Darkness Within 2: La stirpe oscura

Non è morto ciò che può attendere in eterno,
e con il volgere di strani eoni, anche la morte può morire.
Abdul Alhazred Howard Phillips Lovecraft, Darkness Within 2: La stirpe oscura”

Seconda e ultima puntata con la breve serie di videogiochi di Darkness Within: nel primo capitolo, abbiamo conosciuto un videogioco di impostazione tradizionale, un’avventura grafica del tipo “punta e clicca” a schermate statiche.
Molta atmosfera, poca innovazione, storia discreta di stampo lovecraftiano con un unico protagonista, il detective della polizia Howard Loreid e i suoi segreti.
Questo secondo capitolo come sarà? Migliore o peggiore del predecessore? La storia verrà chiusa, o ci toccherà assistere a un pigrissimo finale aperto?
Scopriamolo!

Darkness Within 2: La stirpe oscura 101

Darkness_Within_2_The_Dark_Lineage
Copertina
(Fonte: Wikipedia)

Il nostro protagonista, Howard Loreid, è incaricato di ritrovare un investigatore privato scomparso e sospettato di omicidio, Loath Nolder. Nel corso della ricerca, Howard scopre di essere coinvolto nelle ultime indagini del fuggitivo Loath Nolder per via della sua famiglia, che nasconde un segreto che Howard non è ancora riuscito a svelare.
In questo capitolo, il segreto di famiglia verrà progressivamente scoperto, facendo affondare sempre più Howard Loreid nella storia passata della regione: stregoneria, cospirazioni, morti e orrori dal passato attendono Howard, che ce la metterà tutta per evitare di perdere il controllo di se stesso e scoprire una volta per tutte cosa diavolo centri lui con Loath Nolder e, soprattutto, cosa lo leghi al paesino di Arkhamend e ai suoi dintorni…

La scheda

Titolo originale: Darkness Within 2: The Dark Lineage
Software house: Zoetrope Interactive (2011)
Pubblicato da: Adventure Productions
Storia di: Onur Samli, Oral Samli
Localizzazione (traduzione?): Juny Gentile
Doppiaggio italiano: Suoni Visioni Studio

Requisiti
Sistema operativo: Windows XP, Windows Vista, Windows 7 o Windows 8
CPU:1,8 Ghz
Memoria RAM: 1 Gb
Hard Disk: 3 Gb
Scheda video: 256 Mb compatibile Direct X 9.0c o superiore e supporto Pixel/Vertex Shader3.0
Scheda audio: compatibile Direct X
La versione giocata (1.04) è stata scaricata dallo store online Zodiac (acquistando una copia fisica di Dracula 4: L’ombra del drago, ho trovato un codice di scaricamento di Darkness Within 2)

Differenze col primo capitolo

Darkness Within 2 si distingue dal predecessore per l’uso del motore grafico PhysX®: laddove il primo gioco era una classica avventura grafica a schermate statiche, qui abbiamo un’esplorazione in tempo reale, col protagonista che può spostarsi liberamente negli ambienti con una classica interfaccia WASD – può camminare, correre camminare a passo svelto, fare un saltello (per superare piccoli ostacoli, ma non bisogna aspettarsi prodezze da ninja) e accovacciarsi per attraversare spazi angusti o avvicinarsi agli oggetti con cui interagire; in più, può raccogliere e trascinare (o spingere) certi oggetti.
Infine, il mouse gli permetterà di guardarsi intorno e decidere la direzione in cui spostarsi con i tasti WASD.
Questa impostazione non è ultra-funzionale: talvolta, se non si è accovacciati, è impossibile interagire con certi oggetti (come cassetti molto bassi od oggetti per terra, per esempio) e questo comporta un leggero rischio di girare a vuoto in cerca di indizi…
Sapendo ciò, il rischio viene però azzerato, basta stare attenti ;)

Esplorazione

Anche in questo capitolo, è presente la mappa della regione – non la zona di Wellsmoth – in cui si svolgerà la storia: un click su una località sbloccata e ci si “teletrasporterà” sul posto.
In più, dopo essere stati in certi punti di una località (praticamente dei checkpoint impliciti) si potrà scegliere di andare in uno di quei punti direttamente dalla mappa: per esempio, cliccando sulla cittadina di Arkhamend, si potrà apparire direttamente nella piazza principale del paesino, all’interno della locanda o dentro la libreria Worm’s Feast, risparmiando un po’ di tempo.

cameo sfacciato
Nemmeno Stan Lee ha mai fatto un cameo così sfacciato!
(Fonte: screenshot del salvataggio)

Grafica

Il cambiamento di motore grafico comporta anche una differenza nell’aspetto degli ambienti: quelli del primo gioco erano forse più dettagliati, ma anche assai statici, mentre in questo secondo capitolo li ho trovati un po’ più approssimativi – ma non terribili, sia chiaro. In compenso, durante le ricerche sarà possibile spostare oggetti come libri o sedie, dato che sotto o dietro di loro sarà possibile trovare documenti o altri oggetti.
Non tutto l’ambiente è interattivo, anzi: la maggior parte dei luoghi ha ben poco da manipolare!
Rispetto al primo capitolo, l’ambiente di gioco è decisamente meno buio, soprattutto per l’introduzione di due piccole novità: una vecchia lanterna e una torcia elettrica. Ho trovato la lanterna molto più utile – proietta tutto intorno una luce soffusa e calda – ma anche la torcia, capace di generare un fascio di luce più intenso, ha il suo perché. La cosa buona, è che entrambe non vanno mai ricaricate!

Sonoro

Siamo più o meno sullo stesso livello del gioco precedente: suoni ambientali più o meno giustificati, poche musiche, voci così così.
Mi è anche capitato che certi suoni entrassero in un fastidioso loop: per esempio, gettando dei libri a terra come se fossi un personaggio de La nona porta, i suoni prodotti da alcuni libri all’impatto col pavimento hanno continuato a generarsi, producendo un fastidioso e continuo TLA-TLACK per tutto il tempo in cui sono rimasto in certi luoghi.
Uscendo dalla locazione, i suoni sono cessati, ma rientrando, hanno continuato a infestare il posto come degli spettri…

Enigmi

Nessun grande cambiamento rispetto al primo capitolo

  • c’è ancora la schermata di deduzione per mettere insieme diversi pensieri e trovare nuovi indizi
  • c’è ancora il meccanismo di sottolineatura dei passaggi importanti – o ritenuti tali – in libri e lettere
  • ovviamente, è ancora possibile interagire con certi oggetti nell’ambiente e nell’inventario per ottenere risposte od oggetti combinati

Alcuni enigmi sono piuttosto difficili – forse più che nel primo capitolo. Un esempio

L’enigma dell’ascensore (con SPOILER enigmistico in omaggio!)
All’interno di una casa abbandonata, si trova un foglio di carta da ricomporre: si ottiene così un diagramma circolare con alcuni pallini colorati e una serie di cerchi concentrici. Alcuni archi di circonferenza sono tracciati con un tratto spesso, quasi a suggerire un circuito o percorso.
Da alcuni documenti, si scopre che fuori dalla casa ci sono delle pietre con dei segni, invisibili finché non siano sottoposti a certi stimoli: questi segni, parte di un rito di protezione, sono anche la combinazione da inserire in una piastra per attivare l’ascensore! E già questo mi da una certa perplessità, ma va bene…
Il diagramma trovato offre un indizio su quali simboli siano necessari e dove trovarli nelle varie pietre: peccato che il foglio sia sbagliato! Per questo motivo era strappato: nella storia, chi l’ha tracciato si è accorto di aver commesso un errore e l’ha fatto a pezzi!
Stando alle soluzioni che ho consultato, c’è un modo di sfruttare il foglio per ricostruire la soluzione corretta, ma io ero già abbastanza indispettito perché anche trovare la soluzione errata era un procedimento lievemente cervellotico, quindi, al grido di go duck yourself, ho usato la soluzione lasciando perdere l’enigma!

Storia (senza spoiler)

La storia di questo ultimo capitolo ruota attorno ad alcune località nei pressi del villaggio di Arkhamend (che stia per Arkham End?) un bel posticino ameno, cupo e desolato come certe cittadine del New England di Lovecraft.
Howard, ancora una volta protagonista della storia, risvegliandosi dopo uno strano delirio indotto da una droga, si trova in una baita che contiene alcuni oggetti utili e degli elementi inquietanti. Nella baita, trova anche una lettera di Loath Nolder che lo spinge a cercare rifugio nel paese di Arkhamend: lì, Nolder promette che gli darà delle spiegazioni, ma solo dopo che Howard avrà trovato un libro raro che viene cercato anche dai loro misteriosi nemici…
Nel corso del gioco, Howard scoprirà finalmente i misteriosi retroscena della sua famiglia e il legame con le mitologie lovecraftiane, e l’occultismo troverà alcune valvole di sfogo più evidenti, pescando liberamente dalle idee di certi racconti di Lovecraft, fino ad arrivare all’agognato…

Finale (senza spoiler)

Questo gioco ha due diversi finali: cattivo e più cattivo – che ciascun giocatore scelga quale dei due sia il più lontano dal lieto fine :P
Per ottenere il finale, nelle battute conclusive del gioco bisognerà scegliere una di due risposte – questo permetterà a un giocatore curiosone di vedere entrambe le conclusioni del gioco senza doverlo rigiocare daccapo.
Conclusa la storia, si verrà accolti dalla schermata di valutazione della partita secondo gli stessi criteri del primo capitolo: tempo di gioco, indizi trovati (nascosti e non), segreti scoperti, easter egg etc. più un diverso titolo sulla base del finale ottenuto (Metamorfosi o Tartaros).

majokkthulhu
Pampulu pimpulu parim pampùm, pimpulu pampulu parim pampùm!
Ora sappiamo come fa, il coccodrillo!
(Fonte: screenshot del salvataggio)

Concludendo

Darkness Within 2: La stirpe oscura è un’avventura grafica con tenui qualità d’azione – l’interfaccia è quella di un FPS anche se non si spara un solo colpo. Eccettuato il sistema di movimento – che ovviamente influenza l’intera esplorazione – la conclusione della saga non si distanzia troppo dal primo capitolo, né per atmosfera (buona) né per il tipo di lavoro mentale richiesto al giocatore (anche se ho trovato gli enigmi un po’ più ostici).
Le località sono, in un certo senso, vaste: mentre nel primo ci si spostava rapidamente di schermata in schermata, in questo secondo capitolo si esplorano gli ambienti passo per passo, dunque il continuo backtracking necessario per proseguire nella storia sembra richiedere più tempo. Comunque, l’introduzione di checkpoint già dalla mappa della regione permette di risparmiare del tempo, riducendo le passeggiate allo stretto necessario.
La conclusione della storia non è male – è molto lovecraftiana e spietata – e alcuni ambienti sono evocativi, mentre la resa visiva delle persone e il sonoro non sono eccezionali.
Pur con i suoi difetti, Darkness Within 2 è stato un gioco piacevole da giocare – un po’ meno da rigiocare, ho preferito di gran lunga il primo: le nuove possibilità di esplorazione (tasti WASD, salti etc.) mi son sembrate implementate in modo non eccezionale e in più promettono – senza mantenere l’impegno – la presenza di momenti d’azione.
Anche calcolando la “tara” dei difetti della serie, mi sono divertito a giocarci e spero che la gente di Zoetrope migliori a sufficienza da poter produrre giochi più funzionali e moderni, anche nell’ambito delle avventure grafiche: aspetterò il loro At the Mountains of Madness, per cominciare!

Link

Il sito ufficiale di Zoetrope interactive
Darkness Within 2 su Zodiac (ma è meglio il pack, nel caso!)
Darkness Within 2 su Steam
Una buona soluzione del gioco in inglese
Una discreta soluzione del gioco in italiano

Annunci

11 pensieri su “Darkness Within 2: La stirpe oscura

    1. Io spero sempre nei miglioramenti :) in entrambi i giochi, l’atmosfera è buona – una storia lovecraftiana è soprattutto atmosfera – e la programmazione è abbastanza solida (soprattutto nel primo gioco, lì non ho trovato bug).

      A ogni modo, la maggior parte delle rivelazioni sulla storia si trova in questo secondo capitolo: in un certo senso, il primo è una “lunga” (6/9 ore) introduzione :)

    2. Io ne ho visto poco, di Lost: accumulo di domande tramite situazioni assurde, ben poche risposte e pure non eccezionali… se mi fossi fatto catturare per tutto l’arco della serie, mi sarei sentito preso in giro!
      Se ne ricava una lezione: se non sai improvvisare, non inserire elementi di storia importanti senza sapere dove dovrebbero portare – se poi ti viene in mente una soluzione migliore prima della grande rivelazione, fai sempre in tempo a cambiare strada, ma non sapere dove stai andando è come guidare nella nebbia a Silent Hill.
      Oppure, ordinare una carica di cavalleria, sempre nella nebbia XD

Vuoi dire qualcosa? Gracchia pure!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...