Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – La Battaglia del Labirinto, di Rick Riordan

“Sappiamo contro che cosa lotti ogni giorno. Conosciamo le tue indecisioni. Dovrai compiere la tua scelta, prima o poi. E la scelta potrà ucciderti.”
Giano, in La Battaglia del Labirinto

Quarto libro, manca poco alla fine della prima saga dedicata a Percy Jackson – l’unica che ho potuto leggere finora.
In vista del gran finale, aumenta il numero delle vittime, si chiude qualche sottotrama e visto che c’è un po’ di tempo, abbiamo pure un accenno di triangolo amoroso, che vede il nostro Percy come uno dei vertici.

Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – La Battaglia del Labirinto 101

Scansione

Il nuovo anno scolastico non è ancora iniziato, ma Percy non perde tempo a cacciarsi nei guai fino al collo – non si può dire che manchi di tenacia, nel suo tentativo di ottenere un’istruzione completa!
Sfuggito per un soffio a un attentato “dinamitardo” di una cheerleader, Percy torna al Campo Mezzosangue assieme ad Annabeth, scoprendo una situazione assai grave: la guerra con le forze di Crono – a cui si uniscono continuamente mostri, divinità minori e semidei – è imminente.
Il campo potrebbe non essere sicuro come si pensi, nonostante i suoi confini siano protetti dalla magia del Vello d’oro: uno dei tanti ingressi del Labirinto di Cnosso, dotato di vita propria e cresciuto nel sottosuolo del mondo sin dai tempi del mito, porta proprio all’interno del campo, perciò le forze nemiche potrebbero avere vita facile nell’invasione del luogo, se riuscissero a orientarsi all’interno del dedalo.
L’unica speranza è quella di raggiungere il cuore del Labirinto, per convincere il suo creatore a non schierarsi dalla parte di Crono, ma le forze che tramano contro l’Olimpo sono tante e dai poteri stupefacenti…

La scheda

Autore: Rick Riordan
Titolo originale: Percy Jackson & the Olimpians, Book 4: The Battle of the Labirinth (2008)
Traduzione: Loredana Baldinucci
Edizione italiana: Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (2014)
Prezzo: 5 €

Tecnica e stile

Ciò che ho già scritto per i libri precedenti vale anche per questo: il livello è pressoché identico, forse il libro è giusto un po’ più serio, pur non mancando le trovate buffe a cui siamo stati abituati finora – come i titoli dei capitoli, spesso stralunati, ma comunque in tema con gli eventi della storia, come Ricevo una telefonata anonima dagli Inferi o Nico offre gli happy meal ai morti.

Oggi si va per dungeon

Il coprotagonista d’eccezione di questo capitolo della saga è il Labirinto di Cnosso, costruito da Dedalo, figlio di Atena (in questa serie di libri): una buona parte della storia è costituita dall’esplorazione del Labirinto, un’ingannevole “creatura” capace di crescere come desidera di propria spontanea volontà, al punto da essersi esteso al di sotto di buona parte del mondo occidentale, nell’arco di alcuni millenni.
Si può dire che non esista luogo al mondo che non abbia il proprio punto di contatto con il Labirinto, almeno per qualche tempo: è nella natura di questo luogo ingannare chiunque vi entri, perciò il posto muta la propria struttura di continuo.
Ci vogliono occhi molto particolari, per poter trovare la strada in assenza del filo di Arianna, ed è qui che entra in scena…

Rachel Dare

In La Maledizione del Titano, Percy conosce una sua coetanea di nome Rachel Dare: capelli rossi, temperamento artistico, immune agli effetti della Foschia – il fenomeno che cela la natura meravigliosa del mito agli occhi dei mortali, così come dei semidei più giovani e inesperti.
Il suo ruolo nel raggiungimento del laboratorio di Dedalo, nel cuore del Labirinto, sarà vitale, ma la presenza di Rachel non sarà limitata al compito di guida del gruppo all’interno del dedalo: proprio quando il rapporto con Annabeth sembrava evolversi in una direzione precisa, la comparsa di Rachel nella storia getterà scompiglio tra i due, come in precedenza promesso da Afrodite.

Il grande dio Pan

Una delle sottotrame più importanti, la ricerca di Pan da parte dei satiri, trova qui la sua conclusione: non una fine tarallucci e vino, ma una che comunque suggerisce di prendersi carico della salvaguardia del mondo naturale in prima persona, senza aspettarsi che possa sempre venire un dio, a togliere le castagne dal fuoco per i mortali. E per i satiri, le driadi…
La conclusione di questa storia segna, si può dire, il passaggio di Grover all’età adulta, portandolo a una maturazione che influenzerà la conclusione della battaglia del Labirinto.

Nico

Abbiamo lasciato Nico Di Angelo, uno dei due nuovi semidei conosciuti nello scorso libro, in rapporti burrascosi con Percy e i suoi; mal consigliato da qualcuno, Nico ha imparato a padroneggiare i propri doni di nascita per uno scopo preciso, diventando un semidio dalla potenza non trascurabile e proprio per questo, una potenziale spina nel fianco per tutti.
La conclusione della sua sottotrama sarà un tassello fondamentale per l’avanzamento della storia nel prossimo libro.

La famiglia del Mulino Bianco perfetta

In ogni libro, i protagonisti si ritrovano a subire l’intromissione di qualche divinità dell’Olimpo, veri e propri Deus Ex Machina dai risultati controversi – non sempre rendono la vita dei protagonisti più facile: stavolta tocca a Era, sposa di Zeus e divinità protettrice del matrimonio, sempre pronta a fare di tutto per proteggere la famiglia.
Almeno, la parte della famiglia che lei considera presentabile, come evidenziato da Efesto, altro membro del dodekatheon apparso in questo quattro libro…

Bonus track: gossip sulla maternità di Atena

Nella saga di Percy Jackson, si sposa la tesi di quei miti secondo i quali Atena sarebbe vergine. Ma qui, Atena ha dei figli…come funziona?
Il libro lo spiega con dei sottintesi, per bocca di Annabeth: quando Atena si lascia affascinare da un mortale, intrattiene con lui una relazione puramente intellettuale, che porta i pensieri dell’uomo a fecondare la mente della dea. Aggiungiamo che Atena nacque dalla testa di Zeus, questo è un particolare importante… e il resto può essere facilmente immaginato!

Concludendo

La Battaglia del Labirinto si inserisce nel solco già tracciato dai capitoli precedenti, beneficiando del classico stile vivace dell’autore e confermando ancora una volta la formula dei libri di questa saga – che per me è l’unico, vero difetto di questa serie, dato che aiuta il lettore ad anticipare il ritmo della storia.
Aumenta il conteggio dei morti – c’è una battaglia nel titolo, non credo che possa essere una sorpresa per qualcuno, la dipartita di alcuni personaggi – ma la storia resta divertente e deliziosamente mitoclasta.
Non mancheranno dei power up per alcuni dei personaggi coinvolti… compreso l’ex-timido ed ex-pauroso Grover, che finalmente sta mettendo su due corna come si conviene a un satiro!

Link

Il solito link al negozio dell’editore, per chi fosse interessato

9 pensieri su “Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – La Battaglia del Labirinto, di Rick Riordan

    1. Soldi permettendo :P
      Della saga successiva, per esempio, esiste anche un mattonazzo che ne raccoglie alcuni.
      Poi ho sfogliato alcuni di quelli coi retroscena e ci sono cose divertenti, tipo gli dei che ricevono la posta come nelle riviste e rispondono a tono XD

      Diciamo che alla fine lo sa solo il Fato :P

  1. Zio Portillo

    Questo del labirinto è, a memoria, quello che mi è piaciuto di più. Peccato non abbiano sfruttato meglio la saga al cinema. Se non avessero avuto fretta di trovare il nuovo “Harry Potter” e lasciavano passare qualche anno, avrebbero sfornato delle pellicole niente male. E invece…

    1. I soldi fanno sempre gola, il problema è che una storia non è solo un prodotto da vendere, ma anche un sogno. E i film, anche se non sono brutti, sono meno carini dei libri e la storia dei primi due è stata cambiata troppo.
      A cominciare dal fatto che i protagonisti non sembrano certo dei dodicenni :P
      Sospetto che come saga sia ormai bruciata, cinematograficamente parlando…

    2. ed è un peccato: se fossero riusciti a traslare il tutto decentemente di alcuni anni sarebbe anche potuto essere divertente, ma comunqyue traslate alcune scene importanti ci dovevano essere…
      i due protagonisti, lerman e daddario, mi piacevano…
      PS: bella recensione^^

  2. Ti ringrazio per i complimenti, Austin 😀
    Alla fine, i film erano graziosi, ma molto lontani dai libri – per fare un parallelo, quelli di Harry Potter si mantenevano più vicini allo spirito dei libri, pur con i cambiamenti del caso e la crescita fisica di certi interpreti (e lì è natura; al limite, sapendo di doverne cavare fuori dei film, la Rowling avrebbe potuto non sbilanciarsi troppo sugli scatti di crescita di Ron e Harry).
    Nel caso dei film su Percy, hanno pigliato interpreti di bell’aspetto – e ci sta, sono semidei, una categoria mitica che comprende pochi bruttini – erano solo un po’ grandi per quei ruoli, per il resto erano in parte anche come interpretazione 😉

  3. secondo me il primo ci poteva anche stare, più maturi e quindi tutto più diretto, senza bulli ma invece con tradimenti e allusioni.
    ma il secondo ha spoilerato la lotta contro crono xD
    PS: anche se il secondo ha dato più spazio ai poteri di percy

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