Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – Il Mare dei Mostri, di Rick Riordan

“Le famiglie sono un disastro. E le famiglie immortali sono un disastro eterno. A volte il meglio che possiamo fare è ricordarci l’un l’altro che siamo parenti, nel bene e nel male… e cercare di limitare al minimo le mutilazioni e le stragi.”
Ermes, in Il Mare dei Mostri

Eccoci al secondo libro della saga di Percy Jackson, alle prese con una nuova avventura epica: parallelamente alla ricerca di una reliquia dal grande potere, necessaria per la sopravvivenza del Campo Mezzosangue, vedremo delinearsi maggiormente il nuovo mondo di cui Percy è entrato a far parte.
Come bonus, avremo l’esplorazione di un altro aspetto delle famiglie allargate: i fratellastri!

Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – Il Mare dei Mostri 101

Scansione

Grazie al cambiamento delle fortune finanziarie della sua famiglia, Percy ha potuto permettersi di frequentare una prestigiosa scuola liberale dal livello di pericolo inesistente: non mancano bulli e stronzetti, ma sono decisamente più all’acqua di rose, rispetto a quelli delle scuole precedenti. E ha addirittura un amico, un ragazzino enorme e poco sveglio, chiamato Tyson!
Percy ritiene dunque di poter concludere l’anno senza farsi cacciare dalla scuola come al solito, ma le sue speranze sono malriposte: dopo un disastro mitologico, durante l’ultima partita di dodgeball dell’anno, deve fuggire assieme a Tyson, con l’aiuto dell’amica Annabeth.
Percy scopre ancora una volta che i guai non vengono mai soli: qualcuno ha avvelenato il pino di Talia, l’albero magico che protegge i confini del campo dai mostri, e per questo Chirone è stato sollevato dal suo incarico. In più, strani sogni tormentano le notti di Percy: l’amico Grover è in pericolo e Percy sa quanto possano essere importanti, i sogni di un semidio.
E per chiudere in bellezza, Percy scopre di avere un fratellastro, un ciclope bonaccione che lo mette in imbarazzo con gli altri semidei.
La soluzione a molti problemi sembra essere il recupero del Vello d’oro, una pelliccia d’ariete magica dal grande potere, capace di dare nuova forza agli elementi naturali…

La scheda

Autore: Rick Riordan
Titolo originale: Percy Jackson & the Olimpians, Book 2: The Sea of Monsters (2006)
Traduzione: Loredana Baldinucci
Edizione italiana: Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (2014)
Prezzo: 5 €

Tecnica e stile

Narratore in prima persona – sempre Percy – che parla al passato. Se non mi è sfuggito qualche paragrafo, stavolta il narratore non si rivolge direttamente al lettore, mentre racconta la storia.
Ancora una volta, abbiamo situazioni vivaci, espresse da frasi brevi e secche, e il punto di vista è saldo nel personaggio di Percy.
Il livello di questo secondo libro è pari a quello del precedente, ma con un dettaglio in più che, personalmente, non amo molto: i mini-riassunti. Ogni volta che ricompare o viene citato un personaggio già apparso nella storia, Percy si sente in dovere di raccontare qualcosa che lo riguarda e che proviene dal libro precedente.
Avrei apprezzato di più un glossario in appendice al libro, piuttosto che questi spiegoncini, ma so che c’è chi li gradisce.

La missione di Grover

Partecipante all’impresa della Folgore, Grover è stato ricompensato dal Consiglio dei Satiri con l’autorizzazione ad andare alla ricerca del perduto dio Pan, ritenuto morto da oltre duemila anni.
Sarà proprio durante la missione di ricerca, che Grover finirà in un grosso pasticcio con un mostro famoso, ma proprio quest’imprevisto permetterà agli eroi di scoprire il modo per salvare il Campo Mezzosangue, dato che grazie all’incidente, Grover ha scoperto l’ubicazione del Vello d’oro.

Il Mare dei Mostri

Quando gli eroi del mito viaggiano per mare (vedi alla voce Ulisse) devono affrontare il Mare dei Mostri: un tempo nel Mediterraneo, il Mare dei Mostri si è spostato assieme ai riferimenti di potere della civiltà occidentale, andando a occupare il triangolo delle Bermuda.
Scilla, Cariddi, le sirene, la maga Circe, l’isola di Polifemo: il Mare dei Mostri non è certo un posto in cui stare sicuri, nemmeno se si è figli di Poseidone, accompagnati da un fratellastro Ciclope, dalla figlia di Atena e da quella di Ares, su una nave manovrata da zombie sudisti agguerritissimi…
Non mancherà una sfacciata critica al consumismo sfrenato della civiltà occidentale, nel capitolo con l’Idra.

Figli di madri diverse

Quando un dio olimpico e uno spirito della natura si vogliono tanto tanto bene…ok, seriamente: tutta la saga è costellata di figli dei mitici adulteri degli dei dell’Olimpo e Percy, al Campo Mezzosangue, ha già visto come le cotte facili degli dei portino a miriadi di figli come risultati. Eppure, non gli è mai passato per la testa che avrebbe potuto non essere l’unico figlio attuale di Poseidone!
Se poi, il tuo fratellastro è un ciclope… I ciclopi sono poco intelligenti, ma astuti; sono enormi e fortissimi, immuni al fuoco e con un talento naturale per l’uso delle fucine e per la meccanica. Inoltre sono in grado di imitare le voci delle altre persone e hanno un udito finissimo.
A quanto pare, dal punto di vista dei semidei – ragazzi e ragazze quasi sempre di aspetto meraviglioso, avventurieri nati pieni di poteri – un fratellastro ciclope è l’equivalente di un parente ritardato: Percy diventa presto lo zimbello del Campo, quando suo fratello viene pubblicamente riconosciuto da Poseidone come suo figlio, siccome gli adolescenti non brillano sempre per empatia e sensibilità…
Percy aveva già un legame di amicizia con quello che scoprirà essere il suo fratellastro, ma il cambiamento improvviso del loro rapporto (Poseidone si è ben guardato dall’avvisare Percy di avere un fratello) lo manda in confusione.
Inoltre, Annabeth odia ferocemente i ciclopi, dato che uno di loro è responsabile di una grave perdita della figlia di Atena.

La trama orizzontale

Sebbene ogni libro sviluppi una trama a sé, è anche un tassello per una storia di più ampio respiro che si concluderà col quinto libro di questa serie, dedicata alla resurrezione di Crono.
Nel libro scorso – anche se non ne ho parlato – siamo venuti a conoscenza di un semidio, irretito dal potere di Crono che, facendo leva sul rancore del ragazzo per il padre, riesce a portarlo dalla sua parte, col fine di ritornare in vita per sovvertire l’ordine cosmico instaurato dagli dei dell’Olimpo.
In questo libro, si scopre qualche dettaglio in più: Chirone conosce una profezia dell’oracolo di Delfi che potrebbe riguardare Percy e il suo sedicesimo compleanno, rendendolo un potenziale e prezioso strumento per la rinascita del titano Crono.

Concludendo

Il Mare dei Mostri è un altro libro divertente e vivace, che unisce mitologia greca e mondo moderno per dare vita a un’euforica ambientazione mitoclasta.
Ancora una volta, abbiamo un viaggio – stavolta per mare, ma non proprio alla maniera di Ulisse e Giasone – e delle metafore sulla famiglia allargata, e fanno il loro ingresso alcuni nuovi personaggi che diventeranno ricorrenti nella storia, come il dio Ermes o il fratellastro ciclope di Percy.
Per chiudere, si delinea maggiormente il piano del villain della storia, il titano Crono, stanco della reclusione nel Tartaro: non tutti i nonni sono gentili e amano viziarti, alcuni preferiscono seviziarti
Ma non è ancora tempo per le riunioni di famiglia!

Link

Per chi lo desidera, un link all’acquisto del libro. Anche questa volta, in un’edizione diversa da quella non-recensita qui :P

11 pensieri su “Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – Il Mare dei Mostri, di Rick Riordan

    1. Possono cambiare tutto quello che vogliono ma il Mediterraneo no XD cooooomunque son passato in libreria e si trova solo l’edizione da 11 carte a libro, che non sono molti. Se non avessi già quattro o cinque libri in coda da leggere l’avrei preso. Prossimamente.

    1. Magari è fatto bene, vallo a sapere. Ma di solito, i fan made gradevoli durano poco, specie con certi fantasy, che richiedono soldoni per gli effetti speciali…
      Il ragazzino è più credibile, rispetto all’attore dei due film, sembra davvero uno sui tredici o quattordici anni.

    2. Credo che il terzo non l’abbiano mai fatto, gli altri due hanno avuto poco successo.
      Personalmente, i film di Percy li ho trovati migliori di, boh, Hunger Games e Shadowhunters (per tacere di Harry Potter dal terzo in poi) ma non posso negare che i libri di Percy siano più divertenti.

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