Immersione, capitolo 3

Riassunto della puntata precedente

La nostra Eleonora – che sia la protagonista della storia? – si deve incontrare con un tale di nome Alistair Blackwood: lei vuole tirar su una software house e sta cercando dei talenti adatti. Alistair avrà le carte in regola? È un uomo un po’ strano, ma non è detto che un eccentrico sia anche un genio…

3

Apro la cartelletta nera e scorro il suo curriculum. E fa paura: sei pagine di competenze professionali di ogni tipo, nemmeno ho mai sentito parlare, di certi diplomi – DIHS, cos’è, si mangia? Ma saranno veri? Gli manca solo la laurea col massimo dei voti!
Ci sono anche gli indirizzi di alcuni siti da lui curati, compreso quello dell’agenzia di viaggi Iskandar Gateway. Do un’occhiata col telefono: il sito è ben strutturato e carica in fretta, anche con la mia connessione mobile a carbone. Più tardi darò un’occhiata ai codici che ha usato, ma quel che è certo è che ho trovato a chi potrei affidare il sito dell’azienda!
Ha messo anche l’indirizzo di un account DeviantArt, UnperishableSound. Domina i linguaggi e sceglie nomi arroganti: mi sa che sarebbe difficile, avere a che fare con lui.
– Ti spiace, se guardo i tuoi lavori su Deviant?
– Fai pure, l’ho scritto apposta!

Cerco la pagina e vado alla galleria. Il primo disegno che appare è un panorama psichedelico e alquanto fantasy: una nave che vola nel cielo, verso la Luna, con un sacco di remi che sporgono dalla fiancata. È un po’ asettico, ma tecnicamente impeccabile.
Ne guardo un altro, nella didascalia c’è scritto che è fatto in computer grafica, anche se è colorato simulando tocchi di pennello: una piazza di mercato aliena, con una bolgia di creature non del tutto umane che comprano e vendono cose. Alcune sono proprio assurde, come l’enorme chiocciola fatta di cubi smussati e coi capelli in stile rasta. Mi fa pensare a La minaccia fantasma, anche se Jar Jar Binks non era certo un tipo quadrato…

Alzo lo sguardo dai lavori e vedo che di fronte a me, l’autore arriccia un angolo della bocca: spero di non aver fatto una faccia strana, e che lui sia solo molto arrogante. Forse avrei dovuto osservarlo un po’, per analizzare il suo linguaggio del corpo…
Magari sapendone qualcosa di PNL!
Comunque anche io sarei un po’ arrogante, avendo tutto quel talento: i miei migliori omini stecco non possono competere con i lavori di questo tizio!

– Hai messo anche l’indirizzo di un sito, unperisound.com, evidenziandolo come “Portfolio musicale”…
– Sì, ci sono alcune mie demo di vari generi. Se vuoi sentirne qualcuna…
Dieci minuti di ascolto saltando da un brano all’altro – uno è un assolo di violoncello col suono del vento come sottofondo, è un po’ banale, ma potrebbe stare bene nella colonna sonora di un’avventura grafica con un mistero da svelare; un altro è così “jazz” che non ci capisco nulla e aspetto solo che venga Heathcliff Robinson a spiegarmi perché sia bello… altri tre sono talmente sperimentali, che sembrano costruiti solo con un’attenzione completa alla matematica.
Come composizioni musicali non mi piacciono: sono gelide, o talmente complesse da essere incomprensibili a una persona normale. Dei compiti ben fatti, ma senza guizzi.
È un buon ingegnere del suono, ma un artista acerbo.

Sul curriculum c’è anche qualcosa riguardo a 24persec.org: dei video con esercizi di animazione.
Ogni video ha circa un minuto di palle che rimbalzano o manichini che corrono, ballerini di tango intenti a fare un casqué o cani che saltano per afferrare un frisbee. Sono ben disegnati e animati in modo molto fluido – sospetto che siano più di 24 fotogrammi al secondo.
Uno dei video più recenti mostra un ragazzo coi capelli rossi e una ragazza castana, un po’ più bassa di lui. La musica è un brano per pianoforte, distorto come se venisse dal disco su un grammofono o da qualche vecchiume dell’espressionismo tedesco.
O da Nosferatu al giro d’Italia.
I due si guardano negli occhi per qualche secondo, lui le posa la mano sulla guancia, lei inclina di poco la testa all’indietro, lui avvicina la sua bocca a quella di lei… poi si girano verso lo spettatore, dicono qualcosa senza emettere un solo suono e pochi secondi dopo appare un cartello con la scritta “Guardone!”, seguito da “The End”.

– Mpfff! Ah ha ha! Sei davvero bravo, non c’è che dire. Come mai ti interessa il mio progetto? Né io né gli altri abbiamo ancora una laurea o degli agganci. Con le tue capacità, una volta finiti gli studi, potresti trovare un posto ovunque.
– Vedi, io ho un’ambizione: voglio creare una mia console, e lavorando per un’azienda tradizionale non otterrei altro che farmela portare via in cambio di spiccioli, o anche meno. Invece, entrando in società con qualcuno… Magari, dopo aver creato qualche gioco con una diffusione medio–alta, potrei provare ad aprire un progetto di crowdfunding che abbia successo.
– Una console è un progetto tosto…
– Ho con me un prototipo, vuoi vederlo? – solleva la valigetta dal banco e le dà due pacche sul lato rivolto verso di me. Poi fa di nuovo quel suo mezzo sorriso: non ho decisamente la faccia da poker!

Annunci

15 pensieri su “Immersione, capitolo 3

    1. La noia di aver disinnescato il pulsante del mi piace per non generare cookie, è che non posso mipiacciare i commenti…
      Considera i tuoi commenti mipiacciati! ;)

Vuoi dire qualcosa? Gracchia pure!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...