Parasite Eve, il manga tratto dal romanzo di Hideaki Sena

“Sei una donna benedetta…
Tu rimarrai incinta e darai alla luce una femmina.
Il Dio onnipotente la incoronerà regina delle cellule… e il suo controllo del nucleo… durerà in eterno.
(…) Tu, Maria che porterai in grembo la dominatrice… non avrai bisogno di conoscere gli uomini.”
Mitocondrio Eve, in Parasite Eve

Come presumo sia accaduto a molti, qui in Italia, ho conosciuto Parasite Eve grazie al meraviglioso videogame pubblicato dall’allora Squaresoft (oggi Square-Enix) alla fine del secolo scorso.
Perciò, quando la Panini diede alle stampe questo manga, mi gettai a comprarlo: e rimasi inizialmente deluso, tanti anni fa, perché mi aspettavo una storia e un tema simili a quelli del videogame, che era un cupo RPG in cui i mostri da affrontare te li porti dentro, e poi ti trasformano in un mostro anche fuori!
Invece, questo manga è un adattamento del romanzo originale che ispirò la famosa serie di videogame e che, a differenza del gioco, punta a un tipo di atmosfera horror meno d’azione e più psicologica.

Parasite Eve 101

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Come unire l’arte di non saper fare scansioni a un albo di quasi 17 anni fa!

È la vigilia di Natale ed è anche il giorno del compleanno di Kiyomi, una giovane donna sposata a un brillante ricercatore. Come tutti gli anni, Kiyomi fa il suo sogno ricorrente: è in un luogo caldo e scuro, e sta bene con se stessa. Peccato che la donna stia guidando la sua auto e si svegli appena in tempo per vivere il proprio incidente mortale.
Toshiaki Nagashima, il marito di Kiyomi, non è ancora pronto per abbandonare sua moglie: crea una coltura delle cellule epatiche della donna, dotate di una capacità riproduttiva e una vitalità incredibili, e lo fa come se fosse posseduto da uno spettro.
Anche un altro pezzo della donna è destinato a un luogo diverso dalla tomba: Kiyomi si era iscritta come donatrice di reni – uno dei quali viene destinato a una ragazza nefritica…

La scheda

Autori: Hideaki Sena (storia) e Shikakuno (disegni)
Traduzione: Wakako Hirabuki, Gianluca Bevere
Editore originale: Kadokawa Shoten Publishing Ltd. (1998)
Edizione italiana: Planet Manga (Panini, 2000)
Prezzo: 4500 lire (2,32 €) ogni albo, per tre albi

Gli albi

Il fumetto è distribuito su tre albi brossurati di circa 144 pagine – che si chiudono con una rubrica dedicata a quelle che, allora, erano le novità del mondo dell’intrattenimento giapponese, specialmente in ambito videoludico.
Lettura alla occidentale.
Attualmente esauriti, credo siano reperibili tramite ebay.

Il disegno

Shikakuno ha una buona mano, ma un tratto forse un po’ troppo pulito – per un horror – con cui cerca di rendere un’idea di bellezza giovane e fresca.
I personaggi sono abbastanza espressivi, ma hanno un aspetto molto simile tra loro, differenziandosi principalmente per la pettinatura – la mancanza di diversità è un difetto comune a molti disegnatori che, una volta trovato un tipo di bellezza che amino rappresentare, non fanno molto per variarne i tratti.

Il mostro dentro (con dentro anche qualche spoiler)

Parasite Eve è la dimostrazione che uno scrittore può trovare le idee ovunque e usarle per preparare una buona storia: qui, il mostro ce lo portiamo tutti dentro, poiché si tratta dei mitocondri, elementi deputati alla produzione di energia dall’interno delle cellule.
Nella storia, hanno una particolare importanza l’ereditarietà del DNA mitocondriale per via quasi sempre materna (questo fenomeno determinerà anche la conclusione della storia) e il fatto che molte proteine all’interno dei mitocondri vengano prodotte come deciso dal DNA nucleare della cellula, per il poco che ne capisco. Sena si basa sull’ipotesi che i mitocondri siano entrati in simbiosi con le prime cellule per trovare un riparo dall’ambiente ostile del brodo primordiale e che abbiano ceduto parte del proprio DNA al nucleo della cellula, venendo asserviti a essa fino al momento in cui l’evoluzione avrebbe prodotto una specie in grado di poter dominare l’ambiente…

I personaggi, più spoiler di trama

Kiyomi Kataoka, divenuta Kiyomi Nagashima dopo le nozze, è la sventurata donna in cui emerge come alter ego la… chiamiamola “coscienza collettiva” dei mitocondri, che nella storia viene chiamata Mitocondrio Eve. Eve infesta la razza umana da molto tempo, in attesa della nascita di un ospite con qualità particolari, come Kiyomi.
Per ottenere ciò, manipola il marito di Kiyomi, Toshiaki Nagashima, un brillante ricercatore che, incapace di accettare la morte della moglie, ne coltiva le cellule epatiche per tenere vicina a sé una parte della moglie – fornendo così un corpo temporaneo per Mitocondrio Eve.
L’ultimo pezzo del puzzle è Mariko Anzai: è una ragazza nefritica, con alle spalle un trapianto fallito (auto-sabotato) ed è l’unica persona compatibile per ricevere un rene di Kiyomi, fatto che la renderà vitale per il piano di Eve.
Un appunto: in diversi momenti, sullo sfondo e totalmente fuori contesto, appare un ragazzino che adotta pose da esorcista, minacciando di distruggere gli spiriti maligni o sventolando un khakkhara. Immagino che sia un personaggio di un altro fumetto dell’autrice, nel qual caso… che diavolo ci fa, in questa storia? È lì solo per fare gazzarra, non ha nessun ruolo.

I sottotesti mistici e religiosi

Stando a quanto scrive Hideaki Sena, le suggestioni mistiche e religiose – di stampo ebraico e cristiano – sono un contributo della disegnatrice Shikakuno. Tra questi elementi, abbiamo

  • l’evoluzione delle specie, rappresentata come l’albero della conoscenza del Bene e del Male, e i mitocondri come il frutto proibito
  • Mitocondrio Eve e Kiyomi rappresentate con le ali, come gli angeli
  • Mitocondrio Eve appare in sogno a Mariko, annunciandole la sua prossima gravidanza “senza aver conosciuto uomo”, come se fosse l’arcangelo Gabriele
  • l’alone luminoso della progenie di Eve, alla stregua del nimbo dei santi e degli angeli

Infine, al momento della nascita della progenie di Eve, lei si rivolge così ai testimoni

Voi benedirete la sua nascita…
… alla stregua dei tre Re Magi!

Altri temi trattati

Oltre alla storia horror e a un po’ di fatti e ipotesi sulla natura dei mitocondri, non mancano momenti in cui si sfiori il problema dei trapianti in Giappone e delle conseguenze per chi riceve un organo (la necessità di assumere dei farmaci immuno-soppressori o certe forme di pregiudizio, come quando Mariko venne trattata dai bulli come un parassita, perché continuava a vivere con il rene di qualcun altro – fatto che la spinse a sabotare la propria convalescenza, dopo il primo trapianto).
Nel passaggio dedicato al passato di Kiyomi, si può notare anche un tema di perdita dell’identità, con le continue e sottili influenze di Eve sulla vita e sul comportamento di Kiyomi.
Qua e là, non mancano spiegoni medici nella forma di dialoghi tra i personaggi o note a margine.

Concludendo

Parasite Eve è una discreta, ma non impeccabile, storia di stampo body horror, in cui il nemico finale è un mostro che ogni forma di vita che respiri si porta dietro – i mitocondri, qualcosa di cui proprio non possiamo fare a meno.
En passant, la storia non si riduce tutta al mostro superpotente, ma aggiunge del carico sfiorando altri temi – i trapianti e le loro conseguenze, la perdita dell’identità, il rapporto tra uomo e scienza.
Dulcis in fundo, la presenza di suggestioni religiose offre alla trama un ulteriore livello di introspezione che riesce a non stonare con la parte “scientifica” dell’intreccio.
Senza fare spoiler troppo gravi, la conclusione della storia ha una sua logica, ma genera due problemi

  1. si chiude un po’ in un nulla di fatto (che però verrà tenuto in considerazione, nel corso del primo videogame della serie Parasite Eve: i cattivi prendono appunti e imparano a non commettere gli stessi errori!)
  2. ha una chiusura da cliché, col mostro che attende in silenzio il momento per riprovarci

A ogni modo, diciamolo pure: sarei curioso di leggere il romanzo, a questo punto! Spero che qualche editore mi accontenti senza tirare troppo sul prezzo… :P

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