La Rinascita di Wonder Woman, in Wonder Woman n° 1

“La prima vittima della guerra è la verità
Wonder Woman, in Wonder Woman Rinascita

“Non ho bisogno di nessuno.
Vorrei solo… vorrei avere qualcuno come me.”
Poison Ivy, in Il ciclo della vita e della morte

amelia-promoterDopo Universo DC: Rinascita e Batman 114 (1), esploriamo la Rinascita dell’universo DC dalla prospettiva di un’altra famosa icona della “trinità” supereroica, sempre appartenente alla DC: Wonder Woman, l’amazzone senza tempo i cui poteri possono rivaleggiare con quelli di Superman e per certi versi, anche superarli!
L’albo, come gli altri numeri 1 della serie, contiene in allegato delle figurine e un poster dedicati all’evento. Più sottile rispetto all’albo dedicato a Batman, Wonder Woman n° 1 ospita anche il primo episodio di una storia dedicata al personaggio di Poison Ivy.

Wonder Woman n° 1… 101 (troppi 1, lo so!)

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Scansione

In Wonder Woman Rinascita, facciamo il punto sulle multiformi origini di Diana: principessa amazzone di Themyscira, modellata dalla pietra o semidea figlia di Zeus, supereroina nei panni di Wonder Woman, divinità della guerra dopo la sconfitta di Ares… troppi ruoli contrastanti tutti insieme, una storia personale instabile che suggerisce incongruenze e interferenze da parte di qualcuno, potente e ignoto allo stesso tempo.
È giunto il momento di scoprire la verità!

In Il ciclo della vita e della morte, vediamo una Pamela Isley/Poison Ivy alle prese con la sua nuova carriera accademica: impiegata in un laboratorio di ricerche genetiche, al fine di ibridare DNA animale e vegetale, sta ricostruendo la sua vita a una certa distanza dal crimine, ma senza dimenticare che non è solo una donna, né solo una pianta…

La scheda

Traduzione: Stefano Formiconi
Editore originale: DC Comics (2016)
Edizione italiana: RW Edizioni (2017)
Prezzo: 2,95 €

Wonder Woman Rinascita

Testi: Greg Rucka
Disegni: Matthew Clark, Liam Sharp, Jeremy Colwell, Laura Martin

Il disegno
Alle matite si avvicendano diversi artisti: stili simili, ma non identici, con una qualità non sempre uniforme e accompagnati da un uso omogeneo del colore. Dei buoni tratti, che però non fanno gridare per la… meraviglia! :^P
Il fatto che la storia esplori l’interiorità di Wonder Woman – ci sono un sacco di didascalie che ospitano i suoi pensieri, pochi balloon, interazione nulla con altri personaggi – non aiuta a costruire molte situazioni in cui i personaggi debbano mostrare espressività facciale: giusto qualche vignetta in cui Wondie mostra stupore o rabbia, o la paura di qualche comparsa nella storia.
Prospettive ben studiate e, dal basso della mia inesperienza, corrette, ma raramente ardite: il risultato sono alcuni ambienti ben rappresentati, ma molto statici anche nelle scene d’azione e nei combattimenti.

La storia
Di resettone in resettone, nel corso dei decenni, le origini di Wonder Woman sono cambiate più volte.
Questi cambiamenti sono l’aggancio per la sua storia in Rinascita: i ricordi della sua vita cambiano di istante in istante, ma adesso Diana ne è consapevole e vuole fare chiarezza sulla propria natura, per capire chi lei sia davvero e il perché di questa situazione.
Fortunatamente, la nostra principessa ha gli strumenti necessari a indicarle la via: chi conosce il personaggio di Wonder Woman sa bene che l’amazzone ha un rapporto privilegiato con la verità…
Inizia così la sua odissea per riprendere il controllo della propria vita e come tutte le odissee, anche questa non sarà priva di pericoli!

Imho
Nonostante il potenziale per una storia epica e pure un po’ psichedelica, ho trovato un po’ sotto tono l’inizio della saga di Wonder Woman Rinascita. Al momento sono fermo al secondo albo della collana, dove posso anticipare che la situazione migliorerà un po’: l’introduzione di due personaggi famosi – ma non troppo – dell’universo DC, offriranno la possibilità di esplorare il personaggio di Wondie in una chiave più umana e profonda. Augh! Così penso. ;^)

Il ciclo della vita e della morte

Testi: Amy Chu
Disegni: Clay Mann

Il disegno
Un buon tratto, il classico disegno realistico-idealizzato. Colorazione tenue, ma ricca di sfumature, con tavole che mostrano una palette studiata per offrire contrasti non esagerati. Il disegno è molto statico, persino nelle scene d’azione: il risultato è che i personaggi sembrano essere “sempre in posa”, come in un set fotografico.

La storia
Pamela Isley, aka Poison Ivy, prosegue la sua vita su una strada apparentemente onesta… per quanto si possa parlare di onestà quando si ha a che fare con un essere dalle prospettive aliene quanto le sue!
Grazie all’aiuto di un’amica studiosa – Luisa Cruz, che pur al corrente della doppia vita di Pamela, ha brigato per farla assumere dal suo principale sessista – Pamela adesso lavora in un laboratorio di ricerche botaniche finanziato dalla fondazione Wayne, col compito di creare ibridi animali-piante che abbiano buone prospettive di sopravvivenza.
Inutile dire che, in segreto, le ricerche di Pamela si spingono un po’ più in là, arrivando a creare ibridi uomo-pianta per avere vicino qualcuno simile a sé…
La vita di Pamela subirà uno scossone con la toccata e fuga dell’amica Harley Quinn, con cui Pamela non ha contatti da un po’: i risultati saranno un momento LOL, diverse ossa rotte (non quelle delle due ex-Sirene di Gotham) e un cambiamento nei loro rapporti.
E poiché i problemi vengono almeno a coppie terzetti, altri due cambiamenti drammatici stanno per sconquassare la vita di Pamela: un “lieto evento”, ma anche uno tutt’altro che felice…

Imho
Nonostante sia solo un’ospite temporanea della testata, la storia di Poison Ivy mi è sembrata più interessante rispetto a quella di Wondie: va subito al punto, in una direzione precisa. In più, esplora la personalità della protagonista, tratteggiando ancora una volta una psicologia umana (quando avvisa un ragazzino di non mangiare delle bacche velenose, o quando una vignetta mostra che conserva le foto di alcune persone importanti, compresa una dei tempi delle Sirene di Gotham) ma al tempo stesso, aliena all’umanità (quando sembra decidere che, a parte Luisa Cruz, nessuna persona è adatta a starle vicina).

Concludendo

Wonder Woman n° 1 è un albo che mostra un certo potenziale, ma poco espresso: il primo capitolo della Rinascita di Wonder Woman è un po’ troppo lento, anche discontinuo nella qualità del disegno – che non è brutto, è solo un po’… standard, senza guizzi.
A migliorare il bilancio, è la storia ospite della testata, che vede Pamela Isley alla ricerca di una stabilità nuova e distante dal suo passato di “sterminerò l’umanità per il bene del verde”: più donna-pianta che pianta dalla forma umana, insomma!
Quando la storia della protagonista di una testata sembra meno interessante di quella di un personaggio ospite, c’è qualcosa che non torna… per fortuna di Wonder Woman, la sua storia migliora già a partire dal numero 2. :^)

Link

L’immancabile pagina per l’acquisto sul sito dell’editore

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4 pensieri su “La Rinascita di Wonder Woman, in Wonder Woman n° 1

  1. Per ora li sto prendendo tutti. Pensa che su WW abbiamo il parere esattamente opposto. Ho trovato l’intro di Rucka stupenda e nel secondo numero un po’ mi è calato l’entusiasmo. Stai leggendo anche altro materiale DC?

    1. Per ora solo Wondie e Batman, me li sta prestando un’amica :)
      È un investimento non indifferente, a suon di quindicinali!

      A me Wondie rinascita non sta convincendo molto. Non è brutto, ma non regge il confronto con l’albo introduttivo con Wally e nemmeno con Bat-uomo. Forse ho digerito male l’alternanza dei due archi narrativi :P

    2. Si ho fatto i conti da maggio saranno 60 euro al mese, ‘ca zozza! L’intro di rinascita è pazzesco. Tu pensa che Bat mi sta iniziando a piacere adesso con il terzo numero. In generale la qualità la sto trovando mediamente alta. Il migliore -secondo me- è l’albo di Flash perchè anche Arrow (Incredibile) e Aquaman (davvero sottovalutato) sono davvero piacevoli!

    3. Ho letto in giro che in effetti, Aquaman in Rinascita sta venendo bene. Buon per lui, dopo Big Bang Theory, tutti a percularlo come se fosse un imbranato XD
      Bat-manzo a me è piaciuto sin dal primo numero – con riserve proprio per l’episodio di Batman Rebirth, che aveva quella scena ridicola di lui che fa i piegamenti a duecento metri d’altezza. Avrei preferito vedere di più su Calendar Man, stava venendo su bello inquietante…

      A ogni modo, questo restyling mi sembra stia migliorando la scena generale DC. Sembra quasi che non l’abbiano fatto solo per soldi, così ;)

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