa esercitano il potere effettivo influenzando l’opinione degli altri abitanti del paese, nel tentativo di vincere il cuore del don.

Riuscirà, la facciata del perbenismo di Laglio, a reggere l’impatto con la mostruosa crisi scatenata del meteorite? (Spoiler: NO!)
Ma soprattutto, gli abitanti del vero paese di Laglio, quando vedono Davide La Rosa, come lo accolgono?
Noi di Volierager crediamo di boh!

Metafumetto: citazioni e gag…

suore ninja
Prossimamente, su questi schermi…
(Fonte: scansione)

Non ho letto molte storie di Davide La Rosa (purtroppo, perché fanno davvero ridere!) ma in tutte quelle che mi sono passate tra le mani, ho notato sempre lo stesso approccio, che vedo come un mezzo difetto: quest’uomo è in completa balia del metafumetto e delle citazioni nerd!
I fumetti di La Rosa hanno una storia – demenziale quanto si vuole, ma con una logica propria – che però si tende a perdere un po’ in un pantano di battutone, micro-parodie di film, gag folli o nonsense, tutte cose che non sempre trovano un posto nell’economia della storia.
In La notte del presepe vivente, così come già in Suore ninja, è difficile che non salti fuori una gag (o una battuta, o una citazione buffa, o una stilettata di satira…) in ogni pagina.
Menzione d’onore per le storielle del Massone del New World Order, che spesso si chiudono con un finale alla Scooby Doo! XD

… che purtroppo hanno un prezzo!

Tutte queste risate hanno però un lato oscuro: si perde l’occasione di far emergere qualche tematica più profonda. Per esempio, Abaco è un personaggio interessante, e mi incuriosisce il suo rapporto con l’amica Sofia (una teorica del gombloddoh complotto da Facebook) che il padre di Abaco sembra ritenere la ragazza del figlio (e a Sofia pare non dispiaccia, questo).
Come diavolo hanno fatto amicizia, due persone tanto diverse? Non è che non sia possibile, ma Abaco è un super-scettico, mentre Sofia è una ragazza del tipo

SVEGLIA!1!1!1

Credo che un bel volume tipo “Abaco: le origini” si renda necessario: sarebbe anche l’occasione per mettere in scena dei siparietti folli! Ci pensi su, signor La Rosa! ;)
Dimenticavo: un certo poster mostrato nella storia suggerisce che l’ambientazione sia la stessa di Suore ninja, perciò anche un bel crossover sarebbe gradito. Sono avido…

Concludendo

La notte del presepe vivente è un fumetto divertentissimo, a meno che non siate (molto) cattolici, nel qual caso ci possono essere alcuni elementi tra l’offensivo e il blasfemo.
Una mega-parodia delle storie di zombie, che urla “Trasformatemi subito in un b-movie, purché non sia uno schifo troppo derivativo come gli ultimi Scary Movie o roba simile, ho la mia dignità, io!” e che purtroppo ha un disegno non sempre all’altezza, nonostante il disegnatore sembri tutt’altro che scarso.

Il prezzo è un po’ alto, nonostante sia un volume non così panciuto, ma il materiale da risata c’è tutto – forse ce n’è pure troppo! – purché tu sia almeno un 7 sulla scala NerdCalli!

Link

La pagina in cui è possibile acquistare La notte del presepe vivente, se vi manca una fumetteria

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8 pensieri su “La notte del presepe vivente

    1. Mi ha divertito molto, quell’uomo (La Rosa) è una macchina da gag e battutone, ma Suore Ninja mi ha fatto più ridere – c’è da dire che è anche una storia di respiro più ampio, quella delle suore, ci stava quindi più roba.

    2. Alcune persone che conosco mollano Fakeboobs per qualche mese, cancellando l’account per disfarsi degli amici di emme e tornare a iscriversi chiedendo di nuovo l’amicizia (o la micizia. Miao!) solo a chi desiderano avere davvero in mezzo alle palle.
      Secondo me, sarebbe meglio non chiamarli amici e basta, sono a malapena conoscenti o contatti! E dunque, dato che Fb non è obbligatorio come la scuola, evitare di “frequentare” la gente di cui non ti importa nulla.
      Immagino che, al di là dei gattini che lolleggiano e del contro-trolling modesto di Morandi, qualcuno ci trovi come attrattiva anche la remotissima possibilità di vantaggi lavorativi, tipo “yeah! Sono amico su Fb di un fake di Beyonce, ora entrerò nello star system!!1!1 Ma prima, devo mipiacciare questo articolo di denuncia sui rettiliani!” T︵T

      Torno in argomento, che a momenti mi esce un altro articolo :P ti è mai capitato, di leggere La Bibbia 2? Sono curioso di sapere cosa ci sia dentro…

Vuoi dire qualcosa? Gracchia pure!

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