Mi rinfresco la memoria: Parasite Eve 2, anche stavolta per Playstation

È possibile che io ci stia prendendo gusto? Forse… devo dire che non mi dispiace, rinfrescarmi la memoria ogni tanto, specialmente quando il materiale di riferimento è così interessante!
Certo, una non-recensione con tutti i crismi sarebbe meglio, ma non sempre la vita è fatta di confetti e zucchero filato: ora non ho proprio la possibilità di rigiocare a Parasite Eve 2, anche se ne ho una copia in casa.
Prima di procedere con questa nuova puntata di Ricordi sepolti, rivediamo le “regole” della rubrica: è il momento del copia e incolla!

Ricordi sepolti AKA Mi rinfresco la memoria

Questo spazio è ispirato a una rubrica del sito I 400 calci, chiamata La memoria del pesce rosso: lì, un membro dello staff scrive di un film che non ha visto da un po’, senza cercare informazioni da nessuna parte e facendo considerazioni spiritose .
Io non sono spiritoso – non quando scrivo – perciò mi limiterò a riesumare i miei ricordi di una storia su cui, per qualche motivo, non posso mettere le mani: mi fu prestato il libro, il gioco o il fumetto; ne posseggo una copia, ma è stivata in una scatola dietro un’altra scatola etc.
Poiché la mia memoria fa schifo, per certe cose – nomi di persona, date etc. – non comporrò La scheda dedicata alla storia. Mi limiterò, quando serve, a cercare un’immagine a corredo del post, probabilmente una copertina.

Parasite Eve 2 101

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Fonte: uno dei commenti in questo blog

È trascorso del tempo, da quando Aya ha affrontato la sua nemesi in cima al Chrysler Building: da allora, i suoi poteri mitocondriali sono ai minimi storici, ma questo non le impedisce di offrire il suo contributo alla lotta contro le terribili NMC (Neo Mitochondrion Creatures) come membro di un gruppo governativo: occasionalmente saltano fuori qua e là dei nuovi mostri, scatenando il panico e causando morti tra la gente comune.
Ogni tanto, invece, è solo un tizio travestito da papero per pubblicizzare un negozio…
True story, se la memoria mi assiste. :P

L’inizio della storia coincide con un incidente in un edificio chiamato Akropolis Tower, dove fa la sua comparsa un nuovo tipo di NMC: indagando sull’evento, tra un colpo di pistola e un po’ di combustione indotta, l’ente di cui è agente Aya decide che alla sigla NMC è il caso di aggiungere la A di Artificial. Sì, i mostri non sono frutto di un’evoluzione spontanea.
Aya sarà incaricata di seguire una pista calda – bollente quanto il deserto del Mojave – per scoprire chi stia giocando a fare Dio…

Genere

Questo secondo capitolo della serie Parasite Eve si veste di survival horror: adotta lo scomodo (per me) sistema di controllo dei primi Resident Evil, quelli in cui quando muovi la leva analogica verso destra, il personaggio non cammina/corre verso destra, ma si volta verso destra, stando fermo sul posto! T__T
Fortunatamente, Parasite Eve non rinuncia alla sua anima RPG, con tanto di poteri e punti esperienza da spendere per migliorare gli stessi; in più, non mancano armi e protezioni, né oggetti curativi…
Da un lato, l’azione nel gioco offre un buon livello di tensione, ma dall’altro, l’elemento horror è blando: la protagonista ha dei poteri notevoli ed è bene armata, perciò non può avere paura dei mostri e questa sicurezza si trasmette anche al giocatore… fino a quando non si dedica alle modalità di gioco più difficili! L’atmosfera è più vicina a quella della fantascienza d’azione.

Armi (e livelli di difficoltà)

Aya ha la possibilità di usare diversi tipi di armi e proiettili, nella sua lotta contro gli ANMC, per non parlare delle corazze, dotate di diverse qualità: questi oggetti vengono acquistati dal giocatore grazie ai Bounty Point, se ricordo bene, ottenuti sconfiggendo i nemici.
Ho il vago ricordo che gli agenti del gruppo governativo indossino delle lenti a contatto hi-tech che registrano i mostri da loro sconfitti, mentre un computer assegna loro un valore in BP, ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Comunque sia, è una boiata: Aya combatte per gente che le dà lo “stipendio” solo perché lo spenda in supporti che sarebbe meglio darle gratis, così da aumentare le sue possibilità di sopravvivenza e successo.
Mi lascia perplesso, anche se i quadri dell’organizzazione per cui lavora non sono granché limpidi…

Finendo il gioco, è possibile sbloccare nuovi equipaggiamenti molto potenti, da acquistare nel “negozio” fin dall’inizio della nuova partita – con dei BP omaggio ottenuti in base alle prestazioni della partita precedente – ma questo vale solo giocando allo stesso livello di difficoltà: finendo il gioco in modalità Normale, viene anche sbloccato un livello più difficile detto Scavenger, con alcuni mostri potenti (i Golem, dei cyborg molto forti) ben mimetizzati dove non ci si aspetterebbe di trovarli. Fattibile, ma con difficoltà.
Completando lo Scavenger, viene sbloccato un altro livello di difficoltà, in cui Aya ha una miseria di Mitochondria Points per attivare i suoi poteri, che per di più sono pure deboli. E dulcis in fundo, ha anche pochi punti salute: il primo scoiattolo che dovesse morderla, la ridurrebbe in fin di vita!
Forse c’era anche un livello ancora più difficile, ma oltre lo Scavenger non sono mai andato. :P

Poteri

I poteri sfoggiati da Aya in questo capitolo sono molto diversi, rispetto a quelli che aveva in precedenza. Sono poteri tematicamente allineati ai quattro elementi

  • il Fuoco presenta, se ricordo bene, un potere d’attacco singolo e uno ad area
  • l’Acqua prevede un potere per recuperare punti salute e uno per annullare gli stati anormali come il veleno. Forse
  • la Terra offre un potere di difesa e un potenziamento dell’attacco (Energy shot, diverso da quello del primo gioco) entrambi grazie al controllo del magnetismo ambientale
  • l’Aria ha un potere che colpisce tutto intorno ad Aya, sbattendo i nemici per terra, e un potere elettrico che provoca necrosi nel nemico colpito, dandogli qualche svantaggio che non ricordo (perdita progressiva di punti salute?)

Grande assente: la trasformazione Liberate (di cui si vede uno scampolo in un filmato).
Usare i poteri di Aya costa punti Mitocondriali (MP). Inoltre, l’effetto non è immediato: attivando un potere, si carica una barra e finché questa non è piena, Aya resta immobile a concentrarsi sul potere per usarlo. Quel che si dice un bersaglio facile, perciò serve un po’ di prontezza e di tattica.
Ogni potere può essere migliorato due volte, dopo averlo acquisito, e ogni volta che accade, Aya ricarica tutti i suoi MP. Diversamente, la nostra eroina può tracannare bibite gasate e zuccherate per ricaricare i punti più in fretta. Già, niente più pozioni. Inoltre, le persone con poteri mitocondriali non hanno problemi di linea, né di reflusso gastrico. ^_^

Combattimento

Aya si muove e attacca in tempo reale – niente più ATB da ricaricare per attaccare, tranne per ciò che riguarda i poteri.
Credo che Aya possa anche cambiare arma o usare oggetti (come le bibite di cui sopra) ma che prima debba equipaggiare tutto ciò che vuole usare in battaglia sull’armatura che indossa: più che nel gioco precedente, l’inventario è limitato!
Il giocatore dispone di una mappa quasi affidabile dell’ambiente da esplorare, che mostra in rosso le zone infestate dai mostri. Conviene ripulire sempre tutte le zone perché raggiunti certi snodi di trama, avviene il respawn dei mostri – che fa sparire quelli non ancora sconfitti, assieme ai punti esperienza e Bounty che avrebbero concesso alla loro sconfitta.
Non mancano i boss, ovviamente: uno di loro è enorme e deve essere battuto in poco tempo (90 secondi?) per garantire ad Aya l’ottenimento di un’arma estremamente utile!

Storia – con qualche spoiler

La storia di questo capitolo presenta una brusca virata, allontanandosi dal materiale di partenza: qui, l’eminenza grigia non è un’entità inumana assuefatta al darwinismo, ma qualcuno che vuole trarre vantaggio dall’esistenza delle creature neo-mitocondriali.
Siamo dalle parti della cospirazione, delle tecnologie segrete e degli esperimenti medici degni di uno scienziato pazzo.
Rispetto al gioco precedente, c’è anche una maggiore attenzione per la caratterizzazione dei PNG: altri agenti speciali, per lo più, e qualche vittima innocente. E anche una grande spina nel fianco, per non privarci di nulla!
Personalmente ho apprezzato molto l’ambientazione del deserto del Mojave: un bel posticino che ricorda tantissimo la città di Perfection in Tremors, con brani adatti all’atmosfera da evocare. Un luogo in cui passare qualche giorno di vacanza, peccato solo per il caldo afoso, l’assenza di comodità e l’abbondanza di mostri antropofagi!

Concludendo

Sotto molti punti di vista, Parasite Eve 2 di Squaresoft è stato davvero un gran gioco: pur distanziandosi tantissimo dal suo predecessore e dai temi del romanzo di Hideaki Sena, non si è fatto mancare la possibilità di sviluppare una storia semplice quanto ricca di intrighi, accompagnata da un gameplay solido e divertente.
Un cambio di atmosfera netto, con minore enfasi sul “mostro” che la vita sulla Terra si porta dentro (i mitocondri) per concentrarsi sul mostro che sta fuori e su chi muove le fila di tutto.
La possibilità di sbloccare tanti nuovi equipaggiamenti e livelli di difficoltà, unita alla relativa brevità del gioco – due dischi, per circa dieci ore di gioco, se ricordo bene – offrono una buona longevità.
In ultimo, abbiamo le atmosfere insolite date da un avamposto nel deserto del Mojave (non ho visto molti giochi ambientati in un luogo come quello) con la complicità di una colonna sonora adeguata.
Forse, Parasite Eve 2 manca del livello di sperimentalità e originalità del suo predecessore, ma ciò non toglie che sia un gioco sviluppato bene e con criterio, divertente e – finché si gioca a certi livelli di difficoltà – anche ben equilibrato!

Link

L’introduzione del gioco – non ho trovato quella in italiano, ma non c’è tanto da leggere… a ogni modo, il brano-simbolo, riarrangiato, è sempre lo stesso ed è quello che conta!

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