Una virago coreana e pucciosa: Strong Woman Do Bong-Soon

Una mia amica, appassionata di serie TV e film coreani, mi ha fatto conoscere Strong Woman Do Bong-Soon sul canale streaming Viki: è una serie costituita da un divertente mischione di generi – non sempre funzionalissimo – che parla di una ragazza spaventosamente forte, alle prese con mafiosi, rapimenti seriali e amori non corrisposti.
Una serie di buon successo, in Corea del sud, che secondo me potrebbe avere il suo pubblico anche qui in Italia.

Strong Woman Do Bong-Soon 101

Da sinistra: Do Bong-Soon, In Guk-Doo e Ahn Min-Hyuk
(Fonte: T&G Italian Fansub)

Nella famiglia di Do Bong-Soon, tutte le donne ereditano un dono divino: una forza fisica smisurata! Questo potere non è privo di limiti: qualora la forza venisse usata per fare del male a un innocente, verrebbe revocata.
Bong-Soon ha diversi problemi: non sempre riesce a gestire questa sua forza, è disoccupata e per questo tormentata dalla sua vanagloriosa madre – che ha perso la forza in giovinezza, per aver taglieggiato i suoi coetanei – e per finire, prova un amore non ricambiato per un suo amico d’infanzia, il poliziotto dai modi bruschi In Guk-Doo.
La vita di Bong-Soon vedrà una svolta quando la forza della donna sarà scoperta da Ahn Min-Hyuk, il giovane CEO della Ainsoft: l’uomo è bersaglio di molestie telefoniche e minacce da parte di uno sconosciuto, e Bong-Soon potrebbe essere una valida guardia del corpo. La donna accetta, ma a una condizione…

La scheda (informazioni prese da Wikipedia)

Titolo originale: Himssenyeoja Do Bong-Soon (2017)
Sceneggiatura: Baek Mi-Kyung
Regia: Lee Hyung-Min
Casa di produzione: Drama House, JS Pictures
Rete televisiva: JTBC
Streaming: Viki
Sottotitoli:Small But Mighty Team

Streaming e sottotitoli

Lo streaming dal sito (ci tengo a dirlo, streaming legale: gratuito con pubblicità, ma a pagamento, senza spot) è abbastanza buono, connessione permettendo.
La presenza delle pubblicità può essere fastidiosa, perché si manifestano in momenti in cui non è prevista l’interruzione, durante l’azione o in mezzo a un dialogo. Questo accade almeno sette/otto volte per ogni episodio, presentando circa quattro spot che, di solito, possono essere saltati dopo dieci secondi di visione.
I sottotitoli, opera di volontari appassionati, sono presenti in varie lingue, tra cui in italiano; non mancano piccoli refusi (soprattutto in una delle ricorrenti canzoni K-Pop) o casi in cui immagino che la traduzione sia stata affidata a diverse persone, senza qualcuno che armonizzasse in seguito tutte le parti.

Generi e plot

La serie si sviluppa accorpando, grosso modo, sei generi in quattro diversi filoni di trama

  • Commedia romantica: la parte preminente della storia riguarda la tragicomica vita sentimentale di Bong-Soon. Innamorata dell’amico Guk-Doo, non è ricambiata perché lui ha già una fidanzata, una ragazza “a modo” delicata ed elegante.
    D’altro canto, Min-Hyuk ha un ovvio (per lo spettatore) interesse per Bong-Soon, ma un modo a dir poco assurdo di dimostrarlo – è un uomo vanesio, arrogante e dispettoso, pur non essendo una cattiva persona.
    In appoggio alla commedia sentimentale, abbiamo elementi da commedia degli equivoci: a causa di alcuni pettegolezzi, Bong-Soon ritiene che il suo capo Min-Hyuk sia gay e facendo 2+2=193, sospetta che l’uomo provi interesse per Guk-Doo!
  • Commedia demenziale: i personaggi che appaiono nella storia sono quasi tutti fuori di testa, cominciando dalla protagonista, continuando con gli assurdi mafiosi e finendo con le comparsate della statua di Buddha, dell’indovino (insospettabilmente, non ciarlatano!) e infine, del terribile monaco Nizamuddin.
    Come appoggio per la commedia demenziale, abbiamo il lato fantasy e action della storia: Bong-Soon ha una forza che potrebbe competere con quella del Bane di Batman – quando si pompa di steroidi – e questa forza la usa principalmente per punire chiunque maltratti i più deboli o la offenda oltre ogni possibilità di redenzione.
    A farne le spese sono soprattutto i mafiosi del Baek Tak Party, che in seguito a combattimenti assurdi – conditi con effetti speciali del discount, che rendono le scene ancora più “da cartone animato” – finiscono per riempire la traumatologia dell’ospedale nel giro di dieci puntate! Memorabile la scena in cui Bong-Soon sottomette un mafioso con una mano, quindi gli fa saltare due denti con altrettante schicchere date al rallentatore…
    E non dimentichiamoci del “liquore di feci” dalle prodigiose doti curative!
  • Mystery: qualcuno non vuole che Min-Hiuk erediti la direzione del Gruppo Ohsung, l’importante azienda che controlla anche la Ainsoft; per questo motivo, il giovane CEO è bersaglio di minacce, molestie telefoniche e poco convinti attentati alla sua persona. Chi mai sarà il colpevole? E perché non desidera che Min-Hiuk prenda il comando?
    Questa trama sarà la prima a esaurirsi.
  • Thriller: Dobong-Dong, il quartiere in cui vive Do Bong-Soon, è il terreno di caccia di uno spietato rapitore seriale. La sua preda: giovani donne magre.
    Il rapitore è uno psicopatico astuto, è aiutato da una specie di “Igor” e possiede buone risorse, anche tecnologiche, che userà per tenere sotto scacco chi cercherà di fermare i suoi intenti “matrimoniali”, ispirati dalla storia di Barbablù…

Scontro di generi

Il punto debole principale della serie risiede nel fatto che uno dei due generi cozza pesantemente con un altro: sono il thriller e la commedia demenziale.
Il personaggio del rapitore è tremendamente astuto e se ne approfitta per far ballare la polizia al suo ritmo; la polizia, d’altro canto, qui è costituita da gente così imbecille da far paura: per dirne una, il capo squadra conduce tutte le sue indagini ispirandosi a un vecchio poliziesco!
È come una partita a scacchi in cui uno dei contendenti legge il pensiero dell’avversario… che ritiene che per giocare bene, si debba solo ruttare forte!
Ciò intacca la tensione costruita sul lato thriller, fino alla risoluzione di questa parte della trama.

Recitazione

L’attrice protagonista, Park Bo Young, mi è sembrata un po’ standard, come espressività: faccette, smorfie di rabbia molto pucciose… Mi sono dovuto ricredere sulle sue capacità, quando l’ho vista in poche scene in cui il suo personaggio era disperato: credibile ed espressiva, ha mostrato un certo mestiere.
Credo sia una donna molto giovane, ma con le coreane non si può mai dire: lì, le quarantenni che sembrano ventiduenni sono all’ordine del giorno! XD
Park Hyung-Sik (Ahn Min-Hiuk) nonostante la faccia da belloccio della porta accanto e le orecchie da mezz’elfo, è molto bravo a sembrare buffo e a fare la faccia da arrogante.
Ji Soo (In Guk-Doo) ha una faccia praticamente di marmo – inespressiva – dote che condivide con Seol In-Ah, l’attrice che interpreta la sua fidanzata Jo Hee-Ji.
Spettacolare Kim Won-Hae, nella doppia parte del mafioso pestato più duramente di tutti e in quella di Oh Dong-Byung, lo stereotipo di “checca isterica” che dirige il reparto di pianificazione e sviluppo della Ainsoft! XD
Gli altri interpreti, in generale, mi sono parsi abbastanza abili ed espressivi, capaci di interpretare bene personaggi incredibili e completamente fuori di testa.

Concludendo

Strong Woman Do Bong-Soon è una serie piacevole e divertente, che presenta situazioni variegate unendo tra loro diversi generi (anche se non sempre il risultato è funzionale alla storia).
Se i protagonisti sono divertenti e discretamente interpretati, a mangiarsi la scena sono spesso i comprimari: personaggi folli come la madre della protagonista, il capo dei mafiosi, il monaco eretico Nizamuddin, l’indovino (che purtroppo ha poco spazio in scena)… una parata di matti! XD
Il finale è un po’ scontato, forse per evitare sommosse popolari da parte delle fangirl, ma questo non rovina il risultato: una serie divertente e vivace… quando la protagonista non gigioneggia pensando al suo amato Guk-Doo!

Link

La pagina di Viki in cui è possibile trovare gli episodi

Annunci

17 pensieri su “Una virago coreana e pucciosa: Strong Woman Do Bong-Soon

    1. È un’esperienza strana, data la differente concezione delle serie TV tra Stati Uniti e Corea (e nonostante la Corea abbia lo stesso rapporto di sudditanza culturale, con gli USA, che abbiamo noi italiani) ma rispetto ai telefilm giapponesi, l’effetto è meno alienante :)

      En passant: la Park non è una quarantenne in disguise? Che shock! XD

    1. Non credo che farebbe sfracelli, ma una sua nicchia potrebbe scavarsela, e nemmeno troppo stretta: il mischione di generi, anche se non funziona al 100%, lo rende un prodotto abbastanza trasversale.
      Magari avrei paura del doppiaggio: la protagonista è spesso infantile e a volte ha un modo lezioso e sciocchino di trascinare le parole… reso in italiano, mi sa che sceglierebbero di far impostare una vocetta troppo acuta, temo.

    1. Sicuramente è qualcosa a cui mediamente siamo poco abituati, eccezioni permettendo 🙂
      Adesso sto seguendo una serie, sempre coreana (guardiamo un episodio prima del gdr) un po’ più vecchia e coerente, meno demenziale, ma sempre col lato commedia: Master’s Sun. Tema: vedo la gente morta 😛

  1. Ho una tensione naturale verso le produzioni orientali, da Bollywood, passando per la Cina, la Corea e infine il Giappone. Poco distribuito e ciò che lo è, filtrato attraverso le major, ritengo che noi occidentali siamo castrati nella sensibilità necessaria per potere accedere non solo a buona parte della produzione, ma sopratutto al linguaggio. Vedi gli anime che utilizzano un linguaggio che solo oggi – e in parte – è stato sdoganato.
    Poi ci sono casi spot come John Woo, Hayao Miyazaki, Takeshi Kitano, Kim Ki-duk e (personalmente) Kang Je-gyu.
    Non credo che riuscirò a vedere questa serie interamente perché lo streaming per me è il diavolo (a parte gli scherzi, non riesco a tenere vivo il legame fruendola via streaming), però provo ad assaggiarla…
    PS: non so perché, ma ero convinto di avere fatto già il follow da tempo…la vecchiaia o WP che ogni tanto va di suo.

    1. Riguardo al follow, WordPress fa di questi scherzi.
      Riguardo alla diversa sensibilità, dovuta alle diverse culture: l’unica è provarci! La Corea del sud è abbastanza occidentalizzata e ha una forte presenza cattolica, non è un paese così distante da noi, oggi (a parte la tecnologia avanzatissima, i ritmi da Giappone industriale e lo sdoganamento totale della chirurgia estetica).
      Se dicessi che questa serie non mi ha spiazzato qua e là, mentirei, ma ci ho trovato anche molto del Giappone da anime e manga popolari (umorismo strambo da cartone animato, triangoli amorosi, equivoci scemi).
      Certo, non è una fiction rai o mediaset, ma personalmente io avrei più problemi a decodificare quelle storie, che una serie coreana come questa :P

Vuoi dire qualcosa? Gracchia pure!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...