Mi rinfresco la memoria: Koudelka

Ci sono tante storie che mi sono piaciute, ma di cui non ho una copia per tanti motivi: prestiti fatti e ricevuti, stoccaggio in scatole che stanno dietro altre scatole etc. In queste condizioni, mi riesce difficile gracchiare di qualcosa: posso solo affidarmi alla mia memoria…
Eppure c’è una soluzione: un nuovo angolino di questa voliera, l’ideale per dare il benvenuto alla primavera in arrivo!
Eccoci dunque alla nuova non-rubrica, dall’accattivante titolo Ricordi sepolti, per dare vita alla quale mi sono ispirato a una rubrica del sito I 400 calci: La memoria del pesce rosso, in cui un recensore parla di un film visto molto tempo prima e senza fare uso di altre fonti di documentazione.
Io non sono spiritoso e preparato come quei fancalcisti, ma farò del mio meglio per disseppellire i miei ricordi della storia di cui voglio parlare. E per forza di cose, non userò il consueto formato delle mie “recensioni”: per esempio, non riuscirei a ricordare tutte le informazioni necessarie per compilare La scheda, non parliamo poi della citazione iniziale!
Per inaugurare il tutto, tocca a Koudelka, un jrpg con leggere venature tattiche, uscito per PlayStation (One) il secolo scorso e sviluppato in quattro CD… credo! :P

Koudelka 101

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Copertina europea del gioco
(Fonte: OCRemix)

Koudelka è una giovane donna, nata in una comunità nomade (zingari?) alla fine dell’800 e da loro ostracizzata a causa dei suoi poteri innati, come visioni del futuro e pirocinesi.
Alla vigilia di Ognissanti, ha la visione di una donna che chiede il suo aiuto, invitandola a dirigersi verso l’ex monastero di Nemeton in Galles.
Koudelka si intrufola così nell’ex monastero, perdendo però il suo unico legame con le sue origini – uno strano ciondolo.
L’ex monastero, divenuto poi una prigione, quindi la dimora di un santo (St. Patrick?) e infine la casa di uno studioso di scienze occulte, è a dir poco pieno di mostri di ogni tipo: zombie, spettri, demoni…
Nel corso della sua esplorazione, Koudelka farà la conoscenza di un avventuriero – la pecora nera di una famiglia importante – e di un prete cattolico, che per pura coincidenza (#credici) è pure un irlandese che ha una certa familiarità con gli esplosivi!
Qual è l’origine del male a Nemeton?

Che gioco è?

Come anticipato, Koudelka è un jrpg, cioè un gioco di ruolo alla giapponese: usa un classico sistema di combattimento a turni in cui le caratteristiche del personaggio – o dei mostri – determinano l’ordine di iniziativa e quale personaggio potrà agire in battaglia.
L’esplorazione è classica: l’immenso monastero di Nemeton si visita a piedi, ma ogni tot passi si viene interrotti da una dissolvenza per affrontare una battaglia. Ogni area ha i suoi mostri e le aree più pericolose vengono sbloccate avanzando nella storia, perciò basterà fare un po’ di grind per ottenere i livelli necessari a ridurre in poltiglia qualsiasi nemico con poco sforzo: a ogni passaggio di livello di un personaggio, si ottengono dei punti da spendere per aumentare le sue caratteristiche, influenzando punti vita, punti magia, capacità di infliggere e sopportare danno etc.

Equipaggiamento? Il solito, prego!

Ogni personaggio può equipaggiare un’arma per volta (forse la può anche cambiare durante un combattimento… mumble mumble) un’armatura e un accessorio come rosari, portafortuna etc.
La questione dei portafortuna è importante: nel corso del gioco, credo all’inizio del terzo disco, Koudelka può ritrovare il suo amuleto zingaro. Questo oggetto è indispensabile per poter concludere il gioco: non è necessario farlo indossare a qualcuno, ma bisogna averlo almeno nell’inventario o il primo confronto col boss finale si concluderà in un game over!
Non trovare l’amuleto è quasi impossibile, ma bisogna evitare di buttarlo via perché non ne esistono altre copie.
Ma perché un Conte Gracula a caso dovrebbe buttare il prezioso amuleto della protagonista? XP
Perché

  • lo spazio nell’inventario è limitato – capiente, ma limitato
  • le armi da mischia (con una possibile eccezione) a furia di usarle, si rompono, perciò vanno sostituite e quando si mette lo zampone su diverse copie di un’arma forte, la tentazione di tenerne tutti gli esemplari per ogni evenienza è alta

Chiusa la parentesi degli amuleti, passiamo alle armi: mano a mano che si usa un’arma, c’è il rischio che si rompa. Ma ogni arma appartiene a una categoria, ovvero a un’abilità posseduta da ogni personaggio: quando un personaggio usa un’arma, aumenta la propria efficacia nell’uso della stessa, provocando un danno maggiore, perciò può convenire specializzare ogni personaggio in un paio di categorie di arma differenti.

La magia

I nostri eroi sanno usare alcune magie, utili in battaglia: attacchi elementali, cure, potenziamenti di caratteristica, resurrezioni…
Non tutte le magie sono disponibili sin dall’inizio, ma in breve tempo le si avrà tutte.
Come già visto per le armi, anche le magie sono delle abilità che migliorano mano a mano che le si usa: sebbene Koudelka sia il personaggio magico del gruppo (seguita dal prete bombarolo) anche in questo caso può essere utile specializzare i personaggi, almeno all’inizio. Inoltre, è certamente molto utile che tutti i personaggi siano decenti nell’uso delle cure, della resurrezione e di qualche potenziamento di caratteristica.
Ovviamente, personaggi e nemici hanno diverse resistenze o vulnerabilità a certe forme di attacco, di cui bisogna tenere conto quanto si usa una magia o si distribuiscono accessori e protezioni…
Quando una magia raggiunge il livello 2, colpisce due bersagli adiacenti anziché uno solo… e questo potrebbe essere un buon momento per parlare della scacchiera!

Tattica

In battaglia, i protagonisti e i nemici trovano spazio in una specie di scacchiera: c’è chi si muove poco e chi si muove tanto, ma ogni personaggio è come un muro che impedisca agli avversari di superarlo… finché è vivo!
Questo vale anche per i mostri: se un nemico in avanguardia è ancora vivo, i personaggi non lo possono superare.
Il problema si verifica quando si mette la propria avanguardia molto distante dagli altri e i nemici la mandano KO: se poi un mostro dovesse superare il caduto, non lo si potrebbe più raggiungere per resuscitarlo, non senza uccidere l’avanguardia dei mostri!
Per questo motivo, anche a costo di rischiare qualche attacco multi-bersaglio, è meglio tenere i propri personaggi adiacenti, imho, o magari uno davanti e gli altri due subito dietro.
A parte ciò, la tattica diventa trascurabile.

I personaggi

Un breve profilo dei personaggi, compresi alcuni non giocanti, per come li ricordo (sono quasi quindici anni che non tocco il gioco, prestatomi a suo tempo da un amico).

Koudelka Yasant
Giovane strega dal potere innato, dotata di capacità psicometriche, visioni premonitrici e doti pirocinetiche. Cacciata per aver previsto la morte del padre (o per aver bruciato qualcuno?) ha vissuto una vita non proprio rose e fiori, come rivela all’avventuriero quando si sbronzano, mentre il prete prepara una bomba.

L’avventuriero
Non ricordo quasi nulla di lui, nemmeno il nome. È un biondino un po’ atletico, ma non un gorilla, ed è il personaggio votato al combattimento sin dall’inizio.
Sono quasi sicuro che sia un rampollo di buona famiglia.

Don Tritolo Il prete
Segno caratteristico: si fa il segno della croce prima di lanciare una magia!
Il nostro “don” ha un legame forte con Nemeton: il suo ultimo proprietario era un amico del don dai tempi della scuola, e questo era innamorato della (allora non ancora) moglie dell’amico, prima di entrare in seminario.
Anche di lui, non ricordo il nome.
La sua esperienza in ambito occulto è più alta e “pratica” di quanto ci si aspetterebbe da un normale prete cattolico… e poi c’è la faccenda delle bombe!
Dubito che gli verrebbe mai affidato un oratorio… XD

Roger Bacon
Scienziato e filosofo del 1200, con molti interessi nell’occultismo e nell’alchimia, è un personaggio realmente esistito.
In questo gioco, svolge la funzione di informatore: è divenuto immortale grazie a un libro di magia celtica (la stessa magia che ha creato i mostri di Nemeton e il boss finale, una forma di necromanzia) sta nell’ex monastero perché… boh, non ricordo proprio!
Comunque, è una vecchia carcassa rinsecchita, sembra una specie di lich male in arnese…

La donna della visione di Koudelka
Questa donna fantasma, morta quando in assenza del marito sono entrati dei briganti a Nemeton, desidera che Koudelka rimedi all’errore del suo amato inconsolabile – che cercando di resuscitarla con l’aiuto di un libro proibito trafugato dal Vaticano, ha di fatto creato un mostro incontrollabile. L’ultimo di una lunga serie, ché le tecniche proibite di necromanzia vanno sempre testate su vittime prese dalla strada, prima di rianimare le persone amate… O_o
Per ciò che ricordo, Don Bombarolo ne era innamorato, ma dato che lei gli ha preferito lo scienziato pazzo, si è fatto prete.

La grafica

Teniamo conto che stiamo parlando di un vecchio gioco per PSOne.
La grafica era discreta, ma non da strapparsi i capelli: in linea di massima, vedendo un oggetto si capiva sempre cosa fosse. Le forme dei personaggi e degli ambienti le ricordo abbastanza smussate, quindi forse non era una grafica poligonale.
Gli ambienti erano cupi, abbastanza scuri da creare la giusta atmosfera ma non così tanto da non vedere nulla. I colori erano volutamente spenti e tetri – era una storia di fantasmi e magia nera, non chiedevo nulla di più! :D
I mostri erano variegati – alcuni avevano un aspetto assurdo, altri erano più classici – e molti seguivano un tema “arboreo” per richiamare l’Albero della Vita ebraico (quello con le Sephirot) che però il gioco attribuiva alla religione dei celti. Don’t ask!

albero della vita
Un classico esempio di misticismo celt… no, aspetta!
(Fonte: Wikipedia)

Qua e là, cominciando con l’introduzione, c’era qualche filmato non in grafica di gioco: credo si chiamassero FMV, cioè Full Motion Video.

Il sonoro

Gli effetti sonori erano nella norma, ma ciò che si distingueva davvero in Koudelka erano le musiche: apparentemente semplici, erano spettrali al punto giusto!
Tempo fa, un amico mi prestò la colonna sonora ed era ancora più spettrale: a parte i primi due brani, cantati uno in latino e l’altro pure (forse) gli altri brani non unicamente strumentali avevano un canto femminile privo di parole che trovavo ricco di atmosfera.
In certi passaggi, quando i personaggi parlavano tra loro o con qualcun altro, i loro dialoghi erano doppiati in italiano – voci già sentite di doppiatori famosi, ma di cui non ricordo i nomi. A memoria, era un buon doppiaggio.

Concludendo

Koudelka era un gioco divertente e d’atmosfera. Era abbastanza breve, a differenza dei jrpg più recenti, lo si poteva finire facendo più o meno tutto in circa trenta ore, se la memoria non mi inganna. Certo, non ho mai risolto una questione riguardante una strana statua che sembrava bloccare l’accesso a una stanzetta di Nemeton, ma la dannata Gargolla (equivalente delle Weapon di Final Fantasy) l’ho presa a ceffoni come meritava! ;)
La storia era classica, ma ben scritta: la cupezza e la crudeltà di certi passaggi facevano perdonare certi svarioni mistico-filosofici (l’Albero della Vita ebraico attribuito ai celti) e i personaggi erano abbastanza sfaccettati da essere credibili e simpatici.
Grafica dignitosa, belle musiche e buon doppiaggio completavano il quadro di un buon gioco che a fine ‘900 aveva anche delle idee originali o poco sfruttate nel genere, ma che mancava un bersaglio: avere una certa profondità tattica.

Ultime parole: dopo Koudelka

Dopo Koudelka abbiamo… Koudelka! Agli inizi degli anni 2000, uscì per la Dynamic Italia una miniserie manga, ambientata qualche tempo dopo gli eventi del gioco: la nostra Koudelka (con il sostegno di Roger Bacon) era alle prese con una Londra vittoriana piena di battone dal cuore d’oro, aristocratici corrotti e stregoni moderni. Un giorno ne parlerò, e non nel formato dei Ricordi sepolti – dato che ho una copia dei tre volumi del fumetto. ^_^

Abbiamo quindi i giochi della serie Shadow Hearts per PlayStation 2: ambientati nello stesso mondo di Koudelka, non ne condividono lo spirito cupo – specialmente Shadow Hearts 2. Sul terzo capitolo non mi pronuncio, non l’ho ancora giocato.
A ogni modo, nel primo Shadow Hearts fa una comparsata la nostra Koudelka, con un ruolo marginale nella storia che però ridefinisce l’importanza della nostra strega nell’ordine (in)naturale delle cose…
Non mi dispiacerebbe un ritorno del personaggio, magari in un gioco meno ridarello di Shadow Hearts. :D

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10 pensieri su “Mi rinfresco la memoria: Koudelka

    1. Cielo, se hai da chiedere, non farti scrupoli! Nei limiti concessi da una memoria non rinfrescata, ti risponderò volentieri. ;)
      Era un buon gioco, con diverse frecce al suo arco. Temo che sia stato penalizzato da una grafica che non era ai livelli dell’allora Squaresoft e mi sa che anche la sua distribuzione non fosse eccelsa (l’ho visto poco nei negozi di allora).
      Il suo successore, Shadow Hearts, ha avuto un po’ più di successo, ma anche lui è sparito in fretta dai negozi.
      È una serie un po’ sfortunata e male supportata…

    1. Argh! Oltre al danno, la beffa, dunque: console scassata e impossibilità a giocare un gioco carino :(
      Strano che non girasse sulla ps2… con la console in buona salute, la retrocompatibilità avrebbe dovuto essere garantita. :?

    2. Eri un cattivo soggetto, allora! O.O
      Questo video salvifico ti avrebbe raddrizzato (aggiungi la h all’inizio del link)

      ttps://youtube.com/watch?v=1mtUW729PRg

      Oppure no, chissà :P

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