Shion: Blade of the Minstrel, la fiaba sword & sorcery di Yu Kinutani

“He is Shion the Minstrel, who wanders through the fields we know and those we can only imagine, whose lips sing of all that he sees, whose heart sing only a requiem.”
“Lui è Shion il Menestrello, che erra attraverso i terreni che conosciamo e quelli che possiamo solo immaginare, le cui labbra cantano di tutto ciò che lui vede, il cui cuore canta solo un requiem.”

La voce narrante in Shion: Blade of the Minstrel

In Italia, non è raro che qualche buon prodotto giapponese sfugga ai radar dei nostri editori – vuoi perché in Giappone esce una vagonata di roba ogni giorno, vuoi per una certa pigrizia di alcuni editori.
È un peccato che nessuno abbia pensato di portare in Italia le due storie di Shion, magari nel periodo in cui i tre film basati su Il Signore degli Anelli hanno fatto venire la febbre del fantasy anche a chi pensava che il genere constasse solo di fiabe per bambini: in quel periodo, forse le malinconiche avventure del menestrello errante Shion avrebbero potuto fare breccia nei cuori di qualcuno, grazie ai disegni del suo autore Yu Kinutani e alle atmosfere che è stato capace di generare. Tanto più che diverse sue opere – in veste di autore completo o solo come disegnatore – sono già state pubblicate in Italia.

shion blade of the minstrel copertina
La copertina. Siccome sono scarso con lo scanner, la Viz ha pure deciso di stampare titolo e autore con un color oro metallizzato che rende tutto ancor più ostico!

Shion: Blade of the Minstrel 101

In un mondo ricco di orrori e meraviglie, viaggia per ogni dove il menestrello Shion: abile tanto come musicante quanto come spadaccino, forte della sapienza tramandata negli antichi canti, quest’uomo misterioso si aggira per il mondo, spinto inizialmente dal desiderio di vendetta contro un mostro, quindi dal destino che lo vuole come oggetto del desiderio di un misterioso nemico…

La scheda

Autore: Yu Kinutani (storia e disegni)
Traduzione: Gerard Jones
Edizione originale: Tokyo Sanseisha, Inc
Edizione americana: Viz Communications, Inc (1996)
Prezzo: 9,95 $ (USA); 14,25 $ (CAN)
Lingua: inglese

I disegni

Non c’è da lamentarsi: Yu Kinutani ha una mano fatata! I suoi disegni sono sempre dettagliati, e Shion non fa eccezione. Una moderata tendenza al tratto “realistico” e tantissime tecniche diverse di chiaroscuro, oltre a una variegata estetica degli ambienti e delle creature rappresentate, danno vita a un mondo affascinante e mai monocorde, che in più è spesso strano quanto basta.

La narrazione

Il modo di raccontare la storia di Shion è alquanto retrò, nel primo episodio: la storia intitolata The Minstrel ha un numero contenuto di dialoghi e Kinutani calca la mano sulle didascalie. Io sono un po’ allergico alle didascalie – che spesso, nei fumetti in generale, vengono usate per spiegare l’ovvio e tendono a rovinare l’atmosfera.
La seconda storia, Mirrors, ha meno didascalie e parecchi più dialoghi, ma  in compenso ha un paio di deus ex machina – e raramente la parola deus, nell’espressione in questione, deve essere considerata in senso tanto letterale quanto in questa storia!
Sospetto che fosse in progetto la produzione di un maggior numero di storie con questo protagonista: i due racconti di questo volume – le uniche due avventure di Shion, per quel che ne so – sono una storia delle origini (The Minstrel) e l’inizio di un’avventura più grande, mirata a introdurre come tema l’importanza del protagonista nel mondo (Mirrors). Entrambe hanno un avvio lento, nonostante partano in medias res, con Shion impegnato a far qualcosa o immediatamente coinvolto in qualche pericolosa avventura.

Le due storie

Direi che sarebbe anche ora di spendere un po’ di byte sui racconti: come dice il motto della voliera, qui parliamo di storie!
In The Minstrel abbiamo il menestrello – ancora non viene chiamato Shion – impegnato in una caccia con lo scopo della vendetta: un mostro, dotato di forti poteri magici, gli ha cavato via un occhio. La sua cerca lo porterà in una città complessa, che unisce estetica medievale (edifici) look un po’ punk (la taverniera) e arredi in parte moderni (la taverna in cui Shion cerca informazioni sul mostro ha un bancone e sgabelli moderni, oltre a tubature in piena vista). È molto chic il vino che, quando ti fa ubriacare, ti fa anche galleggiare a mezz’aria, alla faccia del tè sul soffitto con Mary Poppins!
Il finale è solo in parte lieto e per arrivarci, Shion dovrà prima affrontare una situazione a metà tra una tragedia greca e una fiaba con la classica damsel in distress.

In Mirrors, finalmente conosciamo il nome di Shion. In viaggio su una servizievole cavalcatura senziente e parlante, rispondente al nome di Lulu, il nostro Menestrello si imbatte in una città che non sfigurerebbe in un racconto di Lovecraft: le sue strutture sono ormai state inglobate da dei rampicanti che danno al luogo un aspetto a dir poco alieno.
Sentendo un’atmosfera oscura e malvagia, Shion interrompe il suo viaggio per vederci chiaro, cadendo in una trappola tesa proprio contro di lui: prima i cadaveri di alcuni uomini si trasformano in mostri per combatterlo, poi fanno la loro comparsa i suoi nuovi nemici – Toy, uno stregone capace di asservire i corpi e le anime delle sue vittime, quindi la sua gemella e amante Doll, dotata degli stessi poteri, cercheranno di sottomettere Shion come concordato con un individuo misterioso, in cambio della liberazione dall’anatema divino che impedisce loro di allontanarsi dalla città.

Si rivelerà provvidenziale il ricordo di alcune antiche canzoni, ma soprattutto l’intervento diretto del Dio della Battaglia Nazuru, già in passato responsabile della sconfitta dei due incestuosi stregoni.
Per la gioia delle fangirl shippanti, ecco una citazione dalle labbra decadenti di Toy

You are beautiful, my guest, beautiful as if kissed by the God of Desire. (…) But do you know why I love your beauty most of all? Mmm? Because it is the beauty of the accursed.

Voi siete bellissimo, mio ospite, bellissimo come se baciato dal Dio del Desiderio. (…) Ma sapete perché io ami più di tutto la vostra bellezza ? Mmm? Perché è la bellezza del maledetto.

Toy

Purtroppo, lo sviluppo della storia è stropicciato da un paio di deus ex machina, come già detto in precedenza. In più, non ho capito bene come diavolo Shion sia riuscito a sconfiggere Doll, rigirandole contro una sua illusione: per quel che ne sappiamo, Shion non possiede poteri magici e l’aiuto del Dio Nazuru non sembrava di quel tipo…
A ogni modo, l’avventura contro gli stregoni gemelli mette Shion sul chi vive: qualcuno lo considera abbastanza importante e pericoloso da volerlo inoffensivo o persino morto – in più, Mirrors altera il significato degli eventi della prima storia, The Minstrel, suggerendo che anche quella vicenda avesse lo stesso mandante.
L’uomo decide così di vederci più chiaro, intraprendendo un nuovo viaggio in cerca di maggiori informazioni… e basta, non ci sono altre storie e se l’autore non rimetterà mano al suo lavoro, non ne sapremo mai di più!

Il saggio

In chiusura dell’albo, un brevissimo articolo di Angela Rabiadoro, studiosa di letterature comparate, evidenzia alcuni passaggi del fumetto per confrontarli con alcune situazioni tipiche di leggende e fiabe.

Concludendo

A metà tra la fiaba oscura e la saga di genere sword & sorcery, Shion: Blade of the Minstrel racconta la storia cupa e tragica di un menestrello errante, a malapena consapevole della propria importanza in uno schema più grande.
Nelle storie di Shion, la vittoria è solo temporanea, subito insidiata da minacce future, e i momenti di gioia e serenità sono pochi, come spesso accade agli eroi che sono “cari agli dei”.
Sebbene la storia non sia impeccabile – un po’ tenue, concentrata soprattutto sull’avventura e sull’atmosfera, più che sugli eventi e sui significati – i disegni di Kinutani, belli ma mai freddi, sono per me ciò che rende giustizia al personaggio di Shion, un protagonista affascinante e non banale.
Ma forse sono di parte perché, nei giochi di ruolo fantasy, mi piace giocare nella parte del bardo!

Link

Alcuni posti dove acquistare il volume: amazon.it (un po’ caro…) e AlwaysReview (con prezzi vari). Ho poi scovato tale Playster Tour, in cui dovrebbe essere possibile leggere un botto di roba – il primo mese è gratis, mi ricorda un po’ Scribd, anche come aspetto…
Infine, vedo che ne esiste una copia a zonzo via BookCrossing: nel caso che nessuno se la sia mangiata e vi trovaste in America, nel posto giusto, dategli un’occhiata!

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