Una strega chiamata Elvira

“E adesso, ragazzi, la vostra Elvira, la ragazza che ha le poppe giuste al posto giusto, vi ricorda: fatelo poco, ma fatelo bene!”
Elvira, in Una strega chiamata Elvira

Un post di Davide Mana mi ha ricordato l’esistenza di un personaggio spettacolare: Elvira, la signora delle tenebre! È strano che mi sia scivolata via dalla memoria perché, anche se Una strega di nome Elvira non viene trasmesso di frequente in TV, è un’icona così famosa che nei Simpson compare una sua parodia, ogni tanto.

elvira-programma
Elvira, l’originale.
booberella
La parodia di Elvira nei Simpson, Booberella. In italiano, Popparella
(Fonte: qui)

E va beh, siamo in periodo di Halloween, perciò una commedia horror dal forte spirito trash sta bene, qui sulla voliera!

Una strega di nome Elvira 101

Elvira lavora come presentatrice di film horror di serie B per una piccola televisione, ma aspira a uno show all’Hotel Flamingo di Las Vegas: così, non accettando le molestie del nuovo, viscido padrone della televisione per cui lavora e confidando in un futuro migliore, decide di lasciare l’incarico.
Non senza prima regalare una figura di palta al nuovo padrone…
Elvira è convinta di avere le spalle coperte, ma non è così: da Las Vegas, le chiedono di contribuire alla produzione dello show con 50000$ – che la donna non possiede. Fortunatamente, riceve comunicazione della morte della prozia Morgana Talbot, che l’ha nominata sua erede: dovrà viaggiare fino alla cittadina di Fallwell, nel Massachusetts, per partecipare alla lettura del testamento.
È proprio a Fallwell, che Elvira troverà risposte sul proprio passato, l’amore di un belloccio imbranato e un sacco di disavventure…

La scheda

Titolo originale: Elvira: Mistress of the Dark (1988)
Regia: James Signorelli
Sceneggiatura: Sam Egan, John Paragon, Cassandra Peterson
Produzione: NBC Productions

Genere

Una strega di nome Elvira è una commedia demenziale dalla cornice horror, condita con citazioni più o meno sfacciate provenienti da altri film dell’orrore. È una storia piena di battute divertenti, ma non esattamente eleganti, con un tocco di soprannaturale non per far paura, ma per dare il la a situazioni sempre più euforiche.
Lo stesso aspetto di Elvira può far pensare a una vampira sexy e svitata – o a una versione più maiala di Morticia Addams.
Alla fine della fiera, può essere considerato come un antenato dei film in stile Scary Movie, solo molto più cult, come tutto ciò che viene dagli anni ’80. :D

“Mi chiamo Elvira, ma puoi chiamarmi… stasera!”

Eccessiva, chiassosa, sboccata: è Elvira.
Veste solo di nero ed è truccata in modo a dir poco pesante.

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Così piccola e già così… così…

Ha sempre la battuta pronta e, grazie al proprio aspetto provocante e al comportamento spregiudicato che tiene con chiunque, riesce a farsi amici teenager e vecchietti così come a inimicarsi perbenisti e donne adulte (queste ultime sono spesso gelose delle sue enormi… uh, qualità).
Guida un’auto lugubre, al tempo stesso horror e kitsch – con interni leopardati e uno specchietto carico di teste d’aglio, perché i dadoni di peluche sono troppo dozzinali – e targa californiana personalizzata: Kickass.

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All’inferno, questo volante è di serie!

Infine, il suo coraggio e la sua sfacciataggine rasentano l’incoscienza – tanto ha la fortuna delle canaglie e cade quasi sempre in piedi, nonostante certe batoste…

La persona dietro il mascherone la maschera

Cassandra Peterson, è questo il nome dell’attrice che si cela dietro il trucco pesante di Elvira. Segni particolari: fa invecchiare un proprio ritratto al posto suo!
Il commento della mia amica Perfida Baronessa, vedendo una sua foto recente (all’età 65 anni) è stato

E cazzo, pare una quarantenne! È davvero una strega!

Non posso darle torto, 65 anni non li dimostra nemmeno per errore. O◊O

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65 anni, come no! Cassandra, a chi vorresti darla a bere?
(Fonte: LA Weekly)

L’ambientazione: la cittadina di Fallwell

Fallwell, la città in cui si sviluppa la storia, ha l’aspetto di una tipica cittadina per bene del New England: un piccolo borgo il cui aspetto ricorda la Stars Hollow di Una mamma per amica.
Fallwell è sotto il controllo di un consiglio comunale di bigottoni che la governa con il pugno di ferro, al fine di rispettare una morale ingessata e ammuffita che, ovviamente, sta stretta ai più giovani – e anche a qualcuno degli adulti.
Si può ben immaginare cosa possa capitare, quando a una comunità ipocrita del genere si unisca una persona sfacciatamente controcorrente come Elvira…

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Nel caso che qualcuno non capisca l’inglese, posso offrire una traduzione nei commenti!

La storia

Elvira non ha i soldi necessari per realizzare il proprio sogno, cioè tirar su uno show a Las Vegas, ma la morte di una prozia sconosciuta potrebbe essere l’occasione per ottenere quel denaro: solo che sua zia le ha lasciato non dei soldi, ma una casa (lugubre e male in arnese) un barboncino chiamato Algonkin e prontamente ribattezzato Gonk, e un “libro di ricette” che non parla esattamente di cucina…
Il prozio di Elvira, Vincent Talbot, vorrebbe mettere le mani sul libro, che tutto è fuorché un banale ricettario: è un grimorio, pieno di spiegazioni di incantesimi e pozioni, che può dare a chi lo possegga il potere per diventare il signore – o la signora – delle tenebre.
Elvira troverà un alleato nel proprietario del cinema locale, Bob Redding, un belloccio muscoloso e timido che stravede per lei. Avrà altri amici tra i teenager del posto, sia tra i morti di figa ragazzi che tra le ragazze, che vedono nella nuova arrivata chi una bellona svitata di cui sbirciare le grazie, chi lo sbriciolamento di un noioso status quo.
Infine, i nemici più “normali” di Elvira si potranno riassumere nella figura di Chastity – donna di mezza età e capo del consiglio comunale, con i mezzi e le conoscenze per rovinare la vita di Elvira in molti modi – e in quella di Patty, proprietaria del bowling e rivale in amore di Elvira.
In sostanza, è un viaggio dell’eroe a tema “eredità magica di famiglia”, ma volutamente scemo. ^_^

Momenti clou

L’intero Elvira è un immenso momento clou, dato che ne capitano di tutti i colori sin dal primo minuto, ma certe scene della seconda metà del film sono spettacolari

  • Elvira organizza una proiezione clandestina di un filmaccio horror a tema pomodori col suo commento critico. Non so se sia L’attacco dei pomodori assassini, che non ho mai visto… a ogni modo, conclude la serata con un’esibizione che rifà il verso a una scena famosa di Flashdance: solo che ci si mette di mezzo Patty, che le gioca un brutto scherzo grandioso!
  • Elvira prepara una cena per Bob, usando una ricetta del libro magico e abbondando con gli ingredienti…
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L’invention test di Elvira: la presentazione non è delle migliori. E manca una nota dolce, per compensare l’acidità degli altri ingredienti!
Ma vuoi che io muoro? (cit.)
  • Un sortilegio malriuscito di Elvira, eseguito per vendicarsi di Chastity e dei suoi sgherri, trasforma il picnic annuale della moralità di Fallwell in un casino. A causa della mancata abrogazione di una legge risalente ai tempi di Salem, Elvira rischierà grosso, per questo scherzo…
  • Sicuramente, per chi apprezza le donne prosperose e poco vestite, anche la scena finale è un momento clou, dato che un’Elvira meno coperta del solito si esibisce dando prova di un talento poco convenzionale…

Concludendo

Una strega chiamata Elvira non è un semplice filmaccio, una commedia horror ridanciana e demenziale: è quasi la summa di tutte le commedie horror, ridanciane e demenziali, degli anni ’80!
Un film leggero e divertente, dall’umorismo sottile come un palo della luce ed elegante come una gara di magliette bagnate, ricco di citazioni riconoscibili ma non sfacciate – non rispetto agli standard odierni, per lo meno…
I personaggi non sono sfaccettati, anzi: sono sbilanciati verso uno stereotipo preciso e privo di sfumature, al fine di far collidere tra loro i diversi temperamenti per creare le situazioni comiche. Per esempio, Elvira la sbatte letteralmente in faccia a Bob, che è interessato a lei ma è timidissimo e bonaccione, e Chastity non sopporta Elvira perché è troppo volgare e vistosa, così le rovina la vita, sfruttando il suo potere politico per farle il vuoto attorno.

Fa abbastanza ridere – gusti permettendo – non si prende sul serio ed è un cult: finché c’è, cercatelo su Youtube o dategli la caccia in dvd!

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