Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – Il Ladro di Fulmini, di Rick Riordan

“Okay, forse gli dei avevano cose importanti da fare. Ma non potevano chiamare di tanto in tanto, o magari tuonare o roba del genere? Dioniso faceva apparire la Diet Coke dal nulla. Perché mio padre, chiunque fosse, non faceva apparire un telefono?”
Percy Jackson, in Il Ladro di Fulmini

Sono stati mesi cupi, questi, in cui non ho avuto voglia di leggere nemmeno un libro – e, spoiler, non l’ho fatto!
Così, per cercare di recuperare il ritmo, ho deciso di rileggere qualcosa di semplice e divertente: i cinque libri della saga di Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo. Vivaci, freschi, young adult, a tema mitologico e, imho, scritti bene.

Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – Il ladro di fulmini 101

Scansione

Perseus “Percy” Jackson è un dodicenne problematico: soffre di un pesante deficit di attenzione, è dislessico, non ha un padre, non ha amici (tranne un ragazzo handicappato, Grover) e il suo rendimento scolastico fa schifo. La scuola è un grosso problema nella sua vita: ne ha girate tante, coinvolto costantemente in qualche casino che l’ha fatto espellere al volo.
Anche a casa non va tutto bene: ha una madre amorevole, ma anche un patrigno pigro, avido e stupido di nome Gabe, soprannominato “Il Puzzone” per una sua evidente qualità.
Presto, Percy scoprirà per quale motivo sia sempre così fuori posto, trovando la risposta alle sue domande nel mondo del mito greco, e lo farà giusto in tempo per finire in un guaio di proporzioni cosmiche, che potrebbe portare l’intera civiltà occidentale sull’orlo del baratro!

La scheda

Autore: Rick Riordan
Titolo originale: Percy Jackson & the Olimpians, Book 1: The Lighting Thief (2005)
Traduzione: Loredana Baldinucci
Edizione italiana: Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (2014)
Prezzo: 5 €

Tecnica e stile

L’autore usa un narratore in prima persona (Percy, il protagonista) che si rivolge direttamente al lettore, in stile “rottura della quarta parete”, esprimendosi al passato. Il suo punto di vista non scantona: conosciamo costantemente i pensieri di Percy, mai quelli degli altri personaggi, con l’eccezione di alcuni momenti di telepatia con gli equidi, giustificati dalla natura del protagonista.
Le frasi sono di struttura semplice e piuttosto brevi, asciutte: niente iperaggettivosi, avverbi entro il livello di guardia.
In generale, dà l’idea di sentire parlare per davvero un ragazzino – ovviamente meno sconclusionato, per agevolare la leggibilità.

Genere

È decisamente un’opera fantasy – non sono del tutto propenso a definirla urban fantasy perché, a spostare l’intrigo fuori dai centri urbani, non si perde nulla.
Ha anche qualche elemento del genere mitoclasta

Mitoclastia

L’amica dei fumetti, anni fa, mi spiegò la definizione di genere mitoclasta (mythos, racconto/mito e klastìa, rottura. Quindi, “Distruzione del Mito”) per classificare i telefilm come Hercules e Xena: si prende un background mitologico, si aggiungono anacronismi e stronzate a pioggia, e chi s’è visto s’è visto!

In questo libro, l’effetto mitoclasta non ha solo una funzione ironica, ma anche di coerenza con le premesse: il Mito greco è la base della civiltà occidentale e tutti i riferimenti del Mito cambiano con il variare dei tempi e lo spostamento dei fulcri di potere della civiltà occidentale. Per esempio, l’Olimpo si trova ora in uno spazio parallelo, in cima all’Empire State Building.
Così, con l’accentrarsi di un certo grado di influenza negli USA, anche i luoghi e le creature del mito si sono spostati e adattati a quella cultura. Per lo più, gli dei dell’Olimpo e i mostri continuano a essere ciò che erano, limitandosi a venire “tradotti” per trovare un posto nel mondo moderno: Ares adora sembrare un brutale motociclista, Chirone si mostra come un elegante professore in sedia a rotelle, un figlio di Hermes ha due scarpe da ginnastica alate, cose così!

Percy e i prodi pischelli problematici

Percy, come altri bambini e adolescenti nella storia, ha dei problemi ad adattarsi alle esigenze del mondo moderno perché è un semidio – una condizione che gli dà una serie di vantaggi, che però sono anche qualità socialmente indesiderate: è iperattivo e dislessico.
L’iperattività rende i semidei degli eroi nati, in termini fisici: sono sempre pronti all’azione, capaci di cogliere ogni dettaglio e indizio di pericolo per sopravvivere a un mostro o a un attacco in arrivo. Peccato che in una normale scuola, tutto ciò si traduca in irrequietezza e scarsa capacità di concentrazione nello studio, oltre a rendere i semidei più giovani – ergo meno disciplinati – propensi alle risse…
La dislessia è una conseguenza dell’essere creature del mondo greco: i loro cervelli sono spontaneamente orientati alla comprensione del greco antico, che conoscono per istinto, ma questo fa sì che il loro cervello abbia difficoltà ad afferrare le scritte non greche, dando sintomi associati alla dislessia.

Manuela Salvi, in Scrivere libri per ragazzi, identifica la trasformazione di questi difetti in qualità speciali come un metodo per creare empatia con il potenziale lettore e farlo sentire speciale, grazie a una possibile comunanza di problemi e valori

L’autore ha immaginato un ragazzino iperattivo, dislessico, che viene cacciato continuamente dalle scuole in cui si iscrive – uno di quei ragazzini americani con qualche disfunzione dell’apprendimento di cui si legge spesso e che preoccupano gli esperti, facendo discutere sull’efficacia degli psicofarmaci – e che si scopre essere figlio di una donna umana e del dio Poseidone. È un semidio.
Come si fa a riconoscere un semidio? Semplice: i semidei sono sempre iperattivi (ma solo perché vedono i mostri che gli altri non possono vedere), dislessici e problematici. Suggerire questo in una società in cui ragazzini del genere sono di solito visti come una spina nel fianco del sistema scolastico è geniale, sia pure con quell’alone commerciale e kitsch tipico di certa letteratura americana.

Ogni semidio ha poi delle qualità ereditate dal proprio genitore divino

  • la progenie di Atena è di cervello fino, orgogliosa e propensa alla pianificazione
  • i figli di Ares hanno talento per le armi, sono ancora più prestanti degli altri semidei e di carattere fumantino
  • i figli di Afrodite sono di aspetto mozzafiato e sono popolari
  • i figli di Poseidone respirano sott’acqua e controllano i movimenti dei liquidi con la volontà; in più, possono comunicare telepaticamente con ciò che somiglia a un cavallo (nel mito, i cavalli sono un dono di Poseidone agli uomini) e a contatto con l’acqua sono più vigorosi e in salute

e così via.

La storia

Dopo le prime disavventure nel mondo quotidiano, con l’iniziazione di Percy alla realtà di mitica meraviglia a cui realmente appartiene – la sua prof. di matematica era un mostro. Un mostro per davvero! – il ragazzo deve abbandonare il mondo quotidiano per trovare rifugio nel Campo Mezzosangue, una colonia estiva in cui ai semidei viene insegnato come utilizzare i propri doni per difendersi al meglio dai mostri, che sono sempre a caccia di eroi da uccidere.
Sul confine del Campo, Percy, sua madre Sally e il satiro Grover (sì, l’amico storpio di Percy è un satiro che si finge handicappato, per mascherare il suo modo di camminare un po’ caprino) vengono aggrediti dal Minotauro, evocato per dare la caccia al ragazzo.
Lo scontro vede Percy vincitore, ma a caro prezzo: sua madre svanisce nel nulla, strangolata nella mano del Minotauro.
Al campo, Percy scoprirà della sua natura e della propria appartenenza alla famiglia disfunzionale più allargata di tutti i tempi: il pantheon greco.
Non tutti i semidei vengono riconosciuti dal loro genitore divino e quand’anche lo fossero, non sempre il dio o la dea si degna di averci a che fare, così è per tutti uno shock, quando Percy viene riconosciuto da Poseidone, uno dei tre Pezzi Grossi dell’Olimpo con Zeus e Ade: i tre giurarono di non avere mai più figli con i mortali, dato il superiore potere dei loro semidei rispetto agli altri e della maggiore influenza della loro progenie nelle faccende umane – come successe con la seconda guerra mondiale.
Percy scoprirà presto che il proprio status lo pone in una situazione problematica: qualcuno lo accusa di aver rubato la Folgore di Zeus, Ade ci ha messo lo zampino e l’Olimpo sta per essere squassato da una guerra tra i tre membri più importanti del dodekatheon, con ripercussioni devastanti per il mondo dei mortali.
E poi, ci sono alcune profezie dell’Oracolo di Delfi, a rendere la situazione più complessa.
Con l’aiuto di Annabeth (figlia della dea Atena, storica rivale di Poseidone) e del satiro Grover, Percy avrà poche settimane per viaggiare fino all’Ade, alla ricerca della pericolosa Folgore, così da evitare la guerra, riabilitare il proprio nome e quello di suo padre e scoprire se ci sia un modo per riportare sua madre dagli Inferi.

Concludendo

Un inizio frizzante e divertente per una saga che reinterpreta in chiave moderna (e attraverso la lente della “famiglia allargata”) il mito greco, con un ragazzino abbastanza simpatico come protagonista, tanta azione, mostri, intrighi ed effetti speciali q.b.
Complice una scrittura più che scorrevole e riferimenti mitologici noti e abbastanza corretti, il libro si legge in fretta e non annoia mai – a meno che non si odino i personaggi dodicenni, il genere fantasy o una certa “banalizzazione” di elementi mitici che serve sia a strappare una risata, sia a rendere ancora più vicino un mondo di storie sempre attuale. A ogni modo, non siamo ai livelli deliziosamente demenziali di Pollon! :P

Link

Chi lo volesse comprare, può trovarlo a questa pagina: purtroppo non è l’edizione stra-economica – immagino anche fuori commercio – su cui ho basato questa non-recensione

9 pensieri su “Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – Il Ladro di Fulmini, di Rick Riordan

    1. Grazioso, non iper-profondo, ma nemmeno lontanamente superficiale come certa monnezza young adult che gira oggi.
      E c’è il mito greco, sfruttato per portare avanti discorsi sulle famiglie allargate, gli adolescenti problematici e il sentirsi esclusi, da una prospettiva più che altro adolescenziale (quel periodo è una ferita aperta per molti).
      Ci sono anche un bel po’ di scemenze buffe con i miti che si adattano alle logiche moderne del consumismo…
      Devo ancora scrivere del secondo e sto rileggendo il terzo. In generale, mi pare che il livello fosse simile per i cinque libri della prima saga, ma vedremo. I libri successivi al quinto non li ho ancora letti, non sono mai scesi di prezzo fino a questo punto :P

  1. Da tempo vorrei leggere questa saga, ho visto i due film e li ho trovati carini. L’edizione da 5 euri a volume mi intrigava ma poi non l’ho mai preso. Ci sono anche altri romanzi tipo Percy Jackson racconta gli Dei dell’Olimpo e Gli Eroi dell’Olimpo. Ora mi pare che Riordan si stia dedicando alla mitologia nordica.

    1. L’edizione da cinque euro temo che sia andata :( magari a causa del successo non esattamente potteriano dei film – che non sono male, ma apportano molti cambiamenti alla trama e ai personaggi, a cominciare dall’età (Percy dovrebbe avere 12 anni, nel Ladro di fulmini).

      Gli altri libri non li ho ancora letti, nemmeno quelli a tema egizio o nordico, perciò non so come siano. La penna di Riordan è buona, qua e là un po’ furbetta, ma è uno scrittore godibile, imho.

    2. Ormai io sono abituato alla collezione Frankenstein, p.e. le saghe pubblicate su Urania non sempre hanno lo stesso formato da un libro all’altro e coi manga siamo lì, a volte.
      Però, pigliarli a cinque euro mi piaceva di più che comprarli a tredici 😛

  2. Non è il mio genere e per via di certi pregiudizi personali nei confronti dell’editoria YA – per i motivi di diffusa spazzatura che anche hai citato – non credo lo leggerò. Però per come lo hai descritto lo inserisco in lista dei regali papaabili per i nipoti.

    1. Essendo scorrevole – come tecnica è molto migliore della Rowling, il signor Riordan, traduzione permettendo – credo che potrebbe piacere anche a pischelli che non provino interesse per la mitologia greca.
      Sospetto che possa essere meno interessante per sedicenni o giù di lì non attratti dal fantasy, perché il livello di paturnie dei personaggi non supera il livello di guardia (anche se ogni tanto si struggono un po’ pure questi semidei).

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