I petalosi fiori del male

Attenzione!

Data la stupidità della bagarre, questo articolo conterrà parole indecenti, inventate o stupide, e persino inutili prestiti da lingue straniere.
Se pensate che Dante Alighieri – padre dell’italiano per molti, anche se non si esprimeva in italiano :P – possa rivoltarsi nella tomba all’idea di fiori petalosi, rendetevi utili: attaccate delle turbine ai suoi resti che fanno spinning, così da produrre energia e risolvere i problemi di tutti quando il petrolio finirà!

Ieri, sul blog di Gaia Conventi, sono venuto a conoscenza di un fatto che in un mondo normale sarebbe di rilevanza nulla, nel peggiore dei casi: un studente delle elementari, in un compito sugli aggettivi, ha coniato l’aggettivo “petaloso”, che sta per “ricco di petali”. Immagino che l’abbia inventato ispirandosi ad aggettivi in -oso (che ne so, vaporoso, oppure gustoso).
La sua maestra ha trovato grazioso l’aggettivo e, in modo molto giocoso, assieme al suo studente ha chiesto all’Accademia della Crusca se petaloso potesse avere un futuro nel vocabolario. La risposta dell’Accademia è stata più o meno questa, parafrasando

È ben formato, non viola alcuna regola e il suo significato è intuitivo.
Se molta gente in tutta Italia userà “petaloso”, diventerà probabilmente una parola ufficiale.

Ma come diceva un mio amico in merito ad altre situazioni, Internet non perdona e il neologismo è stato oggetto di avversione da parte del popolo di Fakeboobs, paladino della lingua italiana, perché… non so perché, non ho un account Fakeboobs, ma in un contesto storico in cui è di moda stuprare la lingua con le K al posto delle C e commettere tanti altri piccoli “crimini” linguistici, che il povero aspirante aggettivo “petaloso” suoni come un gruppo di fanatici che distrugge opere d’arte e palazzi antichi, mi sembra una vera sciocchezza!

Questo “caso” ha scatenato in me tante piccole riflessioni unnecessary: normalmente le terrei per me perché non sono di alcuna utilità, ma questa volta ho deciso di abbassarmi a “giocare” e lo farò in sette punti. Va be’, sei.

  1. Poffarre, quanto tempo libero avete, per rompere le scatole a un bambino che ha inventato un aggettivo plausibile, e alla sua maestra! Detrattori di petaloso, continuando così finirete per killare la curiosità e la fantasia delle nuove generazioni…
  2. Mi chiedo quanti novelli paladini della lingua italiana riuscirebbero a coniugare decentemente i verbi al congiuntivo o al condizionale e in quanti si dedicherebbero invece alla persecutio temporum.
    Non voglio risposte, temo che sarebbero molto politically correct e io sono allergico, a questa merda! :P
  3. Riconosco che “petaloso” è un potenziale aggettivo che forse non userei in un testo letterario – intendendo per “letteratura” quei solenni, elevati testi che parlano esclusivamente di sfighe e gente così moscia che a definirla depressa, sembra che si stia descrivendo Pollyanna mentre fa il gioco della felicità – ma diavolo, la bellezza di una lingua non sta tutta nel registro linguistico “alto”, fatto solo di parole che siano astonishing e groundbreaking!
  4. Quattro (come da tradizione di certi blog)
  5. Vedere lo spazio del tg sprecato con queste faccende, quando ci sono questioni vere di cui informare le persone, è un segno dell’Apocalisse che si ripete da molto tempo. Un telegiornale non dovrebbe essere l’estensione di una bacheca dei social – per certe chiacchiere oziose c’è già studio no, dicevo… capisco che non sono il proprietario del tg e che questo punto potrebbe sembrare molto populista, però…
  6. È vero che gli zombie sono di moda da anni, ma le lingue non-morte sono un’altra questione. Le lingue cambiano, come cambiano le persone che le parlano e scrivono. Panta rei, take it easy! e Carpe diem, trote gnam!
    Impedire a una lingua di cambiare in nome di chissà quale ideale di ortodossia è una cretinata (soprattutto perché la forma di ‘sto benedetto petaloso non è dissimile da quella di aggettivi già presenti sul vocabolario). In ‘sto caso, il danno è contenuto perché la questione è una scemenza, ma in passato, riferirsi a momenti mitici in cui, per sentito dire, tutto era più bello e puro e giusto, ha portato a persecuzioni contro persone di ogni genere. Stay alert!
  7. Aspetto al varco chiunque osi dire che l’inventore di petaloso è in realtà un rettiliano che gombloddah per sovvertire la civiltà occidentale e conquistare il mondo!!1!1!!
    Che io sappia, nessuno si è ancora prodotto in questa perla di avidya (va pronunciato con la “a” finale lunga, mi raccomando, altrimenti il grammatico Panini piange) ma non mi stupirebbe se si compiesse anche questo passo. Con tutte le scie chimiche che ci sono in giro e ci bucano l’azoto, signora mia!!1!

Sette punti, numero sacro. Basta così, ho dato il mio contributo a questa perdita di tempo.  >_<
Per il puro gusto di dare contro a chi scassa le balle a un bambino che inventa nuove parole (mica può farlo solo il mitico Dr. Manhattan!) cercherò di usare la parola “petaloso” ogni volta che potrò e che avrà un senso farlo. :P

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22 pensieri su “I petalosi fiori del male

  1. Tu non frequenti Facebook e ti stai perdendo il meglio. Ops, il peggio. Siamo già andati oltre, siamo arrivati alle offese personali: al bambino, a sua madre, alla sua maestra. E, come dicevo qualche ora fa, ormai comincio a pensare che il dramma di certa gente sia l’invidia del pane. Già, proprio del pane. Una cosa normale diventa qualcosa di speciale, ma capita agli altri. Argh!, agli altri… mumble mumble… occorre demolirli, non c’è altro rimedio. Ahhh… la poracceria di certi poracci!

    1. Addirittura offese? O_0
      No, sul serio, qua siamo alla frutta. Marcia.
      Su un argomento del genere non si può arrivare agli insulti, specialmente a un bambino che ha inventato una parola, come fanno sempre i bambini: quelle che inventavo io da piccolo erano davvero non-parole, ma sarebbe comunque stato ingiustificabile dare contro a un bambino per una cosa così.
      Questo conferma la mia idea che quando non si ha nulla da fare ci si annoia, e un cervello annoiato può fare solo pensieri cretini, traducibili in azioni stupide… bleah!

  2. Sono pienamente d’accordo con le tue riflessioni. Sia perché in una società che tende ad omologare,nei gusti e nella creatività, un bambino che inventa è una cosa da preservare sia perché veniamo quotidianamente obbligati a neologismi ben peggiori (perché io “l’apericena” mi rifiuto di farlo).

    1. Apericena fa schifo alla mazza, puzza tanto di rigurgito da yuppi degli anni ’80, ma in sé e per sé è solo una tragica chimera, si può sopravvivere a essa evitando di ficcarla in una frase.
      Tutto il caso di petaloso è inquietante, invece: sono sempre stato per la fantasia al potere, finché non crea mostri pericolosi, e quell’aggettivo non credo che ucciderà qualcuno. Insomma: montare questo can can perché un bambino ha osato sperimentare (e spero che continui a farlo con criterio, ché a quell’età si rischia di perdere gusto per le cose, con questo genere di incidenti)… questo non è disciplinare la creatività per darle uno sbocco, è invece castrarla per paura di non si capisce bene cosa.
      Spero che certe menti oziose trovino presto un passatempo più salutare del paladinato linguistico…

  3. Hai fatto bene a mettere il punto 4 perché ci sta sempre!
    Io ho iniziato a parlare di apocalisse ben prima del bambino inventore, perché vedo in là nel tempo, anche un po’ in qua volendo.
    Però diaminerottola! Vogliamo imparare due basi semplici semplici per far sí che non siano links le parole su cui vuoi soffermarti? :-)

    1. Sull’Apocalisse, nulla da ridire: in effetti, molti segni si prestano a essere interpretati in quella direzione. Alcuni si ripetono, pure. :)
      La parte sui link non l’ho capita: puoi spiegarla un po’ meglio? :)

    2. Ah, okay XD
      Ormai sono un elemento della mia mancanza di stile :P peccato solo che su dispositivi touch non funzionino, come tutti gli elementi hover – infatti, ormai cerco di metterne non più di un paio per articolo e di non usarle con lo scopo che mi prefissavo, cioè per spiegare cose importanti.
      Il fatto è che le note in calce le trovo scomode – vai in fondo all’articolo, poi torna su.

    3. Dici che il rosa e il grassetto non bastano? Potrei dargli un tocco di “evidenziatore”, magari… ci penso :)
      Due livelli di commenti, secondo me, sono ok – quando non faccio i miei soliti pasticci :P

  4. Ciao,
    sono entrata qui per ringraziarti per il commento che hai scritto sul kavvingrinus-Ili6, mi ha molto colpito leggere “penso che i suoi alunni a scuola non si annoiano come invece mi annoiavo io”, un commento che dice tanto e che davvero mi ha favorevolmente colpita. (Lo spero!!!)
    Ma ora leggo questo tuo post e non posso che concordare con quanto hai scritto. Sorvolo sulle cattiverie “facebucchiane” stupide e gratuite, si commentano da sole. Penso che il clamore di stampa e tv attorno a questa storia “petalosa” stia nella tenerezza che è insita nella storia stessa: a volte si ha estremo bisogno di sentire storie di candore e delicatezza e la “petaloso” ci ha dato un attimo di respiro dopo la valanga di brutture che siamo costretti a sentire ogni giorno. Comunque, domani a scuola si studiano gli aggettivi e sinceramente non so ancora se dirò di petaloso; il timore è che i miei alunni si mettano ad inventare aggettivi e poi pretendano che io scriva alla Crusca per finire fotografati dai vari giornalisti!
    Ancora grazie,
    Marirò

    1. Ciao, Marirò (Maria Rosa?) :D
      Ho scritto quel commento perché, leggendo del tuo approccio con gli studenti, mi hai fatto tornare in mente – per contrasto – la mia esperienza con buona parte della mia vita scolastica.
      Io mi annoiavo molto: ho sempre avuto insegnanti più severi del necessario e tutta questa serietà non mi ha certo aiutato a trovare il lato piacevole dello studio.
      Il tuo modo di porti, da quel che ho letto, mi ha dato un’idea di un approccio più empatico: se da un lato è necessario che i bambini imparino a essere più disciplinati ed educati, da un altro punto di vista bisogna considerare che, a causa della loro età, sono costretti a fare un sacco di cose di cui spesso non frega loro un bel niente, compreso l’andare a scuola, perciò riuscire a rendere più piacevole e divertente l’apprendimento potrebbe anche far sì che si impegnino e si concentrino di più.

      La faccenda del petaloso mi ha colpito per vari motivi: il primo è che un fatto così semplice e giocoso non dovrebbe certamente provocare reazioni tanto acri nei confronti di un bambino, una maestra e persino la sua mamma: ha “inventato” una parola, non ha commesso un crimine!
      Essere trattato come un terrorista della lingua italiana è ingiusto, così come è ingiusto dare contro alla sua maestra che ha colto la palla al balzo per insegnare qualcosa alla sua classe, usando i fatti anziché limitarsi alle parole.
      Spero che questo can can non renda il ragazzino chiuso e introverso e non faccia cambiare registro alla sua maestra – io tifo per loro, alla faccia di certi bulletti fuori tempo massimo sui social!

      Io non sono un insegnante, ma se i tuoi studenti sono abbastanza grandi da capire un discorso un po’ complesso, prova a preparare una lezione sul petaloso e su cosa trasformi un neologismo in una parola a pieno titolo; prenderesti diversi piccioni con una fava:
      1) insegneresti che anche uno status quo come la lingua italiana può cambiare
      2) che non sempre una lingua cambia, perché ci vogliono le condizioni giuste
      3) avresti anche uno spunto per una lezione di civiltà e rispetto.
      Da grandi, potrebbero ricordarsene, quando avranno a che fare con un bambino che ha fatto qualcosa di insolito (ma innocuo) dal punto di vista di un adulto. :D
      Qualunque cosa tu decida di fare, ti faccio i miei migliori auguri di buon lavoro e buon proseguimento! Alla prossima, qui o altrove ;)

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