Immersione, capitolo 12

Riassunto della puntata precedente

Eleonora scopre l’identità del Re della città sommersa: è Cthulhu! Scopre anche di non poter interrompere la demo in presenza del Re e che il programma la disorienta per impedirle di uscire dalla stanza. Tutto questo mentre qualcuno prende a pugni la porta dell’aula, nella realtà, probabilmente disturbato dal canto del Re.
Per limitare i danni, Eleonora dovrà trovare il modo di risvegliare Cthulhu: sarà un bene?

12

Il canto delle balene si interrompe, lasciando spazio alla raffica di pugni contro la porta: quel suono mi preoccupa, perché temo che qualcuna di quelle mani potrebbe finire contro il mio viso, anche se sono una donna… sempre che finalmente sfondino quella dannata porta!
Ma una folla inferocita non è certo in grado di competere con Cthulhu che allarga i suoi tentacoli a raggiera, incorniciando delle fauci piene di zanne che non fanno certo pensare a un mollusco – se non fossi così incazzata con Ali, avrei paura!
Il Grande Antico inspira, ingurgitando acqua come se fosse Cariddi. Ho un sospetto, perciò ficco lo smartphone in tasca e mi tappo le orecchie: Cthulhu mi investe con un mostruoso grido binaurale, che sovrasta tutti gli altri suoni.
Qualcosa mi colpisce alla pancia e al seno, scagliandomi all’indietro: a causa dell’impatto, l’aria lascia i miei polmoni e quando provo a inspirare, butto dentro solo acqua, fredda e salata.

Acqua?
La rigetto tossendo, mentre mi schianto contro qualcosa che va in pezzi, forse il vetro di una finestra: la spinta mi sbatte contro il terreno, facendomi rotolare via mentre continuo a vomitare acqua di mare.
Quando finalmente mi fermo, coi polmoni in fiamme, cerco di rialzarmi, ma riesco a malapena a voltarmi per vedere il cielo nuvoloso e scuro: il braccio sinistro mi fa un male cane, credo che si sia rotto.
Adesso, l’unico suono è un rombo, come se fossi vicina a delle cascate; sono così fradicia e gelata che temo di essermela fatta addosso.
Muovo le gambe, ma le sento così pesanti… a ogni modo, è già un bene che le senta, so che tra poco ne avrò bisogno.
Piego la testa all’indietro ed ecco la Cittadella, a dieci metri da me e a testa in giù: sta crollando, spaccata in mille pezzi da Cthulhu che emerge dalle sue viscere, mentre un torrente di acqua gelida viene sparato in aria, coprendo la metà inferiore del corpo del mostro. Sembra una fontana, decorata con la statua più agghiacciante di sempre.

L’urlo di Cthulhu sovrasta le grida delle persone, schiacciate dalle macerie o afferrate per venire divorate come patatine, mentre cercano di fuggire. È orribile, ma mi fa venire in mente Rampage.
Che io sopravviva o meno, temo che finirò all’Inferno!
P… pau… pause! – ma la simulazione non si ferma. “Nessuna stregoneria minore può funzionare in presenza del Re”, diceva Angéllos… o forse non è più una simulazione.
Angéllos. Quanto vorrei prenderlo a calci, per non parlare del suo creatore: vai a sapere chi o cosa sia davvero, Alistair!
Mi rigiro sulla pancia e artiglio la terra bagnata col braccio destro, ancora intero, spingendo come posso anche con le gambe: a costo di strisciare, non voglio stare qui a farmi ammazzare dal “Re di R’lyeh”!

Spero che quel coso non mi veda…

Ormai manca solo un capitolo, per concludere la storia: sperando che fino a qui sia piaciuta, attendo al gran finale chiunque avrà la pazienza di leggere! ;^)

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11 pensieri su “Immersione, capitolo 12

  1. Pensavo: l’impronta alla Lovercraft si sente ma se i suoi mostri e le sue ambientazioni erano riferiti ai “mali” della società industriale e non solo, qui “il re” e tutti cosa rappresentano?
    La tecnologia che ci sta manipolando l’esistenza con il suo “mare” di informazioni, social, aiuti telematici, forse?

    1. L’Epilogo potrebbe offrire qualche indizio sulla natura di certi esseri… quando scriverò il secondo racconto, la sfida sarà inserire certe informazioni senza eccedere in spiegoni! ;)
      Diciamo che non amo lasciare troppo in sospeso, ma non voglio neanche sbattere i fatti in faccia a chi legge :)

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