Rapporto sulle atrocità, di Charles Stross

“Una volta connesso mi ritrovo in un labirinto di piccoli file di sistema autoinstallati, praticamente tutti identici. – Cazzo merda porca puttana – recito sottovoce: non succedeva mai niente del genere in Omicidi e incantesimi.”
Bob Howard in Rapporto sulle atrocità

Questa sarà una non-recensione un po’ anomala, dato che non toccherà l’intero volume: ho avuto un po’ di cose da fare e son riuscito a leggere solo la prima delle due novelle, cioè quella che dà il titolo alla raccolta – l’altra è Giungla di cemento.
Rapporto sulle atrocità è una divertente storia di genere science fiction – con tanto di esplorazione di realtà insolite, come in Anonima stregoni di Heinlein od Operazione caos di Anderson – in cui abbiamo uno hacker dei servizi segreti di Sua Maestà inglese, Bob Howard, impiegato nella sezione detta Laundry, cioè lavanderia, per sventare invasioni di orrori lovecraftiani e gestire i pericoli legati all’esoterrorismo.
Andiamo al sodo?

Rapporto sulle atrocità 101

rapporto sulle atrocità.
Copertina scansionata coi piedi da un Magro notturno!

Bob Howard è un agente segreto che vuole far carriera nella Lavanderia, il reparto occultistico dei servizi segreti inglesi: per raggiungere lo scopo, si propone per il servizio attivo – il suo impiego, normalmente, riguarda risolvere i problemi che gli impiegati tecno-imbranati hanno con la posta, o “resuscitare” dei server che dovrebbero essere in pensione da tempo.
Dopo un primo test sul campo, superato con discreto successo, viene sottoposto a un addestramento più profondo, ma non così tanto da spianargli la strada in una missione che avrà settimane di strascichi nella sua vita e nella sua carriera, mettendo a repentaglio non solo la sua esistenza, ma quella del mondo intero – per tacere dell’Universo e del suo lavoro a tempo indeterminato!
Un orrore senza tempo emerge dal passato prossimo, un pericolo ancora più grande di quello rappresentato da un regime che ha cercato di far sua la forza di esseri alieni che, per l’Uomo, sono prossimi a divinità…
Riuscirà questo stropicciatissimo – ma competente – nerd agente segreto a portare a casa un buon risultato? E riuscirà ad affrontare con successo il più terribile e alieno male dell’Universo (la burocrazia)?

La scheda

Autore: Charles Stross
Titolo originale: The Atrocity Archives
Traduzione: Alessandro Vezzoli
Edizione italiana: Mondadori Libri S. p. A. (Urania, 2016)
Prezzo: 6,50 €
Extra: Introduzione di Ken McLeod, postfazione di Charles Stross, Glossario di sigle di gruppi di spionaggio ed enti militari (a cui mancano alcune delle sigle citate nella storia, purtroppo)

Tecnica e stile

La storia è raccontata da un narratore in prima persona, che usa il tempo presente: è il protagonista, Bob Howard. Spesso sembra rivolgersi direttamente al lettore, con effetto “rottura della quarta parete”. Stabilito che il protagonista parla con noi, resta da dire che il suo punto di vista è piuttosto solido (almeno, non mi è parso di vederlo scantonare, né di usare informazioni che non dovrebbe possedere).
In generale, ci sono molte citazioni pop (per esempio, i coinquilini di Bob sono due tecnomanti geniali che si fanno chiamare Pinky & Brain) e un sacco di battute di spirito.
Sebbene ci siano diversi spiegoni a tema spionistico, militare, politico, storico, informatico e occultistico, non sempre si beneficia di una spiegazione chiara; certi concetti esoterici sono difficili da capire per i non iniziati: parlo sia di elementi a metà tra la filosofia e la psicologia, che di gergo informatico :P – perché alla fine della fiera, il protagonista è sia un occultista che uno hacker.

L’ambientazione

Il nostro mondo, ufficialmente, non conosce la magia e vive benissimo così. Alcuni però sanno che la magia esiste, solo non è identica a quella citata nei libri di famosi occultisti come Eliphas Levi o Aleister Crowley o altri, ancora più indietro nel tempo: la magia esiste perché è la norma in altri universi, più o meno simili al nostro, in cui dimorano entità inumane o sovrumane che restano in ascolto, aspettando che qualcuno le chiami.
I vari universi sono “connessi” tra loro da una dimensione platonica, un mondo di idee che diffonde le informazioni tra i vari mondi: un rito di evocazione è sostanzialmente un insieme di informazioni che smuove onde nell’iperuranio platonico e bypassa certi circuiti cosmici, veicolando l’informazione da un mondo all’altro e attirando l’attenzione di un essere in grado di capire quel “linguaggio”.
Se il sacrificio o l’energia (elettrica o persino nucleare) impiegati nel rito sono abbastanza consistenti, un’entità può superare la distanza tra i mondi e venire da noi con tutto il suo corpo, altrimenti può limitarsi a spostarsi in spirito e “installarsi” nella testa di qualcuno, oppure fare altre cose strane.
Ed è allora che iniziano i guai!
Aspettatevi un mondo in cui

  • la magia è al servizio di militari e fabbricanti d’armi
  • una mano di gloria può essere più pericolosa di un mitra
  • una filosofa con idee ardite può essere arruolata dal Pentagono, perché la sua ricerca può rivelarsi utile in ambito spionistico e militare
  • gli sviluppatori di certi teoremi possono essere costretti a lavorare nelle agenzie di sicurezza o uccisi – come capitò ad Alan Turing in questa storia – perché il suddetto teorema, se diffuso, permetterebbe a chiunque di evocare con successo un Grande Antico! O◊O

Il protagonista

Bob Howard è il centro di tutta la storia, al punto tale da far sparire nell’ombra tutti gli altri personaggi – i suoi superiori alla Lavanderia, i già citati coinquilini Pinky e Brain, la sua ragazza tira-e-molla (Mhari, che non so se sia una donna indiana o una citazione di Mata Hari, comunque è una tizia provocante e molto bipolare)…
Tutte le vicende sono filtrate dal solido punto di vista di Bob, che grazie al cielo è un personaggio abbastanza simpatico da spingere a parteggiare per lui.
Bob è un esperto di informatica, costretto a lavorare per la Lavanderia perché ha

(…) elaborato il metodo di interazione della curva geometrica per evocare Nyarlathotep (…)

Bob Howard

rischiando di radere al suolo Birmingham senza volerlo! Dall’uccisione di Alan Turing per un motivo simile è trascorso molto tempo e la Lavanderia ha ormai deciso di impiegare persone del genere come risorse, prima di darle in pasto agli Shoggoth ucciderle. Mica crescono sugli alberi, quelli in grado di (ri)scoprire “da zero” certi principi!
Bob non è un impiegato modello: come informatico è del tipo “smanettone” e ha un approccio non convenzionale alla risoluzione dei problemi, oltre che una certa insofferenza per l’autorità e i guinzagli stretti.
Questo è un problema, quando lavori per quella che è forse l’unica agenzia di spionaggio completamente certificata ISO 9000 – tranne quando qualcosa non deve finire sulle cartacce volute dalla burocrazia, allora sei destinato a una brutta fine non certificata!

Come ci si può aspettare, spesso saranno risolutive certe improvvisazioni di Howard – il che può essere un po’ scontato, ma per lo meno, il nostro protagonista non è totalmente imprudente come certi personaggi dei blockbuster d’azione, e nella parte finale della novella si è evoluto a sufficienza da non scombinare i piani dei suoi alleati più esperti, come se fosse l’ultimo dei coglioni arroganti!

Concludendo

Rapporto sulle atrocità è una storia in 2D, che sono Delirio e Divertimento! Il suo protagonista è un nerd simpatico, abbastanza sicuro di sé da non frignare in un angolo perché ha visto un tentacolo senza essere andato al mercato del pesce, ma non così gradasso da pensare di poter risolvere tutto da solo – anche perché l’autore non gli lesina colpi bassi coerenti con la situazione. Perciò, per citare Nebo, se Bob ricadesse in questa descrizione

Per un pubblico americano (…) questo atteggiamento dimostra che i protagonisti sono leader naturali, ribelli e allergici al comando. Per il resto del pubblico che sono due inutili coglioni.

Nebo in “La vera trama di Pacific Rim

che dire, Rapporto sulle atrocità sarebbe una storia molto più breve a causa della morte improvvisa – e meritata – del suo protagonista!
Invece, grazie al cielo Bob non è intelligente e furbo solo perché lo ha detto l’autore e pur riuscendo a salvare la giornata, il risultato non sarà mai privo di danni collaterali per qualcuno…
Chi apprezza quella strana forma di fantascienza psichedelica con la magia oggettivata dal punto di vista scientifico, i mostri di Lovecraft e i sottotesti nerd, potrebbe apprezzare Rapporto sulle atrocità. A me è piaciuto e spero di poter mettere le zampe su altre storie tutte matte di Charles Stross.

Per ora, è tutto! :D

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