Immersione, capitolo 9

Riassunto della puntata precedente

Eleonora incontra un tritone chiamato Angéllos, una prodigiosa intelligenza artificiale che si offre di farle da guida e di presentarle il Re della città sommersa: pare che il Re sia l’autore di quel canto, simile a quello delle balene, che incuriosisce la ragazza.

9

Ho sempre voluto conoscere un Re, sin da quando ero una piccola principessa – una di quelle che massacrava i mostri a suon di pugni e affondi di spada.
– Mi piacerebbe molto incontrare il tuo Re, Angéllos. Grazie – sorrido e lui mi ricambia: un sorriso inquietante, denti così bianchi non ne ho mai visti nemmeno nei film. Non avranno i maiali e il prosciutto, qui sotto, ma nemmeno il caffè o la cioccolata!

Il tritone nuota davanti a me, facendomi strada tra vie ed edifici tutti uguali, verso un palazzo enorme: sembra avere una pianta circolare, è di colore bianco sporco ed è coperto di ovali piatti grandi quanto un occhio, da cui si irradiano delle propaggini che li fanno sembrare come piccole stelle a otto punte, fatte di calcare.
L’edificio è circondato dalle macerie – in alto, si vedono diversi punti in cui la facciata della struttura è sgretolata – ed è largo più di cento metri, credo. Non ha neanche una finestra: è la colonna attorno a cui era avvolto il serpente gigante.
Un ingresso privo di ante, largo cinquanta metri e alto più di cento, è la sua unica apertura verso l’interno.
Se penso che la maggior parte di quello spazio nemmeno esiste…
Entro con cautela, sembra che tutto possa franarmi in testa da un momento all’altro!

Seguo Angéllos oltre la porta, lungo un corridoio spoglio che ha le stesse dimensioni dell’ingresso: non c’è nessun arazzo, mosaico o bassorilievo e nemmeno mobili, solo un titanico passaggio rivestito di muri rozzi e malridotti, con macerie sparse sul pavimento e un sacco di sabbia.
Un fruscio, e il suono sordo di qualcosa che tocca terra!
Mi volto di scatto, ma sono solo pezzi del muro che franano, liberando polvere nell’acqua.
Stronzo di un Alistair, mi hai fatto spaventare come in un film horror di serie B!

Continuo a camminare, preceduta da Angéllos.
Non c’è nessun segno sul pavimento, prima che faccia un passo in avanti, ma subito dopo aver sollevato il piede, la simulazione si adatta e aggiunge la mia impronta su questa realtà.
Mi fermo un attimo a confrontare l’impronta che ho lasciato: è perfetta, sembra combaciare persino lo schema di rilievi della suola.
Che mi aspettavo, a questo punto? Mi chiedo solo come diavolo sia possibile: forse, Alistair è entrato in casa mia, per fare un calco della suola delle mie scarpe…
Non è meno credibile di quattro pallette che riescono a scansionare una suola da un paio di metri di distanza!

Mentre avanziamo, l’ambiente si fa sempre più buio e dopo tre svolte a destra, non vedo più l’ingresso del palazzo. Nonostante il buio crescente, Angéllos si fa sempre più luminoso: è viola fosforescente e anche se non vedo tutto ciò che mi circonda, riesco almeno a seguire la mia guida, sempre più splendente.
– Angéllos, quanto manca per incontrare il Re?
– Dobbiamo percorrere ancora un miglio e mezzo.
Un miglio e mezzo, e magari si parla pure di miglia nautiche? Non se ne parla proprio! Chissà se possiamo accelerare un po’ il processo… Alistair non mi ha detto di comandi del genere, ma tentar non nuoce: – Fast forward!
Mentre cammino, il tragitto da coprire mi viene incontro, compiendo diverse svolte tutte verso destra: mi sta venendo la nausea, meglio concentrarsi su Angéllos, che nuota velocissimo, ma mantenendo sempre la stessa distanza rispetto a me. Si muove in modo buffo e anche il canto del Re viene accelerato, sembra un coro di balene–chipmunk: mi aspetto di sentire la voce di Dave gridare: – Aaaaalvin! – da un momento all’altro.

Dopo meno di mezzo minuto e altre cinque svolte a destra, appare una luce soffusa, diversa dalla fosforescenza di Angéllos – che si fa subito più tenue: è una corona verdognola che si irradia dall’ingresso senza porte, anche questo grande come il corridoio.
Prima di attraversarlo, dico: – Stop!
Il mondo intorno a me si cristallizza in un fermo immagine perfetto, senza interrompere la simulazione e senza alcuno sfarfallio di fotogrammi: sono di fronte all’ingresso della camera del Re, credo, dato che è la prima luce ambientale che non proviene da Angéllos.

Screenshot! – spero che funzioni, ma soprattutto…
Continue!

Annunci

9 pensieri su “Immersione, capitolo 9

Vuoi dire qualcosa? Gracchia pure!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...