Destino e divinità in Corea: Goblin

Rieccoci al nostro angolino saltuario dei drama coreani!
Oggi tocca a Goblin, una storia urban fantasy che, in patria, ha ottenuto un certo successo. Meritato o no?
Scopriamolo insieme!

Goblin 101

Da sinistra: il Cupo Mietitore, Sunny, Deok-Hwa, Kim Shin ed Eun-Tak
(Fonte: account Twitter)

Il generale Kim Shin, uccisore di un migliaio di uomini per amor di patria e caduto vittima di una congiura di palazzo, ha ricevuto da Dio un dono e una maledizione: è stato trasformato in un Goblin, un’entità dai grandi poteri, ma la cui immortalità lo condanna a veder morire tutti coloro che ama.
Solo una donna, la leggendaria sposa del Goblin, potrà estrarre dal petto dell’uomo la spada – altrimenti invisibile e intangibile – che simboleggia la colpa del generale, per liberarlo dalla sua vita eterna.
Novecento anni dopo, l’intromissione del Goblin nella vita di una donna, incinta e moribonda, decreta la comparsa della sposa: è Ji Eun-Tak, una ragazza che può vedere i fantasmi ed esercitare un certo controllo sul Goblin.
Tra fantasmi, parenti avidi e Cupi Mietitori che le danno la caccia, la vita di Eun-Tak resterà piuttosto movimentata, nonostante la protezione di Kim Shin…

La scheda (Wikipedia, ti devo un sacrificio umano!)

Titolo originale: Sseulsseulhago Chanlanhasin – Dokkaebi
Sceneggiatura: Kim Eun-Sook
Casa di produzione: Hwa and Dam Pictures
Distribuzione: tvN (2016)
Streaming: Viki
Subber: The Immortal Team

Genere

Goblin può rientrare in alcuni generi: commedia (normale e sentimentale) urban fantasy, dramma e storia in costume.
La commedia è il genere preminente per buona parte della storia, ricca di siparietti divertenti e un po’ folli.
Il dramma predomina nel finale della storia, ma anche in diversi momenti del “lavoro” del Cupo Mietitore, che ha il compito di condurre le anime di defunti alla loro prossima vita.
Lo urban fantasy tende ad appoggiare ora un genere ora l’altro, sfruttando il Goblin, i Cupi Mietitori, i fantasmi e due divinità enigmatiche.
Non mancano inserti in costume, nella forma di numerosi flashback ambientati novecento anni prima del presente della storia, nel periodo Goryeo.
Nel complesso, i generi vengono bilanciati tra loro piuttosto bene, sviluppando una storia abbastanza coerente, anche se non perfetta.

Difetti

All’inizio, la storia ha un buon ritmo – capitano delle cose al momento giusto, ci sono diversi momenti comici senza inseguire la gag a tutti i costi, sono presenti delle scene d’azione (poche, in verità) – poi Goblin perde tensione, per due episodi circa, alternando qualche momento vivace a scene che languono inutilmente, in cui i personaggi si struggono senza portare avanti la storia. È quasi come se qualcuno avesse voluto allungare il brodo.
La serie si riprende presto, portando avanti la storia principale e le diverse sottotrame in modo interessante.

Le strane coppie

Goblin ha quattro personaggi principali, due uomini e due donne, le cui relazioni reciproche determinano i rapporti che sviluppano la storia.
Ji Eun-Tak è la giovane sposa del Goblin, destinata a porre fine alla sua immortalità sin da quando il semidio le salvò la vita, mentre era ancora nel grembo materno; allegra nonostante molte sfortune, si impegna in tutto ciò che fa e ha sviluppato un carattere un po’ avido – una gag ricorrente la vede chiedere al Goblin una somma di denaro precisa…
Eun-Tak può vedere e sentire i fantasmi, è apparentemente immune a molti poteri del Goblin e può evocare quest’essere spegnendo una fiamma col proprio soffio.

Kim Shin è stato un generale in difesa del regno di Goryeo, responsabile della vittoria della nazione in innumerevoli battaglie. Morto a causa degli intrighi di un consigliere (per inciso: complimenti all’attore, un buon lavoro da caratterista nel tratteggiare un uomo viscido e ambizioso) Kim Shin è stato trasformato da Dio in un essere dai poteri sconfinati, che spesso usa per proteggere e aiutare specifiche persone nel raggiungere la felicità, come un nume tutelare.
Kim Shin è servito da una famiglia sin da quando divenne Goblin: queste persone si fingono parenti del semidio con diversi ruoli famigliari, dato che il Goblin non può invecchiare e deve simulare diverse identità false, e le loro morti.
Il Goblin possiede diversi poteri: il clima è allineato al suo stato d’animo – per la gioia di Donald Trump, che può sostenere che il surriscaldamento globale non è dimostrato, perché i capricci del clima sono colpa di Kim Shin :P ; può guarire le ferite, anche molto gravi; può teletrasportarsi ovunque desideri, attraversando qualsiasi porta; può vedere il futuro; può alterare la materia; può volare; varie ed eventuali.

Il Cupo Mietitore è un peccatore, la cui grave colpa lo ha trasformato in uno psicopompo senza memoria della propria vita passata: il suo lavoro consiste nell’agevolare il passaggio delle anime dei morti alla loro destinazione ultraterrena (paradiso, inferno, reincarnazione).
Tra i poteri del Cupo Mietitore ci sono: la capacità di diventare invisibile ai mortali – ma non alla sposa del Goblin – indossando un cappello fuori moda di alta sartoria; la telecinesi; la telepatia; l’alterazione dei ricordi; la scoperta delle vite passate altrui; la preparazione di un tè che cancella i ricordi della vita passata nelle anime; la restituzione dei ricordi delle vite passate. Inoltre, il suo tocco è così freddo da rendere ghiacciata la birra al punto giusto!

Sunny/Kim Sun è la giovane e sfacciata proprietaria di un ristorante specializzato nei piatti di pollo ed è l’unica persona priva di poteri tra i personaggi principali.

I quattro sono legati tra loro da relazioni reciproche, ma ne citerò solo alcune: Eun-Tak e Kim Shin sono ovviamente gli amanti voluti dal destino, altrimenti perché la ragazza sarebbe chiamata la sposa del Goblin?
La loro relazione nasce per interesse: il Goblin è pieno di poteri e più ricco di Creso e la ragazza può evocarlo quando vuole soffiando su una candela, mentre al Goblin serve la ragazza per porre fine alla propria vita. Il che non è proprio un buon presupposto per un matrimonio duraturo…

Il Cupo Mietitore è innamorato – ricambiato – di Sunny, per motivi che risulteranno chiari sin dal loro primo incontro, ma che verranno esplicitati molto avanti nella storia: il problema è che il Cupo Mietitore è davvero un uomo strano, per gli standard moderni!
È restio a dire il proprio nome (non lo ricorda) e a presentare un biglietto da visita, a parlare del proprio lavoro, della propria religione… ogni volta che gli viene posta una di queste domande, lui ha bisogno di pensarci fino al prossimo appuntamento!
Aggiungiamo la sua espressione spesso moscia – tanto di cappello all’attore, quell’aria perennemente scoglionata lo rende piuttosto buffo – e se non ci fosse un motivo speciale per la loro attrazione reciproca, non si capirebbe l’insistenza di Sunny nel provarci con lui.

Kim Shin e il Cupo Mietitore sono nemici-amici: si stanno antipatici a vicenda per motivi non ben specificati, ma chiari dalle prime puntate a chiunque sappia fare 2+2, e in più, il “nipote” umano di Kim Shin, un ragazzetto superficiale e viziato, ha affittato una stanza della casa del Goblin al Mietitore per decenni, costringendo queste due entità a vedersi tutti i giorni!
D’altro canto, non sono tante le persone con cui i due possano mostrarsi per ciò che sono, così lontani dall’umanità per via dei loro poteri: tra i due nascerà una forma di amicizia e collaborazione molto particolare, fortunatamente senza forzature.

Chi manca? Kim Shin e Sunny, Eun-Tak e Sunny e infine, il Mietitore ed Eun-Tak: le loro relazioni nella storia sono facilmente intuibili nel giro di poche puntate, quindi non è che ci siano grandi colpi di scena relazionali all’orizzonte, a ogni modo non ne parlerò qui! :P

Personaggi secondari

Yoo Deok Hwa è il superficiale “nipote” (in futuro, il “padre” e il “nonno”) di Kim Shin; è anche il viziato erede della fortuna che la famiglia Yoo ha costruito nei secoli, grazie al potere del Goblin: il ragazzo, dongiovanni e gaudente, darà vita a diversi siparietti nella sua costante aspirazione alla carta di credito di famiglia, e riserverà una grossa sorpresa nella seconda metà della serie.
La misteriosa entità che si mostra con l’aspetto di una vecchia, o di una giovane vestita di rosso, metterà in moto diversi eventi, operando in modo sottile per agevolare la risoluzione di certe tensioni.
I diversi fantasmi, che come fanno tutti i fantasmi, esigono da chi li veda – e non possa opporre particolare resistenza – dei favori legati ai propri rimpianti. Alcuni di questi esseri saranno però dei validi amici per Eun-Tak, aiutandola in diversi momenti.
Nelle fasi finali della storia – forse un po’ troppo tardi, a parer mio – fa la sua comparsa un inquietante antagonista, che con un colpo di retcon diventa responsabile di numerosi eventi nefasti nella storia.

Concludendo

Goblin è una serie divertente, dotata di un buon ritmo e di personaggi simpatici, per cui è facile provare simpatia. La sua storia è frutto di un buon equilibrio tra diversi generi e non risulta mai monotona – nonostante un paio di puntate sprecate all’inizio della serie, in cui non succede praticamente nulla perché sono scritte o dirette in modo lento, nel senso peggiore del termine.
Escludendo queste puntate poco riuscite, la serie ha ben poche sbavature – la storia è coerente con le proprie premesse e non succedono cose per caso – e alterna momenti comici e drammatici; in più, la sua ambientazione presenta un punto di vista preciso sulla natura della vita, del destino, della libertà di scelta e del divino, per chi desideri qualche spunto di riflessione.

Link

La pagina di Viki da cui poter seguire la serie

33 pensieri su “Destino e divinità in Corea: Goblin

  1. Sacripante! Seguo le tue puntate nel cinema e serie TV d’Oriente e prendo nota. Ma con tutti questi nomi ho una tale confusione ;) comunque sempre interessante vedere approcci dall’altra parte del mondo.

    1. I nomi creano confusione pure a me, se va bene ne ricordo tre 😛 gli altri li pesco da Wikipedia!
      Anche perché queste serie le seguo senza prendere appunti, non posso chiedere agli amici di interrompere ogni due minuti perché devo prendere nota ^_^
      La prossima di cui parlerò, tra qualche tempo, è promettente 😀
      Comunque, son contento che tu sia incuriosito ;)

    2. Addirittura una comitiva per guardare film e serie coreane, forte!
      Non troverei mai il modo di organizzarmi per qualsiasi serie, già è tanto se trovo il tempo per guardarle da solo…

    3. Fortissimo! Serie e giocata di ruolo!
      Ad averne di amici del genere. E non è un problema di scelta, a parte da piccoli coi giochi da tavolo, ho sempre conosciuto solo alcolizzati (ne faccio parte, eh) che si spaccano da quando staccano fino a cena e oltre.
      Stavamo organizziando con Johnny dato che non abita lontanissimo da me poi non abbiamo fatto più nulla.

  2. Lodevole e meritevole lavoro di schedatura e recensione di un genere a quanto pare prolifico ma davvero impegnativo: già non seguo le fiction di casa nostra, figuriamoci le asiatiche :-P Una cosa è un film, che ha una durata limitata, un’altra è una miniserie.
    Comunque voto per la proposta di redbavon: Peppe O’Cinese di sicuro! ^_^

    1. È da un po’, che tendo a preferire le serie ai film, forse perché hanno più spazio per sviluppare i personaggi. Certo, tra un brutto film e una brutta serie scelgo di passare il tempo in altro modo … ehm, il film, perché dura di meno 😉
      Comunque, una cosa buona delle serie coreane è che chiudono la storia in una stagione: sedici episodi circa e fine, anziché essere interrotte per scarsi ascolti.
      Riguardo ai nomi, ci prenderò la mano. 😛

    2. Loro sì che sono seri, non come le nostre miniserie che a prescindere rimangono “aperte”, perché magari scatta un’altra stagione se gli ascolti sono buoni. E se non sono buoni, rimane tutto aperto e irrisolto.
      Viva il Corean Style :-P

    3. Sicuramente è meglio del sistema ABC, cioè: butto lì uno spunto buono, pesto l’acqua nel mortaio per una due stagioni e solo quando gli ascolti calano, metto la trama, ma due puntate dopo chiudo col cliffhanger perché adoro le maledizioni del Conte Gracula -_-

  3. Cumbrugliume

    Sono anni che per sfizio dico di voler provare a seguire una serie coreana, ma poi mi fermo sempre prima di cominciare! Potrei proporla al MIO gruppo di gioco di ruolo, ma temo che non sarebbe apprezzata quanto la nostra classica mangiata di salsicce e vino :D In ogni modo… Me ne consiglieresti una abbastanza “adulta” da provare?

    1. A oggi ho visto solo tre serie coreane, tutte e tre sono abbastanza divertenti e con elementi di commedia sentimentale: Strong Woman Do Bong-Soon, Master’s Sun e questa Goblin. Poi abbiamo iniziato da poco Oh my Ghostess, anche questa è buffa ed è un filino maliziosa (la ragazza fantasma ha il cruccio di essere morta vergine, dunque ogni tanto possiede una bella donna nel tentativo di portarsi a letto qualcuno, ma le cose non vanno mai come vorrebbe…)

      Noi ci tariamo su serie spiritose, che trasversalmente finiscono per avere elementi fantasy e una qualche storia d’amore, ma immagino ci siano anche serie più… serie: noi le guardiamo su viki.com, una TV in streaming legale – gratuita con spot o senza pubblicità con abbonamento mensile: potresti provare lì a cercare qualcosa di tuo gusto, ha serie e film provenienti da un sacco di paesi asiatici, ma credo siano tutti sottotitolati. La palla è che hanno un sacco di pubblicità, piazzate senza alcun ritegno per il flusso dell’episodio XP a una certa, la padrona di casa s’è fatta l’abbonamento :P

    1. Sì, ho visto solo tre serie e con gli amici sono a metà di Oh my Ghostess, davvero graziosa e divertente XD
      E poi mi permette di parlare di un approccio un po’ diverso alla serialità, rispetto a quello americano.

      Hai fatto la subber? Di serie coreane?

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