Immersione, capitolo 11

Riassunto della puntata precedente

Eleonora riflette se spegnere la parte di programma che riguarda Angéllos, reo di essere stato un po’ cafone nei suoi confronti. Quindi, la ragazza riesce finalmente a vedere il Re, ma solo di spalle: ha una testa gigante e riposa dentro un profondo fosso cilindrico. Intanto, il suo canto si fa sempre più intenso…

11

Giro intorno alla testa del Re, senza staccarle gli occhi di dosso: non è sferico, sembra più un uovo coricato ed è come se mi stessi dirigendo verso la sua “punta”.
A tre quarti del perimetro, ecco un grande bozzo: credo che sia un occhio chiuso, con delle palpebre senza ciglia che si saldano lungo una linea verticale.
Delle propaggini, attaccate all’estremità della testa del Re, vengono scosse dalle correnti marine, come se fossero lunghi capelli; solo che la sua nuca si trova dalla parte opposta… una lunga barba? No, le propaggini hanno delle ventose: è come se il Re fosse una piovra, o persino un kraken.
Il mio senso di nerd sta formicolando!
Gli sono davanti: nell’ondeggiare dei tentacoli, intravvedo uno scorcio di becco.

– Eccolo – dice Angéllos, nuotandomi attorno – Ecco il glorioso Re della dimora perduta! L’Arthur Pendragon degli Abissi, in attesa che Avalon molli la stretta sulla sua regale anima! Egli, morto ma addormentato, attende che giunga il giorno glorioso del suo risveglio…
Cerco di spingere via questo tritone pomposo, per osservare meglio il Re: prima ancora di toccarlo, Angéllos turbina sul suo asse e si sposta, evitando di toccarmi e dimenandosi come un serpente.
Alistair deve odiare la compenetrazione di poligoni più di quanto presumo che odi i leghisti.
Osservo meglio il Re, avvicinandomi a lui e sporgendomi dal bordo dell’enorme buco su cui si trova, con le mani sulle orecchie per smorzare il suono: la parte inferiore della piovra è attaccata a una grossa ma corta colonna, decorata con gli stessi schemi di colore della testa. È un collo! Più in profondità, si allarga, mostrando un accenno di… credo che sia il trapezio.

Il Re deve avere un gigantesco corpo umano: sento ancora quel senso di nerd che pizzica!
– Scusa, Angéllos, come si chiama il vostro Re? – alzo la voce, il canto del Re non mi fa sentire ciò che dico: a stento sento i miei pensieri.
– Il nostro Re non è conosciuto presso la gente di superficie…
– Non dire stronzate! Questo è Cthulhu! E dunque questa non è Atlantide, è R’lyeh…
– Non mi dire! Conosci il nome del nostro Re? E quello della sua perduta dimora?
– Certo che lo conosco! È un’icona pop: a ogni elezione c’è anche qualcuno che distribuisce i suoi “santini”, e gli adesivi da attaccare sulla scheda elettorale, per coprire i veri simboli dei partiti!

Il canto binaurale mi investe con forza, ormai lo sento anche come pressione sulla pelle, come se fossi di fronte a un’altoparlante, o persino al vero Cthulhu – ma come è possibile? Presto o tardi, qualcuno verrà a lamentarsi dalle aule qui intorno.
BAM BAM BAM! Qualcuno batte sulla porta dell’aula, sembra che vogliano buttarla giù.
Pause! – ma la demo continua.
– Perché non si ferma, Angéllos?
– Di fronte al Re e al suo canto, nessuna stregoneria minore può agire! Se vuoi concludere questo viaggio, sveglia il Re! – ride e getta la testa all’indietro, mi fa pensare alla Carrà, e noto altre due file di denti dietro quelli umani: sono più grandi, appuntiti e piegati verso l’interno della bocca.

Cerco di girare attorno allo schermo di corallo, per uscire dalla camera e dire Pause da fuori, ma Angéllos mi precede: conficca le mani nel corallo, come se fossero degli artigli di ferro, e tira, facendolo crollare per impedirmi il passaggio. Tanto è solo luce, chi se ne frega!
Cerco di attraversare l’ologramma dello schermo, ma non riesco a raggiungerlo, si sposta in avanti per non farsi toccare da me; se la demo non sarà convinta che sono fuori dalla stanza, non potrò usare i comandi vocali…

Con le mani avanti, corro in cerca del prototipo: a questo punto, sono disposta a ridurlo in pezzi! Dopo mezzo minuto, non mi imbatto nemmeno in un muro, né in un banco, figuriamoci nel prototipo: l’aula non è così grande, è come se fossi realmente nella camera regale, e questa bastarda non fa altro che distorcersi per non farmi arrivare alla porta…
Ho paura, ma come una cogliona, in un angolo della mia testa, continuo a pensare che una roba del genere potrebbe fruttare miliardi, e magari un Nobel!

Quel figlio di… bottarga di Angéllos se la ride, intanto, e urla: – Nostra graziosa ospite, solo il canto del Re può svegliare il Re, ma dato che di sovrano ne esiste uno solo, nessuno può farlo. Il tuo viaggio continuerà in eterno, potrai ascoltare la melodia del Re sognante per sempre!
Con uno scatto, come se avesse usato il comando Fast Forward, si porta a un metro da me. Le iridi dei suoi occhi ora sono rosse, e i denti della seconda fila si stanno piegando in verticale, arrivando a scorgersi da dietro quelli umani. Tira fuori la sua lunga linguaccia: è appuntita e piena di piccole spine.
Non sembra più un mostro “figo”, ma un mostro e basta.

Te lo do io, “esiste un solo Re”! E quando metterò le mani su Alistair, gli farò vomitare l’intestino a suon di calci nel sedere…
Prendo lo smartphone e attivo l’app del registratore di suoni: catturo mezzo minuto di canto delle balene, forse basterà per risolvere questo indovinello, sempre che non servano due registrazioni diverse per simulare i battiti binaurali…

Intanto, molti pugni continuano a battere contro la porta dell’aula: perché non l’hanno ancora aperta o sfondata? Spero che quei rumori non abbiano rovinato la registrazione…
Alzo al massimo il volume e avvio la traccia: dopo dieci secondi di canto in stereo, i diversi suoni si armonizzano – credo che la simulazione (se ancora si tratta di questo) si stia adattando alla traccia del mio telefono.
Gli occhi di Cthulhu si schiudono lentamente: quando ho ancora cinque secondi di registrazione da riprodurre, si aprono di scatto e convergono per guardarmi, come se fossi una mosca sul naso di un gigante.

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10 pensieri su “Immersione, capitolo 11

    1. Vorrei prendermi il merito, per figlio di bottarga, ma viene da Futurama :P
      E comunque non sono Nyarly e Cthulhu: sono…. ehm, vediamo… Nyharley e Cluthu. Personaggi originali, come Shary Bobbins, Dopolino e zio Caperone! °_°||

      Spero di aver reso onore agli originali :) ma nel caso, ho ancora due capitoli con cui posso rovinare tutto :P

    2. Ovviamente sto scherzando: la mia intenzione era scrivere una roba lovecraftiana a modo mio – da quando ho letto la storia tua e di Zeus, ho voluto provarci pure io :)
      Ergo, sono Cthulhu e Nyarly, amici per la pelle (degli altri) in un gioioso mare di sangue (ipotetico titolo mediaset della storia, negli anni ’90).

      Per le cose ludiche, si può fare, a seconda di cosa mi proponi ;) magari da novembre in poi, che mo’ sono ingarbugliato in seccature logistiche domestiche!

    3. Bei tempi quelli! Hai fatto bene a scrivere una tua versione dell’abissale amicizia per la pelle degli altri.
      Roba telematica sarebbe. Ma dovremmo trovare un po’ di persone.

    4. Avrebbe potuto essere solo roba telematica, visto che vivo in un’isola :P
      Attenderò la corretta congiuntura stellare!

      Intanto, cosa aspettano a produrre del nuovo, i Grandi Antichi? :)

    5. Magari facevo una visita ad Atlantide, chissà!
      Quando tu mi dici che saresti disponibile vediamo se possiamo organizzarci.
      Per i Grandi Antichi non saprei dirti, ci siamo un poco arenati, purtroppo.

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