Memorie di un Conte pulcino, ovvero: tag dei 5 oggetti dell’infanzia

Il mio collega di nobiltà virtuale, redbavon, mi ha citato da poco in una tag: bisogna presentare cinque oggetti o giochi dell’infanzia, quindi passare il contagio (TUO! Senza ritorno!) ad altri blogger.
La prima la faccio di sicuro – noblesse oblige, anzi, noblesse oblesse, come fa notare il nostro Barone Rosso (è una cosa di chi si sente i quarti di nobiltà nel nickname) mentre per il secondo punto… forse non lo farò! L’alta temperatura mi impigrisce assai e controllare i 666 blogger che seguo, per decidere chi tirare in ballo, mi richiede un certo sforzo per distinguere quelli attivi da quelli in pausa etc.
Sì, sono pigro, ma proprio per questo, cerchiamo di venire al sodo!

1 – I Raccontastorie

Fonte: questo blog

Negli anni ’80, in edicola uscì una deliziosa raccolta di fiabe e favole, presentate in fascicoli accompagnati da delle musicassette: ogni cassetta conteneva la registrazione delle storie di quel fascicolo, tutte raccontate da attrici e attori molto bravi e conosciuti.
Un segno distintivo era lo scampanellio che annunciava la fine della pagina nell’audioracconto.
Le fiabe e le favole erano riduzioni di racconti famosi, ma anche storie originali create per l’occasione; in entrambi i casi erano accompagnati da illustrazioni belle e colorate, realizzate con diversi stili.
E cercando informazioni su questa piccola meraviglia della mia infanzia, scopro oggi che mi mancano due fascicoli speciali, con relative cassette. ARGH!

2 – Il Walkman e le musicassette

Somigliava a questo, ma non era Sony ed era più scuro.
(Fonte: questo sito)

Nonostante abbia un udito degno di un vulcaniano, non ho mai avuto una grande sensibilità per la parola parlata (quella scritta la sento più vicina) o per la musica. Eppure, sono pochi i momenti che non ho trascorso ascoltando canzoni: erano soprattutto sigle di cartoni animati, da I Cavalieri del Re a Cristina D’Avena, passando per Le Mele verdi, Nico Fidenco (che ho conosciuto con la sigla di Bem, il mostro umano) e i Rocking Horse, e di certo sto trascurando qualcuno di importante…
La rivoluzione avvenne col mio primo Walkman, che mi ha permesso di stordirmi di sigle anche in trasferta – a volume 2 su 10, per l’udito vulcaniano – fino a esaurimento pile.
Con quel walkman ho fatto un sacco di esperimenti: per esempio, poggiando la parte finale di uno stetoscopio sul coperchio sottilissimo del walkman, con la cassetta che gira, potevo sentire le canzoni anche senza le cuffie! Allora non c’erano gli auricolari , o almeno, non li avevo io, e se si era in due, ascoltare la stessa musica con un solo walkman era impossibile…

3 – I fumetti

Fonte: Comicvine

I fumetti erano una delle poche consolazioni della mia infanzia – chiariamoci, non è stata terribile, ma spesso è stata noiosa e a contatto con persone con cui non andavo d’accordo, come i miei compagni di classe.
Ci sono state alcune presenze fisse a fumetti, nella mia vita: i due pilastri erano l’immancabile Topolino – con varie testate, compresi i Mega Almanacchi – e l’allora stupendo Il Giornalino, un bellissimo contenitore pieno di fumetti di ogni genere, redazionali con consigli sulla scuola e il tempo libero (e non dimentichiamo una riduzione a fumetti di La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath, di Lovecraft. Anche se hanno fatto Nyarlathotep buono e gentile).
Un’altra presenza fissa erano alcuni fumetti della Bianconi, come Geppo il diavolo buono, Nonna Abelarda, Braccio di ferro. Meno presenti, ahimé, Tiramolla e il luposki Pugacioff.
Adoravo Pugacioff, ma non ricordo il perché.
Per chiudere, c’era una rivista meravigliosa chiamata Più, che conteneva fumetti e, forse, dei redazionali dedicati alla televisione. Ma di quest’ultimo dettaglio non sono sicuro, sono passati tanti anni e ho avuto sotto mano pochi numeri di Più, ahimè…

4 – I Transformers

Qui si parla di amore: un amore durato molto a lungo, finché non ho visto qualche serie pezzente di troppo e il primo film. Ma con le vecchie serie, fino ai Pretenders, siamo rimasti amici! ;)
Non ho avuto molti Transformers: un piccolo autobot blu, caduto in battaglia tra le fauci di un canide, un adorabile alleato dei Decepticon – sì, a me il cane distruggeva i giocattoli, visto che non facevo i compiti – e un fighissimo drago a due teste, un altro Autobot, che ho provveduto a riesumare da una scatola per un servizio fotografico improvvisato!

In disguise! Sul retro ha un pulsante per fargli fare le scintille dal petto. Su un’ala ha uno di quegli adesivi per rivelare il cambio di umore, credo si basi sulla temperatura corporea: il simboletto degli Autobot cambia colore.
Eccolo trasformato! Mi pare sia apparso una sola volta, nella seconda stagione, ma ha i draghi nelle mani, quindi è figo! All’altezza dell’ombelico c’è il pulsante per provocare le scintille.

Ho avuto altri due robot trasformabili; uno proveniva da una bancarella, una specie di corvo-aquila-non so cosa, ma mi piaceva, ma il pezzo forte era l’altro, che poi era il mio primo robot trasformabile, spacciato per un Transformer a chi me lo aveva regalato: un cazzutissimo Valkyrie di Macross, uno dei pochi giocattoli che ho rotto a furia di giocarci!
:°(
Me lo ricordo in metallo dipinto, con pochissima plastica: appena riesco a creare una macchina del tempo, lo vado a rubare al me stesso di nove anni!

5 – I giochi con schermo a cristalli liquidi

Anche di questi non ne avevo molti: un giochino GIG sul calcio, uno su un’astronave, uno su un sommergibile che salva i sommozzatori… e tutti e tre erano lo stesso gioco! Gli schemi di movimento erano identici, in tutti i casi bisognava evitare che un oggetto (il pallone, i sommozzatori, le meteore) finisse su un certo punto dello schermo (la rete, il fondale marino, l’astronave).
Ah, gli anni ’80 copioni!

Questo Game & Watch ha, forse, lo stesso schema dei miei giochi.
(Fonte: Stay Nerd)

Ci sarebbero altri oggetti particolari…

L’allora famoso Luciotto – un pupazzo a forma di lucciola con la papalina, che si illuminava quando lo si stringeva – poi gli albi delle figurine, ne avessi mai finito uno, e i mattoncini Lego, Playmobil e altri… e un sacco di pupazzi non famosi, ma che ho da sempre e a cui sono affezionato.
Ma qui si è fatta una certa, direi di chiudere! ;)

76 pensieri su “Memorie di un Conte pulcino, ovvero: tag dei 5 oggetti dell’infanzia

  1. Quando leggo questi post mi accorgo delle diverse età di ognuno…belle le sfumature di ognuno anche dello stesso gioco e capaci di tirare fuori dalla soffitta cranica altri giochi e oggetti della tua infanzia che non hai inserito nella tua lista. Geppo il diavolo buono, Nonna Abelarda, Braccio di ferro, per esempio. Anche io un avido lettore di questi fumetti. E aggiungo Provolino (o qualcosa del genere, ma lo ricordo con questo titolo)
    Robot non ne avevo, fuori tempo massimo quando arrivarono sul mercato, e come i Playmobil: mi sono sempre rimasti “in canna” perché ero troppo “vecchio” per giocarci.
    Grazie Conte di avere accettato il guanto di sfida. D’altronde Noblesse Oblesse!

    1. Dovere e piacere, Barone ;)
      L’unico problema di questo genere di post – ci metto in mezzo anche il Liebster – è che ci vuol tempo a comporlo come si deve :P

    2. La pazienza è una virtù anche nella scrittura: prima bozza, lettura, limatura, la lotta sempre persa con i refusi, l’errore blu in agguato, il periodo che ti piace da Dio come suona ma lo capisci solo tu, occorre avere la pazienza dell’aguzzino e tagliare un pezzo alla volta…Quello che ci fotte a noi due è la pigrizia ;)

    3. Non sono così rilassato, l’idea di aver lasciato un refuso non mi fa dormire la notte.
      Temo il giorno in cui rileggerò tutti i post che ho scritto: quel giorno, se non tornerò, vendicate la mia morte! :P

    4. Magari fosse pigrizia potrei fustigarmi e migliorare. è che il mio cervello non li vede proprio. Non sapete quante volte io leggo magari 10 volte una frase che ho scritto e non mi accorgo che ho saltato tre parole. Che disastro!

    5. Oculista? Hai provato un paio di occhiali? Se il problema è la vista…;) Johnny guarda che ogni volta che mi capita di rileggere un mio post ci ritrovo anche io robe allucinanti…spero che quello che succede a te e anche a me, succeda anche ai lettori. Il correttore di bozze in carne e ossa non ce lo possiamo permettere (e nemmeno certe case editrici, pare), almeno certe volte ci facciamo un po’ di risate!

    6. Quando leggo i post altrui, noto quasi ogni sbavatura all’istante. Sono i miei errori, quelli che impiego giorni a notare. E nemmeno ti sto a dire del racconto a puntate: lì era un massacro!

    7. Capita. Io i miei post li faccio fermentare in bozza per qualche giorno, se ho un po’ di riserva…
      Sennò li do in pasto alla blogsfera dopo un giorno e come sono, sono! :P

  2. Bentornato dalle vacanze!
    1. mai arrivati a casa mia, li ricordo a casa di cugini o figli di amici dei miei (mai considerati miei amici).
    2. interessante la storia dello stetoscopio e fantastiche le tue ascoltazioni (credevo di averla appena inventata ‘sta parola invece è corretta!!! 😱)
    3. uno dei miei preferiti, ne conservo ancora un paio di numeri, uno anni 90 e uno anni 2000. Grande Tiramolla, ho rivisto di recente la pubblicità televisiva, pochissimi numeri anche per me. Topolino ho ripreso a leggerlo regolarmente dopo circa 21 anni.
    4. mai stato un amante dei Transformers, ne ho avuti un paio non so neanche come arrivati nella mia cassa dei giochi… preferivo i robottoni giapponesi ma o era difficile trovarli (salvo brutte copie, probabilmente cinesi, dal giornalaio) o erano costosissimi (che avrei dato per un Daltanious o Voltron – lo aveva un cugino ricco, la versione gigante che diventava circa 40 cm, mentre il figlio degli amici dei miei aveva la versione piccola ma solo del leone blu).
    5. fantastici! Impazzivo per tutti.

    1. Golion! Sono abbastanza vecchio da conoscerlo così…
      Tipo Macross, accrocchiato dagli yankee con altre due serie che non c’entrano granché, per farci Robotech.

    2. Ci crederei, ora che me lo dici, mi torna in mente che a fine anni 90, quando negli Stati Uniti i manga non vendevano manco a calci in culo, ne usciva solo qualcuno formato comic book a 22 pagine (in pratica un capitolo al mese), e gli anime non se li inculavano, nelle pubblicità andava molto Voltron. Solo oggi, 25/08/17, mi spiego il perché.

    3. Il Conte mi ha preceduto, Voltron è la fusione dell’anime Golion con un altro di cui non ricordo il nome. Però dai hanno rimediato realizzando il Voltron di Netflix che almeno è “originale” e non un mash up.

    4. Mi pare sia giunto alla terza stagione e mi pare di aver capito che lo trasmetteranno anche su K2, io non l’ho mai visto ma nei negozi iniziano a circolare i giocattoli. Dimenticavo di dire che in Italia è stato trasmesso prima l’originale Golion e poi Voltron, io ricordo solo il secondo. In cameretta conservo ancora un giocattolo del robottone.

    5. Ecco, se ben fatto e non troppo costoso, me lo compro volentieri un giocattolo, per vendicare il me stesso bambino.
      Golion non lo ricordo neanche io.

  3. Qualcosa mi dice che abbiamo un’età simile, visto il background comune!
    Da bimbo bimbo bimbo avevo degli LP con le favole parlate (che conservo ancora) mentre un qualcosa di simile a quello che citi l’ho avuto solo da più grandicello… con un’avventura dei Masters su cassetta! ^_^
    Il walkman lo adoravo (a casa poi ne avevamo uno di una marca strana ma fighissima: “Skywalker”!) I Transformers onestamente non mi sono mai piaciuti ma credo di averne avuto uno: preferivo i Micronauti, con cui ho giocato fino allo sfinimento.
    Bazzicavo fumettari sin dalla tenera età quindi leggevo fumetti d’ogni sorta, abbattendo ogni limite d’età. Per cui Geppo, Nonna Abelarda e Braccio di Ferro li ho letti eccome, insieme a qualsiasi altro personaggio riuscissi a trovare usato a poco prezzo. Ogni estate facevo il pieno in un fumettaro di Ostia così avevo da leggere per tutto l’inverno romano.
    Invece c’era una piccola faida con i miei cugini, grandissimi lettori del Giornalino: non saprei dirti perché, ma sentivo che leggendo Topolino mi ritrovavo ad essere opposto a loro. Non era una cosa ufficiale, ma parlando coi miei cugini, che mi tessevano le lodi del Giornalino, sentivo che c’era una guerra e io ero nella trincea opposta…

    1. Il Giornalino ha ospitato grandi nomi del fumetto italiano – ci è finito più volte anche Jacovitti – e certi suoi personaggi me li porterò sempre nel cuore <3
      Per me, l'unica concorrenza che poteva esserci con Topolino, dipendeva dal fatto che i soldi erano assai limitati. :(
      Forse ti dava fastidio l'iperlodare dei tuoi cugini, ma devo dire che probabilmente avevano ragione: le belle storie erano una costante – soprattutto quando non erano di personaggi su licenza, con Hanna & Barbera e le Tartarughe Ninja, non sempre andava bene – perciò devo dirtelo, ti sei perso qualcosa!
      Ci perdiamo tutti qualcosa, per qualche motivo: questo mondo è enorme!

      PS: la marca del tuo walkman è favolosa!

    2. Peccato non aver conservato neanche una foto di quel walkman…
      Considera che io difficilmente cercavo “novità”: le storie di Topolino le trovavo perfette e mal tolleravo qualsiasi altra cosa. Solo quando fui oggettivamente troppo grandicello cominciai a cercare altre cose, ma ormai l’occasione del Giornalino era sfumata…

    3. Peccato, c’erano nomi enormi del fumetto italiano ;)
      Mi torna in mente solo ora il Corriere dei piccoli, altra rivista che non ho avuto grandi occasioni per esplorare.

    4. A me piacevano anche le parentesi di Hanna & Barbera e delle Tartarughe Ninja, delle quali farò le scan dell’unisca storia in mio possesso, nel numero anni 90 che ancora possiedo di cui ti parlavo prima.
      Stay iTuned! (gioco di parole, eh, non ho intenzione di usare piattaforme Apple, casa che mi sta parecchio sulle palle).

    5. Piacevano anche a me, ma non sempre ?::) non sempre le storie erano ispirate, mentre coi personaggi originali, la qualità restava mediamente più alta.
      Comunque, da fan di Scooby-Doo, adoravo soprattutto lui!

    6. Vorrei farlo dopo le vacanze e dopo aver recuperato un bel po’ di letture arretrate e consueti articoli sul blog, quindi penso seconda metà di settembre. Mi metto una nota per venire ad avvisarvi qua 😜

    7. Stavo giusto pensando: ma Fenzo non è il disegnatore di pornetti tipo Zora? Avevo il vago ricordo che lo fosse 😛
      A ogni modo, grazie per il viaggio nei ricordi ;)

  4. E io che volevo essere nominato :( e magari poi non sarei arrivato a cinque XD condivido solo i transformers, ne avevo tanti ma non so che fine abbiano fatto (credo i miei li abbiano buttati per errore, io li avrei conservati con piacere tanto che mi son comprato un transformer di recente) e ovviamente i fumetti che son diventati una vera e propria malattia per me. Almeno Beast Wars Transformers lo hai seguito, vero? Vero??
    Per i miei feticci di ragazzitudine aggiungerei i mighty max e le action figures (supereoi, ninja turtles, ecc; ad oggi son sopravvissuti solo i supereroi) altra cosa che è sfociata nel collezionismo.

    1. Se trovo un momento in questi giorni, faccio la seconda parte con le nomination. Anzi, sentiti nominato, per la burocrazia c’è tempo! ;)

      Di giochi – e altro – buttati da mia madre, ho un carniere pieno di ricordi che gridano vendemmia! Anzi, vendetta :P

      Beast Wars era quello con Optimus Prime gorilla?
      Mighty Max è arrivato che ero al liceo: guardicchiato, da bambino avrei sbavato!

  5. Io ricordo: 1) un mangiadischi arancione (sì, sono molto diversamente giovane), che adoravo e su cui sentivo anche le sigle, quella che mi ricordo di più è “Ci vuole un fiore” di Endrigo, che ho conosciuto quindi in modo molto simile a come to hai conosciuto Fidenco; 2) un orso di pelouche spelacchiato regalatomi dalla mia prozia, suonava un’intera canzone se gli schiacciavi la pancia, fa parte delle cose buttate via che sono un dolore che non passa neanche con l’età; 3) ah, Geppo e Nonna Abelarda! Anche il giornalino, e Topolino, e il Corriere dei Piccoli, e ancor più l’adorato Asterix, ma quello che ci unisce al di là delle barriere generazionali è Geppo, amato tantissimo! 4) al posto dei transformers, una bellissima fattoria degli animali, tutta di legno, con fienile, atterezzi ecc., e più tardi anche un vero e proprio castello di cartone costruito dalle mani d’oro di mia sorella, con tanto di mobili e lampadari, tutto finito nella spazzatura per la meschinità di qualcuno, purtroppo; 5) sempre per via dell’età, al posto del Racconta Storie io avevo le Fiabe Sonore dei Fratelli Fabbri, che erano dischi a 45 giri (“a mille ce n’è / nel mio cuore di fiabe da narrar…), pare illustrate da grandissimi disegnatori, ma io all’epoca non lo sapevo, però le amavo molto. Sparite anche quelle :(

    1. Credo che esista almeno il Purgatorio, per chi butta i tesori dell’infanzia altrui!
      Le fiabe su disco le ho conosciute anche io… ma sui giradischi altrui, io non l’avevo. Ho invidiato un po’ chi aveva i giradischi portatili, modello valigetta: avevano pure un bel design!

    2. Il mangianastri arancione è giunto a me grazie ad una cugina di 6 anni più grande o ad un ex zio di 10 anni più grande, era nella casa in montagna dei miei nonni ma non credo di averlo mai sentito suonare… probabilmente quando ero piccolissimo, 3-4 anni, ne ho un ricordo molto confuso.

  6. Testimonio anch’io la conoscenza del mitico mangiadischi arancione, che ho conosciuto penso nei primissimi anni ’80. Non credo di averlo mai usato, anche perché fuori casa non sentivo l’esigenza della musica, impegnato com’ero a contravvenire al grande comandamento di mia madre. («Gioca pure ma NON SUDARE!»)
    A casa invece finita la fase delle fiabe parlate – a me Pollicino metteva una paura assurda: l’attore aveva una voce da serial killer! – passai a Bimbo Mix e ad abbondanti raccolte di sigle di cartoni, su 33 e 45 giri. Ho ancora tutto conservato, perché rientrano fra le cose con cui voglio essere seppellito, insieme a Masters e Lego ^_^

    1. Bimbo Mix, che mi hai tirato fuori… 😢
      Al suo posto oggi, grazie a YouTube, abbiamo valanghe di Bimbo Minchia.
      Il comandamento di tua madre è un po’ come “te lo compro ma non lo mangiare!” 😅

  7. Avevo un vecchissimo Donkey Kong a cristalli liquidi.
    Quanto alle riviste contenitore, oggi non esistono e se esistono non sono per nulla così belle.
    Un tempo andavano di pari passo con ciò che veniva trasmesso in tv: l’ultimo guizzo de Il Giornalino, ad esempio, sono gli eroi Hanna-Barbera ma anche le Ninja Turtles in piena Turtlesmania dei primi anni ’90.
    Più è la rivista super, presentava tutti i giochi Mattel.
    Anche il Corriere dei Piccoli era un cult.
    Oggi funzionerebbero? Chissà.
    Moz-

    1. A rischio di fare il nostalgico brontolone, mi spiace per la scomparsa – o il peggioramento – di quelle riviste: ho molti bei ricordi, del tempo passato a leggerle :)

  8. E’ bello leggere questi post anche se con le inevitabili differenze che si hanno tra bambini e bambine. Una cosa ho in comune con te: l’ascolto della musica con il walkman. Conte Gracula non so com’è ma mi sembra di averti già incrociato qui. Prima avevi un altro nick vero? Un sorriso. Lila

    1. Ciao Lila :D
      Le differenze tra bambini e bambine, spesso, ci sono soprattutto perché rientra negli schemi degli adulti, magari perché loro stessi erano abituati così da piccoli: per dire, alle elementari non mi ha scioccato molto sapere che la maggior parte delle mie compagne di classe guardavano anche cartoni sui robot giganti – io seguivo molto anche le maghette! :P

      Il walkman è stato una delle più grandi invenzioni dell’umanità, nell’ambito dell’intrattenimento: fossi stato negli aventi diritto, avrei continuato a usare quel nome anche con i lettori mp3. ;)

      Altro nick? Su vari blog mi firmavo col mio nome, cioè Daniele, ma qui ho sempre usato Conte Gracula. Però ho lo stesso gravatar con entrambi i nomi :D

      Grazie per essere passata qui e, soprattutto, per il sorriso! Che ricambio con piacere :)

    2. Sì, ho capito che intendi dire, degli schemi mentali fissati dagli adulti. Non so, ho la sensazione di averti già incrociato. Ma stavi su io bloggo o su splinder tanto tempo fa? In ogni caso direi che sta botta de ritorno al passato sia da te che da Red mi è davvero piaciuta :)

  9. Quei bellissimi fumetti, adoravo Geppo diavolo buono e Soldino, hanno fatto tanta ma tanta compagnia anche me, quanti ne ho comprati, anche usati, spesso accoppiati e fatti sul col cellophan in alcuni banchetti, specie al mare.
    Bei ricordi, anzi, bellissimi!

    1. Davvero dei bei ricordi! Mi spiace solo di non averne potuto conservare uno o due – troppi traslochi e madre in frenesia da pattumiera…
      Un giorno o l’altro, qualcosa lo cercherò per mercatini :)

    2. Maledette madri!
      La mia sono riuscito a correggerla, minacciandola fin dalla più tenera età, butti una mia cosa senza permesso? Commetto matricidio!
      Alla fine era le ad implorarmi di buttare almeno qualcosa (porella, tra il suocero e il marito, che non buttano nulla, è finita in un inferno mammesco).

  10. Ci sono state in tempi recenti alcune riedizioni. Io ho preso un Geppo molto carino, ora con La gazzetta dello sport sta uscendo Braccio di ferro (ok, non sono la stessa cosa, ma la magia delle storie a fumetti è immutata), mentre ho visto in libreria una splendida edizione di Pinocchio (c’era anche Pinocchio fumetti che faceva ammattire Geppetto della stessa serie). Anch’io comunque non ho conservato nulla, traslochi pure per me.

    1. Ricordo che le storie originali di Braccio di ferro – quelle Bianconi erano scritte su licenza – le pubblicavano anche sugli Oscar Mondadori, tanti anni fa.

    2. Io non ho mai letto all’epoca le storie di Braccio di Ferro, e quelle che poi ho trovato su bancarella – credo proprio scritte in Italia – mi sembravano troppo infantili. Poi però su “Il Mago” o “Eureka” (ora la memoria mi fa cilecca) ho letto le strisce originali d’epoca e sono molto belle: ne esce un personaggio molto diverso da quello divenuto celebre in seguito. (Incredibile che era solo uno dei tanti personaggi di un serial, quasi una comparsa, e poi ne è diventato signore incontrastato!)
      Gli Oscar tirarono fuori le strisce successive, quelle dove Braccio era ormai il protagonista, e sono anche quelle da rileggere. Comunque dopo anni di bancarelle ho uno scaffale della biblioteca casalinga sciabordante vecchi fumetti di quel periodo, da Geppo a Felix a Tom e Jerry: prima o poi ci farò un post! ^_^

    3. Certe storie italiane di Braccio di Ferto erano assai controverse, come quella in cui Braccio andava a menare malamente della gente in Giappone, responsabile di fare cartoni animati violenti XD
      Altre storie le ricordo carine, ma non le vedo da quasi trent’anni e i ricordi potrebbero avere un filtro messo su da NostalGod, la divinità italo-americana della nostalgia :P

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