La guerra della pace, di Vernor Vinge

“Oltre la ricchezza, Wili, c’è il potere, e credo che tu ne abbia visto a sufficienza per saperlo apprezzare, anche se non avevi mai immaginato di arrivare a possederlo.”
Paul Naismith, La guerra della pace

«Che cosa desideri?»
Se lo chiedessimo a un bambino, probabilmente ci aspetteremmo come risposta: «La pace nel mondo!».
Oppure «Lo smartphone!!1!11!» perché la mia fiducia nelle nuove generazioni viene meno, mano a mano che passano gli anni e invecchio. :P
Restiamo sulla pace nel mondo: sembra uno stato di cose auspicabile e bramato da molti nel corso della storia umana, eppure non ci siamo mai arrivati. Come mai?
Probabilmente perché come tutte le cose di valore, ha il suo prezzo e non è detto che tutti siamo pronti a sostenerlo: può richiedere di rinunciare a certe comodità, ideali o ambizioni di superiorità!
La guerra della pace mostra un possibile prezzo del pacifismo tramite una distopia, che il regime dominante della storia maschera come un’utopia ottenuta con un avanzamento tecnologico così esagerato, da sembrare stregoneria. Ma a quale prezzo?

La guerra della pace 101

la guerra della pace
L’immancabile, brutta scansione della copertina!

Siamo intorno al 2048 (così ho calcolato da indizi interni al libro) e da circa cinquant’anni è scoppiata la pace sulla Terra: sfruttando una scoperta del geniale ricercatore Paul Hoehler, i Laboratori Elettronici Livermore hanno sviluppato la sua teoria in un’invenzione prodigiosa, capace di creare delle bolle impenetrabili da qualsiasi fenomeno, sia fisico sia energetico.
I Laboratori hanno sfruttato le bolle per incapsulare basi militari, laboratori di ricerca medica (armi biologiche) fabbriche di armi e qualunque realtà potesse manifestare potenziale di ribellione, cancellando i governi e istituendo così un nuovo ordine mondiale chiamato “Autorità di Pace”.
In questo nuovo mondo, la tecnologia ufficiale è indietro di cinquant’anni e si è registrato un forte calo demografico, conseguenza di una rappresaglia batteriologica contro la nascente Autorità di Pace: i discendenti degli infetti, destinati a una vita breve, non possono usufruire di cure adeguate perché l’Autorità di Pace impedisce la ricerca medica, col fine di ostacolare l’insorgere di una nuova guerra batteriologica.
Ovviamente, non tutti accettano passivamente il nuovo stato di cose: una ribellione cova sotto le braci di questa distopia pacifista, in attesa del momento giusto per contrattaccare.
L’arma segreta della ribellione sarà un ragazzino molto intelligente, capace di interagire con una tecnologia di cui l’Autorità non sospetta l’esistenza…

La scheda

Autore: Vernor Vinge
Vecchio titolo italiano: Quando scoppiò la pace (Urania, dicembre 1985)
Titolo originale: The Peace War (1984)
Traduzione: Vittorio Curtoni
Edizione italiana: Mondadori Libri S.p.A. (Urania, marzo 2016)

Tecnica e stile

A raccontare la storia è un narratore in terza persona, onnisciente, che si esprime al tempo passato: esprime con facilità dei giudizi su persone e situazioni ed entra nella testa di tutti senza farsi troppi problemi.
Non è un narratore molto affidabile: pur nella sua onniscienza, a volte non rivela che i personaggi posseggono informazioni particolari fino al momento in cui è il personaggio stesso a parlare. In linea di massima, il narratore si mantiene coerente con le conoscenze che dovrebbero avere i personaggi: per esempio, quando Wili pensa ai satelliti come a delle stelle mobili (il ragazzo è intelligentissimo, ma non ha avuto un’istruzione approfondita).
Il libro si apre con un flashback, per poi concentrarsi sul presente della narrazione (anno 2048) e ogni tanto compie un “Balzo in avanti” (così sono chiamati questi brevi capitoli) per raccontare dei personaggi presentati nel flashback. Questo fino a metà del libro, quando le linee temporali della narrazione si riuniscono e si sperimenta, al massimo, una differenza di qualche minuto tra un capitolo e l’altro, permettendo di seguire la stessa vicenda da diversi punti di vista.

L’ambientazione

Il pianeta Terra nel 2048 è un posto ricco di anacronismi, dal nostro punto di vista: il crollo dei governi nazionali di tutto il mondo, a opera dell’Autorità di Pace, ha avuto come conseguenza lo sviluppo dell’anarchia più disordinata o di regimi para-feudali, con il Nuovo Messico come unica entità più simile a una democrazia.
Molti luoghi sono sotto la protezione di forze di polizia private, ufficialmente dotate di armi non letali: l’Autorità di Pace impedisce il controllo di grandi fonti di energia proprio per ostacolare la creazione di armamenti pericolosi – come l’energia nucleare, usata per alimentare la tecnologia delle “bolle” – e costringe la gente comune ad arrangiarsi con tecnologie il cui consumo si misura in watt, piuttosto che in kilowatt.
Le biotecnologie sono vietatissime, e chiunque venga scoperto a compiere ricerche in quest’ambito può aspettarsi di venire “imbollato” a breve per sventare la minaccia di epidemie.
Esistono tecnologie definite “simbiotiche”: sono calcolatori più o meno potenti, connessi alla mente dell’utilizzatore tramite connettori craniali, che facilitano a vari gradi il lavoro intellettuale, agevolando il multitasking. A livello popolare, queste tecnologie hanno una forte applicazione in ambito ludico: per esempio, nei tornei di scacchi, molti giocatori ne fanno uso con programmi più o meno all’avanguardia, che elaborano le mosse compiute per suggerire al giocatore un ventaglio di scelte vantaggiose.
Esiste un’organizzazione di Riparatori: tecnici e inventori di varia abilità su cui spicca, per inventiva e odio verso l’Autorità di Pace, il geniale Paul Naismith, nato prima della guerra batteriologica e della “pace”. Quest’uomo è centrale per i Riparatori, in quanto è già piuttosto anziano e privo di un erede di talento da istruire sulla sua scienza: questo fino a quando fa la conoscenza del giovane Wili Wachendon, un ragazzo di strada dall’intelligenza vivace, ma piagato dalle conseguenze della guerra batteriologica.
Il fulcro della storia sarà proprio il giovane Wili, sia per lo sviluppo della trama, sia perché il suo sarà il punto di vista prediletto dal narratore.
Un ultimo dettaglio: in diversi momenti, emerge una certa sfiducia verso le potenzialità e capacità del genere femminile, sia tra i Riparatori che presso l’Autorità di Pace. A parole, le donne sarebbero oggetto di rispetto, ma di fatto sono per lo più relegate a mansioni da casalinga, come se non fossero considerate capaci di un pensiero più profondo.
Non è un pregiudizio dell’autore, comunque: ci sono tre personaggi femminili che spiccano per diversi motivi – capacità, intelligenza, determinazione, coraggio, “pensiero laterale” e già che ci siamo, un bell’aspetto. Le scelte di una di queste donne, un membro della Pace, si mostreranno azzeccate e lungimiranti in più di un’occasione, mettendo seriamente i bastoni tra le ruote dei Riparatori, i quali gioveranno però delle competenze di una “reduce del passato” e di un’intelligenza artificiale, modellata sulle caratteristiche di una donna speciale per il suo programmatore.

I personaggi

Pur avendo diverse qualità positive molto sviluppate, i personaggi principali della storia sono tutto fuorché perfetti

  • Paul Naismith, anziano inventore di un certo intelletto, è più sentimentale di quanto possa apparire nella maggior parte della storia. La sua componente emotiva e i suoi ideali e desideri creeranno qualche problema ai suoi alleati, di cui avrà comunque bisogno come sostegno sia operativo che motivazionale
  • Wili Wachendon è un ladruncolo di grande potenziale intellettuale, cresciuto per la strada. Erede di alcune pesanti tare provocate dalla guerra batteriologica, sembra più giovane di quanto sia in realtà e ha salute cagionevole: tutto ciò, assieme alla vita di strada, lo ha intriso di un profondo cinismo
  • Allison Parker, innamorata del creatore delle bolle Paul Hoehler e da lui ricambiata, è un capitano dell’Aeronautica statunitense. Preparata e competente, per un certo motivo si ritrova fuori dal proprio tempo, disallineata dalla tecnologia del presente della storia da circa cinquant’anni eppure tutt’altro che fuori posto, dato che l’Autorità di Pace usa proprio quella tecnologia obsoleta che lei sa gestire bene
  • Miguel “Mike” Rosas, dipendente della Compagnia di Polizia di Santa Ynez, ha un forte senso della giustizia, ma prova anche un rancore profondo nei confronti dei ricercatori biotecnologici, a cui addossa la responsabilità della morte precoce delle sue due sorelle, vittime della guerra batteriologica. È una persona dotata di un forte senso della responsabilità e di empatia
  • Della Lu, membro dell’Autorità di Pace, reduce da diverse operazioni di successo in Asia, è una giovane donna di grandi capacità (pensiero laterale, doti strategiche, capacità di improvvisazione, abilità nel “leggere” le persone e le loro motivazioni, esperta nelle tecniche di combattimento e di infiltrazione). È idealista e dotata di grande sangue freddo, ma paga lo scotto di essere una donna in una realtà che ripone nel “gentil” sesso una scarsa fiducia. È la vera antagonista di Wili e dei suoi alleati, pur non essendo al comando dell’Autorità
  • Jill, un’intelligenza artificiale programmata da Paul Naismith. È un “personaggio” un po’ defilato, gestito più come un’appendice di Paul e Wili nell’uso delle tecnologie simbiotiche, ma verso la fine della storia mostrerà alcune reazione piuttosto umane

Antagonismi

Il nemico dichiarato del mondo è l’Autorità di Pace: sebbene sia riuscita a garantire la pace globale per circa cinquant’anni, il risultato è un mondo non esattamente prospero né progredito (tecnologicamente e umanamente) e in cui una buona fetta della popolazione è destinata a non superare i vent’anni di età, per di più con l’aspetto di un bambino, a causa della rappresaglia batteriologica dei governi vittime dell’Autorità.
La guerra batteriologica e il controllo mediatico da parte dell’Autorità di Pace hanno poi gettato discredito su chi si occupa di ricerche biotecnologiche, dipingendoli con successo come mostri presso la popolazione funestata dalle armi biologiche di cinquant’anni prima.

Le conventicole che hanno preso il posto dei vecchi governi nazionali – come i signori feudali di Aztlàn, l’Alcade e i criminali dello Ndelante Ali (tutti in prossimità della California) – sono impegnate in dispute reciproche per il controllo del territorio e della “ricchezza” disponibile, che si tratti di soldi o di vecchia tecnologia.

In mezzo a quasi tutti, stanno i Riparatori: per lungo tempo considerati non pericolosi in quanto privi di fonti di energia rilevanti, in mezzo secolo hanno trovato il modo di ovviare a questa limitazione imposta dalla Pace con l’ingegno e con una ricerca tecnologica clandestina, al punto tale di disporre – senza averne la certezza per lungo tempo – di una tecnologia assai più avanzata di quella della Pace, anche se per buona parte del libro incapace di competere col nemico in termini militari.

Concludendo

La guerra della pace è decisamente una storia di hard science fiction, concentrata sulla creazione di un’ambientazione coerente (anche se non impeccabile) in cui tutti i pezzi, per una reazione di causa-effetto, tendono a combaciare, formando il vasto affresco di un possibile mondo futuro.
Presenta anche qualche elemento cyberpunk, come i governi soppiantati da realtà non nazionali e la profonda interazione uomo-macchina di certe tecnologie (con un “sapore” che oscilla tra il transumanesimo e la dipendenza) più tematiche di fantascienza militare e di spionaggio.
Pur essendo una distopia, l’ho trovata intrisa di un certo ottimismo di fondo: non un ottimismo assoluto e inattaccabile (la risoluzione della storia prospetta un certo numero di pericoli futuri per i numerosi sopravvissuti) ma emerge comunque l’idea che la scienza e l’ingegno, senza trascurare la componente umana, si mostra in ultima istanza come una forza capace di salvare vite, sovvertire tirannidi e quindi migliorare il mondo perché sia preparato per affrontare le nuove sfide che l’aspettano.

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5 pensieri su “La guerra della pace, di Vernor Vinge

    1. L’idea è certamente originale – per lo meno, dal basso della mia ignoranza (ho ancora così tanto da leggere!) e questa ristampa è anche recente. Anche abbastanza scorrevole, peccato solo per il tipo di narratore scelto, con un worldbuilding di questo genere, tenere tutta questa distanza dai personaggi è un po’ un peccato…

      Di Urania in frasca: hai poi preso I vampiri dello spazio? E poi: se ti interessa, a giugno dovrebbero pubblicare The Atrocity Archives di Charles Stross (con dentro un po’ di Lovecraft)…

    2. Fatti un giro delle edicole, se ti interessa: forse lo trovi ancora, I vampiri dello spazio è uscito ad aprile, mi pare.
      Oppure puoi vedere se ne han fatto anche l’ebook.

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