Rinascita: La spilla

Nel 2017, la DC Comics ha pubblicato, sulle testate monografiche dedicate a Flash e Batman, una storia legata all’intrigo portante della Rinascita, ovvero la comparsa di una spilla rappresentante uno smile, con una macchia di sangue sulla sua superficie.
La RW decide di pubblicarla allo stesso modo in italiano: alternandosi tra le riviste di Batman e Flash, la storia si snoda in quattro episodi, dando l’idea di svelare il segreto di Pulcinella dietro a questo parziale resettone della continuity.
Cercherò di andare avanti senza fare spoiler gravi.

La spilla 101

Una misteriosa interazione energetica tra la spilla trovata nella batcaverna e la maschera dello Psicopirata apre un varco momentaneo per il Flashpoint, la linea temporale alternativa che, nell’omonimo evento a fumetti, viene creata da Flash grazie a un viaggio nel passato.
Il varco mostra in forma spettrale il Batman del Flashpoint, ma ad attraversarlo sarà una figura decisamente meno amichevole: Eobard Thawne, l’Anti-Flash.
Dopo circa un minuto, farà la sua comparsa nella batcaverna anche Flash, che troverà Batman in uno stato pietoso… e l’Anti-Flash morto stecchito!

La scheda

Titolo originale: The Button
Testi: Tom King, Joshua Williamson
Disegni: Jason Fabok, Howard Porter
Traduzione: Stefano Visinoni, Stefano Formiconi
Albi: Batman 22 (3,50 €); Flash 22 (3,95 €); Batman 23 (3,50 €); Flash 23 (3,95 €)
Editore originale: DC Comics (2017)
Edizione italiana: RW Edizioni (2017)

I disegni

I due disegnatori, alternati tra le riviste dedicate a Batman e Flash e accompagnati da diversi coloristi, offrono entrambi una buona prova, ciascuno con il proprio stile: tutti e due fanno uso delle classiche anatomie supereroiche, producono vignette ricche di dettagli e scelgono di disegnare volti molto realistici.
I quattro episodi della storia sfoggiano delle prospettive variegate e – imho – corrette.

La storia (con modesti spoiler, sennò di che stiamo a gracchiare?)

L’irruzione di Anti-Flash nella batcaverna, e la sua successiva morte nello stesso luogo, spingono Flash e Batman a indagare su chi o cosa possa aver ucciso per l’ennesima volta l’arcinemico del turbopischello velocista: quest’ultimo rispolvera la sua versione del TARDIS (non giriamoci intorno, è un tapis roulant hi-tech!) e si mette in viaggio nel tempo con Batman.
Il viaggio dei due supereroi sarà l’occasione per un ritorno all’interno del Flashpoint, che una forza misteriosa (io punto tutti i soldi degli altri sul tizio blu con la laurea in fisica!) sta mantenendo in esistenza parallelamente al mondo normale.
Per Bruce sarà l’occasione per una brevissima riunione di famiglia, prima che ai lettori venga mostrato il destino di Anti-Flash.

Another speedster in the dust the past

Oltre ad Anti-Flash, fa una breve comparsa un altro velocista, desideroso di ripetere il numero di escapismo cosmico già riuscito a Wally…
Ma, come dice Flash,

(…)io non ero il parafulmine di cui aveva bisogno.

Immagino che un giorno tornerà, ma chissà in quale occasione.

La legione dei super-spoiler

In una storia di Batman, si è vista una donna tracciare il simbolo della Legione dei Super-Eroi su un vetro appannato, in una cella dell’Arkham Asylum.
Qui, ne La spilla, la stessa donna dà di matto mentre guarda una partita di hockey, predicendo la morte di un giocatore in campo e collegando il fatto a un disastro futuro.
Non sono ferrato sulle centinaia di personaggi secondari dei fumetti DC, perciò non so chi sia la donna – immagino un membro della Legione, finito nel passato chissà perché – e non so nemmeno se il giocatore morto sul ghiaccio avrà un’importanza nel futuro prossimo dell’ambientazione, o se al momento sia “solo” uno dei tanti fallimenti dei supereroi da qui a venire.

Il vecchio misterioso, almeno per me…

Nel primo albo della Rinascita, tra i tanti personaggi che vengono mostrati per poche vignette, ne appare uno particolare: è un uomo molto anziano e poco lucido, che da l’impressione di essere un ex-supereroe, ricoverato in una casa di cura.
L’anziano fa una breve comparsa nel secondo episodio de La spilla, dandosi la colpa per la scomparsa della Justice Society.

Concludendo

Chi spera di trovare ne La spilla qualche risposta al movente interno del resettone  DC (quello esterno alla storia è chiaramente il recupero di lettori) troverà al massimo delle leggere conferme su alcuni fatti, riguardo ai quali non c’era alcun dubbio: per esempio, nel finale si vedrà la mano del colpevole.
Altri due eventi come questo e ne vedremo pure il viso? :P
Per il resto, la storia ribadisce alcune domande senza offrire nessuna risposta, né un indizio. O almeno, nessun indizio che un caprone come il sottoscritto sia riuscito ad afferrare: ho avuto la possibilità di leggere ben poco fumetto americano, mainstream o meno, dunque potrebbero mancarmi dei fondamentali.
In compenso, l’incontro tra il Batman ufficiale e quello del Flashpoint potrebbe essere l’occasione per un cambiamento di prospettive in Bruce, o almeno per una deviazione dal suo standard, dato che il Batman del Flashpoint gli ha offerto un punto di vista che il nostro non potrà permettersi di ignorare…

37 pensieri su “Rinascita: La spilla

  1. Io ci provo, ma niente: la filosofia narrativa DC/Marvel proprio non la sopporto, con questi intrecci intricati carpiati volanti e autoraggomitolanti. Personaggi sparsi, eventi da ricordare di mille fumetti fa, boh, sarà un mio difetto: sono cresciuto con Topolino che non aveva passato, con Tex che ha avuto solo due o tre momenti topici in 70 anni, con Dylan Dog che aveva giusto un padre strano che non ho manco mai capito: sono cioè cresciuto con la serialità classica, quella del feuilletton ottocentesco e del pup novecentesco, dove gli autori dovevano tener conto che i lettori non potevano aver seguito proprio tutte le puntate precedenti e in ogni storia dovevano esserci tutti gli ingredienti. Bisognava esser bravi per scrivere puntate che fossero anche storie complete, ed è per questo che quegli autori hanno scritto la storia della letteratura. A buttare personaggi a cazzo che torneranno fra dieci anni su chissà che testata, sarò banale ma… so’ boni tutti!
    Però ho scoperto che cambiando sedia, pensando cioè da scrittore invece che da lettore, anche in me – uno dei rari fieri oppositori del seriale frammentario – c’è il germe della frammentarietà. Cazzeggiando con racconti e fan fiction, mi sono ritrovato inaspettatamente tentato dal frammentare, dal proseguire la storia di un personaggio da un’altra parte, raccontando di un altro personaggio: avevo l’insana voglia di far zompare i miei personaggi da una parte all’altra, rendendo quindi molto difficoltoso per un eventuale lettore seguirne le avventure. Insomma, ho scoperto di avere istinti DC/Marvel che ignoravo, ma questa non sembri una contraddizione. Io non sono uno scrittore, sono uno che gioca (o cazzeggia) con la scrittura, ecco perché dico che bisogna essere bravi per la serialità classica: io che non sono bravo sento una spinta alla serialità frammentata! :-P

    1. Eccomi. Rispondo anche al tuo secondo commentone. Non prenderla a male, niente di personale ma non è affatto vero ciò che dici. Seguo comics da una vita e non ho mai avuto alcuna difficoltà a capire cosa stessi leggendo, non è vero che c’è bisogno di leggersi tutto tutto per comprendere una storia, addirittura incomprensibile… sfido qualunque lettore di comics Marvel o DC ad aver letto tutto il pubblicato, ad avere un quadro completo al 100%, è inutile e folle allo stesso tempo. Faccio un esempio, voglio leggermi l’Uomo Ragno, bene compro la sua serie ma l’Uomo Ragno ha anche fatto parte degli Avengers, mi devo comprare anche loro? No! Una volta che so che è uno di loro, leggermi gli Avengers o meno non cambia nulla, la crescita e l’evoluzione del personaggio sarà solo nella sua serie, poi certo ci sono storie e storie, personaggi e personaggi ma per nessuno è necessario leggere tutto al 100%. Altro esempio le saghe, ne ho lette una miriade e spesso e volentieri le storie collegate ad esse sono un “in più”, se lo vuoi lo prendi se no è la stessa cosa, salvo eccezioni come le saghe Infinity e Secret Wars strettamente legate alle serie degli Avengers ma perché di fatto erano un unica storia dello stesso autore, o crossover come quello in questione, La spilla, dove la storia rimbalza da Batman a Flash.
      Secondo il tuo ragionamento nessuno può capire nulla da alcuna storia, ergo nessuno inizierebbe mai a leggere comics, e invece no, anzi è un discorso che si potrebbe benissimo applicare non solo ad universi condivisi come quelli Marvel, DC, o Alienverse che hai citato, ma anche a serie come Orfani (quindi torniamo in Bonelli), The Walking Dead (che sarà un comics americano ma inizia e finisce in quella serie) e un qualsiasi manga giapponese che non sia una miniserie. Se mi compro un qualsiasi volume delle tipologie sopractitate ovviamente non ci capirò nulla della storia, anzi in questi casi è anche peggio perché bene o male un ciclo di storie Marvel o DC si chiude mediamente entro 4-6 episodi per poi essere raccolto in volume, volume totalmente leggibile a se, però se ci si mette la buona volontà che mi pare essere il vero problema qua, perché qualsiasi storia raccolta in volume ha un inizio, uno svolgimento e una fine perfettamente comprensibile a tutti, poi se il lettore su dieci personaggi 3 o 4 la cosa, salvo eccezion come gli esempi di prima, non influisce sulla storia, semmai se tizio o caio son piaciuti ci si può informare, se no amen.

      Poi il discorso che son tutti buoni a scrivere inserendo personaggi a caso apparsi dieci anni prima suona neanche tanto velatamente arrogante, capisco il gusto personale, se non ti piacciono certi tipi di serie va benissimo ma certe affermazioni lasciano il tempo che trovano. C’è una continuity da rispettare, quindi gli autori non hanno una totale libertà creativa e devono dimenarsi nel creare soluzioni adatte alla storia che non vadano ad intaccare il passato di tizio e caio e non sempre ci riescono. Se son tutti bravi com’è che spesso scazzano? E neanche tanto tra le righe stai dicendo che i Bonelli (o simili) son meglio. Peccato che anche tra i comics mainstream ci siano delle storie notevoli che hanno avuto la loro bella importanza nel genere. Peccato che anche tra i Bonelli nelle loro 96 pagine fruibili a tutti scrivano spesso e volentieri delle boiate che non appagano il lettore. E a proposito delle 96 pagine, la differenza sta anche qua, di fatto è come se ogni numero di un qualsiasi Bonelli da te citato corrisponda ad un TP americano che raccoglie dai 4 ai 6 episodi pubblicati precedentemente singolarmente. Sono scelte editoriali diverse ma personalmente sento meno stimolo a leggere mensilmente Dylan Dog se tanto non c’è una storia di fondo che mi spinga ad andare avanti, posso anche non leggerlo per sei mesi e riprendere dopo che è la stessa cosa.

      Alla fine è solo un discorso di pura pigrizia, è un po’ come volere la pappa pronta, non c’è niente di male in questo ma apprezzerei una maggiore sincerità piuttosto che argomentazioni che non corrispondono a verità.

    2. Direi che può essere anche una questione di allenamento o abitudine, più ne leggi, più è facile leggerne e capirne i riferimenti.
      Sono mondi vasti e non sempre precisi al millimetro, come coerenza. A volte aiutano le note dei redattori e le pagine di Wikipedia, specie in inglese (son completissime e, se corrette, tappano molti buchi nella conoscenza dell’ambientazione).

    3. Indubbiamente, rimane il fatto che mi pare un esagerazione sostenere che sono incomprensibili. Per me è sempre stato stimolante per leggere altro e come dici ci sono tanti modi per colmare quei vuoti.

    4. Vabbè, Lucius ha messo la cosa in termini abbastanza soggettivi e quando dice che trova certi personaggi male inseriti nekle storie, non mi sento di dargli del tutto torto: è un problema anche dei manga, ma su scala minore, perché tendono a usare universi più chiusi e limitati e, per quanto ce ne siano che girano da cinquant’anni, la norma è che si concludano o muoiano per scarse vendite.

    5. Ripeto, estremizzando all’inverosimile la realtà dei fatti. Rimane il problema che se mi leggo un qualsiasi numero di One Piece, anzi no facciamo di One-Punch Man che è iniziato da “poco” non ci capirò mai nulla, non hai una storia completa e fruibile per il lettore occasionale quanto quello fidelizzato, o te lo leggi tutto dall’inizio alla fine o non ha senso farlo, quindi anche in questo caso se piace e si ha la buona volontà si recupera il mancante o si prosegue. In pratica quello che vuole o preferisce Lucius sono storie a la “signora in giallo”, apparentemente sembra un “problema” per il lettore che si approccia a Marvel e DC ma in realtà è un “problema” che tocca tutta la narrativa e l’intrattenimento mediatico, quindi anche serie tv e film, ma alla fine non è che il problema sono i lettori?

    6. Con la Signora in Giallo mi fermo, evidentemente parliamo lingue diverse, e sono giorni che sto lottando contro gli elitari e gli Illuminati, che chi non la pensa come loro (o non legge le stesse cose) è stupido: non ho intenzione di farlo anche qui. Per la Marvel, poi! Tientela stretta, che non te la rovina nessuno.
      Pensa che oggi volevo citare Dumas, come simbolo della serialità classica che tu tanto disprezzi, cioè uno stile che da duecento anni detta le regole nella letteratura mondiale e ha dominato il fumetto fino a tempi recenti, ma mi inchino alla Signora in Giallo. Che ne sai, magari vende più lei che roba tipo One Piece :-P

    7. Guarda delle prese per il culo ne faccio a meno, anche perché hai sbagliato tutto e di grosso anche. A me frega cazzi che non leggi le stesse cose, l’ho scritto chiaramente che i gusti non si discutono ma forse fai fatica a comprendere pure quello e senza aver commentato in un altro blog pensa un po’, visto che 1) ho scritto chiaramente che ci sono le dovute eccezioni e 2) non disprezzo affatto la serialità classica ma non intendo giustificarmi con te 3) con la battuta su One Piece non mi metto mica a piangere, non ho dubbi che sia meglio la signora in giallo.
      Per me il vero problema è il tuo modo di approcciarti a questo tipo di fumetti volendo sapere tutto ma proprio tutto di X-23 o chi per esso, poi che non ti piacciano ci sta tutto, a me non cambia la vita.

    8. Pensate, avete l’esperienza unica di conoscere la testimonianza di chi riesce nell’impossibile, cioè di chi pur provandoci da trent’anni non riesce proprio a seguire l’universo Marvel (DC è pure peggio!): almeno sono la prova che non è impossibile :-P

    9. Premettendo che il “so’ boni tutti” era una battuta, che evidentemente m’è venuta male, il problema è che non è che io sia proprio nuovo al mondo dei fumetti, diciamo usato sicuro :-P
      Lo ammetto sempre che è un mio problema il non riuscire a capire lo stile sfaccettato DC/Marvel – ero un giovane divora-fumetti negli anni Ottanta quando provai i Fantastici Quattro, senza capirci una mazza e fermandomi dopo (indovina?) quattro numeri! ^_^ Eppure i cartoni in TV degli eroi Marvel erano splendidi: pensa, c’erano storie che iniziavano e finivano! – ma non è vero neanche il discorso che fai tu: io seguo l’Uomo Ragno e fine. Ma scherziamo?
      L’anno scorso per gustarmi “Logan” ho voluto leggermi le avventure di X-23 per capire il personaggio, che inizia in una testata, passa a un’altra e intanto fa cose in quell’altra, gira per una e si ritrova nell’altra. Nulla di male, ma il problema è che cresce, si evolve e fa cose. Visto che non ho trovato un solo sito che sia in grado di dare una bibliografia precisa del personaggio – per “precisa” intendo con titoli e date, non chiacchiere – ad un certo punto in una testata è una ragazzina complessata, vado al fumetto successivo ed è un’ex prostituta drogata. Oh, ma che è successo? Ma quand’è che è diventata una prostituta? Perché m’era sfuggita una saga successa da un’altra parte, in tutt’altra testata: ecco perché non è assolutamente come dici tu.
      Leggo il Punisher dal 1988, quando si chiamava Punitore, e all’epoca a me le supertutine non piacevano e leggevo solo la mitica testata “Il Punitore” della Star Comics. Fin lì tutto bene, perché c’erano solo storie conclusive di Frank – bei tempi – poi un giorno arriva un tizio strano che comincia a menargli, senza dire niente, diventano poi amici e se ne va. Ma chi è quel coglione? Anni dopo ho scoperto che era Wolverine: ma come non conosci Wolverine? No, io leggo il Punitore, perché dovrei sapere chi è Wolverine? E perché non è stata spesa una sola parola a dire chi è quello e perché va in giro a menare la gente? Ma soprattutto, chi non legge la testata “Il Punitore” ora non sa che i due sono “amici” (fra mille virgolette).
      In un’altra puntata arriva un tizio che dice e fa cose come se fosse il re del quartiere: e ora chi è questo? Frank ovviamente lo conosce da sempre e fanno riferimenti a un passato che non capisco: mi dite qualcosa? Niente. Anni dopo scopro che era Daredevil. Ma come, non conosci Daredevil? No, il leggo “Il Punitore”, non conosco Daredevil, altrimenti leggerei le sue avventure.
      Ma queste sono sciocchezze, il problema succede quando io leggo una testata e i personaggi vivono traumi o rimangono feriti in altre testate: come faccio a saperlo, se io continuo a leggere una sola testata?
      Come ho scritto ben chiaramente e ho ben sottolineato, non voglio difendere la Bonelli visto che non mi piace più e da più di dieci anni non leggo i suoi fumetti, l’ho usata solo per fare un esempio di serialità classica: in un qualsiasi momento, dal 1948 ad oggi, vai in edicola, compri Tex e la storia la capisci subito, perché non c’è passato: c’è un protagonista che deve risolvere un problema – che non dura mai più di 2-3 albi – e la spalla comica. Punto. Il passato di Tex non viene svelato in un’altra testata, come avviene per la DC/Marvel, se un suo personaggio ricorrente rimane ferito non viene mostrato in una saga divisa in quattro testate: tutto avviene sempre e solo in una testata. Non dico che sia bello – sebbene sia il primo fumetto d’Italia – dico che la serialità classica raggiunge tutti, sia lettori fidelizzati che lettori saltuari che lettori distratti. Una persona ha anche il diritto di essere un lettore distratto: il mio pensiero è che un lettore distratto ha molti più problemi con DC/Marvel che con un qualsiasi altro fumetto dalla serialità classica, che sia americano, giapponese o polacco.
      Quando mi sono appassionato a Wolverine ho provato a leggere qualcosa, ma a parte saghe ben definite, come le origini, è di una difficoltà immane, perché è tutto frammentato e frammentario – sto seguendo un filone che c’ha l’adamantio nelle mani, poi il numero dopo c’ha il legno… – con personaggi che arrivano e l’editore deve mettere un asterisco per spiegare chi cazzo è mo’ questo. Da qui la mia provocazione sulla scrittura.
      Se uno scrittore ha bisogno di infilare un colpo di scena e ha un milione di miliardi di personaggi a disposizione, da mettere dove vuole tanto i lettori sono tutti specialisti del fumetto e si impegnano tutti e sanno riconoscere ogni personaggio, è innegabilmente molto più avvantaggiato rispetto ad un autore che deve lavorare su personaggi fissi, senza avere alcuna possibilità di usare “jolly”. Deve quindi scrivere una storia inventando i suoi personaggi, ed è una pratica molto più difficile che prendere personaggi già esistenti e magari già amati dal pubblico. Tutto qua.
      Mi spiace che pensi che io sia stato arrogante, visto che poi ho ben specificato che da scribacchino cazzeggiante io stesso ho fortemente provato la forte tentazione di spostare personaggi da una parte all’altra.
      Il giorno che la testata “L’Uomo Ragno” parlerà solo dell’Uomo Ragno e non farà mille citazioni ad eventi occorsi su altre testate, in altri anni, fammi un fischio :-P

    10. L’esempio con X-23 non è proprio dei migliori, si tratta di un personaggio minore privo di serie regolare, tranne ora. Ma quello che fai tu è un estremismo, è ovvio che ci possano essere delle eccezioni e che tale episodio importante del personaggio X succeda su quella testata ma da come ne parli… addirittura incomprensibile? Eddai…
      E per quanto riguarda le altre serie che mi dici? Gli asterischi con le note le puoi trovare benissimo anche in una serie come One Piece e volendo anche in un fumetto Bonelli, io mi sono approcciato a Nathan Never e ho beccato un sacco di riferimenti ad eventi passati.
      Francamente non riesco a capire in base a che cosa tu sostenga che partano avvantaggiati usando personaggi già esistenti, per me rimane una boiata e si, rimane arrogante come idea. Da domani mi propongo pure io alla Marvel, tanto basta che uso metto personaggi a cazzo famosi e via di vendite. E l’esempio non calza con i Bonelli perché infondo è la stessa cosa, l’autore scrive una storia per un personaggio non suo ma di proprietà dell’editore, chi invece crea da zero una serie e non solo i personaggi che vi appaiono parte svantaggiato rispetto a chi può contare su un titolo famoso come Dylan Dog. Come se una cosa sminuisse l’altra a catena in un circolo vizioso tanto c’è sempre chi sta messo peggio e ha meno risorse, mi pare di sentire i registi “d’autore” che criticano i blockbuster sminuendo il lavoro degli altri registi.
      L’unica cosa giusta è che la DC è più complicata ma si parla proprio di più continuity. Vabbeh non devo dimostrare nulla, amen.

    11. In realtà, la serialità dei fumetti di supereroi più classici si sviluppa principalmente a saghe: in un arco di tempo reale di mesi o anni, si sviluppa una saga che coinvolge diversi scrittori, disegnatori etc. alle prese con certi personaggi.
      E siccome le storie creano un background, i loro eventi potrebbero riecheggiare in storie future… solo che parliamo di storie editoriali di decenni, anche facendo finta che queste continuity siano solide e fatte solo di storie coerenti e perfettamente logiche… io non le ho lette tutte! 😛
      Però mi attira molto l’idea di un universo narrativo così grande, in cui eventi e personaggi si influenzano a vicenda… mi dà l’idea di un mondo vivo. La continuity Bonelli, invece, è fatta troppo di storie separate: sì, ogni liro fumetto seriale e decennale ha personaggi ricorrenti, ma le storie sono tanto slegate tra loro che a leggerle capisci che non hanno conseguenze reali sul mondo o per il protagonista.
      È un mondo molto più piccolo, che inizia e finisce in 96 pagine.
      Riguardo a questa storia in quattro episodi e alla trama principale della Rinascita DC, la mossa che è stata fatta è stata quella di inserire certi personaggi di Watchman nella continuity DC, per mettere una pezza ad alcuni cambiamenti passati dello status quo che i fan non hanno apprezzato molto. Nel dubbio, se ne hai i diritti, sfrutta il lavoro di Alan Moore: qualcuno ti troverà un genio, qualcuno la considererà una bestemmia… di certo, tutti ne parleranno! 😛

    12. Indubbiamente una bestemmia ma non tanto perché Moore ma a costo di ripetermi perché si da un seguito a qualcosa che non ne aveva bisogno puntando metaforicamente il dito per come stanno andando i fumetti a Moore e al suo lavoro.

    13. Moore è uno dei pochi nomi di cui si riuscirebbe a vendere anche la lista della spesa, quindi tirarlo in ballo val sempre la candela, per qualsiasi editore.
      Un po’ come King o Lovecraft :P

    14. Infatti l’ultima mossa della DC è stato inserire in continuity Promethea, notizia di questi giorni, roba che pure Williams III (il suo disegnatore) ha storto il naso, più che altro per i modi della DC che se ne frega anche solo di comunicare la cosa ai creatori. Pessimi…

    15. ahahaha quest’ultima è una regola aurea che funziona sempre, in qualsiasi campo :-P
      Verissimo che la serialità classica rimane “limitata” nel suo formato, con al massimo qualche personaggio secondario che può tornare, ma poco altro. Però garantisce piena comprensione ad ogni tipo di lettore, sia quello fidelizzato che il saltuario che il distratto: sono anni che provo a capire qualcosa con le saghe DC/Marvel ma ogni singola pagina è totalmente incomprensibile a chi non segua da tempo più testate insieme. (I miei tentativi li ho anche raccontati in alcuni vecchi post, e uno dei miei ultimi tentativi è stato leggere in sequenza la vita di X-23, mollando ben presto perché è impossibile seguire dieci testate contemporaneamente…)
      L’universo narrativo è una idea splendida ma ha un grave problema: devi comprare ogni sua pubblicazione, perché un personaggio che segui magari farà qualcosa di importante in una testata che di solito non seguivi. E’ come se io seguissi “Tex” e d’un tratto scompare Kit Carson: ma dov’è? Esce fuori che in “Mister No” di due mesi prima viene raccontato come Kit Carson sia andato ad aiutare Zagor per una storia alla ricerca di Martin Mystère, la cui conclusione inizia su “Dylan Dog” e finisce su “Dampyr”. Capisco perfettamente lo scopo della casa editrice – scrivere una sola storia e vendere 10 testate – ma serve davvero tanta abnegazione, tanta concentazione, tanta pazienza e tanti soldi per seguire una sola storia.
      Molto più difficile scrivere regolarmente storie per un singolo mini-verso narrativo, che non può uscire dai suoi confini e in cui i suoi personaggi non zompano di testata in testata. Non voglio dire che Bonelli faccia meglio, sono un fortissimo critico della casa e non leggo la sua roba da più di dieci anni, l’ho solo presa ad esempio per i suoi personaggi famosi.
      Nel 2014 la Dark Horse ha voluto provare anche lei a fare un esperimento simile per i suoi personaggi alieni, così ha messo insieme quattro autori e quattro disegnatori e li ha coordinati nel ciclo “Fire and Stone”: una sola storia divista in quattro testate. (Dev’essere stato un inferno coordinare tutti così nel seguito, “Life and Death”, hanno lasciato un autore solo.) Malgrado fosse un “finto universo” (la storia rimane sola e parte da zero) lo stesso il risultato è un guazzabuglio: io per fortuna l’ho letta seguendo l’ordine delle puntate fornito dalla casa, e già lì alcuni colpi di scena se li sono fottuti da soli, ma quando è uscita a cacchio in Italia posso solo immaginare la faccia della gente che l’ha letta in un ordine sballato. Case come la Dark Horse hanno fatto sucesso con la serialità classica e storie brevi, tentare di cambiare stile non è stata una buona idea…

  2. Il vecchietto c’è anche in Doomsday Clock. Nel terzo numero si vede un piedino di tu sai chi, dubito però che ci scriverò qualcosa, aspetto il 4.
    Questa la vorrei recuperare.

  3. Pensa tu: leggo Rinascita ma ho saltato a piè pari questa storia (letta solo la prima parte, con l’arrivo di Anti-Flash). Odio quando Bats viene coinvolto in queste cagate.
    Infatti, Flash non l’ho preso e la terza puntata sulla testata di Batman manco l’ho letta.

    Moz-

    1. So come la pensi, invece a me team up e crossover piacciono molto. Il problema di mischiare Batman e metaumani è che se batman non è ben equipaggiato, deve essere sconfitto – invece, essendo il Wolverine della DC, cioè il cocco degli sceneggiatori e dei lettori, spesso finisce per vincere con acrobazie alogiche e un guardalà.
      Qui piglia botte come se non ci fosse un domani e ne restituisce ben poche, il che ha senso, non si sta pestando con una battona vestita da coccinella, ma con un velocista esperto.

      A ogni modo, credo che siano gli eventi narrati in questa storia, a spingerlo a fare la proposta a Selina. ;)

  4. Ooooh finalmente parliamo la stessa lingua (nel senso che discuti una cosa che mi appassiona molto), perché altrimenti non penso capirai molto di quello che sto per scrivere 😁

    La bionda è il membro più famoso, nonché fondatore della Legione, Saturn Girl/Imra Ardeen 😍
    Io nonostante stia un po’ più avanti con la lettura, non ho ancora capito la sua funzione. Speriamo venga rivelata presto… la mia speranza, da appassionato degli eroi futuristici, è che sia legata alla vecchia continuity, facendo così tornare la Legione originale, facendoci dimenticare di tutte le altre versioni (La Legione dei Tre Mondi è una delle migliori storie di Johns, quando ancora scriveva belle cose aggiustando la continuity e non distruggendola).

    A me ha deluso parecchio questo crossover, proprio per ciò che scrivi nella conclusione, lo aspettavo dallo speciale DC Rebirth ma quando è arrivato non ha rivelato assolutamente nulla. La mia la puoi trovare qui (prime due parti) e qui (terza e quarta parte).

    Il vecchio lo credevo un membro della JSA che aveva perso la memoria ma non ne sono più tanto sicuro. Avevo penato a Johnny Quick, papà di Jesse Quick/Liberty Bell, però nel pre-Flashpoint era morto da parecchio. Va be’ che l’aldilà della DC ha la porta scorrevole…

    Comunque secondo me hanno esagerato ad allungare il Rebirth per 2 anni, l’hype iniziale è andato a farsi fottere e molte cose ormai manco le ricordo più… tipo “di cosa stavamo parlando?”.
    E poi le trame legate ad esso sono state veramente poche, molte le hanno promesse ma poi manco si sono viste. A parte un po’ tutti i numeri di Superman, questo crossover e qualche sporadico numero di Batman (per Imra) e di Flash (per Wally), i primi di Titans, la faccenda di Tim Drake su DC, Panic in the Microverse (di cui ho parlato di recente), non ricordo altro. Su Supergirl avevano promesso rivelazioni riguardo la faccenda di Saturn Girl, per la presenza di Emerald Empress (un cattivo della Legione) ma non è stato detto un cazzo… ed è l’unico motivo per cui seguo ‘sta merda di serie.
    Ah, non seguo Blue Beetle, magari qualcosa là l’hanno detta.

    1. E sì, se la prendono comoda, quando si tratta di mettere un po’ di ciccia nel piatto!
      Cioè, non sono mancate le storie interessanti, ma visto che probabilmente hanno (ri)acchiappato lettori grazie all’abracadabra di Watchmen, andare al sodo prima e più spesso – e soprattutto più di quanto abbiano fatto con questa storia – dovrebbe essere un atto dovuto! 😉

    2. Tra l’altro, grazie per avermi spiegato chi è la donna misteriosa e per le teorie sul vecchietto.
      Quando ho risposto ero un po’ di fretta e mi sono dimenticato, mea culpa ;)

    3. Tranquillo, che avessi letto tutto il mio lungo commento lo davo per scontato 😉

      Pensa che a me non me ne frega nulla di Watchmen, mi hanno riacchiappato solo col la speranza che alla fine tornerà la vecchia continuity (povero illuso) e ho ripreso a leggere DC dopo che nel 2011 avevo mollato dopo i primi mesi del New 52, solo perché era tornato il vecchio Superman del pre-Flashpoint (immagina l’incazzatura quando ⚠⚠⚠SPOILER SU SUPERMAN REBORN⚠⚠⚠ mi hanno fuso i due Superman, pre e post, amalgamando le continuity ⚠⚠⚠FINE SPOILER⚠⚠⚠)

      Comunque sbaglio o non funziona l’html nei commenti di questo blog? Avevo messo dei grassetti e dei link cliccabili da “qui e qui”.

    1. Rileggendo meglio il tuo messaggio, mi accorgo di averlo capito male. Mea culpa.
      Non hai mai letto Batman e pensi di iniziare grazie al resettone, giusto?
      Immagino che qualcosa sul personaggio lo saprai, a grandi linee: può bastare, imho, nemmeno io sono un espertone e non ho problemi a capirlo.
      Certo, non riconosco al volo tutti i personaggi, ma tra le note dei redattori e un giretto su Wikipedia, un po’ di buchi li ho tappati :)
      Quindi credo che sì, chiunque potrebbe iniziare a leggerlo dal resettone parziale (che crea delle situazioni nuove per il personaggio e dunque anche per alcuni lettori) al limite c’è chi potrebbe trovarsi un po’ spiazzato dal non conoscere certi personaggi minori, ma col tempo si può recuperare qualche lacuna ;)

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