Life is strange

“Despite all chaos and bullshit, I feel so giddy hanging out with her again…
So happy… like we’ve both gone back in time…”
“Nonostante tutto il caos e tutte le stronzate, mi viene il capogiro a stare di nuovo con lei…
Così felici… come se entrambe fossimo tornate indietro nel tempo…”
Max Caulfield, Life is strange

Così è la vita, nella cittadina di Arcadia Bay: studi fotografia nella prestigiosa Accademia Blackwell e dopo aver assistito a un omicidio, potresti scoprire di saper fare qualcosa di insolito…
Life is Strange è un’avventura grafica, ma imparentata solo alla lontana con il genere punta e clicca: si può dire che più che un videogioco, sia un film interattivo, e anche una lettera d’amore al serial Veronica Mars!
Siete pronti per scoprire quanto possa essere strana la vita?

Life is strange 101

life is strange copertina
Dimenticando di fare una scansione, ho saccheggiato un altro sito e ridotto l’immagine perché son taccagno con lo spazio web!
(Fonte: Mobygames)

Maxine Caulfield – Max per gli amici – è una diciottenne che grazie a una borsa di studio, è entrata alla Blackwell Academy di Arcadia Bay, la città in cui ha vissuto per buona parte della vita: la sua scelta per gli studi le permette di tornare dove ha le sue radici, dopo cinque anni trascorsi a Seattle, senza aver avuto contatti con la sua “best friend forever” Chloe.
Max vuol diventare una fotografa: è anticonformista, data la sua passione per le vecchie Polaroid e i selfie, ma non disdegna altri stili di fotografia.
Una mattina, dopo un sogno che la vede alle prese con un ciclone, scopre di poter riavvolgere il tempo!
Questo potere la porterà a scoprire come Arcadia Bay sia molto diversa da come ricorda: è marcia per davvero, e tra sparizioni misteriose, ricche famiglie senza scrupoli ed eventi climatici privi di spiegazione, il pericolo sarà dietro ogni angolo.
Basterà qualche rewind, per risolvere tutti i problemi?

La scheda

Studio di sviluppo: DON’T NOD Entertainment SARL
Editore: Square Enix Ltd.
Edizione: Limited Edition (contiene il gioco, la colonna sonora, un mini-artbook di 32 pagine e la possibilità di scaricare i commenti dei game director)
Richiede una connessione internet per l’installazione e l’attivazione tramite Steam. Il gioco esiste anche per diverse console – riguardo a Linux ho trovato poco (questo e questo) mi spiace Ysi :(

Requisiti minimi
Sistema operativo: Windows Vista; CPU: Dual Core 2.0 Ghz o equivalente
RAM: 2 GB; Scheda video: Scheda ATI o NVIDIA con 512 MB di RAM
DirectX: 9.0; Hard Disk: 12 GB

Requisiti consigliati
Sistema operativo: Windows 7; CPU: Dual Core 2.0 Ghz o equivalente
RAM: 2 GB; Scheda video: Scheda ATI o NVIDIA con 1024 MB di RAM
DirectX: 9.0; Hard Disk: 12 GB

Nota: ho giocato su un PC con requisiti nettamente superiori a quelli consigliati, eppure alla risoluzione predefinita, ho sperimentato forti rallentamenti già nel semplice movimento del cursore del mouse. Ho perciò abbassato di molto la risoluzione, ottenendo una fluidità decente – ma sempre un po’ “scattosa” in prossimità dei caricamenti…

PEGI

1616: praticamente una summa del resto delle icone, stando ai criteri del PEGI: tematiche alquanto mature e adulte, non esattamente una passeggiata per i campi con la famiglia!

violenzaViolenza: ce n’è sia fisica che psicologica. Mai per fan service: ogni momento di violenza avrà uno scopo nello sviluppo della storia.

scurrileLinguaggio scurrile: parliamo di persone giovani nell’ultima fase dell’adolescenza, la cosa ha perfettamente senso. Ma non aspettatevi un “fuck” a ogni riga di dialogo.

drogheDroghe: hanno un ruolo importante, nella storia: in certi passaggi hanno una funzione disturbante…

La grafica

bullismo
Uno screenshot che unisce un esempio di volantino con un momento di bullismo e blasfemia, ai danni di un personaggio che non merita tutto questo…

Iniziamo con l’aspetto che mi ha colpito di più: la regia! Le inquadrature non sono sempre quelle tipiche di un videogioco, sembrano quelle di un film e sono assai di impatto: certi momenti sono a dir poco spettacolari – come la sequenza del dormitorio, che introduce il finale del secondo episodio.
Per il resto, la grafica è buona: forse non è il massimo a livello di “morbidezza” – almeno alla risoluzione a cui l’ho giocato io – ma è più che gradevole, con colori ben studiati che rendono gli ambienti sporchi quanto serve (non amo i videogiochi con ambiente e oggetti troppo puliti). Ho trovato buona anche la scelta di usare uno stile non “fotografico” per certi volantini, per alcune foto e per le pagine web che appaiono nel gioco.
Decisamente, DON’T NOD non si è limitata al compitino ben fatto.
I modelli dei personaggi non sono il massimo della varietà: molti sembrano parenti pur senza esserlo, a causa dei loro lineamenti, e si ripetono spesso certe corporature.
Con le dovute eccezioni, ovviamente.

Il sonoro

Doppiaggio in inglese, con sottotitoli in diverse lingue – tra cui l’italiano.
È un buon doppiaggio, con voci molto diverse tra loro e azzeccate per tutti, comprese le comparse: non sono stati scelti i primi arrivati, questo è sicuro! Un tocco di classe è il progressivo abbassarsi del volume della voce, quando la protagonista si allontana dal parlante.
I rumori ambientali sono efficaci.
Infine, abbiamo una colonna sonora molto bella e azzeccata, per il temperamento della protagonista: non frenetica, ma con un suo carattere deciso. Tutti i brani sono stati registrati dal 2002 in poi.
Un giorno, spero di riuscire a colmare le mie lacune in ambito musicale, così da essere più preciso in queste mie non-recensioni! :P

Il gameplay

menu contestuale
Un esempio del menu contestuale, unito a una piccola gratificazione dell’ego della protagonista!
(Fonte: screenshot)

L’interazione della protagonista col mondo e con gli altri personaggi è semplice: Max si sposta grazie ai tasti WASD e in prossimità di elementi con cui interagire, si manifestano le opzioni disponibili. Tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e trascinando il cursore in direzione dell’opzione, essa viene applicata.
Non tutte le opzioni di interazione o dialogo sono disponibili sin dal primo momento: alcune richiedono che Max le scopra, e spesso accade dopo un’interazione sbagliata, seguita da un riavvolgimento del tempo (tasto destro del mouse).
Il gioco supporta mouse e tastiera, ma consiglia l’uso di un controller.
Quando il giocatore fa una scelta significativa per la storia – a volte è questione di vita o di morte! – il gioco la segnala con l’animazione di una farfalla (ovvio riferimento all’effetto farfalla di cui parla la teoria del caos) cosicché il giocatore possa compiere una scelta diversa, se preferisce.
Il game over è impossibile: in questi casi, il tempo si ferma in attesa che il giocatore lo riavvolga e compia una scelta diversa.

Il salvataggio

La parte peggiore del gioco è il salvataggio automatico.
Ogni episodio è diviso in segmenti grazie a diversi checkpoint, che dettano importanti cambi di trama o di scenario: uscendo dal gioco prima di arrivare al nuovo checkpoint, si dovrà ripartire dall’ultimo raggiunto – il gioco salverà i progressi nella storia solo arrivando al checkpoint.
Anche se gli episodi che compongono il gioco sono brevi – circa cinque ore ciascuno – e divisi in almeno tre checkpoint, è una scelta che ho trovato fastidiosa. Spero piuttosto che mi sia sfuggita un’opzione di salvataggio più pratica…

L’ambientazione

club del libro
Non mi dispiacerebbe far parte di questo club del libro, ma ahimé, è solo per ragazze!
(Fonte: screenshot)

La storia si svolge quasi tutta nella città di Arcadia Bay o nei suoi dintorni, praticamente di proprietà della ricca famiglia Prescott, che ne domina lo sviluppo e la politica grazie al denaro e all’assenza di scrupoli.
La Blackwell Academy non sfugge a questa regola: il rampollo dei Prescott, uno stronzetto snob di nome Nathan, fa un po’ il cavolo che vuole grazie all’appoggio dei suoi amici, altre persone in vista che fanno parte del prestigioso Vortex Club – da decenni, la cricca più potente della Blackwell.
Per questo e altri motivi, compresa la non trascurabile presenza di droghe (che non esiterei a definire “da stupro”) e di filmati che rovinano la reputazione di chi non ha avuto la prontezza di rifiutare un drink, chi ha seguito la serie Veronica Mars vivrà un curioso deja vu, dato che alcune situazioni sono simili.

PS: ho parlato di droghe da stupro, perciò ecco un piccolo spoiler: non ci sarà nessuno stupro nella storia (o almeno, le mie scelte non me ne hanno fatto scoprire nessuno) – il che non escluderà altri tipi di soverchierie altrettanto agghiaccianti. O_O

La storia (senza spoiler)

Tutta la storia gira attorno al rapporto tra Max e la sua migliore amica Chloe, con cui la protagonista tornerà a stringere i rapporti in seguito a un’aggressione.
I termini della loro amicizia verranno decisi nel corso della storia, a causa delle scelte della protagonista: spesso, il giocatore verrà messo alla prova grazie a scelte riguardanti l’accordo o il disaccordo con Chloe in merito a certe questioni.
Aggiungo che Chloe ha davvero un pessimo carattere – ha dei buoni motivi, per essere tanto incazzata, ma è così dispotica, rabbiosa e irritante che non mi sarebbe dispiaciuto lasciarla schiattare, in un paio di occasioni!
Il motore della storia è la sparizione di Rachel Amber, amica di Chloe in un periodo difficile: ragazza camaleontica, bella e ricca di talenti, Rachel è scomparsa nel nulla mentre frequentava i ragazzi del Vortex Club. Molte persone hanno qualcosa da dire su Rachel, e per lo più non sono cose belle, ma quante di queste saranno vere?

cast
I personaggi-chiave della storia, dal diario della protagonista
(Fonte: screenshot)

 Abbiamo poi i bizzarri presagi naturali che sembrano annunciare la fine del mondo: neve fuori stagione, un’eclissi di sole non prevista e altri eventi inspiegabili.
Non mancheranno momenti in cui verranno toccati alcuni temi sociali importanti: i costi esorbitanti dell’assistenza sanitaria negli USA, il controllo delle armi, il diritto alla privacy contro quello alla sicurezza, le droghe leggere e pesanti, le famiglie disfunzionali, l’identità personale in attrito con il resto del mondo.

Questione di scelte

Il tema principale della storia di Life is strange sono le decisioni e le loro conseguenze: conseguenze importanti, dato che ben poche scelte saranno totalmente pulite e prive di un prezzo da pagare…
Potendo riavvolgere il tempo, Max ha un certo vantaggio nel manipolare le persone – scoprendo che un personaggio può essere sensibile a certi argomenti e situazioni, un veloce rewind del tempo consentirà al giocatore di esercitare un forte controllo del dialogo. Il rewind è anche molto utile per coprire le proprie tracce – fai quello che devi, scopri – che so – che una telecamera ti ha ripreso, riavvolgi il tempo…
L’intera storia si adatta in base alle scelte compiute dal giocatore – chi vive, chi muore, chi odia Max e chi la trova simpatica, nulla è inciso nella pietra e di episodio in episodio, il gioco se ne ricorda per offrire un’esperienza coerente.
È palese che alcuni passaggi e dialoghi siano stati studiati per adattarsi a diversi snodi narrativi, con battute ambigue dalle sfumature diverse, a seconda che sia successa una cosa o il suo esatto opposto: è una grande storia a bivi, con la possibilità di ripercorrere gli ultimi tratti di strada all’indietro per esplorare un altro corso narrativo.

Le foto

cheese
Max con Warren, il secchione gentile cotto di lei. Il ragazzo si farà quasi tutto il gioco con l’occhio pesto.
(Fonte: screenshot)

In ogni capitolo, sono presenti alcune foto da fare in momenti specifici: Max ha un certo occhio per le inquadrature particolari, perciò a ogni checkpoint di ogni episodio, si può stare sicuri che ci sarà qualcosa di curioso da fotografare.
Osservando nel menu, degli schizzi mostreranno tutte le foto da fare in quel capitolo – alcuni disegni saranno metaforici, perciò servirà avere occhio per i dettagli… inoltre, l’opzione della foto sarà disponibile solo se Max si troverà nella posizione giusta rispetto al soggetto (certi animali mi hanno dato qualche problema, anche con il rewind).
Questo non influenzerà in alcun modo la storia: possiamo considerare queste foto alla stregua di “trofei”.

Concludendo

Life is strange è un’esperienza interessante e coinvolgente: simile a un film interattivo, ha dei personaggi per lo più ben sviluppati e una bella storia col giusto tasso di stranezze – che si impenna nell’ultimo episodio.
Sviluppa bene il tema principale (scelte e conseguenze, interpretate secondo la lente dell’effetto farfalla) e tocca in modo più laterale altri argomenti importanti: il fatto che negli USA la malattia sia un “bene di lusso”, i rapporti tra i membri di famiglie disfunzionali, il diritto alla privacy limitato dal diritto alla sicurezza…
Alcuni elementi sono un po’ cliché: i ricchi ragazzi stronzi e superficiali, il nerd dal cuore d’oro, la punk arrabbiata che non disdegna la marjuana…
Le scelte compiute non sono quasi mai prive di un prezzo da pagare: diciamo che lo scenario “così vinceremo tutti” è molto raro e limitato a scelte marginali.
Il gioco prevede due finali nell’ultimo episodio, ottenibili grazie a una scelta esplicita da compiere: a quel punto il gioco è finito, rimane solo da vedere il finale della storia.
Aspettatevi una trama che non lesina colpi bassi: negli ultimi due capitoli, il giocatore avrà un ottimo esempio di cosa significhi la parola “psicopatia”… e nessun successo sarà da considerare come “sicuro”, una volta conseguito!

Link

Il sito dedicato al gioco

La soluzione del gioco, in inglese (in italiano non ne ho trovate, ma non è un gioco difficile). È divisa lungo i cinque episodi della storia.
La video-soluzione del gioco, in inglese, con ovvi mega-spoiler!

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5 pensieri su “Life is strange

  1. La feral non è nuova a vari porting per quel che mi ricordo. Il Dragon Flying Shit merita.
    La storia ed il gioco in generale sembrano interessanti, se lo portingano ci faccio un pensiero.

    1. Magari sarà pure calato di prezzo, per allora – già non è alto, la Limited edition io l’ho pagata 30 €.
      Forse è un po’ bassa la rigiocabilità: le scelte che volevo fare le ho fatte quasi tutte e non sono un completista dei trofei. Potrei vedere l’altro finale, magari, ma temo che dovrei rigiocare tutto l’ultimo capitolo, visto che quel sistema di autosave non mi consente libertà…

  2. Bellissimo gioco che volevo segnalare anch’io. Approfitterò bassamente della tua non recensioni per saltare le parti più tecniche (rimanderò i lettori a questo post) e concentrarmi sui personaggi :-P
    Non c’è affatto bisogno di rigiocare tutto l’ultimo episodio. Che finale avviene dipende tutto dall’ultimissima scelta nell’ultimo dialogo.
    Purtroppo sotto questo aspetto Life is Strange si inserisce nel filone delle tremila scelte che solo per finta influenzano il finale (mentre influenzano molto la storia) :-D

    1. Sei troppo buono :) aspetterò con impazienza il tuo post, le tue analisi non sono mai banali :D

      Non ho ancora provato a rigiocarlo per vedere l’altro finale: è forse possibile selezionare il checkpoint da cui partire?

      Riguardo alle scelte sul finale: quando le opzioni sono due, non è raro che tutto si risolva con una sola risposta, ma la cosa ha il suo vantaggio – per vedere il resto devi solo fare la scelta opposta.
      Per le altre scelte: in Life is strange, per lo meno, le scelte hanno quasi sempre delle conseguenze diverse, cosa che non si può dire di tutti i giochi. Anche perché questo tipo di approccio richiede una scrittura solida e logica, oppure tutte le incongruenze si notano subito.

  3. Pingback: Voci dalla tana – XIII | Hendioke's Lair

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