Mary Poppins, il classico Disney

“Vento dell’est, la nebbia è là,
qualcosa di strano tra poco accadrà.
Troppo difficile capire cos’è,
ma penso che un’ospite arrivi per me.”
Bert, in Mary Poppins

Una cosa bella delle feste, è che la TV si concede di trasmettere qualche classico senza tempo.
Grazie a questo bizzarro fenomeno stagionale, ho potuto dedicarmi al ripasso di un film che adoro sin da quando lo vidi da pulcino: chi è capace di leggere i titoli dei post ha già capito che oggi gracchierò di Mary Poppins, un classico Disney ispirato a uno dei libri di P. L. Travers, al secolo Helen Lyndon Goff (o così mi suggerisce Wikipedia).
Sperando di poter leggere il prima possibile i libri dedicati alle avventure di questo personaggio, prendiamoci tutti per mano e saltiamo dentro il disegno di Bert il film!

Mary Poppins 101

mary-poppins-locandina
Fonte: Movieplayer

A Londra, la benestante famiglia Banks sta attraversando una piccola crisi: papà Banks è oberato di lavoro e mamma Banks è troppo impegnata con la sua crociata da suffragetta. Come risultato, i loro figli (Jane e Michael) sono venuti su un po’ troppo pestiferi, provocando la fuga a ripetizione di diverse bambinaie.
Ma il vento dell’est sta per soffiare: porterà in casa Banks la tata giusta, l’eccentrica – e al tempo stesso ricca di contegno vittoriano – Mary Poppins, che tra una canzone e un prodigio rimetterà a posto ciò che non va nella famiglia Banks.
Con l’aiuto di un allegro tuttofare di nome Bert.

La scheda (con l’aiuto di Wikipedia)

Anno di uscita: 1964
Libri originali: Pamela Lyndon Travers
Regia: Robert Stevenson
Sceneggiatura: Bill Walsh, Don Da Gradi
Musiche: Richard M. Sherman, Robert B. Sherman, Irwin Kosta
Produzione: Walt Disney, Bill Walsh

Tornare bambini

È inutile: penso che anche quando avrò ottant’anni, mi ritroverò a tornare bambino mentre guardo questo film, a sorridere ascoltandone le canzoni e assistendo alla recitazione buffa di Van Dyke.
Ora che ho offerto il tributo richiesto da NostalGod, divinità della Nostalgia, possiamo andare avanti!

La storia

La trama del film penso che la conoscano anche i sassi: una tata magica finisce in casa Banks, presso una famiglia che ha qualche problema di rapporto genitori-figli; con il suo aiuto, i bambini crescono un po’ diventando meno egoisti, mentre i genitori rivedono le loro priorità nella vita.
Se la superficie del film è vistosa – prodigi, canzoni divertenti e orecchiabili, coreografie finto-improvvisate e cartoni animati che affiancano attori in carne e ossa – anche il livello profondo della sua storia non è poi tanto nascosto: si parla di un tema evidentemente eterno, ovvero di genitori che non hanno il tempo di crescere ed educare i loro figli perché devono fare altre cose.
Per esempio, lavorare o cercare di far guadagnare a metà dei sudditi di sua Maestà britannica il diritto di voto. Due attività più che degne, ma anche con l’aiuto di una servitù specializzata, i coniugi Banks non riescono a gestire i loro pargoli e allo stesso tempo dedicarsi al lavoro o ai diritti civili. Per questo serve Mary!

Tre protagonisti

Mary Poppins è una bambinaia con un alto senso della dignità, affettuosa quanto severa, giunta in volo con un bizzarro ombrello parlante. Porta con sé una carpet bag, ovvero una borsa fatta con un tappeto, che poco ha da invidiare al tesseract di Heinlein in quanto a capienza!
Il film non ci dice se sia una fata, una strega o altro; quel che è certo, è che in sua presenza capitano le cose più straordinarie: nemmeno un’attività come risistemare una stanza in disordine resta banale, trasformandosi in una versione non horror del film Poltergeist!
Interpretata da Julie Andrews, Mary è l’innesco del cambiamento: mette i bambini in situazioni particolari, le cui conseguenze porteranno la famiglia a maturare. Ma non senza attraversare almeno un’ordalia.

Bert è un tuttofare: un artista di strada, un paesaggista coi gessetti, uno spazzacamino… è anche una vecchia conoscenza di Mary Poppins e in quanto tale, ha già un’idea di cosa sia capace la donna al lavoro.
Più assennato di quanto sembri, Bert è il vero agente del cambiamento e concretizza il lavoro compiuto da Mary per riparare i rapporti tra i Banks: prima parlando con i piccoli per spingerli a mettersi nei panni del loro bistrattato e severo padre, poi con lo stesso George Banks, per spingerlo a rivedere le proprie priorità nella vita.
Bert è interpretato da Dick Van Dyke, che nel periodo in cui è stato girato il film era già da anni il popolare protagonista del Dick Van Dyke Show: forse è proprio per questo che nel film gli viene dedicato molto spazio, mettendolo al centro di vari numeri di ballo e fornendogli uno spazio in scena così vasto, da insidiare il ruolo di protagonista del personaggio di Mary.

Infine abbiamo… i bambini? La loro mamma?
Direi di no: i piccoli Jane e Michael Banks sono quasi accessori di Mary (a una bambinaia servono dei bambini a cui badare) e sono bambini piuttosto standard, che vogliono divertirsi e cercano la vicinanza del loro padre (senza filarsi granché la madre, stranamente).
Non hanno molte scene da soli – anche se una è una lunga scena d’azione, con la loro fuga dalla banca – sono personaggi poco attivi, più propensi a subire le circostanze intorno a loro e le scelte degli altri. Michael, in particolare, è una calamita per i piccoli incidenti: finisce nell’armadio durante le faccende, viene “derubato” dal superiore del padre, è aspirato dal camino di casa, si becca uno sbuffo di fuliggine curiosando nella canna fumaria…

La madre, Winifred Banks, è poi un personaggio incoerente: una suffragetta impegnata a sbraitare contro lo strapotere dell’uomo quando si trova fuori casa, che quando ha a che fare col marito mostra invece un carattere più cedevole del pongo. È praticamente un leone da tastiera… senza la tastiera! E la sua negligenza coi figli è a dir poco criminale: li molla con uno spazzacamino appena conosciuto per andare a un incontro col sindaco o qualcosa del genere!
A parte questo, non ha molto spazio in scena e interagisce col marito e con le domestiche più di quanto faccia coi suoi due figli.

No, il terzo protagonista del film, per me, è George Banks (interpretato da David Tomlinson): è un bancario rampante, un padre di famiglia che mostra un desiderio di controllo e precisione sin da quando detta l’inserzione per una bambinaia ideale (descritta come severa e persino virile). Certo, una perdita di controllo in banca potrebbe avere conseguenze disastrose – e le avrà, nella scena successiva a quella dei due penny di Michael – ma George è così maniacale da esigere la perfetta accordatura di un pianoforte che nemmeno sa suonare!
Almeno sul finale, si scioglierà parecchio… ma prima, dovrà vivere la sua ora più buia, dopo il pasticcio dei due penny: la scena tragicomica del suo licenziamento sarà l’innesco per forgiare la sua nuova vita.

Occhi azzurri sul pianeta Terra

Ho notato un particolare bizzarro, a partire da un certo momento: molti personaggi dei film hanno gli occhi azzurri – azzarderei la stessa tonalità di azzurro, persino!
Pare Il villaggio dei dannati!

attori-scartati
Non ci avete voluto nel film? Ci vendicheremo!
(Fonte: questo blog)

Non so se abbiano scelto gli attori apposta o se sia stato un ritocco in post-produzione, ma un po’ mi ha colpito…

Concludendo

Mary Poppins è uno dei classici Disney a cui sono più affezionato: una storia ricca di magia, ma senza una sola frase esplicita al riguardo, con una protagonista che sembra un po’ fata e un po’ strega buona, affiancata da personaggi parecchio sopra le righe.
Un musical ricco di canzoni – come nella più classica tradizione Disney – che racconta una storia sempre attuale: le difficoltà di relazione tra genitori e figli, qui in particolare, tra un padre che lavora troppo e la prole.
La risoluzione del conflitto è ideale e “pulita” (con i Banks che si trasformano quasi di colpo in una famiglia in armonia) a dispetto di come si concludano molte di queste storie nella realtà. Un tipico tocco Disney, quasi un “rito” per dipingere una realtà migliore.
Funzionerà? Non so, ma col giusto spirito, è almeno piacevole! :D

Link scemi

La popolarità porta con sé un grande fardello: le parodie

  • un sapiente rimontaggio trasforma alcune sequenze del film in un trailer horror! È Scary Mary – personalmente l’avrei intitolato Scary Poppins, ma son gusti. E comunque, è bellissimo!
  • Carla Signoris mostra una Mary Poppins terribile in un filmato un po’ vecchio, ma sempre bello! Nessun bambino è stato maltrattato nella creazione di questo sketch.
  • infine, un video che qui a Cagliari fu molto popolare, anni fa: quelli che Michael Banks avrebbe in mano non sarebbero due penny, secondo gli autori della parodia
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8 pensieri su “Mary Poppins, il classico Disney

    1. Il trucco per fregare il lato scemo di NostalGod, è quello di usare il lato figo per spingersi a vivere esperienze anche più belle. Il problema è che il tempo vela di bellezza anche i ricordi più fetidi – con me, non è riuscito a photoshoppare solo i ricordi della scuola, specialmente del liceo!

    1. Grazie mille, Sandra :) buon anno anche a te ;)
      Son proprio curioso di leggere anche i libri dedicati a Mary. Per il film, so che la Disney vuol girarne un seguito: spero che la trattino bene!

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