Aria/Angela, di Holguin e Anacleto

Henri:- Vedete, io ho la “nostalgie de la Boue.”
Sono attirato dallo squallore e dalla decadenza.
Trovo la bellezza della lotta dell’uomo comune contro il destino… sublime.
Kildare:- Be’, sono certa che l’uomo comune sia entusiasta di rendervi un tale servigio.”
Henri De Courbier e Lady Kildare

aria angela crossover
Aria/Angela, copertina
(Fonte: scansione)

Dopo Aria, volume 1, tocca al crossover Aria/Angela.
Era un periodo strano, quello intorno agli anni 2000: per quel che ricordo, era la fiera dei crossover improbabili, dove tutti facevano comparsate nelle storie di tutti come nel più bieco telefilm americano (mai sentito parlare di Tomb Raider/Witchblade?) e io mi chiedevo spesso: che senso ha tutto ciò?
Bene: Aria/Angela vede la principessa delle fate Kildare, di cui abbiamo già imparato ad apprezzare la… uh, schiettezza, incrociare per un momento il proprio cammino con quello di un personaggio di Spawn, la cacciatrice di demoni col fisico da lap dancer: Angela.

Aria/Angela 101

Siamo nella prospera Inghilterra del periodo vittoriano: Kildare si dirige a una festa, un baccanale finto-segreto, in cui la crema della repressa società londinese può dedicarsi a tutte quelle attività che la morale ufficiale condanna.
Alla festa, la fata incontra una sua amica, una mortale ignara della natura della protagonista, che le presenta un giovane pittore emulo di Rossetti, Henri De Courbier.
Una settimana dopo, trascinata dall’interesse del pittore per gli spettacoli di cattivo gusto, Kildare scopre che anche un piccolo cirque du freak può nascondere una perla preziosa, e subito dietro tale perla, anche un pericolo mortale…

Prima di darci dentro con questa mini-recensione (mini perché non c’è molto da dire, su questo fumetto) un box per capire come mai il fumetto in generale non venga sempre riconosciuto come una forma d’arte: basta trattare personaggi e opere come se fossero dei set di pentole! :P

Piccole controversie legali

Il personaggio di Angela è stato creato a quattro mani da Todd McFarlane e Neil Gaiman, negli anni ’90, ma dopo il 2000 (per motivi che sono spiegati meglio da Wikipedia) i due se la sono litigata in tribunale assieme ad altri personaggi di Spawn fino a che si sono accordati: Angela è diventata definitivamente un personaggio controllato da Neil Gaiman.
Che poi l’ha venduta alla Marvel.
In breve: ora Angela non è più un angelo, ma la sorella di Thor. O_o

La scheda

Storia: Brian Holguin
Disegni: Jay Anacleto
Titolo originale: Heavenly Creatures
Traduzione: Pier Paolo Ronchetti
Editore originale: Image, Avalon Studios (2000)
Editore italiano: Panini, Cult comics (2001)
Prezzo: 2,53 € (4900 lire)

I personaggi

La storia ci viene narrata anche per didascalie da uno dei coprotagonisti, un aristocratico chiamato Zephon: parla dei comuni mortali con un tono di disprezzo, è anticonformista e a tratti è lievemente blasfemo.
È anche un lupo mannaro, con un perfetto controllo del proprio potere di trasformazione (può diventare lupo o uomo-lupo quando vuole).
Abbiamo poi Angela, caduta sulla Terra dopo una battaglia galattica con entità non meglio specificate: svenuta e inerme, è stata catturata dal cattivo della storia, il dottor Peter Traum, il quale la sfoggia negli spettacoli del suo cirque du freak assieme ad altri fenomeni da baraccone farlocchi, che ha raccolto in giro per il mondo.
Infine, abbiamo la graziosa ma insipida Lisette, amica di Kildare per motivi ignoti – dato che non ha nulla di speciale, nemmeno in termini umani – e il pittore Henri De Courbier, un dandy belloccio e poser che farebbe saltare i nervi a chiunque, per quanto è altezzoso (vedasi la citazione all’inizio dell’articolo).

La storia

Sarebbe meglio dire “la storiella”: non è un grandissimo intrigo e probabilmente, con disegni meno stilosi passerebbe inosservata. Trattandosi invece di una storia “in costume” illustrata da Anacleto, si salva dall’abisso dell’oblio.
Senza fare troppi spoiler, questo crossover parte dall’idea di raccontarci le cause mistiche del declino dell’epoca vittoriana, coinvolgendo il personaggio di Kildare e la cacciatrice di hellspawn Angela. Più un lupo mannaro sarcastico, un collezionista di “bestie rare” e una mediocre coppietta.
Nel finale, avremo modo di vedere anche uno scorcio del regno delle fate, in questo periodo ancora florido, a differenza dell’arida distesa già vista in Aria, volume 1.

Concludendo

Un crossover con poco costrutto per dare vita a una storiella senza infamia e senza lode, se escludiamo una manciata di dialoghi frizzanti e dei disegni che sono troppo belli, per accompagnare una trama così dimenticabile.
Meno male che esiste Anacleto! :D

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9 pensieri su “Aria/Angela, di Holguin e Anacleto

    1. Io e Moore, mi sa, non siamo proprio compatibili XD
      Comunque, Holguin sa anche essere uno sceneggiatore decente – l’altro volume di Aria aveva una storia più carina. Peccato che si atteggi troppo a “come sono decadente”, ma forse era anche il periodo :)

      Invece, la cosa di Angela sorella di Thor grida vendetta XD magari potranno anche tirarne fuori storie carine in sé e per sé, ma trovo che sia uno di quei casi in cui le logiche di mercato hanno scavalcato quelle narrative, e per me questo ferisce l’arte.
      La mia idea di marketing buono è quella di una tecnica che valorizzi un prodotto, non di una che ne guidi lo sviluppo in modo tanto invadente…

    2. Valorizzare e sviluppare evolvendo ha senso. Il resto è spazzatura. Non è un caso se la Marvel è per me la peggiore casa editrice di fumetti. Altro che casa delle idee!

    3. Certe tendenze della Marvel non piacciono nemmeno a me, e si stanno acutizzando dopo l’acquisto da parte della Disney. Ma non posso negare che tanta roba della Marvel io l’adori: gli X-Men (fino a un certo punto) o Spider-Man, sono personaggi a cui sono molto affezionato e nella mia crescita sono stati il contraltare dei fumetti giappo, onnipresenti tanto quanto maghette e robottoni.
      Credo che inizieremo a rivedere un’anima vera in questi personaggi solo con la fine dei cinecomic…
      Poi, nel caso Angela, devo dire che una certa responsabilità l’ha pure Gaiman – avrà avuto da comprarsi un attico? Non so per quanto l’abbia venduta… – e nulla sarebbe accaduto se Todd Mc Pupazzo non avesse fatto a chi ce l’ha più lungo!

    4. Comunque, se vuoi uno dei momenti più bassi della Marvel, ti consiglio il numero di Spider-Man dedicato all’11 settembre. Cavoli, non riesco a buttarne giù una recensione senza sentirmi come se stessi picchiando un bambino in sedia a rotelle O_o

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