Numero 1: rinasce anche la Justice League

In realtà, è rinata già da un po’, ma ho avuto altre gatte da pelare… :P

Parallelamente alle quest in solitario, che i più grossi supereroi DC devono gestire nelle loro testate, abbiamo qui l’intera Justice League – nella sua formazione non completamente inedita – impegnata ad affrontare le sfide della Rinascita.
Come se la caveranno, gli eroi DC più famosi e i loro nuovi alleati?
E come se la cava, la penna di Bryan Hitch?

Justice League n°1… 101

Scansione

Tre storie. In Temi il Mietitore, la Justice League affronta una minaccia aliena pericolosa come non mai – dopo, affronterò al volo la questione dell’escalation di minacce che, almeno a parole, sono sempre più esagerate…
In Le Macchine Estinzione, si profila un nuovo mistero da risolvere, assieme a una serie di catastrofici terremoti che stanno squassando la Terra.
In Titani: Rinascita, abbiamo Wally West alle prese con i suoi amici Titani – che però non hanno alcun ricordo della sua esistenza.

La scheda

Traduzione: Dario Mattaliano
Editore originale: DC Comics (2016)
Edizione italiana: RW Edizioni (2017)
Prezzo: 3,95 €

Temi il Mietitore

Titolo originale: Fear the Reaper
Testi e disegni: Bryan Hitch

“Esistono luoghi nei quali esseri come noi non esistono?
Dove divinità folli non camminano per il mondo e le cose che noi facciamo sono solo materia di leggende?
Di storie?
Clark Kent, in Temi il Mietitore (risposta: quando c’erano ancora i New 52, c’era Terra-33. Dovrei rileggere Multiversity, per esserne sicuro)

I disegni
Iniziamo col dire che Hitch lo ricordavo più bravo… forse non gli fa bene, dividersi tra disegni e storia. A ogni modo: tratto fotorealistico, ma che perde spesso cura nei dettagli, specialmente nelle vignette più ricche di elementi (alcune sono una bolgia di persone e bacarozzi alieni).
Le inquadrature sono semplici e sobrie nelle scene tranquille, più vivaci in quelle di battaglia, ma tutte le vignette sono assai statiche.

La storia
La trama dell’episodio si dipana tra due poli

  • abbiamo il Clark Kent sposato con Lois Lane e con figlio a carico, una famiglia di profughi multiversali – per scatenare l’ira del Salvini cosmico. Questo Clark di un altro universo va a riempire un vuoto, lasciato dopo la morte del Superman che pastrugnava con Wonder Woman.
    Clark nutre dei dubbi circa il fatto che debba far parte della Justice League: sarebbe un Superman alternativo rispetto a quello conosciuto e pianto dalla Justice League (e gli altri eroi nutrono dei dubbi su di lui) ma per Lois non esisterebbe una Justice League completa, senza Superman
  • abbiamo poi la Justice League (Batman, Wonder Woman, Aquaman, Flash, Cyborg) impegnata a combattere con un bacarozzo enorme e con la sua stirpe lovecraftiana, intenti a fare danni a New York. È un mostro fuori scala, nemmeno gli attacchi più potenti riescono a scalfirlo, al massimo rallentano i suoi Mini-Me!

Concentriamoci sulla minaccia aliena, per me il punto più debole dell’episodio. Abbiamo Aquaman che, una volta risolta la crisi, dice

Qualcosa di davvero terribile sta arrivando. La cosa più grossa che abbiamo mai affrontato.

Grassetti suoi. Qual è il problema? Sarà una questione di gusti, ma inizio a essere stanco di questa continua escalation muscolare delle crisi, manco fosse Dragon Ball. Perché non una minaccia più sottile e intelligente, per quanto cosmica? Qualcosa da risolvere col cervello, non prendendo il mostro a cornate.
Ne discutevo via WhatsApp con l’amica che mi ha prestato il fumetto. Ecco il suo punto di vista, simile al mio

Probabilmente, se la minaccia non raggiunge il quorum, quella banda di primedonn… squadra di superbig non si spreca ad intervenire :D
Qua ci vogliono cose serie, mica Sinestro che querela il dentista :P

Qui, alla fine, si risolve tutto con gli eroi precedentemente citati che fanno casino dentro il mostro, dopo che si aggiungono alla festa le due nuove Lanterne verdi e infine Superman, che grazie ai suoi sensi alieni ha sgamato il punto debole dello scarrafone.

My 2 cents
Si sarebbe potuto fare di meglio, per aprire la fase di Rinascita del supergruppo più importante dell’universo DC, invece sembra che Hitch non voglia sprecare i botti all’inizio.
Il risultato è che abbiamo una storia lievemente trita, con una minaccia minacciosa più grande delle precedenti grandi minacce già minacciosamente affrontate – e che vengono pure citate nell’apertura dell’episodio, come Rao, Starro, Darkseid – fino a quando il personaggio trucco (Supermanzo) risolve tutto quanto saltando fuori all’ultimo, da bravo deus ex machina qual è.
Nessun prezzo da pagare, per la vittoria, a parte un po’ di stanchezza per la squadra in generale e la cefalea per quel cefalo di Aquaman…

E così, ancora una volta, la giornata è salva grazie alle Superchicche alla Justice League!
(Fatta con le mie manine blasfeme, ma non ricordo dove ho preso i pezzi)

Le Macchine Estinzione – Parte 1

Titolo originale: The Extinction Machines – Part One
Testi: Bryan Hitch
Disegni: Tony S. Daniel

“Stiamo tornando. Noi, il Kindred… Il vostro tempo è finito…”
Gli invasati, in Le Macchine Estinzione

Il disegno
Questa volta, abbiamo disegni più dettagliati, rispetto a quello dell’episodio precedente. Anche le prospettive sono un po’ più ardite. Non ho altro da dire.

La storia
I membri della Justice League sono sparsi per il mondo, impegnati a far fronte a un disastro di portata globale: a quanto pare, tutte le faglie del pianeta stanno facendo le bizze, così la Terra è scossa dappertutto da terremoti devastanti.
Intanto, Wonder Woman le suona a dei soldati che parlano in russo e Batman ha un problema di insetti a Gotham…
Ovunque si trovino gli eroi, ci sono masse di persone che, a un certo punto, iniziano a parlare all’unisono, come se fossero possedute da qualcosa: accusano gli eroi di aver rubato qualcosa (la luce verde, le parole, la velocità etc.) e alcuni sembrano perdere i loro poteri.
Viene così annunciato il ritorno del Kindred, il nuovo ma presumibilmente antico villain che insidia la pace sulla Terra.

My 2 cents
Iniziamo a ragionare, imho: la storia non è troppo diversa da quella precedente – abbiamo la solita minaccia dal potere insostenibile e capace di disarmare alcuni dei protagonisti rendendoli inermi – ma Le Macchine Estinzione è raccontata meglio, introducendo un po’ di mistero senza buttarla troppo sul dare mazzate ignoranti. Per adesso, almeno.
C’è il potenziale per una storia interessante.

Titani: Rinascita

Titolo originale: Titans: Rebirth
Testi: Bryan Hitch
Disegni: Tony S. Daniel

“Ogni secondo che passavamo assieme era un dono.
Poi è diventato un ricordo. E poi anche il ricordo è svanito.
Il tempo ci è stato sottratto. Rubato. Ha fatto a pezzi la nostra amicizia… e io sono il solo che ricorda.”
Wally West, in Titani: Rinascita

I disegni
Discreti: i volti sono resi con un tratto realistico, ma un po’ deformato in stile cartoon, con visi espressivi come risultato; volti adatti a una storia che vuol trasmettere l’idea della giovinezza, e del cameratismo che spesso si associa ad adolescenti e giovani adulti. Loro, poco tempo fa erano teen, oltre che titans!
Le anatomie mi convincono un po’ meno: i personaggi maschili sono piuttosto muscolosi e definiti (dotazione standard per i supereroi) ma troppo magri; in più, non mi piace molto come sono state rese certe parti della muscolatura.

La storia
Un maliconico Wally West si trova in quello che presumo essere il quartier generale dei Titans: sta osservando delle vecchie foto di gruppo, ricordando i momenti felici vissuti con gli amici supereroi.
È colto di sorpresa da Nightwing, che ovviamente non ricorda chi sia Wally: dopo una breve baruffa, i due sperimentano un fenomeno all’apparenza elettrico e Nightwing riconosce finalmente Wally.
In quella irrompono gli altri Titans: riusciranno a ricordarlo anche loro?

My 2 cents
Una storia leggera, parzialmente dominata da un’azione altrettanto leggera, che viene però spezzettata da numerosi flashback.
Abbiamo il potere dell’amicizia che vince contro ogni avversità: non conosco bene la mitologia dei Titans, ma trovo che questa storia abbia un sapore simile a quello di certi manga shonen, con tanto di grandi dichiarazioni d’affetto reciproco tra i personaggi.
Data la presenza di Wally, che l’albo Universo DC: Rinascita sembra mettere al centro degli eventi di questo corso supereroico DC, sono curioso di leggere il seguito.

Concludendo

Questo primo albo della Justice League è una raccolta non del tutto riuscita: nonostante le storie provengano tutte dalla stessa testa, la loro resa è molto differente, con

  • un primo episodio banalotto: la solita invasione di alieni tostissimi battuti con l’aiuto di Superman, il deus ex machina per eccellenza
  • un secondo episodio più riuscito del primo, una minaccia misteriosa che si fa viva nel pieno di una crisi mondiale
  • un terzo episodio discreto ma un po’ teen drama, dedicato ai supereroi “pischelli”

Nel complesso, un albo discreto ma non di qualità eccelsa, con un episodio centrale che promette faville (ma chissà se manterrà i buoni propositi) e uno finale che… non riguarda la Justice League, ma che può essere interessante perché sembra puntare direttamente al responsabile di questa Rinascita. Non intendo Geoff Johns, ma il non troppo misterioso demiurgo che ha segretamente dato vita ai new 52 alla fine del flashpoint.

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10 pensieri su “Numero 1: rinasce anche la Justice League

  1. Non mi ha assolutamente ispirato la tua descrizione. Mi fido del tuo giudizio e questo primo numero sembrerebbe essere un’accozzaglia banale per ragazzini. Ancora una volta aspetto prima di acquistare altri fumetti.

    1. Sensato :)
      Io ho la fortuna di poterli scroccare a un’amica ;) non è una lettura terribile, ma nemmeno adulta (e per adulta non intendo zinne scopate incesti torture ai cuccioli di foca, ma una costruzione di trama e personaggi più profonda e meno standard).

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