Teen Titans Go! Rinascita, n°1. E forse farò pace con Alan Moore…

Un pomeriggio, la mia perfida amica nerd – quella che mi presta film discutibili e fumetti della DC – esibisce a sorpresa un fumetto della Rinascita DC che mai avrei pensato esistesse: è il primo numero del fumetto tratto dallo spin off televisivo Teen Titans Go!, parodia di una fortunata serie dedicata ad alcuni degli eroi adolescenti DC.
Ma quanto c’è, di Teen Titans Go!, in questo primo numero?
Parecchio. Davvero tanto.
E fa anche ridere?
Mmmh… direi abbastanza. Dipende dai gusti!
E cosa c’entra, Alan Moore?
Eh… questo lo scopriremo insieme!

Teen Titans Go! Rinascita n°1… 101!

La solita, brutta scansione! Ultra-variant, per di più!

Tre episodi. In Imbucati, vediamo Robin alle prese con una festa selvaggia nella Bat-caverna: il ragazzo-meraviglia perde rapidamente il controllo della situazione, quando molti ospiti non previsti bussano alla porta…
In Carnevale quantistico, i Titans sono stati invitati a un’esclusiva festa in costume che avrà luogo in un palazzo di vetro… su Marte!
Infine, in Alla maniera di Silkie, l’assenza dei Titans – impegnati nel carnevale quantistico – mette in allarme i loro piccoli e insospettabili alleati: i Little Buddies e la larva M3-19 o Silkie, per gli amici!
Come consuetudine per alcuni albi di Rinascita, questo primo numero offre in allegato un set di quattro figurine sticker.

La scheda

Traduzione: Marcello Finnicello
Editore originale: DC Comics (2016)
Edizione italiana: RW Edizioni (2017)
Prezzo: 3,50 €

Dove sta la Rinascita?

Iniziamo chiarendo un punto: Teen Titans Go! è un cartone animato comico-demenziale e lo stesso vale per queste storie a fumetti. Di fatto, a parte qualche citazione dell’evento sparsa in tutti gli episodi, a presentare i maggiori legami con la Rinascita è l’episodio centrale dell’albo, Carnevale quantistico, dato che vi compare in modo sfacciato quello che io chiamo il ladro di decenni.

Imbucati

Titolo originale: Uninvited (2016)
Storia: Glenn Garrison
Disegni: Anton April

E tu che ci fai qui? Chi ti ha invitato?”
Robin, in Imbucati

I disegni

Lo stile usato è simile a quello della serie animata, ma con più dettagli e con una colorazione più ricca di sfumature, specialmente sui costumi dei personaggi. I colori sono accesi, praticamente elettrici.
Le prospettive usate sono semplici e gli ambienti, pur non essendo riciclati, vengono ripresi sempre dalle stesse angolazioni.

La storia (sì, vabbé! XD)

Batman è fuori città perché Bruce Wayne è impegnato in un viaggio d’affari, così Robin deve lasciare Jump City per andare a Gotham City, a occuparsi della Bat-caverna: pulire le teche dei costumi, dare da mangiare ai bat-pesci rossi e cose del genere.
Poiché in passato ha avuto problemi con i Titans alla Bat-caverna – giocavano con i gadget di Batman e rompevano ogni cosa – Robin decide di fare tutto in sordina… se non fosse che questa potrebbe essere l’occasione giusta per fare finalmente breccia nel cuore di Starfire!
Così, Robin invita la bella tamaraniana a una soirée intima. Ma Starfire è un’aliena con dei problemi a capire il significato delle usanze umane, così invita alla serata gli altri Titans, che a loro volta invitano altre persone… specialmente Cyborg, che ha lo stesso piano di Robin, ma nei confronti di Jinx. Che è una supercattiva e invita tutto il suo gruppo, lo H.I.V.E.!
Ma chi è il capo dello H.I.V.E.? Il perfido e manipolatore Fratello Sangue, che non vede l’ora di fare un salto nell’inespugnabile e sconosciuta Bat-caverna.
Ma Fratello Sangue è anche un gran chiacchierone… da cosa nasce cosa e quando un Robin in smoking – ma con mascherina da supereroe d’ordinanza – va ad aprire la porta, non trova solo Starfire, ma anche gli altri Titans, più un certo numero di supereroi adolescenti come Kid Flash, Aqualad (pronto a fare il DJ!) e Speedy.
E poi, gli H.I.V.E. con Fratello Sangue, il Dottor Light e persino l’arcidemone Trigon, preoccupato che sua figlia Raven possa fare qualcosa di sciocco. O di non abbastanza sciocco, è un demone malvagio e il suo senso morale è praticamente rovesciato!
Cosa resterà della Bat-caverna, alla fine della serata? Dovrà intervenire il commissario Gordon a sedare la festa? E come farà Robin, a impedire che il segreto di Batman venga svelato?

Carnevale quantistico

Titolo originale: Quantum Carnival (2016)
Storia: The Original Writer, Glenn Garrison
Disegni: Carl Calcutta, Bob Belthazor

Io non indosso una maschera.”
Il ladro di decenni, in Carnevale quantistico

I disegni

Qui abbiamo una scelta insolita: due diversi set di disegni!
Le tavole e le singole vignette affidate a Calcutta hanno un tratto simile a quello vagamente mangoso della vecchia serie animata del 2003, mentre le vignette di Belthazor, che accidentalmente sono tutte quelle in cui è presente Beast Boy da solo o in cui questo personaggio fa qualcosa di sciocco, sono disegnate con un tratto finto-semplice da bambino delle elementari!
Forse, nel seguito della storia sarà proprio Beast Boy a salvare la giornata? Lo spero, perché la differenza tra i due tratti fa un effetto davvero straniante e ci vuole, che qualcosa ne giustifichi l’uso…

La storia

L’episodio si apre con i Teen Titans vestiti in modo bizzarro

  • Robin indossa un costume da gatto – quello con cui ha sedotto Starfire, quando questa aveva la fissa di essere una gattara
  • Starfire indossa una maschera di lattice da anziano un po’ pelato e burbero – il vecchio Jeff!
  • Cyborg indossa un abito da donna anziana e un set di bigodini – la mise di sua nonna, già indossata quando è stato posseduto dalla registrazione della voce della vecchia signora
  • Beast Boy, dovendo andare su Marte, si è travestito da Martian Manhunter – come quando i Titans si sono intrufolati nella sede della Justice League
  • Raven ha messo ancora una volta i panni dell’eroina coscialunga Lady Legasus!

I cinque salgono su un razzo che ha gli stessi schemi di colori di Cyborg e partono per lo spazio. E poi parte anche il flashback: i Titans hanno ricevuto un invito per partecipare a un’esclusiva festa in maschera, che si terrà all’interno di un palazzo di vetro su Marte.
Da qualche parte, ho già letto di un palazzo di vetro su Marte, ma chissà dove

Ok, non è una vignetta del fumetto, ma non ho resistito!
(Fonte: qui)

A causa dei capricci di Beast Boy, che vuole a tutti i costi un burrito vegetariano (geniale, la gag del lama! XD) i cinque arrivano su Marte che la festa è già iniziata: fuori sono parcheggiati tantissimi veicoli spaziali, con combinazioni di colori e loghi che rivelano le identità di numerosi eroi adolescenti.
Entrati nel palazzo, li aspetta uno spettacolo inquietante: tutti i loro amici, conoscenti e rivali sono pietrificati e indossano costumi ridicoli!
Speedy è vestito da Robin Hood, o da Freccia Verde, è quasi la stessa cosa; Kid Flash è vestito come il Flash golden age, quindi col pitale alato in testa; Aqualad è vestito da pirata con tanto di pappagallo e uncino (finissima citazione) e persino i gemelli delle meraviglie Zan e Jayna, vestiti come saliera e porta-pepe… sono tutti di sasso!
Mentre i Titans si riprendono dallo stupore, una voce cita un passaggio dal Re in Giallo: è la parte del primo atto, seconda scena, in cui Cassilda invita lo straniero a levare la maschera.
Il proprietario della voce si mostra all’improvviso, in cima alla scalinata, proprio mentre recita la risposta dello straniero (“Io non indosso una maschera.”): è il ladro di decenni!

Cosa c’entra Alan Moore?

Quel The Original Writer tra gli autori mi fa pensare che Alan Moore abbia collaborato alla stesura della storia: quando la Marvel ha ristampato MiracleMan, Moore ha chiesto e ottenuto che il suo nome non comparisse come autore, così è stato sostituito con la dicitura The Original Writer.
A meno che non si tratti dell’equivalente fumettistico del clickbaiting da parte della DC, quel “The Original Writer” potrebbe indicare la presenza di Moore ai comandi, al fianco di Garrison. Oppure può essere una trollata bella e buona per la Marvel… ^_^||
Comunque sia, questa prima parte della storia mi è piaciuta, le gag erano fresche nonostante l’eccesso di didascalie-pensiero e didascalie-spiegone, in più nessun personaggio si è masturbato in qualche vignetta. Se Moore avesse iniziato a scrivere in questo modo, potrei tornare a leggerlo! :P

Va bene, ora la smetto! XP
(Fonte: qui, anche per il resto della parodia)

Alla maniera di Silkie

Titolo originale: The Silkie Way (2016)
Storia: Glenn Garrison
Disegni: Bob Belthazor, Peter Popples

Hai ancora lo sguardo profondo e sexy di cui mi sono innamorata, ma da quando mi hai abbandonata, io sono cambiata!”
Sonia Conchita Hernandez, in Alla maniera di Silkie

I disegni

Ancora una volta, abbiamo un’alternanza alle matite: Belthazor disegna tutte le vignette in cui sono presenti i Little Buddies o Silkie, mentre le vignette che mostrano solo i personaggi umani sono disegnate da Popples, con un tratto cartoonoso ma meno estremo, rispetto a quello finto-infantile di Belthazor.
Se non si trattasse di una serie umoristica e demenziale come Teen Titans Go!, il passaggio repentino da uno stile all’altro nella stessa tavola sarebbe fastidioso…

La storia

La storia, ambientata nello stesso momento di Carnevale quantistico, vede i Little Buddies dei Titans in ansia per l’improvvisa scomparsa degli eroi: sono il pettirosso geneticamente modificato Super Robin; il lupo Dave, adottato da Beast Boy; poi Birdarang e Beat Box (i frutti delle mosse in combo tra Cyborg e Robin) e infine Pain Bot, il robot da tortura sottratto da Cyborg a Fratello Sangue.
I cinque sono in agitazione: hanno già battuto diverse strade – che ci vengono mostrate in un flashback – pestando malamente i membri dello H.I.V.E., Brain, Dottor Light e Mother Mae-Eye, ma non hanno ottenuto nulla!
Tornando sconsolati alla Torre dei Titans, trovano Silkie intento a fare i preparativi per la partenza: digitando le parole su una specie di Grillo parlante™, informa i Little Buddies che da quel momento sarà lui a condurre le indagini e li trasforma nel supergruppo Silkie Way!
Il nuovo gruppo è diretto in Messico, dove abita una “vecchia fiamma” di Silkie: Sonia Conchita Hernandez, la bella ereditiera che, in passato, si convinse di avere una storia da soap opera proprio con la larva di Killer Moth!
Arrivati alla lussuosa villa di Sonia, li aspetta una terribile scoperta: la donna non sembra più nutrire gli stessi sentimenti di un tempo per il piccolo Bumgorf di Starfire e accoglie i Silkie Way circondandoli di sgherri pesantemente armati…

Concludendo

Diciamolo pure: Teen Titans Go! Rinascita non è certamente un albo per tutti, carico com’è di umorismo peggio che camp, praticamente ultra-demenziale! Le gag sono un po’ migliori di quelle viste nel cartone animato e, sebbene faccia un effetto strano, la scelta di alternare nella stessa storia due artisti con stili tanto diversi – a volte succede persino da una vignetta all’altra – è una scelta che, dal basso della mia conoscenza, trovo piuttosto sperimentale.
Certo, resta da chiarire la faccenda dello “scrittore originale”, perché se si trattasse realmente di Alan Moore, ci sarebbe da chiedere con cosa lo abbiano ricattato, per farlo partecipare… magari gli hanno offerto un inedito di Lovecraft!

Però, c’è una cosa che stona un po’, con l’idea di una storia a puntate di Teen Titans Go!: le puntate del cartone erano quasi tutte autoconclusive, mentre vedere la scritta “Continua” in questi episodi lascia un po’ perplessi…
Al contrario, la presenza di alcune situazioni e gag già viste nella serie animata impone alle storie un tono derivativo, quasi da “parodia della parodia”, che farà ridacchiare solo chi conosce già il cartone: in questo, è d’aiuto la presenza dei redazionali nell’albo, due pagine utili a decifrare certe situazioni che sono conseguenza della continuity animata!
Ora aspettiamo di vedere come proseguirà la serie, per allora ne sapremo di più!

Link

Chi fosse curioso, cliccando qui può trovare una corposa anteprima dei tre episodi, le prime quattro pagine di ogni storia

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4 pensieri su “Teen Titans Go! Rinascita, n°1. E forse farò pace con Alan Moore…

  1. Pesce d’aprile? XD Mi spiace ma Teen Titans Go! è una serie che non sopporto, non metto in dubbio che sia buona ma non è quello che cerco. Sull’autore originale penso si tratti solo di una burla.

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