Silent Hill, il film

“La madre è Dio, agli occhi di un figlio”
Cybil Bennett, in Silent Hill

Fonte: HorrorNews.net

Quando uscì il primo film ispirato alla serie di videogiochi Silent Hill, ho sperato e tremato al tempo stesso: i film tratti dai videogiochi presentano sempre delle magagne, dovute anche alle difficoltà di traghettare la storia da un mezzo narrativo a un altro.
Dopo averlo visto, mi sono rincuorato, perché nonostante alcuni pesanti difetti, si capisce che chi ha creato quest’opera conosce i giochi della serie: infatti, pur tradendo la storia del primo gioco e creando un film tutto al femminile (i personaggi chiave sono tutti donne) il film preserva spirito e atmosfere della serie, aggiungendo blandi elementi di critica verso la fede cieca dei fanatici.
E in più, il personaggio di Sean Bean non muore! °O°

Silent Hill 101

I coniugi Rose e Cristopher Da Silva sono una coppia felice, assieme alla loro figlia adottiva Sharon, ma la ragazzina, che ha problemi di sonnambulismo e fa continuamente incubi su una città chiamata Silent Hill, finisce per dividere la coppia sul modo di affrontare il problema.
Rose decide di portare la bambina a Silent Hill, mentre Chris cerca prima di impedirlo, poi di ritrovare moglie e figlia, che paiono scomparse nel nulla.

La scheda (muchas gracias, Wikipedia)

Regia: Cristophe Gans
Sceneggiatura: Roger Avary, Cristophe Gans, Nicolas Boukhrief
Case di produzione: David Films, Konami (2006)
Musiche: Akira Yamaoka, Jeff Danna

Ambientazione

La ricostruzione della città, per quel che si vede, è abbastanza fedele: certo, non ricordo a memoria le piantine degli edifici visitati da Rose – come la scuola elementare Midwich e l’ospedale Brookhaven – ma oltre alla presenza di questi luoghi, ne vengono citati altri come la Bachman Street (le vie di Silent Hill portano il nome o lo pseudonimo di alcuni scrittori horror) e il lago Toluca.

Atmosfera

Sembra davvero di trovarsi a Silent Hill: nonostante le numerose differenze rispetto al materiale originale, abbiamo la nebbia e l’isolamento della città – le strade sono interrotte da profondi crepacci.
In più, non c’è quasi anima viva in giro, e quando la città effettua la transizione alla realtà demoniaca, abbiamo tutto il repertorio di effetti del primo gioco: le sirene antiaeree annunciano la transizione – qui non sono solo un elemento inquietante, hanno una motivazione – e le strutture in cemento vengono sostituite progressivamente dalle grate metalliche e dalla ruggine!
In certi momenti, si sente anche il rumore della statica, quando una radio si trova troppo vicina a un mostro…

Musiche e doppiaggio

Le musiche del film provengono da diversi episodi della serie di videogiochi – immagino con qualche adattamento, ma è davvero da tanto tempo che non sento quei brani.
Il doppiaggio italiano è buono, complice diverse voci famose; i personaggi fuori di testa sono interpretati in modo molto “carico”, teatrale.

Ispirazioni e differenze

Tra giochi e film ci sono diversi punti di contatto, ma anche numerose differenze, soprattutto a livello di trama e caratterizzazione dei personaggi.

Trama
La trama del film prende molti spunti dal primo Silent Hill: l’incontro-scontro con la città maligna è quello dell’opening del gioco, solo che sostituisce il personaggio di Harry con quello di Rose, anche lei intenta a sbandare per non investire la spettrale Alessa.
Da qui, escludendo l’esplorazione della terrificante città, la storia prende un’altra direzione, mettendo all’origine della vicenda una Chiesa pseudo-cristiana, composta da fanatici della purezza, che fanno un uso molto liberale di una certa pratica medievale…

Personaggi
Come detto in precedenza, i ruoli importanti in questo film sono esclusivamente quelli femminili. Alcuni personaggi hanno una blanda somiglianza con i loro corrispettivi nel gioco, ma non sono gli stessi, nemmeno quando il nome è identico…
Rose Da Silva è la madre adottiva di Sharon. Come detto, sostituisce il personaggio di Harry Mason, protagonista del primo Silent Hill: è Rose che porta la figlia in città ed è sempre Rose che la cerca dappertutto, seguendo le tracce che qualcosa ha lasciato in alcuni luoghi importanti per la storia – tutti teatro di un anello della catena di eventi che ha condannato la città.
Sharon Da Silva è la bambina adottata da Rose e da suo marito Christophe. Nel film, ricopre il ruolo che nel videogioco era di Cheryl Mason: i due personaggi hanno la stessa natura!
Cybil Bennett è la zelante poliziotta in moto, sia nel film che nel gioco. La differenza è caratteriale e di presenza in scena: la Cybil del film è più dura e diretta, rispetto a quella del videogame, inoltre accompagna Rose nella sua esplorazione per buona parte della storia, mentre la Cybil del gioco fa solo poche apparizioni, pur essendo un elemento vitale per ottenere il finale migliore.
Dahlia Gillespie è forse il personaggio che cambia maggiormente tra gioco e film: nel primo, era l’anziano capo della Balcan Church e il motore di tutta la vicenda, mentre nel secondo è una giovane donna sfortunata, che non ha avuto la forza morale per proteggere sua figlia dai fanatici della Chiesa di Silent Hill.
Alessa Gillespie è la figlia di Dahlia. Nel gioco, era vittima delle ambizioni mistiche di sua madre, mentre nel film paga il fatto di essere figlia di padre ignoto: ostracizzata da tutti e molestata – o peggio – da un inserviente a scuola, viene considerata per questo un ricettacolo di peccato dai membri della Chiesa di Silent Hill. E il peccato, per questi fanatici, deve essere mondato con ogni mezzo…
Christabella, la gran sacerdotessa della Chiesa di Silent Hill, è un personaggio del film che non ha corrispettivo nel gioco – sempre che non si voglia vederla come una versione alternativa di Dahlia, in quanto capo di un culto.

Mostri
Non sarebbe Silent Hill senza qualche delizioso abominio, degno dei peggiori incubi.
Non si vedono molti mostri, nel film, e se escludiamo le “infermiere” diaboliche – presenti in diversi capitoli della serie – le creature provengono soprattutto dal secondo gioco: l’essere che sputa acido, l’iconico Pyramid Head, il boss della mattanza finale…
Forse, gli sceneggiatori non volevano levare spazio in scena ai veri mostri della storia: gli oscurantisti membri della Chiesa di Silent Hill, portatori di una fede che, per quanto distorta, ha un grande potere.

Fan service

Non va inteso nella tipica accezione sessuale o violenta: nel film sono presenti diverse citazioni di situazioni del gioco – e qualche “situazione da gioco”. Qualcuno potrebbe intenderla come una mossa facile per dimostrare che gli autori hanno fatto i compiti…

  • all’inizio, abbiamo la lunga scena di esplorazione dei vicoli di Silent Hill, al buio: Rose – come Harry nel gioco – si fa strada per le viuzze deserte con la luce di un accendino, fino a quando trova una persona… costretta in una brutta posizione. Viene poi circondata da una torma di bambini mostruosi che pongono fine all’incubo
  • abbiamo le improvvise apparizioni di Alessa, che indirizzano Rose verso la strada giusta per scoprire la verità
  • c’è poi la scena in cui Rose deve saltare dalla finestra di un palazzo all’altra – i due edifici sono così vicini da non rendere il salto pericoloso, nonostante non si veda il marciapiede. Non ricordo da quale capitolo provenga la scena, ma sono sicuro di averla vista in un gioco della serie

Come situazioni da gioco, abbiamo alcune scene che fanno pensare agli enigmi tipici dei videogame: come quando Rose deve frugare nella bocca di un cadavere per prendere un oggetto utile, o quando perde un coltello che ha appena usato – a volte, quando un oggetto esaurisce la sua funzione, in un gioco, viene cancellato dall’inventario.

Difetti

Silent Hill non è esente da difetti, anzi: ne accumula di gravi!
Per cominciare, certi dialoghi suonano quanto meno poco naturali: capita che il flusso di una conversazione venga interrotto perché uno dei partecipanti deve assolutamente spiegare qualcosa all’altro – come quando Gucci (un poliziotto) si sente in dovere di spiegare quanto Cybil sia affidabile come poliziotta, raccontando un vecchio aneddoto su come abbia salvato un bambino in una miniera.
Dahlia, con la scusa che è mezza matta, dice solo frasi al di fuori del contesto. In generale, alcuni dialoghi sembrano un po’ scollegati dal flusso della conversazione.

Abbiamo poi Anna, un personaggio privo di logica: durante l’esplorazione di un albergo, Rose e Cybil incontrano questa donna, fedele della Chiesa di Silent Hill. Anna viene da un ambiente chiuso e intollerante, dove tutto ciò che viene da fuori è malvagio, eppure è disposta a seguire e aiutare le due sconosciute, fornendo informazioni criptiche e deliranti spiegoncini da zelota.
A un certo punto viene annunciata la transizione alla Silent Hill “ancora peggio di quella normale”: le donne scappano verso la chiesa, dove potranno trovare rifugio dalle tenebre incombenti, ma Rose vede Dahlia e si ferma a parlarle, anche se il mondo attorno a loro si sta trasformando nell’Inferno.
Ha un suo senso, che Cybil si fermi – e che cerchi di spronare Rose a proseguire – ma perché si ferma anche Anna? La giovane fanatica non è nuova al fenomeno, sa cosa stia per succedere e non deve a Rose e Cybil assolutamente nulla, eppure si ferma… e la paga cara, mentre le altre due donne si salvano!
In pratica, la sua funzione è quella delle maglie rosse di Star Trek, cioè quella di un personaggio sacrificabile, poco caratterizzato, che serve solo a mostrare una scena di macelleria per ravvivare la scena, senza rinunciare a un personaggio più importante.

Per chiudere coi difetti, abbiamo lo spiegone della Morte… nel senso che a farlo a Rose – e a noi – è proprio un’entità come la Morte!
La storia in sé può anche filare – è praticamente una storia di fantasmi – ma quello spiegone ha spazzato via buona parte del pathos della storia. Sarebbe bastato mostrare dei flashback, senza accompagnarli con le parole di chicchessia, invece è stata scelta la soluzione più pigra e meno efficace di tutte, ovvero lo spiegone! Peccato.

Concludendo

Silent Hill è un film che ha diversi assi nella manica: una buona atmosfera, un buon doppiaggio, una resa visiva gradevole (anche se alcuni effetti sono invecchiati) una colonna sonora molto buona, una storia sostanzialmente sensata e diverse dimostrazioni che il materiale di partenza è cosa nota a chi ha preparato la storia, grazie a citazioni e rielaborazioni.
È un vero peccato che una parte consistente di questi assi venga sprecata con giocate pigre: dialoghi spesso innaturali o inutili, comportamento illogico di certi personaggi, uno spiegone ammazza-atmosfera…
A seconda di cosa si ritenga importante in un film, il risultato potrebbe essere considerato positivo o negativo: qualche fan potrebbe non apprezzare le differenze con il materiale di partenza – che potrebbe sembrare una fan fiction della trama del primo gioco, accompagnata da molto materiale dei successivi, specialmente del secondo; qualcuno potrebbe non gradire le soluzioni pigre come lo spiegone finale della Morte, o Anna dalla “maglia rossa” di Star Trek…
Levati i difetti, resta una lettera d’amore a un gioco che è stato una pietra miliare della storia dei videogiochi – e che da anni non si sa che fine abbia fatto, dopo diversi capitoli poco ispirati a cui è seguita la scomparsa del brand.

Link

La scena dei crediti, secondo me ben realizzata e in linea con l’atmosfera del film

72 pensieri su “Silent Hill, il film

  1. In generale i film tratti dai videogiochi sono spesso pessimi nonostante il cast e il budget. L’ultimo Assassin’s Creed è la conferma della regola. Eppure dovrei amarlo perché c’è la mia musa.
    Silent Hill è parecchio tempo che non lo vedo (quattro cinque anni direi) ne conservo un ricordo gradevole tant’è che alla notizia del seguito ero piuttosto felice. Poi, fortuna o sfortuna, ‘sto seguito non l’ho ancora visto. Insomma un’eccezione ad una regola purtroppo sempre confermata.

    1. Il seguito non l’ho ancora visto nemmeno io: mi chiedo se l’abbiano mai passato in TV…

      Riguardo alla pessima resa dei videogiochi trasformati in film, mi chiedo se il processo non venga affrontato con poca cura, visto che altri mezzi narrativi possono contare qualche successo – libri e fumetti, fondamentalmente.

    2. Secondo me, i fattori sono: trama del videogioco e tratti psicologici dei personaggi normalmente spessi come carta velina e non c’è un ulteriore lavoro o in diversi casi “materiale” dal contenuto valido. Vi sono altri fattori e mi hai dato uno spunto forse per scriverci su;)

    3. Onestamente non saprei. Io credo che una parte del problema sia sicuramente far soldi sfruttando dei brand dall’incasso facile. D’altra parte io credo che una parte del problema sia anche legata all’esperienza e all’empatia che il videogiocatore crea con il suo personaggio. Assassin’s Creed per restare in tema non mi ha mai colpito per la trama ma piuttosto per tutto il resto. Andare a spasso sui tetti per Roma e Firenze è qualcosa che nessun film se non un documentario girato con dei droni potrà mai darmi con comunque tutti i limiti del caso. Cosa verrebbe fuori da un film su Devi May Cry ad esempio? Cento Venti Minuti di combattimenti Trash e battute stupide. Videogioco fantastico, film beh… lo immaginiamo no? Proviamo un altro esempio. BIoshock infinite grande storia e ottimo gioco che fai? Copi la storia? Copi la scenografia e ci imbastisci una nuova storia identica ma diversa? Falliscono i seguiti perchè perdono l’effetto novità figuriamoci un film diverso ma uguale. Non è semplice per nulla. Secondo Me ovvio! :-D

  2. Non ho mai giocato a Silent Hill se non alla demo del primo trovata in allegato a Metal Gear Solid ma il film mi era piaciuto, come avete già fatto notare i film tratti da videogiochi sono sempre pessimi ma qua tutto sommato han fatto un buon lavoro.

    1. Il primo gioco era notevole, il mio preferito della serie – praticamente l’unico che ho giocato, gli altri li ho visti giocare dall’inizio alla fine, più o meno.
      C’è chi adora il secondo, che ha una storia tristissima e un po’ romantica – tra un mostro e l’altro – mentre il 3 si riallaccia al primo, chiudendone la storia.
      Dal quarto… boh, ci ho visto un calo di idee, nonostante una buona situazione iniziale e una buona resa tecnica.
      Me ne mancano tanti all’appello, a ogni modo.

      Riguardo al film, per me fa la differenza che il regista e li sceneggiatore conoscessero i giochi, sennò ne sarebbe uscito un banale slasher d’accatto!

  3. GengisJokerKhan

    Il secondo film non è male, la trama regge… un buon sequel. Dei giochi ho giocato solo quello ove usi il carcerato. Tra l’altro, nel primo film mi pare, c’è il riferimento a quel capitolo in particolare… il bus dei carcerati ribaltato mi pare.

    1. Quello col carcerato… intendi il quattro, col tizio chiuso in casa sua?
      A ogni modo, non mi stupirebbe: il film pesca elementi e musiche da tutti i giochi usciti fino a quel momento :)

    2. Il quarto SH in ordine cronologico è Silent Hill 4: The Room (PS2 e Xbox) ed è quello a cui allude il conte.
      Downpour è l’ultimo (PS3 e Xbox360).

  4. Il primo film non era male per essere un adattamento da videogiochi, che come diceva Johnny sono maledetti da qualche rito vudù. Perciò non mi aspetto un capolavoro da questo capitolo. Gran lavoro il tuo di bilanciamento della recensione, per cui gli darò una possibilità.
    Peraltro, Silent Hill come serie videoludica non se la passa granché: Konami pare non essere più interessata al mercato dei videogiochi a parte remake, Metal Gear e PES, ha buttato alle ortiche franchise che gli invidiano tutti, in primis Castlevania.
    L’ultimo titolo degno dell’unicità di Silent Hill, l’intensa carica ansiogena e un’atmosfera subdolamente malata e generatrice di disagio psichico, è Silent Hill Shattered Memories, in particolare la versione Wii (anche per PS2 e PSP).
    Resident Evil ha attraversato varie vicissitudini ma con questo capitolo 7 si è rinnovata ed è tornata a terrorizzare come si deve. Silent Hill sembra rimasta prigioniera del mondo demoniaco che racconta.
    Shame on Konami!

    1. Ho i miei dubbi. Vedi quello che è successo per Castlevania e il team spagnolo di sviluppatori…l’ultimo capitolo di SH (Ps3 e 360) è opera di uno sviluppatore minore dell’Est Europa. Sono andati al risparmio. Konami sembra non essere più interessata a questo mercato.

    2. Come si dice qui: chi vive sperando, muore cantando. Ce n’è pure una versione più triviale, fa rima :P
      Comunque, mi resta solo la speranza, con i ricordi di quando abbattevo Samael a fucilate :-)

    3. Più che altro oggi il problema in Konami è l’uscita si Hideo Kojima che ha creato Metal Gear e Silent Hill, doveva uscire un nuovo SH tempo fa in prima persona, c’era un gameplay in rete. Poi han silurato Kojima e il gioco è stato cancellato.

    4. No, affatto anche perché il primo SH non era di Kojima San, ma Keiichiro Toyama (che ha continuato per un po’ su questo filone con la serie “Forbidden Siren”). In Giappone c’è un’eccellente tradizione di persone con le “idee malate” al punto giusto: The Ring, romanzo e film per esempio; la serie di videogiochi Project Zero.

    5. Project Zero e Forbidden Siren sono quei giochi che vedrei volentieri giocati da altri, ma quando ho provato a giocarci li ho trovati troppo difficili: il livello di bestemmiosità era davvero alto!

    6. Project Zero ne ho giocati a fondo i primi due. Non li ho trovati più difficili di SH 2. Sono solo un po’ più lenti; se ti piace l’atmosfera degli horror orientali, hanno esattamente quell’impostazione. Azione rarefatta, molta esplorazione per dare tempo all’ansia di salire a livelli esagerati e poi esplodere catarticamente nello scontro con il villano di turno. La serie Siren l’ho giocata molto meno ma mi è sembrata più “legnosa”.

    7. La difficoltà dei Project sta nello scattare meno foto possibili e fare più px che puoi, senza mancare gli spettri nascosti: dopo aver riprovato certi una decina di volte, mi sono stancato :P

    8. Ok, ma io non me la ricordo questa cosa. Anzi frustrazione tipicamente da pignoleria giapponese qui in minime dosi. La ricordo come un’esperienza piuttosto fluida per essere una produzione nippo-masochista. Ti dico come ricordo, poi è passato parecchio tempo dalle sessioni notturne alla PS2.

    9. Ed era coinvolto anche un signore che lavora nel cinema del calibro di Guillermo del Toro…Konami, per avere cancellato il progetto, deve proprio avere deciso di non investire più uno yen bucato nei videogiochi!

    1. Allora niente pubblicità per le pillole che allungano il pene, che sto sponsorizzando?
      Grazie a te per il consenso, eccolo! Purtroppo risale al periodo precedente a quando per sbaglio cancellai quasi tutte le foto del blog. Nel 2013 me le ritrovai nel mio primo smartphone serio, dentro Drive, che allora non sapevo cosa fosse, credendo mi occupassero la memoria del telefono, le cancellai… mi do ancora oggi del coglione ogni volta che incappo in un mio vecchio articolo.
      Ma lo hai visto il seguito? Gli spoiler sono coperti, puoi leggere tranquillamente. Se ricordo bene lo preferii al primo, proprio per Bean protagonista (essendo ispirato al 3 non è detto che resti vivo) e la fedeltà maggiore al videogioco.
      Di entrambi non ho apprezzato la cenere dell’incendio al posto della nebbia. Quando si entrava nell’altra dimensione, era ruggine, non rovine di un incendio.

      Cybil… che quando si tolse il casco, ci rimasi di merda per i capelli corti! Quando vidi il film la seconda volta, dopo l’inizio di TWD, mi fece piacere riconoscere Andrea. Gran bella gnocca!

    2. Grazie, ora do un’occhiata. Per la lunghezza del pene, il Reincarnatil fa miracoli!
      Brutto pasticcio, quello delle foto, ma son sicuro che non l’hai più fatto – a me è successo col primo PC, ma peggio: ho pasticciato coi settaggi della memoria e… ehm, ho dovuto formattare, ormai avevo già perso tutte le scemenze che c’erano sopra :P

      Nel primo film, la trama dell’incendio non mi è dispiaciuta, alla fine hanno creato un quadro coerente della maledizione di Silent Hill che funzionava.
      Cybil… coi capelli corti stava bene, secondo me. Lì, l’unica non carina era Christabella, che però aveva l’aspetto giusto per il suo ruolo. Persino l’attrice di Dahlia aveva un bel viso :)

    3. Devo aver fatto casino coi codici…
      http://emanueledigiuseppe.blogspot.it/2012/11/silent-hill-revelation.html

      Ne approfitto per aggiungere qualcosa, sui videogiochi però:
      Riguardo le ambientazioni non sono andato a controllare le differenze ma ti dico solo che sono talmente malato che all’uscita di SH2 (il mio preferito, l’unico che ho completato più volte per vedere tutti i finali, grazie alla guida ufficiale, lo ammetto, conservo ancora i salvataggi per rivederli, nella memory card… cosa che non ho mai fatto) andai a confrontare le due cartine e scoprii solo più tardi che i due giochi erano ambientati in due lati differenti della cittadina e del lago Toluca. Fu anche il primo gioco che mi fece andare a caccia di easter eggs, quando ancora non sapevo cosa fossero, per me erano semplicemente citazioni nascoste, visibili ai più attenti (l’assassino Walter Sullivan è il mio preferito, non immagini che felicità quando appari nel quarto capitolo e poi aveva il cognome di Gigi la trottola).
      Altro aneddoto, stavolta sul primo (purtroppo avevo il disco copiato e ora consta un sacco di soldi su ebay), poi la smetto che sta venendo un commento/articolo: l’estate che ci giocai, alle 21, appena tramontava il sole, spegnevo la mia console e la riaccendevo al mattino seguente. Non so perché ma quelli PS1 mi facevano cagare addosso, col primo RE non riuscivo ad andare oltre il primo zombie che si volta (lo sto finendo ora con la HD Remaster per la prima volta), per i sequel non ho avuto problemi, sarà che i due primi capitoli erano i primi survival horror, una novità…
      Nel videogioco ho amato l’infermiera, che purtroppo non è stata riportata nel film, trovo la sua ultima scena, quando le si riempie il volto di sangue e si chiude in bagno, tra le più belle e commoventi di sempre!

      Scusa se mi sono dilungato troppo ma parliamo di uno dei miei giochi preferiti!

    4. Per me puoi dilungarti quanto vuoi, e grazie di nuovo per il link :)
      Domattina do un’occhiata.

      L’infermiera è stata citata, nel film, ma non era proprio la povera Lisa (si chiamava Lisa, vero?)

    5. Se avessi ricordato il nome, lo avrei scritto 😝
      Google mi dice Lisa Garland… caspio (cit. Fry), ha il cognome della mia attrice preferita di sempre, come ho potuto non imprimerlo nella mia memoria?! Lontana cugina di Giandomenico Gardaland, quello del parco giochi (è iniziata l’ora delle stronzate per me, chiedo scusa).

      Per l’articolo tranquillo, è talmente vecchio che se lo leggessi tra 2 anni, non cambierebbe nulla!

    6. Blogspot unico con Google + e YouTube (il motivo per cui le immagini che ho cancellato del blog erano su Drive, tipo iCloud ma gratis), non hai nessun di questi?
      Comunque si possono usare parecchi account, compreso quello WordPress, nome/url e senza account, anonimo 😉

    7. Quando in passato ho provato a usare WordPress per commentare su blogspot, non mi è riuscito. Un giorno dovrò farmi l’account su blogspot e buona lì ;) (e meno male che il web è fatto per unire, qui ogni fornitore di servizi si fa la propria rete chiusa e il risultato è che devo ricordare un miliardo di password, dato che non mi fido della filosofia “always on”)

    8. Strana ‘sta cosa ma tutto può essere, viceversa io ho avuto problemi con WP, se usavo l’account G+ i commenti mi andavano sempre in moderazione, anche dopo essere stato abilitato (da Arcangelo)… alla fine ho rimediato questo vecchio account fatto non so per quale motivo, qualche giurassico blog sulla Play, sicuramente.

      Ah, comunque sono contento ti sia piaciuto l’articolo, con le immagini era meglio però 😢

  5. The Sleeping Frog

    Belle le scenografie, ottima la scelta che degli attori che effettivamente hanno tratti simili ai personaggi del videogioco, belli i costumi, la fotografia, la trama che tutto sommato sta in piedi ed è liiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiberamente tratta dal primo gioco, ma a me non piace.
    Intanto se il protagonista è un uomo, voglio un uomo e non lei, che ricorda la tipa del terzo capitolo della saga, che ho odiato e lasciato a meno di metà perchè lei proprio non la reggevo. Datemi Harry, avevo una cotta stratosferica per lui e ancora di più per James Sunderland, il protagonista del due.
    Hanno scelto un attore identito al protagonista del gioco e poi mettono sta qui… grrr… Come donna sono tremendamente offesa dalla scelta di una protagonista femminile!!!
    Secondo me può piacere a chi non conosce il gioco, ma gli lascia dei grossi ammanchi o di trama o cmq di movimenti, nel senso, nei giochi del genere “survivor horror esplorativi” vecchio stile funziona con “ricerca-enigma da risolvere-indizio-vai avanti nel gioco”, se uno non è un giocare trova un pò buttati a caso gli indizi nel film, e soprattutto, perchè ‘sta tipa dovrebbe seguirli in modo così deciso.
    Salvo giusto Sean Bean, scenografia, fotografia, Pyramid Head (patato)e colonna sonora.

    1. Sai, normalmente anche io troverei irritanti i cambiamenti, ma visto che la storia è così significativamente diversa da quella del primo gioco, sono riuscito a prenderla come un “what if” e ho apprezzato lo spirito generale del film, che aveva personaggi più caratterizzati e umani rispetto al gioco. Gioco che era spaventoso per tanti motivi, coinvolgente anche perché la storia la vivi “in prima persona” e aveva personaggi fatti bene, funzionali ma forse un po’ più semplici (ah, Harru, vecchio compagno d’avventure! Quanto mi manca, quanto avrei voluto farci due chiacchiere, nel terzo capitolo…)

      A ogni modo, film imperfetto – conosco gente che non l’ha apprezzato e che non ha giocato il gioco, e non posso dar loro torto, perché ha diverse sbavature che per un cinefilo sono sfacciatissime. Però, resta una delle migliori trasposizioni, nonostante le libertà che si prende sul materiale originale.

    2. A me Bean è sempre sembrato più James che Harry.
      Comunque “la tipa del terzo capitolo” 😁è Cheryl cresciuta, infatti nel sequel del film riprendono SH3, con lei perfetta!

    3. Ricordo che ai tempi mi son detto: perché le ha cambiato il nome? È rinata, è più “completa”, ma è lei… a parte il vestito da maghetta optional, la scena della trasformazione mi ha fatto morire XD

    4. The Sleeping Frog

      Quanto non la reggo…
      Il sequel non ho avuto il coraggio di vederlo, ma vedrò di provvedere… forse.
      Vero per James, ma anche come Harry ci sta bene, gli si fa perdere un pò di chiletti e una tinta ai capelli e ci può stare, cosiderando la grafica ps1.

    5. Io te lo consiglio, poco sopra ho linkato il mio vecchissimo articolo sul sequel, andato a vedere al cinema. È migliore del primo ma tieni conto che io sono tra gli appassionati della serie videoludica che hanno apprezzato il film, nonostante le differenze.

      Per la tinta ai capelli, vero.

  6. The Sleeping Frog

    avevo scritto un bel commento ma si cancellato…sigh…
    Cmq, salvo scenografia (bella bella), fotografia, Sean Bean, Pyramid Head (patato), colonna sonora perchè è quella dei giochi e amo ed ho quella del 2 gioco.
    Sono profondamente offesa per la scelta femminile della protagonosta!!! Che non centra una cippa, e somiglia troppo alla tipa del terzo capitolo del gioco che non ho finito perchè odiavo lei. Tra l’altro prendono una attore che somiglia moltissimo a Harry Mason e poi lo rilegano ad un ruolo più che secondario. Io avevo una cotta stratosferica per il protagonista del gioco e ancora di più per James Sunderland di Silent Hill 2, quindi sono delusissima!
    Secondo me può piacere, per quanto riguarda la trama, a chi non conosce i giochi, però si perde parecchio dei dialoghi e dei movimenti, nel senso, nei “survivor horror esplorativi” vecchio stile (quanto mi mancano), funzionava così “esplorazione per ricerca-enigma da risolvere-indizio-prosegui col gioco”, un “non-giocatore” si potrebbe domandare perchè sta tipa raccoglie disegnini a caso in giro e segue ferocemente quello che lei ci vede, per non parlare dell’esplorazione iniziale, che porta alle strade chiuse, identita al gioco, dove era obbligatoria per una serie dimotivi legati al genere di gioco, non mi parel’abbiano fatta entrare nella cuccia del cane per cercare la chiave, già che c’erano potevano farlo.
    Tutto sommato la trama liiiiiiberamente tratta può anche stare in piedi, ma da amante del genere…. delusione… e datemi Harry!.

    1. Il tuo primo commento non è apparso perché il blog è settato per mettere in moderazione i nuovi commenti, fino a quando non ne viene approvato almeno uno.
      Nel caso che volessi commentare di nuovo, i tuoi commenti appariranno senza problemi – a meno che non riportino due o più link, allora andranno in moderazione.
      Mi spiace che tu abbia dovuto riscrivere il commento ;)

    1. La prima versione credo fosse per la Playstation 1, basata sulla CPU MIPS R3000, il fatto che me lo ricordi con precisione e senza guardare Wikipedia la dice lunga su vari aspetti del mio essere, uno in particolare: so’ proprio nerd.

  7. Denis

    La saga videoludica conta 8 capitoli e un arcade da bar e sono :SIlent Hill 1,2,3,4, Origins,Homecoming,Shattered Memories e Downpour e li ho tutti tranne quello da bar.Toryama e andato via dopo il primo alla Sony facendo i due Forbidden Siren,dal quinto capitolo la serie non la sviluppano più i jap ma studi occidentali perchè il survival horror non e più un genere che tira da qui l’abbassamento dei budget perchè di norma i giochi jap sono più difficili di quelli occidentali e comunque esiste il film di D.M.C come anime.
    Film lo reputo riuscito rispetto agli altri adattamenti videoludici,dove Uwe Boll se è fatto la pecunia perchè costavano poco le licenze.
    Comunque ho fatto una rece di Project Zero 2 per Wii su Lo Zinefilo.

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