Il castello errante di Howl, il film di Hayao Miyazaki

“Di questa maledizione non potrai parlarne ad alcuno.
Salutami Howl, eh!”
Strega delle Lande, Il Castello errante di Howl

Ed eccoci qui al secondo appuntamento col mondo del castello errante di Howl: è il momento del film, tratto dal libro di Diana Wynne Jones.
Un’opera visivamente spettacolare, con musiche belle ed evocative e ricca di emozioni, ma anche un caso di infedeltà all’opera originale talmente marcata, da rendere le due storie soltanto delle lontane parenti.
Ma questo non è il momento per il post comparativo: diamoci dentro con il film!

Il castello errante di Howl 101

howl copertina film
La copertina del dvd
(Fonte: scansione)

Sophie, la protagonista della storia, è una giovane cappellaia, a modo suo graziosa ma assai dimessa, e soprattutto insicura.
In un infausto giorno in cui è in corso una festosa parata militare nella sua città (il paese è in guerra con una nazione vicina) va a trovare la sorella Lettie, una fanciulla molto bella la cui sola presenza riempie di giovanotti la pasticceria in cui lavora – e rafforza il complesso di inferiorità di Sophie.
Nel corso della giornata, la protagonista attira l’attenzione di due potenti stregoni per motivi completamente opposti: Howl, attratto dalla ragazza, la salva dal corteggiamento di due soldati molesti, mentre la Strega delle Lande – ossessionata da Howl e gelosa di Sophie – la maledice facendola invecchiare prematuramente e costringendola così ad abbandonare la propria vita banale, ma sicura.
Lasciandosi alle spalle il passato, Sophie si imbatte nel castello errante del mago Howl e vi si intrufola, spacciandosi per la donna delle pulizie: scopre così che la vita di un mago potente come Howl può presentare molti problemi, specialmente quando la nazione è in guerra e tutti i maghi sono tenuti a prestare servizio a beneficio dello stato.
Ma soprattutto, capisce che un contratto segreto con un demone del fuoco può portare, a un giovane mago egoista, una nemica molto potente…

La scheda

Produzione: Studio Ghibli (2004)
Film di: Hayao Miyazaki
Musiche: Joe Hisaishi
Traduzione: Elisa Tardoni
Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Gualtiero Cannarsi
Distribuzione: Lucky Red (2006)

Il mondo del film

i tre volti della strega delle lande
La strega delle lande
(Fonte: screenshot dal dvd.

A meno che io non sia parecchio distratto (SPOILER: lo sono!) nel film non viene mai citato il nome del paese né quello della città in cui Sophie ha vissuto per tutta la sua vita.
È un mondo con una forte estetica ottocentesca europea, e che presenta alcune influenze steampunk, almeno in superficie: abbiamo un treno, veicoli volanti con ali da “libellula”, corazzate volanti, navi in metallo, tram, automobili a vapore e carri armati.
E poi c’è il castello errante che da il nome alla storia, un incubo semovente fatto di roccia e metallo, comignoli e tubi, che si sposta su zampe di gallina metalliche richiamando le leggende della capanna di Baba Yaga.
Nella storia si vedono solo tre maghi veri e propri – Howl, la Strega delle Lande e Suliman, la maestra di Howl – ma ci viene detto che diversi sgorbi gommosi e mascherati sono maghi sottoposti a Suliman, da lei trasformati per aumentarne il potenziale bellico. A un prezzo molto alto…

Uno spettacolo per gli occhi

Visivamente, è un film spettacolare e meraviglioso: colori vivi e ambienti evocativi, è questo il mondo di Howl! Anche le scene di guerra e i paesaggi notturni sono pieni di colori accesi e in quasi tutte le scene, traspare l’intenzione di mostrare qualcosa che sia bello!
Certo, la Strega delle Lande è davvero grottesca, specie se paragonata alle descrizioni più neutre che apparivano nel libro, ma le scene con

  • il castello che si muove, sia con calma che in corsa
  • quell’incasinatissimo bazar che è la camera da letto di Howl
  • la reggia del Re, magnifica anche se affogata in un assurdo protocollo di corte
  • la magia di Suliman, vistosa e letale
  • il prato fiorito che appare nella parte finale della serie

stuzzicano senza sforzo il mio senso del meraviglioso.
C’è poi una scena che mi ha colpito, anche se nell’economia della storia non ha particolari conseguenze: dopo aver subito la maledizione, Sophie studia il suo nuovo aspetto in uno specchio tripartito – e ovviamente, ogni specchio riflette i movimenti della giovane-vecchietta in modo diverso, dato che i due laterali formano degli angoli ottusi con quello centrale.
Da digiuno della legge della riflessione, il comportamento dei tre specchi mi è sembrato un dettaglio molto realistico – e quando mi rendo conto che c’è una certa cura dei dettagli, divento un Conte Gracula felice! :D

La magia del suono ( :P )

Musiche di Joe Hisaishi: non dirò altro, non solo perché non ho grande sensibilità per la musica (vorrei, ma non posso!) ma anche perché si tratta di un nome davvero noto, almeno agli appassionati di animazione giapponese!
Il doppiaggio italiano non è niente male – è sempre riconoscibile la voce della Strega delle Lande, nonostante le trasformazioni subite dal personaggio: l’interpretazione di Ludovica Modugno mi è piaciuta molto, teatralissima!
Le altre voci mi sono sembrate buone, ma la resa di Sophie da vecchia – la stessa doppiatrice di Sophie giovane, Roberta Pellini, a meno di smentite – non mi ha convinto, l’ho trovata un’interpretazione un po’ caricaturale.
C’è un’altra cosa che non mi convince tanto, ma è un aspetto legato alla traduzione: il modo di esprimersi dei personaggi, in certi momenti, è davvero arcaico! Forse è solo dovuto al fatto che non userei mai con tanta scioltezza il verbo “bistrattare” o espressioni come “senza fallo”, ma mi sembra un modo di parlare fuori posto anche se l’ambientazione, visivamente, ricorda la fine del 1800 in Europa.
Certe battute pronunciate mi son sempre parse molto sopra le righe anche prima di leggere il libro: soprattutto alcune uscite di Sophie come

Sarai anche una rapa, ma sei stato una buona rapa. Sii felice, eh!

Sophie, mentre saluta lo spaventapasseri

Nessun difetto oggettivo, chiariamoci – neanche provo a uscire dalla mia zona di comfort, quando si parla di sonoro e doppiaggio – ma comunque, non è nulla che mi abbia mai tolto il piacere delle sette-otto visioni che ho accumulato, praticamente una all’anno.

La nonnetta Sophie

Nel libro, Sophie invecchiata è una donna in buona salute ma priva dell’energia della giovinezza, mentre nel film acquisisce i caratteri di sovrumanità tipici degli eroi e delle eroine nelle storie di Miyazaki: è una vecchietta energica e frenetica, che non si ferma di fronte a nessuno quando vuol fare qualcosa. Per esempio, la scena con le disastrose pulizie del castello: nel libro, Sophie si guarda bene dal superare i limiti imposti da Howl (e comunque causa il suo bel pasticcio con le magie del bagno) mentre nel film va avanti come un treno, senza rispettare alcuno spazio personale!
Potrebbe sembrare imparentata con Conan il ragazzo del futuro o con Ashitaka di La principessa Mononoke … ^__^
Tra l’altro, nel film anche la sua maledizione ha un’efficacia molto altalenante: in certi momenti, quando la nostra protagonista sperimenta un forte trasporto, ridiventa improvvisamente giovane, altre volte capita in modo progressivo. L’inversione della maledizione è sempre temporanea, almeno fino alla parte conclusiva del film, ma nella seconda metà della storia Sophie – anche da vecchia – è meno decrepita e la sua pelle è meno cascante.
L’idea del maleficio a efficacia variabile, forse contrastato dalla forza d’animo della vittima, non è male ed è in linea con l’importanza che molti autori giapponesi danno all’impatto delle emozioni con la realtà, ma avrei apprezzato una regola: la regressione della maledizione di Sophie sembra capitare un po’ per caso…

Gli altri personaggi

Senza stare a fare troppi paragoni tra le due versioni di chiunque – per quello proverò a scrivere qualcosa a parte – il cambiamento più grosso lo sperimenta la Strega delle Lande: una donna capricciosa e priva di scrupoli, preda della propria ossessione per Howl, dopo la trappola di Suliman si addolcisce tantissimo, diventando una quasi innocua vecchietta – una vecchietta che combinerà un paio di casini belli grossi, ma per il resto diventerà molto gentile e assumerà un atteggiamento piuttosto… carpe diem. Ho trovato il cambiamento un po’ troppo rapido: super-malvagia prima, candida nonnina con occasionali ricadute nelle pessime abitudini dopo… secondo me è stato un mutamento di prospettive troppo netto per avere una sua coerenza.
Anche Howl cambia moltissimo, a causa dei suoi sentimenti per Sophie: il suo atteggiamento, da leggero che è, si appesantisce di colpo, trasformando il mago in un uomo stoico e dal grande spirito di sacrificio.

La guerra

suliman magic show 3
Un incantesimo di Suliman
(Fonte: screenshot)

Miyazaki ha sfruttato un blandissimo accenno, nel libro, a un conflitto futuro, per rivedere l’intera storia sotto una luce diversa e dirottarla verso uno dei suoi temi preferiti: la stupidità della guerra.
Molti dei guai di Howl vengono dall’essere allievo di Suliman, la maga di corte, e dunque soggetto a un vincolo di obbedienza rafforzato con la magia, che lo vorrebbe come soldato a difesa degli interessi della nazione. E lui non ne ha proprio voglia, di crepare per l’idiozia di una manciata di miopi governanti!

Nel film vengono mostrati diversi aspetti della guerra, come

  • le parate trionfali a scopo di propaganda, all’inizio del film
  • la corsa agli armamenti a qualunque costo, con la scoperta che i maghi sottoposti di Suliman sono stati trasformati in mostri per aumentarne la potenza
  • il ritorno dei reduci devastati dagli scontri, con la scena del rientro della nave da guerra ridotta a un rottame
  • la contro-propaganda del nemico, con la scena del volantinaggio dall’alto nella città portuale
  • l’intimazione ai cittadini di rientrare nelle case senza raccogliere i volantini del nemico
  • il continuo bombardamento delle città attorno al palazzo reale, che non beneficiano delle protezioni magiche della reggia
  • i violenti scontri aerei tra Howl e i maghi-mostro, e i fuochi della guerra

Non tutti questi aspetti sono approfonditi come si deve (una Suliman tormentata dal dilemma etico di trasformare in mostri gli altri maghi l’avrei vista bene, invece la maga resta una donna tutta d’un pezzo. Un pezzo di merda, per la precisione) ma nel complesso tratteggiano una panoramica ampia del tema.

Concludendo

Il castello errante di Howl è un film molto bello, visivamente coinvolgente e con un’ambientazione che ha i suoi spunti di originalità – per esempio, nonostante alcuni elementi leggermente steampunk, non è particolarmente paludato nell’estetica vittoriana.

stanza di howl
La stanza da letto di Howl
(Fonte: screenshot)

Nel complesso è emozionante, i personaggi non sono comici ma presentano un certo livello di ironia e sono caratterizzati in modo interessante. Non mi convincono molto certe battute, né per scelta delle parole né per tempismo, e tanti aspetti che nel libro tornano come un buon puzzle quando viene risolto, qui sembrano un po’ fuori posto perché mancano alcuni elementi a creare il contesto per certi accadimenti: per esempio, perché Calcifer obbedisce a Sophie? Nel libro c’è un motivo reale, qui Sophie si limita a ricattare Calcifer o a minacciarlo. Lei è una ragazza normale e sotto sortilegio, lui è un demone del fuoco e in un mondo più logico… Sophie, è stato bello conoscerti! :P

Credo che si possa riassumere l’intero film in poche parole: moltissimo cuore e un po’ meno ragione! Chiariamoci, non è una storia sconclusionata e priva di logica, ma un po’ di mancanze bisogna metterle in conto, non tutta la storia va avanti come se fosse un orologio svizzero.
Chi è in vena di storie coerenti è meglio che si rivolga al libro, chi vuole vivere un’esperienza guardi il film, ma in generale consiglio entrambe le storie perché, ciascuna a modo suo e per motivi molto diversi, sono davvero belle. ;)

Prossimamente, forse, l’articolo comparativo tra libro e film! E poi gli altri due libri della serie :D

Link a tema (#credici)

Linko questo breve video-parodia dei film di Miyazaki: una manciata di secondi è dedicata al film del Castello errante di Howl e mi ha fatto ridere XD

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5 pensieri su “Il castello errante di Howl, il film di Hayao Miyazaki

    1. Nulla da obiettare… o meglio, quasi nulla: il libro è l’opera da cui è stato tratto il film, ma la divergenza tra le due storie diventa tale, a partire da un certo momento, che un “liberamente ispirato a” non ci sarebbe stato male.
      Diciamo che capisco meglio la posizione di chi, leggendo il libro e vedendo il film, rimane un po’ spiazzato o perfino si irrita (da adolescente la prendevo molto male, quando il film era molto diverso dal libro. Poi ho dovuto leggere Il nome della rosa e ho ammorbidito le mie posizioni :P ).

      La storia del film ha alcuni difetti a livello di struttura, purtroppo – e per difetti intendo dire che è proprio “in difetto” di alcuni particolari e scene (che nel libro ci sono e non starebbero male neanche nel film, nonostante le differenze tra i due) che avrebbero reso la trama più solida.
      Ovviamente il film compensa con la capacità di generare emozioni, e non solo per via del meraviglioso comparto video e per le belle musiche: continua a essere il mio film Ghibli preferito, almeno tra quelli che ho visto :)

    2. Credo che trarre una storia da un’altra storia richieda un equilibrio cosí difficile da ottenere che quando si raggiunge qualcosa ci si pensa due volte prima di modificare di nuovo. Il film è bello e toccante e questa è la differenza tra un film tratto bene da un libro ed uno male.
      Mettere passaggi magari chiave, funzionali in una storia scritta, avrebbe potuto far crollare altro. Ovviamente parlo senza aver letto il libro, come ti avevo già detto e quindi posso non comprendere il tuo punto, ma sono abbastanza sicuro delle mie affermazioni.

    3. Il film è venuto bene perché comunque lo ha diretto Miyazaki, che è un uomo di una certa sensibilità ed esperienza e dunque, pur divergendo dalla storia originale, lo ha fatto per inserire un altro contenuto, non per figheggiare come un pivello qualsiasi.
      Invece, riguardo ai passaggi mancanti che avrebbero giustificato meglio certe svolte… ormai ho deciso che proverò a scriverlo, il pezzo comparativo, e sarò spoileroso per amor di chiarezza.
      Meglio: lo dirò chiarozzo chiarozzo come piace a S. Bernardino da Siena! :)

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