Il castello in aria, di Diana Wynne Jones

(…) tutto il giorno fu importunato da persone che, con lunghi e infiorettati discorsi, gli proponevano un ritratto della nonna dal quale non si sarebbero mai separati, se non per assoluta necessità di denaro; oppure il ritratto di un cammello del Sultano, vittorioso in diverse competizioni, dipinto che era per caso caduto da un carretto (…)
Il castello in aria

Tutti pronti per un altro salto nella magica terra di Ingary?
Mi spiace per voi, ma il tappeto volante è stato dirottato a sud del regno, verso i Sultanati di Rashput: questo sarà il punto di partenza del secondo libro ambientato nel mondo del mago Howl – ma ci sarà tempo anche per uno scalo a Ingary, una breve fermata prima di esplorare un misterioso castello nel cielo (e non parlo di Laputa).
In questo secondo libro avremo modo di rivedere alcune vecchie conoscenze, ma non accadrà nella prima metà della storia: il protagonista non è il mago Howl o la nuovamente giovane Sophie, ma un giovane commerciante di tappeti dalla fantasia sfrenata, che si mantiene gestendo una piccola bottega nel bazar della città di Zanzib.

Il castello in aria 101

il castello in aria copertina
Copertina de Il castello in aria
(Fonte: scansione)

Abdullah è un giovanotto di aspetto gradevole ma di estrazione… diciamo borghese, figlio della seconda moglie di un ricco commerciante di tappeti. Alla morte del padre – che lo ha sempre trattato in modo un po’ freddo – ha ricevuto in eredità abbastanza ricchezza da poter aprire una piccolissima bottega di tappeti nel bazar di Zanzib.
Ha ricevuto in eredità anche qualcosa da sua madre: una fantasia esagerata che lo porta a inventare per sé una vita da romanzo, finendo per costruire dei metaforici castelli in aria.
La sua vita cambia quando acquista un vecchio tappeto logoro da un maleducato viandante: il tappeto è infatti magico e può volare! Addormentandosi sul tappeto, Abdullah si risveglia nel pieno della notte in un giardino che sembra essere uscito dalle sue fantasticherie più sfrenate, dove fa la conoscenza di una fanciulla tanto bella da non sembrare vera, una principessa quasi uguale a quella che sposa nei suoi sogni.
Ma le inaspettate macchinazioni di un djinn e il realizzarsi di altre fantasie più avventurose getteranno scompiglio nella vita di Abdullah, che dovrà correre parecchi rischi, nel tentativo di rendere reale il suo sogno d’amore…

La scheda

Autrice: Diana Wynne Jones
Titolo originale: Castle in the air (1990)
Traduzione: Daniela Ventura
Editore: Kappalab (2013)
Prezzo: 15 €

Un nuovo eroe

Come anticipato, la storia di questo libro non si concentra sui personaggi del precedente e in linea di massima non si svolge nemmeno negli stessi luoghi: Abdullah è un protagonista più “normale” (non ha strani poteri nascosti) e anche se molte forze soprannaturali influenzano la sua vita, non lo fanno certo per rendergli la vita facile!
È un uomo intelligente e assennato, dotato anche di un certo autocontrollo: tutte qualità che gli permettono di gestire la sua bottega con esiti discreti e buone prospettive di crescita, ma nel momento in cui le sue fantasticherie iniziano a rivelarsi reali, la sua insoddisfazione per la vita che conduce erompe con forza, rendendolo più incosciente e facendogli correre dei rischi di varia natura.

Se vogliamo cercare i lievi punti deboli di questo libro, si può dire che il più pesante risieda proprio in Abdullah: è costruito abbastanza bene, ma Sophie era caratterizzata in modo più interessante e come punto di vista inaffidabile, permetteva di presentare meglio le situazioni che si sarebbero sviluppate in forti colpi di scena.
Abdullah, invece, con il suo essere (quasi) sempre tanto educato da non mostrare agli altri il vero se stesso, appare talvolta untuoso – pur essendo divertenti alcune espressioni fiorite con cui liscia il pelo agli altri: il risultato è che quando interagisce con certi personaggi, sembra più leccapiedi di certi giornalisti e per apparirci qualcuno con cui sia più facile empatizzare, dobbiamo aspettare che il narratore entri nella sua testa.

Una storia picaresca

Limitando gli spoiler, Abdullah si ritrova coinvolto in grossi guai a causa delle sue fantasie e della loro tendenza a diventare reali: l’incontro con la principessa dei suoi sogni si trasformerà in un incubo, quando questa sarà rapita e lui verrà incolpato del crimine, macchiando di inquietudine la realizzazione di una profezia secondo cui “verrà innalzato al di sopra dei suoi pari”.
Perché non c’è dubbio che a venire impalati, la profezia si potrebbe dire formalmente realizzata!
Nel viaggio in cui si imbarcherà per ritrovare la sua principessa Fior-della-Notte e sfuggire al di lei padre furioso, Abdullah troverà molti compagni di viaggio che nascondono un segreto: un veterano di una guerra recente, una coppia di gatti stregati e un djinn nella bottiglia. Senza dimenticare il capriccioso tappeto magico!
Gli ingredienti per un piccolo disastro, ma dalle grandi conseguenze, ci sono tutti…

Stile e tecnica

I paragoni col predecessore sono una forte tentazione a cui cederò volentieri!
Anche in questo secondo libro della serie, la parte iniziale della storia è dedicata a presentarci l’ambientazione e il protagonista: anche in questo libro, il favore ci viene fatto da un narratore onnisciente, e ancora una volta, il punto di vista si salda in fretta sul protagonista – abbandonandolo solo nelle fasi finali della storia, in alcuni paragrafi.
E qui finiscono i punti di contatto tra le costruzioni dei due libri.
Rispetto al Castello errante di Howl, questo Castello in aria è un po’ più asciutto e scorrevole, non solo perché è appena più breve: tutto l’impianto della storia è più semplice, ma questa scelta rende il libro un po’ meno profondo rispetto al predecessore.
Laddove la limitata visione di Sophie impediva al lettore di conoscere meglio la realtà che la circondava, qui abbiamo un punto di vista incentrato su Abdullah, che non sembra soffrire la mancanza di capacità di analisi – quando sbaglierà a interpretare la realtà, sarà più che altro a causa dell’esagerata quantità di sortilegi che operano attorno a lui.
Quando le situazioni sono ambigue, sono tali a causa di grandi magie piuttosto che per via dell’ingenuità del protagonista – sì, qui la magia è più invadente: tra geni che esaudiscono desideri, tappeti volanti, gatti mutaforma e un enorme castello sospeso tra le nubi, il budget degli effetti speciali si rivela presto consistente e soprattutto costante, con un certo guadagno dal punto di vista del sense of wonder.
Tutto ciò ha un costo in termini di profondità della storia (presentandosi con una complessità ridotta, anche per l’invadenza della magia come elemento risolutore o motore della storia, sembra puntare a un pubblico più giovane rispetto al primo) ma meno di quanto si potrebbe pensare: nonostante il protagonista ottenga molto presto alcuni mezzi magici che potrebbero avvantaggiarlo, questi sono praticamente tutti delle armi a doppio taglio. E non sarà Abdullah, a tenerle in mano…

Il veterano

Abdullah non vive le sue avventure picaresche da solo: per intervento di un djinn – a cui ha chiesto un aiuto per ritrovare la sua principessa – incontra sulla sua strada un veterano di Strangia, un regno sconfitto in guerra da Ingary grazie alle magie di Suliman e Howl – chi si ricorda che nel primo libro si ha un accenno a una guerra incombente? Beh, quella guerra è iniziata e finita tra i due libri, e uno dei suoi prodotti è questo soldato esperto: non malvagio, non si fa però problemi a usare mezzi poco onesti per sbarcare il lunario e alterna comportamenti di scarsa affidabilità a momenti in cui sembra essere un alleato degno di fiducia.
Il veterano ha un enorme punto debole: adora i gatti fino a esserne ossessionato! Così, quando questa strana coppia si imbatte in una gatta mutaforma con il suo cucciolo, Abdullah (pur non amando i felini per questioni culturali) si deve piegare ai desideri del veterano e spendere diversi desideri e parecchio denaro per rendere agevole il viaggio dei due animali!

Un finale un po’ affrettato (senza spoiler)

Dopo la risoluzione di tutti i conflitti – che comprende diverse rivelazioni alla Scooby-Doo :P – abbiamo qualche pagina che rivela come sia proseguita la vita dei personaggi principali e secondari: pur essendoci anche dei dialoghi, l’effetto mi ha ricordato certi film americani in cui, chiusa la storia e prima dei titoli di coda, abbiamo delle didascalie che rivelano le fortune e i rovesci di sorte dei personaggi.
Il risultato appare affrettato, e non capisco il perché di questa scelta…

Concludendo

Il castello in aria è un libro più che gradevole da leggere: scorre più rapido del suo predecessore in virtù di una struttura più semplice e ha un’atmosfera esotica che gli da una punta di originalità – le ambientazioni da Mille e una notte non sono molto sfruttate in narrativa, imho – ma il suo uso non troppo contenuto di elementi magici potenti (esprimi un desiderio!) crea delle situazioni che sfiorano il deus ex machina.
In più il protagonista, pur essendo ben costruito, patisce degli inevitabili confronti con Sophie Hatter, protagonista del primo libro, e viene da lei superato in termini di simpatia e carisma, soprattutto perché meno schietto della ragazza.
Potrebbe quasi essere superato in simpatia anche dal veterano, che purtroppo affianca a un’interessante mistura caratteriale di onore e disonestà, una natura capricciosa inaspettata a causa della tenerezza che gli ispirano i gatti – e questo porterà alla coppia in viaggio dei problemi, che di fatto sono generati da questo lato stupido del soldato.

Nel complesso è un bel libro – storia gradevole, situazioni avventurose e divertenti, un aspetto fantasy molto sviluppato – ma trovo che sia inferiore al suo predecessore in termini di struttura e caratterizzazione dei personaggi: in pratica, mi è piaciuto di più Il castello errante di Howl, rispetto a questo Castello in aria.
Mi resta da leggere il terzo della serie, La casa per ognidove: come dicono alcuni

State tonnati!

Link

Il sito dell’editore italiano, Kappalab

Un sito dedicato a Diana Wynne Jones e alle sue opere

Annunci

2 pensieri su “Il castello in aria, di Diana Wynne Jones

  1. Quindi, se ho capito bene, Howl e Sophie non compaiono per niente in questo libro, che invece è incentrato su un nuovo protagonista con altri comprimari, giusto?

    Comunque ottima analisi. Ora aspetto la recensione del terzo libro. :)

    1. Sophie compare molto avanti, Howl e Calcifer praticamente alla fine. In questo libro, quei tre personaggi hanno un ruolo assolutamente secondario e il centro della storia è Abdullah.
      Hanno una funzione nella storia, non siamo al livello delle guest star nelle serie tv, ma sono comunque di supporto rispetto alla storia di Abdullah.

      Grazie dei complimenti :D il terzo libro è in arrivo ;)

Vuoi dire qualcosa? Gracchia pure!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...