La città in cui io non ci sono. In breve: Erased, di Kei Sanbe

“Io potevo salvarlo…!”
Satoru Fujinuma, in Erased

Il thriller è un genere per cui non vado matto – spesso mi sembra un metodo con cui i giallisti più pigri cercano di costruire intrighi che non si reggono in piedi, mascherando i buchi della storia con momenti di tensione. Per questo, ho smesso di seguire certi filmacci estivi in televisione: magari riuscirò a rivalutare il genere, facendo un po’ di selezione! :P
Comunque, il thriller è un animale strano e promiscuo, che si mescola facilmente con altri generi per speziarli un po’ e si abbina bene a suggestioni di tipo fantastico: è il caso di Erased, un thriller reso possibile da un elemento miracoloso, cioè “il tempo che si riavvolge”.

Erased 101

Scansione

Satoru Fujinuma, ventinove anni, è un mangaka dallo scarso successo che cerca di sfondare, ma che non riesce a mettere vita nei propri personaggi: forse, accade perché lui stesso ha dei problemi a capire realmente le persone che lo circondano…
Satoru ha anche un dono particolare, di quelli “a doppio taglio”, che lui chiama Revival: quando si verifica una tragedia vicino a lui, il tempo si riavvolge e la sua coscienza viene spedita indietro di qualche minuto, nel suo stesso corpo, dando vita a un loop che si interrompe solo quando l’uomo riesce a scongiurare il pericolo.
Dopo un Revival risolto da Sachiko Fujinuma, sua madre, accade qualcosa che cambia le regole: la donna viene uccisa in casa del figlio, il quale è incastrato per l’omicidio e deve fuggire dalla polizia.
Il normale Revival di pochi minuti non è sufficiente a rimediare, così se ne genera uno maggiore: la coscienza di Satoru viene spedita indietro nel tempo di… diciannove anni, nel suo corpo di quando ne aveva dieci!
Proprio in quel periodo, alcuni bambini scomparirono per poi essere ritrovati morti.
Ma cosa lega l’uccisione della madre di Satoru a quella dei bambini di allora?

La scheda

Autore: Kei Sanbe
Titolo originale: Boku Dake Ga Inai Machi (La città in cui io non ci sono)
Traduzione: Ernesto Cellie, Chieko Toba
Editore originale: Kadokawa Corporation (2013)
Edizione italiana: Edizioni Star Comics (2017)
Prezzo: 5,90 € per volumetto (8 volumetti + 1 speciale – numero 9)

Il disegno

Il tratto di Kei Sanbe non è male, ma perde un po’ nella rappresentazione dei visi, che tra l’altro, spesso, sono simili tra loro: sospetto che accada a causa del passaggio in china, dato che un disegno che sembra solo a matita, nella seconda metà della storia, è realizzato in modo migliore.
A ogni modo, i personaggi sono espressivi – anche troppo, come si vedrà nel box qui sotto – e il disegno funziona bene, in generale.
Le prospettive sono relativamente semplici, ma soprattutto sono corrette – sempre intendendo “dal basso delle mie competenze”: i personaggi sembrano realmente integrati negli ambienti in cui si trovano.

La voliera misteriosa (intro non ufficiale)
Conte Gracula VS Carte Zener: 1-1

Qualche tempo fa, ho fatto un test online con le carte Zener e ne ho ricavato che io sono peggio, con l’ESP, di quanto lo sia certa gente in politica!

Le malvagie carte Zener, distruttrici di sogni!
(Fonte: Wikipedia)

Con Erased mi sono preso una piccola rivincita: ho scoperto il cattivo la prima volta che ha detto qualcosa – aveva un non so che di putrido nello sguardo.
Certo, non ne sono stato sicuro fino alla rivelazione ufficiale… comunque, tanto di cappello all’autore!

I volumetti

Di norma, non dedico molto spazio alla confezione di un’opera, ma questa si distingue per l’uso della sovraccoperta.
Ho notato due tendenze, nei manga con la sovraccoperta

  • la copertina sotto riporta la stessa illustrazione della sovraccoperta, ma monocolore, oppure
  • la copertina sotto riporta un disegno diverso, un po’ demenziale
La sovraccoperta di Erased 1.
Già vista più su.

Erased fa qualcosa di più intelligente: riporta il disegno della sovraccoperta, ma lo fa omettendo un personaggio!

La mia pessima scansione della copertina.
Cosa manca?

Una scelta azzeccata, che aggiunge un po’ di carico a favore del thriller e richiama anche il significato del titolo originale.

La storia (contiene piccoli spoiler)

Quando Satoru aveva dieci anni, alcune bambine della sua stessa età – ma anche un bambino – sparirono nel nulla, per poi essere ritrovati morti alcuni giorni dopo.
A essere incolpato di questi crimini, fu uno studente universitario che aveva l’abitudine di parlare con i bambini soli, per dare loro dei consigli su come farsi degli amici e Satoru stesso, seguendo i suoi consigli, riuscì a stringere amicizia con qualcuno.
Inutile dirlo, l’accusato si è sempre dichiarato innocente.
Ora Satoru – nel suo corpo di decenne – cerca di risolvere la questione, dato che le scelte che compie nel passato influenzano logicamente il futuro, come previsto dal cosiddetto “effetto farfalla”. E in più, lui mantiene il ricordo delle diverse linee temporali.
Ma anche se Satoru può contare sulla propria maggiore esperienza di vita da ventinovenne, non ricorda tutti i particolari importanti di quel periodo: la combinazione di questi due fattori lo porterà a sollevare dei sospetti su di sé, a causa del comportamento anomalo e dei suoi vuoti di memoria, ma anche a stringere dei rapporti che, quando aveva dieci anni, gli furono preclusi dalla sua immaturità.
A ogni modo, le amicizie che stringerà durante la sua ordalia, nel passato come nel presente, gli daranno sia la forza che la motivazione per salvare tutti quanti, anche se pagando un prezzo elevato – che fatti certi conti, riporterà il bilancio degli anni vissuti da Satoru in totale parità, ma di più non dirò!

Satoru: l’agente del cambiamento viene cambiato

Esistono storie in cui il protagonista cambia, in virtù delle vicende vissute, ma esistono anche protagonisti che restano sostanzialmente immutati, limitandosi a cambiare quelli che vengono in contatto con loro: Satoru fa entrambe le cose!
Accorgendosi che le vittime erano sempre persone isolate – vale tanto per i bambini uccisi, quanto per chi veniva incastrato dei crimini – Satoru decide, dopo i primi errori, di operare per non lasciarli soli, cambiando così la loro vita in meglio e riempendola di persone che prima giocavano a fare il detective, ma che dopo si sono trasformate in amici veri. Nel farlo, crea anche degli alibi per gli innocenti incastrati.

Satoru non resta esente da questa logica: così come cambia le vite degli altri, anche la sua viene cambiata e riempita di affetti. Finalmente, il giovane può diventare un adulto completo, capace di rapportarsi con gli altri e di avere attorno molte persone importanti, gente di cui potersi fidare.
Solo allora può competere contro l’astuto avversario e riprendere in mano la propria vita.

Il pensiero lineare di Satoru
Satoru ha una caratteristica divertente: spesso dice quello che pensa, oppure pensa ad alta voce, finendo per rivelare cose che molti preferirebbero tenere per sé, per non offendere gli altri o non sembrare “poco figo”.
Questa sua caratteristica alleggerisce un po’ i toni quando serve, dando un tocco di ironia alla storia.

Il volume speciale

La serie si conclude in otto volumi, ma esiste un volume speciale che racconta la storia parallela di alcuni personaggi, in certi momenti della storia: il volume approfondisce il carattere di questi personaggi e rivela il perché di alcune loro scelte. Uno di loro, Ken’ya, nel corso della propria storia personale, godrà di un arco di trasformazione che lo renderà indispensabile per la soluzione dell’intrigo.

Alcuni personaggi chiave

Kenya Kobayashi diventerà il più grande amico di Satoru, durante il grande Revival e nel presente: acuto oltre quanto ci si aspetti da un bambino delle elementari e furbo in senso buono, vuole diventare un avvocato per difendere chi viene accusato ingiustamente. Molto equilibrato, eviterà che il Satoru “di 10 anni” commetta alcune gravi leggerezze.
Kayo Inazuki è la prima vittima e con lei, si parte già in quarta: è sempre sola ed è oggetto di maltrattamenti feroci, da parte della madre – divorziata da un marito violento – e dell’attuale compagno di lei. L’intervento di Satoru nella vita di Kayo, visto dall’esterno, suggerisce lo sviluppo di un rapporto romantico – cosa che naturalmente non accade, dato che la mente del protagonista è adulta e non di un pervertito!
Aya Nakanishi è la seconda vittima: una bambina completamente diversa da Kayo, solare e piena di talento e amici, il cui tempo viene però sbranato dalle numerose attività extrascolastiche a cui si dedica, che aprono molte finestre a disposizione dell’omicida.
Hiromu Sugita è la terza vittima, un bambino gentile, dai lineamenti delicati come quelli di una bambina, ucciso per un motivo che esula dalle normali motivazioni dell’omicida.
Airi Katagiri è una giovane collega di Satoru nel suo lavoretto di consegna pizze. Nel presente, aiuta Satoru ad avanzare nelle indagini, correndo grandi rischi per il ragazzo, di cui si fida per istinto. È evidente che c’è un interesse reciproco tra i due, ma la relazione resta meno che platonica, data la differenza d’età tra i due e il fatto che Satoru ha altre gatte da pelare.
Sachiko Fujinuma, infine, è la madre di Satoru: sarcastica e intuitiva (fino a sfiorare il paranormale) è molto materna con tutti, non solo con suo figlio. È una persona coraggiosa e poco convenzionale, che offre fiducia e sostegno a chi se li merita ed è disposta a sacrificare le soddisfazioni nel presente, in cambio di un bene futuro.

Concludendo

Erased è una storia semplice e coerente con le proprie premesse – se escludiamo il funzionamento del Revival, le cui regole note mutano sin dall’inizio della storia per consentirne lo sviluppo. Ha dei personaggi ben caratterizzati, compreso l’astuto omicida che, per quanto psicopatico, agisce secondo una propria logica edonistica e non tanto per fare.
L’intrigo è sviluppato in modo semplice e credibile, risultando agevole da seguire senza che l’omicida sembri meno furbo; in molte vignette, è possibile trovare degli indizi, soprattutto negli sguardi dei personaggi, intenti a seguire l’oggetto delle loro attenzioni.
Il disegno ha una discreta resa – ambienti semplici, ma ben realizzati, visi a volte simili tra loro, ma sempre espressivi quanto basta – e la gestione della sovraccoperta è un’idea davvero azzeccata, che richiamando il senso del titolo originale, rafforza anche quello della storia.
Un buon thriller, che fa venire qualche brividino senza ricorrere a trucchetti volgari e disgustosi, molto comuni nel genere. E questo, nonostante si parli della storia di un pervertito, che rapisce dei bambini per ucciderli!

Link

  • La pagina dell’editore in cui è possibile acquistare il fumetto
  • La pagina di VVVVID in cui è possibile vedere, gratuitamente e legalmente, l’anime ispirato al fumetto (in giapponese, con sottotitoli in italiano; in futuro sulla voliera, ma devo ancora vederlo)
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13 pensieri su “La città in cui io non ci sono. In breve: Erased, di Kei Sanbe

    1. La Perfect Edition di Ushio e Tora non l’ho ancora presa: ho ancora la vecchia, che però si è un po’ rovinata… un giorno la comprerò. E buono a sapersi, per le copertine diverse :)

    2. Non sono della stessa annata dannata di Video Girl Ai, per fortuna, ma è comunque roba con circa 15/20 anni di vita e anche se li ho trattati bene, la colla non ha tenuto, in un paio di volumetti :P

    1. Per me, scorre bene. Ammetto che non è proprio economico, son sei euri a botta, ma bilancia col numero delle pagine, come tutti i tankobon (circa 190 pagine). Ah, lettura alla giappo, da destra a sinistra: ormai, il contrario è raro.
      Alla peggio, puoi dare un’occhiata a un paio di capitoli in scanlation, per vedere se ti piace e comprarlo 🙂
      Comunque, è una serie recente, dovrebbe essere recuperabile in fumetteria.

    1. Son contento che ti incuriosisca :)
      Io l’ho trovato un bel fumetto, ha un lato emotivo ben sviluppato e una progressione chiara del protagonista.
      Certo, non mancano dei cliché – l’omicida seriale “giocherellone”, per esempio – ma nel complesso mi è parso ben sviluppato.
      Presto o tardi guarderò il cartone, so che ci sono delle differenze nel tono della storia… vedremo ;)

  1. Non ho letto mai molti manga, più per questioni di tempo che ho investito in altri passa-tempo preferiti. Però, da avido consumatore di fumetti dall’età di 6 anni, mi è sempre rimasta la curiosità e la voglia. Questo Erased me lo hai fatto piacere. Ci faccio un serio pensiero e lo metto nel ListOne della Spesa. Grazie sua nobile Graculità!

    1. Di nulla, BaVone. Noblesse oblige :P
      Nel caso, ricorda che l’ordine della lettura va da destra a sinistra – un tempo venivano ribaltate le tavole, ma così si rendevano mancini i destri e viceversa, gli orologi andavano al contrario e non parliamo delle partite da baseball! °O°
      Ci si abitua in fretta, comunque ;)

    2. Ah certo, ricordo un manga di Hokuto No Ken, se non ricordo male. Avevo trovato questo fumetto in un’improbabile edicola in un luogo estivo…Fa parte dell'”esperienza” di una lettura diversa, anche nel modo di sfogliare.

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