Ahrr, topi di sentina: brindiamo con del robusto Jolly Rover!

“Mio padre diceva sempre che quando la vita ti dà dei cannoni, allora devi tirare delle cannonate.”
Gaius James Rover, Jolly Rover

Un filo rosso lega il filone delle avventure grafiche alle storie di pirati, sin dai tempi della serie Monkey Island: umorismo demenziale, stereotipi pirateschi, personaggi e situazioni folli che rendono gli enigmi più difficili da risolvere – chiunque penserebbe di usare una scimmia come chiave inglese, non è del tutto sano di mente!
Questo Jolly Rover sarà all’altezza di un antenato tanto illustre? Scopriamolo insieme!

Jolly Rover 101

Il bassotto Gaius James Rover è figlio di un clown e aspira a seguire le orme del padre, ma la morte del genitore in un tragico incidente degno di un Darwin Award (in quale altro modo si può definire una palla di cannone nell’inguine?) lo costringe a vivere con uno zio benestante, divenuto ancora più ricco grazie alla produzione di un misto di rhum e tabacco chiamato Jolly Rover, creato per sbaglio da Gaius James.
All’inizio del gioco, James ha la possibilità di effettuare una consegna di Jolly Rover tenendo per sé tutti i soldi, ma una ciurma di pirati lo deruba del prezioso carico, costringendo il riluttante bassotto a entrare a far parte della filibusta del capitano Howell per vivere così una serie di folli ed esilaranti disavventure a base di pirati, isole di cannibali, voodoo, cracker, pezzi da otto e segreti di famiglia, fino a conoscere anche una bella cagnolina…

roba voodoo
Si parlava di voodoo…

Quante di queste cose andranno in porto senza naufragare?

La scheda

Sviluppatore: Brawnsome
Produttore: Lace Mamba
Localizzazione: Juny Gentile
Edizione italiana: Adventure Productions (di Adventure’s Planet Strl)
Requisiti di sistema PC: Windows XP/Vista/7
Pentium IV 1,2 Ghz o superiore
256 Mb RAM
160 Mb di spazio libero su hard disk
Requisiti di sistema Mac: Mac OS X 10.4, 10.5, 10.6
G4 800 MHz o superiore
256 Mb RAM
160 Mb di spazio libero su hard disk

PEGI

3Un semplice PEGI 3 – non c’è scurrilità o violenza, esagerando abbiamo giusto delle tenui allusioni, che un bambino cresciuto in modo normale non arriverebbe ad afferrare. Non credo che certe situazioni possano essere capite da bambini molto piccoli, che al limite apprezzeranno i cagnolini buffi.

Un’avventura classica, ma con qualcosa in più

Jolly Rover è una classica avventura del tipo punta e clicca: interagendo con gli hotspot sullo schermo, è possibile raccogliere un oggetto, attivare “meccanismi” e cambiare luogo, mentre cliccando su un punto qualunque dello schermo, il nostro protagonista si limita a spostarsi in quel punto.
Aprendo l’inventario e scegliendo un oggetto, è possibile combinarlo con un altro presente nell’inventario o sullo schermo – compreso James: per esempio, usando il pappagallo pirata Juan su James, è possibile ottenere degli indizi sulle cose da fare o, pagandolo con un cracker, meritare informazioni più dettagliate, praticamente la soluzione dell’intero passaggio.
Un altro elemento particolare è la carta del voodoo: dodici sezioni che rappresentano una combinazione di versi e posizioni buffe, che permettono a Gaius di fare piccole magie come spaventare (o al contrario, attrarre) gli animali, parlare con i fantasmi, far cadere i frutti dagli alberi etc.

carta voodoo
Lo schema delle mosse voodoo

Grafica e sonoro

La grafica del gioco è un po’ naïf e spartana, soprattutto per quanto riguarda i personaggi, mentre rende un po’ meglio nel caso di alcuni ambienti: forse è questo elemento che ha reso il gioco poco diffuso, ed è un peccato, perché è parecchio simpatico! :)
Le musiche sono molto buone ed evocative, in qualche modo serie ma adatte anche a rendere le situazioni più divertenti. Il doppiaggio in inglese è funzionale: i doppiatori impiegati scandiscono molto bene le parole senza dare l’impressione di parlare a un deficiente, ma per chi ha delle difficoltà con l’inglese, sono comunque presenti dei sottotitoli in italiano, che danno l’idea di una traduzione curata.

Umorismo

E siamo finalmente alla qualità più marcata del gioco: il senso dell’umorismo, un misto di demenzialità, citazioni, rottura della quarta parete e allusioni un po’ maliziose.
Non c’è un solo elemento, in questo gioco, che non abbia la funzione di strappare un sorriso (riuscendo sempre o quasi nell’impresa)

  • gli assurdi titoli conferiti al personaggio, raramente epici, che cambiano col variare del punteggio raggiunto dal giocatore. Degli esempi? Kraken pavido e Straccio brufoloso
  • la missione, che ricorda l’obiettivo da raggiungere momento per momento, ma che a volte cambia senza che il giocatore muova un dito, solo perché qualcuno nel gioco ha detto qualcosa (come “Fai amicizia con le belle piratesse” che diventa “Fuggi dalle piratesse killer” appena quelle cagne si rivelano bellicose)
  • la soluzione di certi enigmi, spesso basati su stereotipi pirateschi o sul voodoo
  • il voodoo, consistente in una sequenza di quattro versi e posizioni buffe da fare per ottenere un risultato magico. Coi miei amici, è diventato un tormentone!
  • i personaggi fuori di testa – quasi tutti: i cattivi della storia sono abbastanza tutti d’un pezzo (di merda) e l’amata di James non vincerà alcun premio come spalla comica
  • i frequenti soliloqui del protagonista, impegnato a inveire contro la sua sorte o i suoi “aguzzini”, a farsi dei viaggi mentali in mondi paralleli o prodursi in commenti di tipo meta-narrativo

quarta parete

Il risultato è una storia semplice ma che ha persino una sua logica, tra una gag e l’altra.

Ricompense

concept art
Uno schizzo preparatorio

Nel gioco, ci sono molte cose da fare – ma quasi tutte possono essere fatte evitando di andare subito a risolvere ogni situazione

  • risolvendo certi passaggi, è possibile sbloccare gli ormai classici trofei – che qui sono delle monete con un disegno a tema. Per “platinare” il gioco, è necessario finirlo, trovare tutti i cracker, i pezzi da otto e i frammenti di bandiera (credo senza spendere alcun pezzo da otto e senza dare alcun cracker a Juan)
  • raccogliendo i cracker, si sbloccano gli schizzi del gioco, grazie a cui scopriamo che un po’ dell’amatorialità apparente della grafica è causata dalla colorazione di ambienti e personaggi
  • raccogliendo i pezzi da otto, si sbloccano le musiche del gioco o le loro versioni alternative
  • raccogliendo tutti i frammenti di Jolly Roger (le bandiere dei pirati) si sbloccherà la biografia del capitano legato a quella bandiera

Il finale, senza spoiler

Nel corso dell’avventura, James dovrà imparare a cavarsela aguzzando l’ingegno (del giocatore) e imparando cose che non si sarebbe mai aspettato di dover fare: diventerà uno scalcinato pirata e un praticante di magia voodoo, cucinerà e si darà all’artigianato, ma il suo obiettivo è sempre quello di aprire un circo.
E proprio in una delle ultime prove, sarà proprio il suo talento circense a garantirgli la vittoria e avvicinarlo al suo lieto fine, chiudendo la serie di disavventure in cui è stato buttato dalla malasorte: non sottovalutate mai le risorse di un clown!

Concludendo

le fantasie di james
Viaggi della mente

Jolly Rover è un’avventura grafica punta e clicca, un po’ vecchio stile e con un tema piratesco che non può non far pensare all’illustre Monkey Island.
È un gioco non molto difficile, né troppo lungo, ma è parecchio divertente e fuori di testa, con una propria logica che non viene rovinata dai continui siparietti e momenti nonsense di cui la storia è costellata.
Il protagonista è un bassotto simpatico e competente il giusto, ma bersagliato da una sorte che si diverte a rendere la sua vita molto interessante, mettendo sulla sua strada cani filibustieri privi di scrupoli, ma anche l’occasione di ottenere gli strumenti necessari per uscirne vittorioso.
La grafica è spartana per la maggior parte delle volte, le musiche sono azzeccatissime e il doppiaggio è funzionale, con voci ben scandite, tanto che anche senza badare ai sottotitoli, un giocatore con poco orecchio per l’inglese può capire quasi tutto senza sforzo. Per chi ha un orecchio ancora peggiore, ci sono comunque dei buoni sottotitoli.
Non è proprio Monkey Island, ma è spiritoso – e l’atmosfera piratesca è più credibile qui che nei film della serie Pirati dei Caraibi.
A meno che Cagliari non sia un mondo a parte con regole tutte sue (qui se lo sono filato in pochi e il suo prezzo è calato in fretta: io l’ho trovato nuovo a un euro!) Jolly Rover dovrebbe essere reperibile a un numero vergognosamente basso di pezzi da otto euro, perciò fateci un pensierino e se lo trovate in giro, cazzate quello che c’è da cazzare, ammainate quello che c’è da ammainare, spiegate le vele e fatevi due risate con le folli disavventure di Gaius James Rover.

Link

La soluzione di Jolly Rover del sito Adventure’s Planet

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5 pensieri su “Ahrr, topi di sentina: brindiamo con del robusto Jolly Rover!

    1. Di defaut, non che io sappia. Qui
      http://www.steamgamesonlinux.com/jolly-rover
      vedo che qualcuno l’ha fatto girare lo stesso in combo col client di Steam (presumo).

      I giochi che girano anche su Linux sono ancora pochi: forse dovresti programmare un acquisto di pc con Windows solo per giocare, ti risparmieresti di fare l’apprendista stregone con Wine :P considera che ho un botto di vecchie avventure grafiche da giocare (se la retrocompatibilità me lo consentirà) e mi sa che Linux non sarà tra le opzioni di default…

    2. Non so se possa risolvere il problema, ma cercando qualcosa per Jolly Rover su Linux, vedo che esiste un’applicazione chiamata Monogame che dovrebbe servire a far girare non so quale framework microsoft su altri sistemi operativi.
      Non so, per me è più facile capire i principi della Goezia che questa strana tecnomanzia, senza dedicare un bel po’ di tempo alla cosa, perciò magari non c’entra nulla, ma prova a informarti ;)

      http://www.monogame.net/documentation

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