Descendants

Dall’autore di

I petalosi fiori del male

e della non famosa non-recensione in due parti

La leggenda di Arslan

(premio Lagnone 2015 auto-attribuito)
ecco a voi

High School Musical – C’era una volta
(c’era. Adesso rimangono solo i maccosa”!)

Descendants!

“Sapete come dicono: la mela avvelenata non cade mai lontana dall’albero.”
La Regina cattiva, Descendants

descendants
Copertina. Punto!
(Fonte: scansione)

I figli di alcuni cattivi Disney tramano la liberazione dalla prigione e dall’esilio dei loro genitori, ma scopriranno che il Bene™ è più trendy migliore del Male™: questo è l’argomento dichiarato del film, ma la verità è un’altra…
Descendants è High School Musical ricolorato con le fiabe e protagonisti diversi, chiunque abbia visto entrambi, lo noterebbe anche senza sapere che le due opere condividono la stessa mente dietro le quinte, cioè un tale chiamato Kenny Ortega (produttore, regista, varie ed eventuali).
La differenza fondamentale tra i due film per gggiovani è che Descendants, nonostante la possibilità di usare materiale fiabesco – pur nell’edulcorata salsa Disney – riesce a essere peggiore in storia, confezione, canzoncine etc. e la presenza di attori maturi e con discrete doti canore (come Kristin Chenoweth, già Glinda in Wicked, che interpreta Malefica e Kathy Najimy, già suor Maria Patrizia in Sister Act, che ricopre il ruolo della Regina cattiva) non aiuta molto, se fai cantare e ballare soprattutto dei pischelli ancora acerbi…

Descendants 101

Dopo la rottura della maledizione e il matrimonio con Belle, il principe che un tempo era la Bestia rinuncia al viaggio di nozze, per dedicarsi a una luna di miele alternativa: unificare i regni vicini per creare gli Stati Uniti di Auradon (USA… T__T) e imprigionare i cattivi e i loro sgherri nell’Isola degli Sperduti, avvolta in un campo anti-magia che blocca ogni sortilegio.
Anni dopo, il figlio dei due, in occasione della sua incoronazione all’età di sedici anni (già, vogliono fare Re uno che nemmeno ha finito di cambiare la voce! T__T) desidera revocare l’esilio dall’Isola degli Speduti a quattro figli dei cattivi perché in fondo non sono colpevoli di nulla, a parte avere dei coproliti come genitori: nella sua testa, farli integrare nella vita della scuola di lusso che frequenta anche lui dovrebbe dimostrare che non sono Cattivi™.
Ovviamente, i genitori (Malefica, la Regina cattiva, Jafar e Crudelia De Mon) impongono ai figlioli di liberarli dall’Isola dei famosi: rubando la bacchetta della fata Smemorina, dovranno rompere il campo anti-magia, permettendo ai vegliardi di fuggire per conquistare il mondo.
(Inserire risata malvagia qui)
Cosa vincerà? Una vita di “educazione” al Male™ o il potere del Bene™, dell’Amicizia™, dell’Amore™, della Torta di mele™ e dell’Esportazione della democrazia all’estero™?
La domanda è retorica…

La scheda

Niente scheda: il DVD non gira bene sulla mia copia di VLC (aggiornato) e appena provo a fare un fermo-immagine, si interrompe la riproduzione. D’altro canto, non ho molta voglia di fare copia e incolla da Wikipedia, ché la primavera mi mette sempre sonnolenza…
Alla Disney dovrebbero spendere più paperdollari in gente capace di fare un DVD come si deve: il mio computer si è mangiato senza problemi alcuni dischi pesantissimi della Lucky Red!

Il target del film, ovvero: di sicuro non sono io!

È palese che il target d’elezione di Descendants non siano i nerd come me: abbiamo infatti

  • probabili modelli di 20/25 anni, scappati via da un set fotografico per una collezione del marchio Abercrombie & Fitch e spacciati per sedicenni. Ci sono anche attrici con caratteristiche simili ma, per la delusione di chi soffre del complesso di Lolita, sono poche e non troppo appariscenti (ovvero: niente finte sedicenni provocanti né maggiorate)
  • storie d’amore profonde come pozzanghere, che coinvolgono personaggi meno coerenti di Flavia V… certi politici
  • canzoncine a valanghe (ma meno di quante ce ne siano in Frozen, un film che di valanghe ne sa qualcosa…)
  • attriti tra genitori e figli

Questi elementi sembrano suggerire un target d’età tra teens e young adult, per una fascia d’età complessiva tra i 10 e i 17 anni, di ambiente basso/medio/alto borghese.
Un po’ come la saga di Harry Potter, ma senza grandi possibilità di sconfinare presso un pubblico adulto – a meno che non si parli di cougar o milfoni che ambiscano a rapire “bei pupetti” dalle loro culle incustodite, o l’equivalente omosessuale di questi predatori metropolitani.

Chi mal comincia… il cast!

La fatina buonista del politicamente corretto ce l’ha messa tutta, per violare ogni possibile caratterizzazione storica dei personaggi disneyani

  • la madre di Aurora (la Bella addormentata) ha l’aria di essere afro-americana, laddove la figlioletta era così ariana da vincere il premio “Purezza della razza” per vent’anni di fila
  • Crudelia De Mon è un’altra donna afro-americana, mentre il personaggio de La carica dei 101 era bianchissima
  • la figlia di Mulan ha per lo meno dei tratti asiatici, sebbene non marcatissimi
  • Jafar potrebbe passare per un uomo con antenati mediorientali, ma il figlio è… boh, giapponese?
    C’è da dire che per come si comporta, il rampollo di Jafar sembra più il figlio di Aladdin (rubacchia, fa acrobazie) e dunque forse non è Jafar, il suo padre biologico… il turbante servirà per nascondere le corna dell’ex Gran Visir? :P

Insomma, forse per scongiurare potenziali accuse di razzismo, la nostra fatina buonista inanella diverse scelte incoerenti che, di fatto, riescono a far risaltare ancora di più la maggioranza di interpreti WASP! E poi mancano un nativo americano e un Inuit!
Sarebbe stato tanto brutto, prendere fiabe di altri continenti? Già, probabilmente avrebbero sbiancato i personaggi delle fiabe africane…
Il casting alla viva il parroco non si ferma alla questione etnica: abbiamo la suora cicciottella di Sister Act come Regina cattiva di Biancaneve. Chi ricorda la Regina cattiva? Una specie di cougar dall’algida bellezza, qui diventa una signora rotondetta, caruccia e dall’aria gentile che nel ruolo della mistress malvagia non è credibile… Appoggio in pieni la tesi di Leo Ortolani sulle scelte dei cast di certe produzioni.

casting
Leo Ortolani è garanzia di sincerità!
(Fonte: Come non detto)

La questione del cast si può chiudere qui, ma la fatina buonista del politicamente corretto ci tiene che venga riconosciuto il genio del suo lavoro mal fatto: qua e là, ai bordi dell’inquadratura, si intravvede una ragazzina in sedia a rotelle. Questa ragazzina non fa mai nulla, quando appare: non parla, non agisce, non ne conosciamo nemmeno il nome, ma comunque si nota.
Ora: perché diavolo non costruirci sopra un buon personaggio, diverso dalla “perfezione” da spot rappresentata da quasi tutto il resto del cast, comparse comprese?
E invece è solo un check! su una lista, usato per dimostrare che questo film è stato curato da persone che non ignorano i problemi della gente reale però-ora-vattene-fuori-dai-piedi-che-mi-impalli-i-bellocci!

Una fiaba senza magia – o quasi

Abbiamo personaggi delle fiabe, fate, streghe… ma quasi nessuna magia!
Nell’Isola degli Sperduti, una cupola magica blocca la magia, mentre fuori, maghi e fate hanno deciso di appendere bacchette magiche e cappelli a punta al chiodo. Perché?
Nessuno lo spiega nella storia, ergo dovremo cercare le spiegazioni nel budget: la magia è fatta spesso di effetti speciali, e quelli buoni costano!
La maggior parte delle poche magie di Descendants non è spettacolare, mentre quelle vistose sono rese con effetti speciali del discount, rubati forse a Once upon a time. E ora immaginate Malefica che si trasforma in un drago che nulla ha da invidiare… a quello sposato da Ciuchino nel primo Shrek!
Prossimamente, dopo una fiaba senza magia, avremo: un dramma senza lacrime, un giallo senza mistero, un musical muto e un film di Michael Bay senza esplosioni…

I cartonati personaggi

I genitori li conosciamo già, veniamo ai figli!
Mal – non il cantante! – è la protagonista (gli altri personaggi le fanno da corteo) ed è figlia di Malefica. Vuole che sua madre sia orgogliosa di lei, e a parole cerca di compiacerla.
Evie è figlia della Regina cattiva, che l’ha educata in diverse arti “muliebri” (sa cucinare, confezionare vestiti, acconciare i capelli etc.) col fine di aiutarla ad accalappiare un bel principe. È un’oca.
Jay è figlio di Aladdin Jafar. Per aiutare il padre, si è abituato a rubare carabattole da vendere in bottega. È arrogante e litigioso, e gli piace fare il cascamorto con il suo stuolo di ammiratrici.
Carlos, uno dei pochi a sembrare davvero un ragazzino, è figlio di Crudelia De Mon. La madre lo ha educato come un cocco di mamma e gli ha inculcato l’idea che i cani siano tutti malvagi e pronti a sbranarlo.

Tra i personaggi secondari abbiamo Ben, il figlio della Bestia; Chad, il vanesio figlio di Cenerentola; Doug, il non-nano figlio di Cucciolo, dei sette nani; Audrey l’inutile reginetta, fidanzata di Ben e… oh, basta, pensate a qualche stereotipo scolastico americano: probabilmente c’è!

E musicami un po’ questo!

Come nella più classica tradizione della Disney, il film è un musical: ho già accennato che non ha tante canzoncine quanto Frozen (solo Evita ne ha di più) ma sono comunque molte perché bisogna vendere i CD e i brani singoli, Topolino deve finire di pagare il mutuo. Peccato che a differenza di altri grandi successi Disney, siano brani un po’ meh…
Se escludiamo alcune ballade introspettive e tristi d’ordinanza, per sottolineare i cambiamenti di prospettiva e le delusioni dei protagonisti, e un duetto tra Malefica e sua figlia Mal – in cui la ragazza sparisce, di fronte alle capacità di una donna che mangia palcoscenici di Broadway per colazione – spiccano soprattutto brani hip-hop cantati dagli attori più giovani e meno esperti, con tunza-tunza annesso e voci distorte.
Ovviamente, ci sono anche le classiche coreografie finto-improvvisate…
In generale, siamo al di sotto di prodotti per gggiovani come High School Musical (uno qualsiasi) o quel buco con le canzoni intorno noto come Glee.

L’etica del Male™

Chiariamo un concetto: qui non si parla di Male™ vero – qualunque cosa voglia dire – ma di quello ridicolo, da operetta, nella fin troppo abusata versione “mi compiaccio di aver fatto dei dispettucci, sono il satanasso dell’asilo per bambini speciali diretto da Skeletor”.

skeletor se la ride
KYA HA HA HA HA! Ora rovinerò la festa di compleanno di Orko, e tutti saranno moooolto tristi!!1!1!
(Fonte: Know your meme)

All’inizio del film, la seconda generazione di cattivi del parco giochi canta un brano da “bad boys & girls”, mentre approfitta delle coreografie per giocare mascalzonate gratuite al prossimo; in seguito, Mal si fa fare la moraletta dalla madre, che le spiega per l’ennesima volta la differenza tra essere meschini (rubare un lecca-lecca a un bambino T__T) ed essere malefici (maledire un intero regno).
Per buona parte del film, le “nequizie” dei protagonisti sono sciocchezze, come farsi suggerire le risposte giuste per l’interrogazione dallo specchio magico (qui in un comodo formato tascabile). Qua e là ci sono anche cattiverie vere: manipolare l’insicura figlia della fata Smemorina per farle rubare la bacchetta di mammà, ingozzare di pozione d’amore il principe Ben… ma le conseguenze non sono sempre quelle giuste.

Spoiler: la pozione d’amore

Dato che all’incoronazione di Ben la sua fidanzata avrà un posto d’onore vicino a lui – e alla bacchetta di Smemorina – Mal decide di stregare il principe perché molli Audrey e scelga lei (cosa quasi scontata, si vedeva dall’inizio che la cattivona lo attizzava più della figlia della narcolettica).
Pozione d’amore nei biscotti: la droga da stupro delle fiabe!
Il principe si libererà dall’incantesimo senza dare alcun indizio di ciò agli spettatori, e capirà di essere stato stregato: come reagirà?
Ma è semplice: non reagirà! Il discorso da delirio del principe, che non riporterò integralmente, era qualcosa del genere: “Ho capito che ti piacevo e che mi hai stregato per avere una possibilità con me, anche se ero fidanzato con Audrey”.
Un vero… come direbbe, Zerocalcare? Ecco: un vero cojone!

La redenzione dei quattro

I quattro protagonisti troveranno la loro redenzione in due fasi: la prima sarà repentina e personale, la seconda li coinvolgerà tutti nel finale, al grido di “siamo una famiglia”.
Tra quelle personali, spiccano la redenzione di Jay e Carlos: il primo sceglierà di essere un orango violento atleta in uno sport di contatto tipo lacrosse, mentre il secondo… eh, il secondo si affezionerà a un cagnetto. Ma non era un altro, il tipo di pelo che tira più di un carro di buoi?

Alla ricerca del genitore perduto

Escludendo la coppia Belle x Bestia, tutti gli altri personaggi con figli non hanno il coniuge, che nemmeno viene mai menzionato. Fecondazione in vitro? Utero in affitto? Chissà!

Il finale (senza spoiler, tanto è telefonato!)

Mal si volta verso la telecamera, rompe con uno sguardo la quarta parete e minaccia promette che non finirà lì. E mi torna in mente High School Musical: nel primo film, la cattiva della storia cambia sul finale, diventando meno stronza.
Poiché mi piace contemplare l’Abisso, che poi guarderà dentro di me, ho visto anche il secondo film della serie. E cosa succede, all’inizio di High School Musical 2? La cattiva redenta è tornata… cattiva, come se il primo film non fosse mai esistito! Nel finale, la cattiva si ripulisce di nuovo dalla stronzura e tutt’apposto, dotto’.
Ormai, l’Abisso mi fa le foto e mi ricatta: guardo anche il terzo film. E cosa mai succederà alla cattiva, nel terzo High School Musical? Non serve rispondere, do l’8 politico a tutta la classe.
Ora: cosa dovrei aspettarmi, da Descendants 2? Sì, sembra che lo stiano girando, così mi ha detto l’amica che mi ha prestato il DVD di questo. T__T
Non so se mi caverò la curiosità: troppo Abisso mi fa ingrassare…

Concludendo

Dovrebbe essere chiaro: non mi è piaciuto… Non spenderò altre parole sul film: userò questo spazio per citare una manciata di opere che, con lo stesso tema (fiabe e modernità) fanno molto meglio di Descendants. In ordine sparso, abbiamo

  • Ever After High
    In una scuola magica, i figli dei cattivi delle fiabe si contendono il lieto fine con la progenie dei principi e delle principesse di un tempo: i “bravi ragazzi” (i Reali) hanno bisogno della seconda generazione di cattivi (i Ribelli) per avere ostacoli da superare e conquistare la gloria come i loro genitori, ma i Ribelli non ci stanno – vogliono la loro storia e una possibilità.
    L’idea è carina, ma il target “ragazzine” si fa sentire molto – è una produzione Mattel, ci saranno da vendere le bambole…
  • Biancaneve a Beverly Hills (The Charmings, come dire “La famiglia Azzurro”)
    Una vecchia sitcom americana. La Regina cattiva sbaglia un incantesimo e addormenta se stessa e la sua famiglia (Biancaneve, principe etc.) e quando tutti si risvegliano, si ritrovano nell’America moderna, col problema di essere personaggi delle fiabe alle prese con un mondo e delle tecnologie che non capiscono del tutto.
    Non lo vedo dal secolo scorso, ma lo ricordo simpatico.
  • Fables
    Uno dei fumetti più divertenti di sempre, risalente ai bei vecchi tempi della Vertigo. Sospetto che in più punti abbia ispirato (male, purtroppo) gli sceneggiatori di Once upon a time, un serial che sfiora picchi di “copioneria” nella quarta stagione.
    I personaggi di fiabe, favole, filastrocche, miti e leggende abbandonano i loro mondi per fuggire da un nemico inarrestabile, trovano rifugio sulla Terra e qui vivono in gran segreto, in attesa del momento giusto per la rivincita.
    Personaggi grandiosi, battute argute, bei disegni, una storia tutta matta e piena di sorprese: da non perdere!
  • Once upon a time (la prima stagione)
    La Regina cattiva, per vendicarsi di Biancaneve (questa volta, il movente non è la vanità) spedisce tutti gli abitanti della Foresta incantata nel nostro mondo privo di magia, creando per loro vite pallide e ricordi fittizi nella cittadina di Storybrook.
    La figlia di Biancaneve, cresciuta sulla Terra, andrà a Storybrook per riallacciare i rapporti con suo figlio: sarà la Salvatrice e romperà il sortilegio della Regina, se riuscirà a credere nella magia.
    Una serie dalla prima stagione gradevole e promettente, che nel corso delle stagioni successive ha mantenuto poco o nulla.
  • Polizia Dipartimento Favole (Faerie Tales Police Department)
    Un cartone per bambini. Una coppia di poliziotti (lei somiglia a Scully di X-Files) indaga in ogni episodio su chi (e perché) faccia uscire una fiaba dal suo corso naturale, e si impegna per rimettere la storia sui giusti binari verso il lieto fine previsto. Una serie simpatica, ma con un target d’età assai basso.
  • Shrek (il primo e il secondo; il terzo è così così, il quarto non l’ho visto)
    Un orco alle prese con stereotipi delle fiabe reinterpretati in chiave moderna, per una parodia piena di gag divertenti e con il rovesciamento (sensato) di qualche aspettativa.

E bon, siamo a più di 2700 parole. Troppe, per Descendants. La mia amica mi ha prestato anche il romanzo: proverò a leggerlo e se ne avrò la forza, anche a parlarne.
Spero in modo più stringato… :Pi

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17 pensieri su “Descendants

  1. Me le hai fatte leggere tutte e 2700. Non male, per un film che non ti è piaciuto. Ma anche se sono sufficientemente borghese da amare moltissimo HP, credo che l’abisso ormai si sia pure stancato di farmi le foto e che quindi gli risparmierò questo film. Non ho mai fatto diete, ma in questo caso… :D

    1. Eh eh :) sono contento che sia riuscito a leggerlo senza sforzo, ci ho messo (stranamente) molto tempo, per scriverlo. Se un giorno volessi metter su due chili per il servizio fotografico con l’Abisso, sappi che Descendants lo hanno passato anche in tv :)
      Harry Potter è piaciuto anche a me – nonostante certi suoi difetti, non lo considero materiale per guardare nell’Abisso – perciò rientro nella borghesia :P più che altro, mi sa che starò più attento a come uso quella parola, è carica di sfumature negative XP

    1. Diciamo che anche io l’ho tollerato poco: il tema generale mi piace – ma la rielaborazione delle fiabe deve essere fatta bene, e qui non lo è – e i film per pischelli mi piacciono se fatti bene, ma non è questo il caso. Credo che la Disney stia cercando di bruciare per sempre il genere, visto anche come sta andando avanti Once upon a time…
      Ortolani santo subito, punto! I MOTU li ho sempre amati, anche nella forma con la moraletta sputasentenze finale della serie storica :) un giorno parlerò del fumetto uscito in questi anni :D

    2. Once upon a time è stata una grande delusione, per me: la prima stagione mi ha preso molto, poi è andato in picchiata ed è diventato buono solo per i facepalm. Peccato, davvero..

  2. Pingback: SABATOBLOGGER 55 – I blog che seguo | intempestivoviandante's Blog

    1. Vista con un’altra prospettiva, ci puoi ridere sopra. Per non piangere.
      Comunque, è alchimia pura: trasformare roba di basso valore in oro, con poco sforzo.
      E vogliono farne un seguito! XP

    2. Sì, ci puoi ridere sopra perchè vedi che è una idiozia ma i ragazzini non credo che la giudichino così. Vedi anche altre assurdità come Tomorrowland.

    3. Tomorrowland mi manca ancora :P
      Comunque, meglio non sottovalutare i ragazzini per l’età: alcuni avranno beccato Descendants perché i genitori lo avranno considerato sicuro in quanto Disney. Altri… dai, da giovani ai fanno errori :P

    4. Ma dici che ai ragazzini non è piaciuto Descendants? Mi sembrava che avesse avuto un certo successo.
      Ma io non sottovaluto i ragazzini, solo che a quell’età sono anche molto influenzabili e gli viene proposta molta roba dove come hai ben scritto tu “il bene è più trendy del male”. Tutto moda, canzoni, fighettaggine assortita.

    5. Bisognerebbe condurre un sondaggio sul gradimento di quel film presso i pischelli: aveva falle a tutti i livelli, chi non si accorge della trama non può non notare i prop da busta sorpresa dell’edicola, oppure le etnie sbagliate, il principe improbabile, gli effetti speciali di quindici anni fa, le canzoni vacue…
      Sicuramente sarà piaciuto, che il target fosse o meno conscio dei problemi a 360 gradi di quel prodotto, altrimenti non ne farebbero un seguito, però non posso e non voglio credere che almeno un 10% di chi l’ha visto – nell’età del target – non l’abbia schifato! :P

  3. Non riesco a rispondere alla discussione precedente quindi lo faccio qui, rifacendomi a quella. Per schifare un prodotto bisogna avere gusto e non sembra più contemplato. Tutte le persone che conosco dal vivo hanno figli e tutti mi dicono la stessa cosa: DEVE guardare una certa cosa perché a scuola lo fanno tutti. Bell’esempio da dare ai figli, così crescono già pecoroni… E quando a scuola si faranno tutti le canne e si ubriacheranno e faranno bravate da codice penale? Stando al ragionamento va tutto bene…
    Alla fine questi prodotti nascono e muoiono per lanciare future cantantine smorfiose (tipo la recente Ariana Grande) e per vendere fiumi di gadget che i ragazzini si fanno comprare e non usano mai. La qualità o addirittura la sceneggiatura sono ormai fuori da ogni equazione.
    È stato citato Tomorrowland e per vari motivi mi è capitato di leggere la fantomatica “narrativa young adult”, trasformata poi in pessimi filmucoli. È divertentissima perché sono romanzieri vecchi che scrivono quello che pensano possa piacere ai giovani, o a ciò che loro credono essere i giovani: sono accorpamenti così massicci di luoghi comuni e schemi posticci che si ride di gusto in ogni pagina. Peccato, perché alcuni hanno anche un buon soggetto di base, ma lo inondano di stupidate falso-giovani e lo devastano :-P

    1. La cosa del “lo guardano tutti, a scuola” non l’avevo calcolata: in effetti, da pulcino mi mancavano alcuni argomenti di conversazione coi compagni, dato che spesso ero punito senza TV e non potevo guardare i cartoni. Se non altro, era roba che avrei voluto seguire per mio gusto e non guardarla solo per fare quattro ciacole :)

      Il lancio di nuove stra ggggiovani può essere un buon movente, ma dal poco che so, i pischelli e finto-pischelli di Descendants avevano già parti in altri film e serie, Disney o meno, perciò potrebbero essere stati scelti per attirare i loro fan sul film – che, fatto con gli spiccioli, ha certamente reso di più tra film, spin-off animato e gadget da edicola.
      Come operazione di marketing è quasi ammirevole, far soldi col niente non è roba da tutti.
      Peccato sia una storia meno che banale… :( e spero che nessuno dica che è pattume perché i pischelli non meritano altro, perché vendere rumenta è inaccettabile dal punto di vista artistico ed educativo, anche se non è reato.

    2. Non ricordo d’essermi mai fatto problemi se le mie visioni in TV non corrispondevano a quelle dei miei compagni, né ho mai chiesto ai miei di comprarmi qualcosa solo perché ce l’aveva qualcuno a scuola, sembra invece questo l’andazzo, coi figli di genitori intenti a tenerli buoni coi regali invece di educarli.
      Sicuramente ascoltavo rapito il mio compagno di scuola che aveva visto Rambo e io no, o quello che aveva visto Terminator e ce lo raccontava con dovizia di particolari: ero così affascinato dal racconto (migliore del film) da dimenticare di essere invidioso :-D
      Le politiche Disney sono ormai su una scala così ampia che sfuggono all’attenzione: probabilmente è un piano secolare spalmato su più pianeti :-P

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