L’Isola degli Sperduti, di Melissa de la Cruz

“Ciao cara,” disse freddamente Malefica. “Sai che ore sono, signorina?”
Mal era confusa. Da quando sua madre aveva istituito un coprifuoco? Si era forse messa a controllare dove andava e quando tornava?
“Direi, le due del mattino…” accennò Mal.
“Lo immaginavo,” disse Malefica rimboccandosi una manica dell’abito. Reimpostò l’ora sul suo orologio da polso.
Malefica e Mal, L’Isola degli sperduti

Dopo la devastazione che Descendants ha operato sulla mia mente, torniamo nel magico mondo dei cattivi da operetta Disney e delle loro famiglie altamente disfunzionali, con un romanzo che è venuto prima… no, dopo… no, aspetta un momento!
In copertina, abbiamo la scritta “Il libro che ha ispirato il film di Disney Channel” ma nei ringraziamenti finali, l’autrice spiega

È stato meraviglioso riguardare insieme i vecchi film e condividere con lei [parla della figlia, N.d.C.G.] la storia di Descendants, che ha ispirato questo libro.

Per me, la voce di chi ha scritto il libro batte quella di Stagista Anonimo che ha schiaffato frasi a caso sulla copertina, dunque siamo di fronte a un prequel.
Ma com’è, L’Isola degli Sperduti? Meglio o peggio del suo genitore sciagurato Descendants?

È sicuramente migliore del film: siamo dalle parti del primo Harry Potter, sia come profondità della storia e dei personaggi che come tecnica narrativa – per quanto si possa valutare la tecnica di chi scrive da una traduzione.
Il fatto che nel libro non ci siano brutte canzoncine e i personaggi siano sviluppati meglio, lo rende più godibile del film: non è raro che il libro sia migliore del film che ne hanno tratto, ma in questo caso abbiamo che il libro viene dopo… XD

L’Isola degli Sperduti 101

isola degli sperduti cover
Sorpresa! La copertina del libro
(Fonte: scansione)

La prima parte di questo 101 è quasi uguale a quella di Descendants: Belle e la Bestia si sposano, la Bestia è Re di Auradon, unifica – non si sa come – tutti i regni confinanti sotto il suo comando ed esilia i Cattivi nell’Isola degli Sperduti, privandoli della magia – e di un’adeguata copertura televisiva, internet e wi-fi – grazie a una cupola anti-magica. Poi dichiara la magia fuorilegge, con poche eccezioni (marchingegni per parlare con gli animali e cose simili).
I Cattivi vivono le loro vite da schifo nell’Isola e figliano, la loro progenie si impegna a compiere nefandezze degne dei loro genitori con ciò che hanno a loro disposizione – cioè quasi nulla: nell’Isola, cibi e beni di conforto sono ciò che gli abitanti di Auradon hanno scartato, ritenendolo non alla loro altezza (sì, questi sarebbero i Buoni…) perciò i Cattivi si arrangiano con prodotti scadenti, niente internet e solo due terribili canali televisivi!
La seconda generazione di Cattivi studia alla scuola di Dragon Hall, all’avanguardia nei programmi di malvagità, e sarà proprio il progetto speciale per il corso di Piani malvagi avanzati e tiri mancini, a fornire a Mal (figlia di Malefica) l’occasione di ottenere la sua spettacolare vendetta contro una certa principessa e, al tempo stesso, guadagnarsi il rispetto di sua madre e superare tutti gli altri studenti. Ci riuscirà?

La scheda

Autrice: Melissa de la Cruz
Traduzione: Anna Caterina Forastieri
Edizione italiana: Giunti Editore S. p. A. (2015)

Tecnica e stile

Narratore onnisciente in terza persona, che parla al passato. Ogni tanto, si lancia in qualche elenco e in spiegoni (è onnisciente) ma scorre abbastanza bene: la lettura potrebbe essere definita “facilitata”, con frasi dalla struttura semplice e spesso molto brevi.

L’inizio di tutto

Il prologo rivela che quando Mal aveva circa sei anni, non è stata invitata alla festa per il sesto compleanno di Evie, figlia della Regina cattiva. A quanto pare, essere gli unici scartati dall’elenco degli invitati è un must, a casa di Malefica. Ovviamente, la perfida fata-strega-drago – ancora temutissima nonostante sia priva di poteri – la prende molto male: Malefica dichiara socialmente morte la Regina cattiva e sua figlia, che si ritrovano costrette a vivere senza alcun contatto con gli altri.
Dopo circa dieci anni, il ritorno di Evie nella società stimolerà Mal a vendicarsi della “più bella del reame”…

I personaggi

I personaggi-chiave sono quasi tutti quelli di Descendants, ovvero i quattro della seconda generazione.
Mal è figlia di Malefica, considerata dalla madre una grande delusione: da bambina, si è dimostrata “debole” aiutando un folletto a raccogliere le proprie cose, così Mal si è risolta di non deludere più sua madre e di trovare il modo di dimostrarsi alla sua altezza.
In questo libro, la ragazza è spesso in competizione con Jay sul versante dei furti: il ragazzo, figlio di Jafar, va sempre in giro a cercare qualcosa da rubare e riportare alla bottega del padre, che da Gran Visir che era, si è ridotto a fare il venditore di ciarpame. Peccato che sull’Isola non ci sia nulla di realmente prezioso, ma le mani del ragazzo si impegnano comunque a rispettare la regola d’oro, ovvero: “Chi ha l’oro decide le regole”.
Carlos, il figlio di Crudelia De Mon, è un gracile genietto a cui piace studiare, inventare marchingegni e risolvere problemi. Quando Crudelia apre bocca, sembra che Carlos sia un cocco di mamma, ma ci vuole poco per scoprire che in realtà è lo schiavetto della donna, sempre costretto a occuparsi delle sue pellicce, della casa, dell’auto etc.
Carlos fa presto amicizia con Evie, figlia della Regina cattiva e dunque principessa, oltre che la più bella del reame: la Regina si è impegnata a crescere ed educare una figlia egocentrica e vanitosa, convinta che solo dalla bellezza venga il vero potere, ma il piano non è riuscito del tutto, dato che Evie nasconde dietro al suo bel faccino una mente sveglia e un carattere non sempre in linea con gli alti standard di malvagità ed egoismo richiesti dall’Isola.
Vengono citati anche i figli di altri cattivi Disney – come la piratessa Harriett Uncino o i figli scemi ed energumeni di Gaston (identici al padre!) – e i loro genitori e nonni, spesso occupati a tenere corsi di varie materie malvagie alla Dragon Hall, con lo scopo di insegnare alle nuove generazioni a puntare in alto in basso ed evitare di commettere gli stessi errori di chi li ha preceduti.
Un paio di capitoli sono dedicati al principe Ben, figlio di Belle e della Bestia, così da costruire il contesto che lo porterà a tentare il suo “esperimento sociale” di reinserimento dei Cattivi nella società di Auradon.

La svolta

Tra una nefandezza e l’altra, un attentato alla vita di Evie e una macchinazione ai danni di qualcuno, avviene un fenomeno fuori dal comune: nel tentativo di avere accesso a più canali tv e a internet, Carlos crea un marchingegno che buca la cupola anti-magica posta sopra l’isola, facendo così entrare un po’ di magia.
Questo libera dalla pietrificazione il corvo Diablo, famiglio di Malefica, il quale rivela alla sua amata padrona che è tornato in vita anche l’Occhio del Drago: il bastone di Malefica, la più potente arma magica che governa le tenebre.
Malefica incarica la figlia Mal di recuperare il bastone e riportarglielo, così da essere pronta nel caso che la magia torni definitivamente anche sull’Isola, permettendole di ottenere la sua rivalsa su Auradon tutta.
Per diversi motivi, Mal fa gruppo con Jay, Evie e Carlos per completare la missione affidatale dalla madre, lanciandosi all’esplorazione del castello in cui è custodito il bastone. E tutti hanno un motivo “nascosto” per affrontare il pericolo…

Leggere somiglianze con Harry Potter

Non so se la cosa sia voluta, ma L’Isola degli Sperduti ha una manciata di elementi che lo rende simile a Harry Potter e la pietra filosofale.

La scuola
I personaggi frequentano la scuola di Dragon Hall. Le materie sono strane (Vanità ed egocentrismi, Scienza misteriosa, Piani malvagi etc.) e en passant, i professori sono Cattivi più o meno celebri, come Madre Gothel di Rapunzel o la Perfida Matrigna di Cenerentola.
Ah, la biblioteca della scuola ha pure un reparto “segreti proibiti” o qualcosa del genere.

Le ordalie
Quando i personaggi cercano di impadronirsi del bastone magico di Malefica, si ritrovano a dover affrontare delle prove modellate appositamente su di loro e sulla conoscenza acquisita riguardo ai propri genitori: le prove sono degli indovinelli, le cui risposte rivelano – a volte – il contorto sistema di valori e affetti dei Cattivi genitori.
La presenza di brandelli di magia nel castello, a seguito dell’esperimento di Carlos che ha bucato la cupola, crea il primo e unico momento realmente fantasy del libro, modellando delle prove simboliche (gli indovinelli e le potenziali conseguenze del fallimento) che cambieranno i personaggi rendendoli davvero amici.
Queste prove personalizzate mi hanno ricordato le tre che, in Harry Potter e la pietra filosofale, proteggevano proprio la pietra, visto che sono tarate per essere superate da personaggi specifici – più o meno.

Un piccolo inciso: che Buoni di merda!

Il fatto che gli abitanti dell’Isola

  • vivano in una baraccopoli di lamiera – o quando va bene, in palazzi fatiscenti
  • si nutrano di cibi scaduti e bevande rancide, gettate agli esiliati dagli abitanti di Auradon perché considerati nutrimento indegno della loro “virtuosa” persona
  • si vestano con abiti dismessi, logori o difettosi degli… boh, Auradonensi?
  • usino attrezzi, elettronica, cosmetici etc. difettosi o di cui i Buoni si sono stancati

sembra un trucco bello e buono per fare in modo che il lettore tifi per i Cattivi, secondo il classico effetto “Wile E. Coyote”. In pratica, anziché farti sembrare simpatici e meritevoli i protagonisti, vuol far apparire antipatici tutti gli altri!
Certo, non posso mettere la mano sul fuoco che questa fosse la volontà dell’autrice, ma il sospetto mi rimane…

Qualche punto divertente (mi diverto con poco!)

Alcuni passaggi del libro sono volutamente divertenti. Questo, per esempio

Tutti i medici stregoni che l’avevano visitata erano convinti che Crudelia si trovasse in uno stato di perenne furore metabolico. Carlos, invece, era sicuro che i suoi comportamenti fossero dovuti a un’assurda dieta di sua invenzione: niente pane o pizza, solo stizza; nessuna proteina, solo caffeina; nessun alimento zuccheroso, ma tanto nervoso.

Che dire, ho avuto una compagna di classe che seguiva la stessa identica dieta! XD
Anche il passaggio che ho citato nell’apertura di questa non-reccy è simpatico, imho.

Qualche caduta notevole

Potranno sembrare dei dettagli trascurabili, ma ci sono dei passaggi inutili o poco funzionali.

La scena allo specchio
La scena allo specchio è uno stratagemma sfruttato spesso dai narratori esterni alla storia per descrivere un personaggio: questi si pavoneggia davanti allo specchio, notando – di solito – i suoi punti forti, più raramente i difetti o i “difetti” che l’affliggono, tipo “Oh mio Dio! I miei occhi sono appena più grandi della media! E guarda queste tettone/questi muscoli grandi e definiti che mi ritrovo!”  T__T
In questo caso, invece, abbiamo una curiosa variazione sul tema: Mal non si specchia perché sa già cosa avrebbe visto come riflesso, cioè una bella ragazza!

Se mai vi pungesse vaghezza…
Alcune descrizioni sono vaghe. Per esempio

Mal si incamminò, fermandosi a fare un saluto beffardo al manifesto del re (…)

In che cosa sarà mai beffardo, questo saluto? Un “marameo”? Un dito medio alzato? Una finta riverenza? Non lo sappiamo.

Bello, bello impossibile
L’autrice si tiene vaga su Carlos, ma degli altri tre dice che sono belli per questo o quel motivo: Mal è bella e minuta, Evie è la più bella del reame, Jay ha bei capelli e “occhi splendidi come le sue bugie”…
La cosa più assurda, è che questi farabutti sono bellissimi pur indossando vestiti logori, gioielli farlocchi etc.
Ovviamente, Ben e Audrey sono bellissimi anche loro, ma almeno hanno la scusa di non vivere in una discarica, a nutrirsi col pattume dei Buoni…

I cattivi non sono più i vecchi ghepardi di una volta…

Anche i Cattivi invecchiano: Jafar si è inquartato e la sua barba è diventata grigia e rada, Crudelia ha finito di diventare pazza, la Regina cattiva pure (fa sempre finta di parlare come il suo specchio magico) e pur restando una bella donna, ha messo su un po’ di ciccia – potrebbe essere stato fatto per giustificare la scelta di Kathy Najimy come interprete della Regina, nel film?
A quanto pare, l’unica che non ha perso il suo smalto è Malefica…

Ancora la questione dei genitori

Per quanto riguarda i Buoni, nei capitoli sul principe Ben, vengono citate alcune coppie complete.
Dal lato dei Cattivi, sappiamo solo che il padre di Mal era un “debole umano” e che secondo Malefica, la figlia aveva preso molto, anzi troppo, da lui, risultando una malvagia scadente!
Il mistero continua a essere tale…

Concludendo

L’Isola degli Sperduti si rivela essere migliore del film suo genitore, ovvero High School Musical – C’era una volta Descendants. Ma essere migliore di una brutta storia basta, per spingere qualcuno a leggere un libro?
Dipende. È almeno decente, ma non eccezionale e per ogni cosa carina che ti offre, te la fa pagare con un paio di passaggi sciatti. Dal punto di vista tecnico non è peggiore dei primi Harry Potter e rispetto a Descendants, i personaggi sono costruiti meglio.
Chi apprezza la narrativa per ragazzi potrebbe trovarlo gradevole oppure no, mentre chi non ama questo genere di letture non ci troverà né una storia interessante, né caratterizzazioni profonde e originali, e nemmeno tecniche di narrazione particolarmente sofisticate.
Circolare, gente: non c’è altro da vedere! :P

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9 pensieri su “L’Isola degli Sperduti, di Melissa de la Cruz

    1. Ho letto di molto peggio – specialmente a causa della scuola, questo almeno aveva il pregio di scivolare giù liscio :P mica come Elsa Morante!
      E poi, le storie sviluppate lungo media diversi sono interessanti da studiacchiare. Purtroppo, non son tutti Castelli erranti… ma per me, è stato un po’ istruttivo!
      Comunque puoi stare tranquillo, di cose di questo livello non ne parlerò troppo spesso ;)

    2. Ah ha ha XD non mancherò, se capiterà l’occasione :) comunque, preferisco le cose belle, anche se quelle brutte mi fan ridere. Questo libro… lo metterei a metà strada – decente, ma privo di veri guizzi. Ma non escludo che Descendants abbia abbassato l’asticella, rendendolo più digeribile ˚_˚‖

    3. In che senso? :)
      A meno che il lettore non annidi i commenti in modo strano… io rispondo sempre dal box in fondo all’articolo o dall’area admin del blog :)

      PS: siccome mi sto organizzando una connessione più efficiente, in queste settimane potrei avere problemi a scrivere illuminanti commenti, perciò non darmi per morto :P

Vuoi dire qualcosa? Gracchia pure!

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