Koudelka, il manga di Yuji Iwahara

“Oh, Koudelka…
E pensare che, se solo lo volessi, il mondo sarebbe tuo.
Perché rifiuti di essere ciò che sei?”
La donna fantasma, in Koudelka

Finalmente, dopo tanto tempo trascorso dal “Mi rinfresco la memoria” dedicato al videogioco, ecco la non-recensione di Koudelka, il manga!
Ambientato poco dopo il videogame, vediamo la nostra esper Koudelka alle prese con medici crudeli, rapitori di prostitute, spiriti e magia nera… giusto in tempo per una nuova gita al monastero di Nemeton!

Koudelka 101

koudelka-manga
Scansione

Koudelka è in fuga dal manicomio di Nemeton – non una grande sfida, dati i suoi poteri – ma qualcosa va storto: la ragazza perde la memoria, dopo una brutta caduta, e perde anche la consapevolezza delle proprie doti psichiche.
Facendo amicizia con un ragazzino di nome Joshua, figlio orfano di una prostituta d’alto bordo, Koudelka fuggirà con lui dai propri inseguitori – i membri della Royal Medical Science Society – e si ritroverà a Londra, dove grazie alla compagnia di Joshua si legherà alle tenutarie di un pub-bordello, ex colleghe della madre del ragazzo.
Intanto, qualcuno sta rapendo delle prostitute, specialmente quelle incinte…
Quali saranno, i piani della Royal Medical Science Society per Koudelka? Chi rapisce le prostitute? Infine, chi è lo spirito femminile che spinge Koudelka all’azione e a ricordare la sua reale natura?

La scheda

Autore: Yuji Iwahara
Traduzione: Yumiko Salvitti
Edizione originale: Kadokawa Shoten Publishing, Co. (1999)
Edizione italiana: Dynamic Italia (2003)
Prezzo: 4,40 € ogni volumetto (3 volumetti)

Il disegno

Il tratto di Iwahara oscilla tra tre poli: kawaii, sensuale e grottesco. Spesso, ha almeno due di queste qualità nello stesso momento. O◊O
Tende a disegnare donne longilinee e prosperose e, in generale, personaggi molto espressivi (ma tutt’altro che realistici, usa molto il deformed) grazie a uno stile manga “classico”. Complici una carta non sempre immacolata e tanto nero, dà l’idea di un tratto più sporco di quanto sia in realtà.
Usa il retino, ma non ne abusa, preferendo un chiaroscuro netto con poca penombra.
Data l’ambientazione londinese di fine ‘800 e il genere leggermente horror, gli ambienti sono spesso cupi, anche di giorno: il risultato sono delle atmosfere che non esiterei a definire autunnali, molto appropriate per una storia di fantasmi e magia nera.

I personaggi

La protagonista della storia è ovviamente Koudelka: è bella e coraggiosa, ma è stremata dal suo continuo avere a che fare con le forze dello spirito e con chi le vuole sfruttare per il proprio tornaconto, per cui si può dire che sia in fuga da se stessa – una fuga agevolata dall’amnesia che la colpisce all’inizio della storia. Possiede doti medianiche, capacità pirocinetiche ed è anche abile nella pratica dell’ipnosi. È presente nella storia anche il suo amuleto, quello senza il quale, nel videogioco, non era possibile affrontare il mostro finale!

Un ampio spazio nella storia, se lo ritaglia Joshua: figlio di una prostituta morta da qualche anno, si imbatte in Koudelka e la aiuta a sfuggire dalla Royal Medical Science Society, non credendo che la ragazza possa essere davvero un’assassina fuggita dal manicomio. Pur essendo una persona forte, Joshua ha lo spirito segnato dalla vita condotta assieme alla sua amorevole madre e soprattutto, dalla morte della donna.

Mary Vermont era la madre di Joshua: una donna bellissima, costretta a esercitare la prostituzione per mantenere se stessa e Joshua, ha raccolto attorno a se un gruppo di prostitute londinesi dal cuore d’oro e dalla volontà d’acciaio, e le ha istruite come se fossero delle lady, aprendo con loro un pub-bordello che, pur non essendo il massimo della frequentazione altolocata, non è nemmeno un ritrovo di tagliagole!

La Royal Medical Science Society è un’organizzazione dedita all’avanzamento della medicina a qualsiasi costo e senza troppi scrupoli, compresa la possibilità di usare la magia nera e il potere degli spiriti per garantire all’Uomo una vita senza limiti. Tra i loro membri, spiccano il dottor Hans, uno psicologo senza scrupoli che vuole studiare i poteri di Koudelka, Lord Leslie, che ha delle mire particolari sul risultato delle ricerche, e monsieur Dogol, che da buon francese in una storia di ambientazione anglosassone, è il più cattivo tra i cattivi!

Infine, abbiamo la guest star Roger Bacon, l’alchimista che ha ottenuto il dono della vita eterna – ma non una pelle liscia e giovane – grazie al suo studio del manoscritto degli esuli (nel videogame, in italiano, mi pare che fosse chiamato manoscritto di emigri) il testo magico risalente ai celti che permette di governare le forze della vita e della morte. Da sempre destinato a un ruolo marginale, il nostro Roger Bacon è qui meno serio di quanto fosse in Koudelka (videogame) ma molto più di quanto appaia nella serie di Shadow Hearts…

La storia

La trama del fumetto è abbastanza classica, e con un colpo di retcon, si ricollega alla storia del videogioco, rivelando un legame tra la Royal Medical Science Society e il vedovo addolorato del gioco, Patrick Heywors. Come storia non è male, ma è un po’ prevedibile.
La trama si mantiene abbastanza coerente per quasi tutto il fumetto, con un po’ di maccosa nel finale, quando Koudelka offre una spiegazione del suo piano, a bocce ormai ferme.
En passant, Joshua nasconde un piccolo segreto e sua madre più di uno: entrambi saranno rivelati tra il secondo e il terzo volumetto.
Nel complesso, una buona storia di fantasmi, ma che non riserva colpi di scena realmente inattesi, specialmente per chi ha giocato il videogioco: ma ‘sticazzi, avercene, di opere su licenza sviluppate a questo livello!

Me la suono e me la gracchio: il Nemeton

Potrebbe essere anche questa una rubrica, chissà ^_^
Giocando il videogame e leggendo il fumetto dedicato a Koudelka, pensavo che Nemeton fosse una qualche esotica località gallese. Ma seguendo la terza serie di Teen Wolf, ho sentito che si citava il Nemeton come luogo sacro della religione dei druidi.
Così, una ricerca superficiale mi ha fatto scoprire che un Nemeton è un luogo speciale, una sorta di terreno sacro. Ma è anche una parola che appare come parte di diversi nomi in tutta Europa – suppongo che non sia sempre Nemeton, ma comunque una parola correlata.

Concludendo

Il manga di Koudelka è un ideale seguito – non so quanto sia canonico, però – del mitico videogioco per Playstation. È una buona storia di spettri e magia nera, che riprende certi temi del videogioco e ne approfondisce gli spunti di trama.
La stampa non rende un gran servizio alle capacità del disegnatore, facendo sembrare il suo tratto più sporco di quanto sia in realtà – e non è una sporcizia funzionale alla rappresentazione di una cupa storia horror…
I personaggi sono ben caratterizzati, sia a livello visivo che caratteriale, anche se non sono iper-originali. La trama è sviluppata in modo coerente con le sue premesse, anche se non manca qualche passaggio meno efficiente.
E nel finale, c’è un cameo di Lawrence d’Arabia! Tranquilli, non è messo li come viene, c’è un motivo… :P

Link

Nel caso qualcuno volesse acquistarlo, ho trovato solo questi link (e chissà se saranno ancora disponibili, quando pubblicherò il post :P )

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