Aria, volume 1 – di Holguin, Anacleto e Martinez

“Be’, vedi l’iscrizione? Credo che getti un po’ di luce sulla sua provenienza.
Certo, so che i dati storici su Artù sono vaghi e gli studiosi sono spesso in disaccordo…
Ma si può dire che il mitico re dei Britanni non fu mai…
… un membro dell’esercito della salvezza. È un suggerimento.”

Lady Kildare, Aria

Quando una principessa del regno delle fate si è stancata del suo paese in decadenza e degli asfissianti protocolli di corte, cosa può fare?
Andarsene a vivere sulla Terra, come se fosse una persona qualsiasi, ovviamente.
Perché no, magari potrebbe anche gestire un negozio di oggetti di insolito aspetto e dalla storia misteriosa, così da stare sempre a contatto con l’umanità che cerca la magia e la meraviglia in luoghi lontani e non si accorge di quella che ha davanti agli occhi!
Ricordando sempre che magia e meraviglia non esistono solo nella forma che i moderni cantastorie del politicamente corretto hanno dato loro: le fiabe più antiche hanno sempre un lato oscuro…

Aria 101

aria volume 1
Aria volume 1, edizione italiana
(Fonte: scansione)

A New York vive in incognito una principessa delle fate, la volitiva Lady Kildare: bellissima ed eternamente giovane, come tutte le fate, nasconde la sua regalità dietro un atteggiamento scortese e cinico.
Kildare non è l’unica creatura non umana in città, e nemmeno nel mondo: esiste una società parallela che si mescola a quella umana, facendosi notare solo nella misura in cui lo desidera e vivendo in modo spregiudicato le loro notti, alla maniera degli esseri umani.

In occasione di una ricorrenza importante per il popolo fatato, una minaccia emerge dal passato, facendo strage di alcune fate sulla Terra e degli esseri umani loro alleati: un assassino, fermato dopo il crimine, ha affermato di essere stato istigato dalle fate, dietro volere del Signore oscuro.
Kildare e alcuni suoi amici – e congiunti – cercheranno di capire la natura della minaccia per sventarla una volta per tutte, seguendo le tracce del reale colpevole lungo due continenti e tre mondi.

La scheda

Storia: Brian Holguin
Disegni: Jay Anacleto e Roy A. Martinez
Traduzione: Pier Paolo Ronchetti
Edizione originale: Image, Avalon Studios (1999)
Edizione italiana: Panini, Cult comics (2000)
Episodi: Faerie Tales Endings (I finali delle fiabe) – The Shores of Sorrow (Le spiagge del dolore) – Homecoming (Rimpatriata) – Among Ruins (Fra le rovine)
Prezzo: 7000 lire

I disegni

Due diverse matite si avvicendano tra gli episodi di questa storia: Jay Anacleto e Roy Martinez. Martinez è bravo, ha un tratto per niente dolce ma gradevole e funzionale alla narrazione, mentre Anacleto non disegna tavole, le illustra! L’effetto del lavoro di Anacleto è un po’ pesante, poco dinamico, ma ciò non toglie che sia uno spettacolo per gli occhi – complice anche la calda colorazione di Brian Haberlin.

zatanna-anacleto
E poi scopri che se la cava bene anche con Zatanna!
(Fonte: Comicvine)

L’ambientazione

L’ambientazione presenta alcune caratteristiche che la farebbero amare dagli appassionati di giochi di ruolo come Vampiri: la Masquerade e Changelin: the Dreaming: nel mondo moderno si nascondono creature magiche di ogni genere, come la protagonista Kildare, il dio Dioniso (che gestisce un pub alla moda), il vecchio misterioso che si fa chiamare Sfinge e si ingozza di enigmi, il raffinato signore del male Iblis… e poi stregoni, licantropi e mostri di ogni genere!
Questi esseri vivono una vita normale nel mondo – certo, con qualche non trascurabile vantaggio dovuto ai loro poteri soprannaturali – ma noi siamo a conoscenza solo del punto di vista di Kildare, che descrive se stessa e gli altri esseri magici come persone annoiate, che recitano da secoli lo stesso ruolo e hanno trovato negli eccessi degli esseri umani un piacevole sfogo, un’alternativa alla routine. E lo fanno da ormai diversi secoli: alcuni hanno intrecciato parte del loro cammino con persone diventate poi celebri

– Conoscevi Mozart? Quando diavolo è stato?
– Tempo fa. Mi sono fermato a Vienna per qualche anno. Era molto divertente.
– Dev’essere stato uno dei tuoi leggendari “decenni perduti”.
– Sì, ma non lo vedo da secoli. Mi chiedo cosa stia facendo.
– Non molto. È morto da circa centocinquant’anni.
– Oh. Ecco perché non mi scrive.

Kildare e Pug

Quest’aridità interiore è riflessa anche dallo stato in cui versano le terre delle fate: un luogo arido e crepuscolare, in cui non nasce una fata “purosangue” da parecchi secoli.

Dialoghi

Come è possibile rendere gradevole una storia, quando i suoi personaggi sembrano la versione magica di certi poser che intorno al 2000 erano molto comuni?

(magari sono comuni pure ora, questo non lo so perché non faccio molta vita mondana, ma in passato, a zonzo per locali, trovare dei poser intenti a rendersi ridicoli era un must!)

Dicevo, come?
Con dialoghi brillanti e irriverenti, soprattutto se coinvolgono Kildare – la quale non è esattamente una principessa Disney: ha la battuta pronta, e la lingua velenosa e affilata.
Un piccolo esempio, offertoci dall’interazione con alcune ragazze dark che vogliono bere qualcosa di esotico

– Hai dell’assenzio? Sì, la bevanda. Come in quel video di Trent Reznor.
– Sì, siamo le Signore delle ombre, pellegrine smarrite nella sponda plutoniana della notte. Cerchiamo un dolce oblio.

Ed ecco la risposta di Kildare!

Assenzio?
Perché non andate a comprarvi del crack, già che ci siete?
Prima di tutto, sa di piscio di gatto… e a Parigi la gente iniziò a berlo solo perché il vino era molto tassato.
Secondo: personalmente…
… a una che si definisce “pellegrina smarrita nella sponda plutoniana della notte” sparerei alle gambe.
Buona giornata.

Perché dopo aver insultato un cliente, bisogna essere educati e salutarlo per bene!

Gwinnion, detta Ginny

Per decenni, Kildare e sua cugina Ginny si sono divertite a “fare danni” sulla Terra, forti del loro fascino e della loro magia. Questo fino a quando Ginny “la pazza” ha visto spezzare la propria mente, diventando pazza per davvero, a causa di un evento scioccante.
Da allora, le loro strade non si sono incrociate molto spesso: Ginny è rimasta a vivere in Inghilterra mentre Kildare, al calare della prosperità vittoriana, ha scelto di spostarsi negli Stati Uniti d’America.
Questo, fino all’inizio della storia, quando l’uccisione di alcuni esseri fatati e umani, amici di Ginny, l’hanno spinta a cercare nuovamente rifugio presso sua cugina Kildare, a sua volta presa di mira da mostri orripilanti.

Il resto del cast

Ad accompagnare Kildare e Ginny, reali della casa di Dannan, abbiamo

  • Pug, un rude e sfregiato guerriero delle fate. Uno che non va molto per il sottile, quando si sente minacciato – o quando viene minacciata una persona che consideri amica
  • il mago umano Alfred James Christiansen, che cela il suo nome reale dietro il nom-de-guerre Magnus Magus (a detta di Kildare, ha il complesso di Merlino)
  • Childe Roland, “giovane” mezz’elfo, fatato da parte di padre. Conduce una vita da artista di strada, mantenendosi grazie ai suoi disegni

Concludendo

Questo primo volume di Aria – e per quel che ne so, unico pubblicato in Italia, assieme al crossover Aria/Angela – racconta una fiaba oscura, in cui alcune fate in esilio volontario sulla Terra devono confrontarsi con un nemico del passato, facendo luce su un evento terribile e su una minaccia incombente tanto sul mondo delle fate quanto su quello degli esseri umani.
Un fumetto urban fantasy, amaro e ironico, piuttosto che comico, i cui bellissimi disegni, ricchi di dettagli e colorati in modo spettacolare, sorreggono il senso di meraviglia ispirato dalla storia.
Aggiungiamo una protagonista acida e sarcastica, ma anche bella e provocante (il fan service resta entro il livello di guardia) e un gruppetto di comprimari alla sua altezza, per vivere un’avventura in cui gli aggettivi “fiabesco” e “sdolcinato” non vanno d’accordo tra loro.
È un vero peccato, che non abbia potuto mettere le zampe sugli altri due volumi di questa serie (ho giusto un paio di “libri di illustrazione”): già il crossover Aria/Angela mostrava un certo miglioramento sia del già incredibile tratto di Anacleto, che della colorazione di Haberlin…
Speriamo che la Panini – o chi per lei – in futuro rimedi a questa svista, possibilmente senza portarmi via un rene!

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