Murdered: Soul Suspect, per Playstation 3

Lasciare delle questioni irrisolte non è mai una cosa bella: se sei vivo, il passato ti viene a cercare, ma se sei morto… preparati ad affrontare tutte le difficoltà insite nell’essere un fantasma, compreso il fatto che uno spettro non è al riparo da pericoli maggiori della morte!

Murdered: Soul Suspect 101

Fonte: Amazon

La città di Salem è piagata dalla presenza di un omicida seriale, soprannominato Bell Killer perché firma i suoi delitti col disegno di una campana.
Il detective Ronan, seguendo una traccia del killer, si confronta col criminale, ma ha la peggio.  E muore. Ma come disse Lucio Dalla, “La morte è solo l’inizio del secondo tempo“.
Ronan diventa un fantasma, ancorato al mondo dal suo desiderio di fermare il Bell Killer: prima dovrà capire le peculiarità del suo nuovo stato, come i poteri e le limitazioni che ha acquisito, ma soprattutto i pericoli che corre.
Per Ronan non sarà tanto facile, chiudere i conti in sospeso con la propria complicata vita da mortale, ma dovrà farcela, se vuole procedere verso il “luogo” in cui tutte le anime dovrebbero andare…

La scheda

Studio: Airtight Games
Editore: Square Enix (2014)
Ideatore: Yosuke Shiokawa
Sistemi: Playstation 3, Playstation 4, Microsoft Windows (Steam) XBox 360, XBox One

PEGI

Non si può negare che il gioco abbia degli elementi che richiedano maturità da parte del giocatore. Per come ero io, anche intorno ai dodici anni non sarebbe stato scioccante…

Qualche “parolaccia” ci scappa, il protagonista non è esattamente un tenerone, né lo sono molti personaggi con cui interagisce.

La violenza c’è ed è anche abbastanza esplicita – è una storia di indagine su un serial killer, uno che usa metodi particolarmente crudeli, tra l’altro…

Genere

Murdered: Soul Suspect è un’avventura grafica in ambiente 3D. Esplorando diversi luoghi della città di Salem, è possibile raccogliere “oggetti” – Ronan è un fantasma, impossibilitato a toccare oggetti materiali, perciò raccoglie soprattutto indizi: pensieri letti, impressioni psicometriche, frasi lette, foto esaminate… questi indizi possono essere collegati tra loro fino a formare ipotesi coerenti che permettano di mandare avanti l’indagine, da una tappa all’altra.
Sono presenti dei “combattimenti”, gestiti con una logica da gioco stealth misto a puzzle; i nemici da sconfiggere – i demoni – si muovono secondo schemi prestabiliti, fino al momento in cui individuino Ronan: a quel punto, le cose si fanno piuttosto vivaci e da lì al game over, il passo è breve, se non si ha un po’ di prontezza…

Grafica e doppiaggio

La resa grafica è buona: forse un po’ troppo “pulita”, ma l’ambientazione notturna (la storia si svolge nel corso di un’unica notte) maschera un po’ di questa pulizia.
Talvolta, si manifesta qualche caso di compenetrazione reciproca di oggetti – al di là di quella che ci si aspetterebbe da una storia con i fantasmi, che sono intangibili – ma nella mia partita è capitato raramente.
I personaggi hanno volti espressivi, forse un po’ “carichi”, ma non in modo sgradevole.

Il doppiaggio in inglese è abbastanza ben recitato, alcuni doppiatori scandiscono le parole meglio di altri… purtroppo, non sempre i sottotitoli sono sincronizzati con il parlato, a volte appaiono in ritardo o svaniscono troppo presto; in più, quando due PNG parlano tra loro, è meglio lasciare che finiscano i loro discorsi, dato che “provocare” nuove battute – per esempio, con la lettura del pensiero – farà soltanto sovrapporre le due diverse voci e in più, i sottotitoli delle loro ciance sembrano avere la precedenza.

Natura dei fantasmi

Tutti i fantasmi hanno dei poteri comuni: possono

  • attraversare gli oggetti reali, ma non quelli spettrali, né i muri perimetrali degli edifici, “consacrati” contro l’ingresso dei fantasmi
  • far sparire o riapparire certi oggetti spettrali
  • possedere le persone e gli animali
  • nascondersi dentro le “sagome spettrali” per sfuggire ai demoni, o per superare certi ostacoli all’esplorazione
  • teletrasportarsi a breve distanza, ma mai attraverso un demone o una pozza demoniaca (un inquietante fosso fiammeggiante, pieno di mani diaboliche che ci tireranno giù nel caso ci mettiamo piede sopra e non riusciamo a sfuggire alla presa)

Ogni fantasma ha poi dei poteri propri ed esclusivi, dipendenti dalle capacità e dalla personalità che aveva in vita: per esempio, dato che Ronan è stato un detective e… altre cose, come fantasma è in grado di influenzare le persone che possiede perché ricordino di particolari importanti per le indagini. Inoltre, può percepire la presenza dei demoni anche attraverso i muri, così da studiare il modo giusto per prenderli alle spalle e ucciderli

Enigmi

Un’avventura grafica ha sempre due cose: una storia articolata e degli enigmi da risolvere.
Murdered non fa eccezione.
Gli enigmi consistono nel raccogliere indizi di vario tipo per poi collegarli tra loro, ottenendo nuovi indizi o risposte definitive su qualche mistero: ovviamente, la parte del leone la fanno i misteri riguardanti l’operato del Bell Killer – le vittime, i diversi modus operandi (è un serial killer versatile) i testimoni oculari etc. – ma in giro per Salem esistono anche altri fantasmi alle prese con questioni irrisolte, e Ronan potrà aiutarli con le proprie abilità da detective, svelando i lati nascosti delle loro dipartite per agevolare il loro passaggio verso il classico “luogo migliore”.

Certi indizi si ottengono dalla mente delle persone possedute – lettura del pensiero o influenza occulta per far riemergere i ricordi sopiti del gentile ospite di Ronan – ma altri oggetti raccolti non hanno a che fare con alcun tipo di indagine: esistono due tipi di oggetti collezionabili – gli oggetti in serie e i ricordi di Julia, la moglie di Ronan.
Gli oggetti in serie sono oggetti presenti in quantità limitate: una volta raccolti tutti quelli di una serie, viene sbloccata una breve storia horror a tema spettrale – per esempio, la “banshee” nella soffitta della chiesa.
I ricordi di Julia, invece, fanno luce sulla storia d’amore tra la donna e Ronan: la tenereza provata nel conoscere la famiglia del protagonista, i dubbi dovuti al passato movimentato di Ronan, i litigi, le riappacificazioni…
Come succede con tante avventure grafiche, può essere necessario fare un po’ di (in)sano pixelhunting, alla ricerca del punto preciso che farà apparire il comando da eseguire per ottenere un indizio…

La storia (senza spoiler)

Come già detto, Ronan deve scoprire l’identità del Bell Killer e fermarlo per sempre.
Non è difficile capire dove la storia voglia andare a parare, ma l’identità del Bell Killer, una volta spiegonata svelata nel finale, non sarà così scontata…
Nel corso del gioco, Ronan otterrà una giovane alleata, una medium con cui stringerà un accordo di collaborazione, speziato da alcune interazioni piuttosto ruvide: ci sono cose che saranno precluse a Ronan, in quanto fantasma, ma altre saranno precluse alla sua alleata, ancora in vita… a ogni modo, la ragazza sarà sempre gestita dal gioco e farà automaticamente certe cose, in reazione all’aiuto che le offrirà Ronan.

Abigail Williams, la cosplayer di Mercoledì Addams, nella versione di Cristina Ricci, ma più ingrugnita

Alcuni fantasmi vogliono aiuto, altri ci sono soltanto per fare due chiacchiere… una di loro sarà la nostra guida all’inizio del gioco: Abigail, una giovane puritana, che va a zonzo per la città, a nascondere dei graffiti spettrali che raccontano la sua storia.
En passant, nella stesura di questo post, ho scoperto che Abigail Williams è esistita davvero, a Salem: attenti a informarvi su di lei, persino la pagina dedicata alla Abigail originale potrebbe farvi spoiler sul gioco, nonostante i cambiamenti alla sua storia!

Trovate le dieci piccole differenze
(Fonti: Abigail “ma quanto mi girano” Williams (occhio agli spoiler) e Mercoledì “se rido, comincia a scappare” Addams)

L’odioso autosave

Il gioco non prevede, purtroppo, un’opzione che ci permetta di salvare la partita quando lo vogliamo noi: salva la partita solo al raggiungimento di un checkpoint o quando raccogliamo un oggetto… ma non quando sconfiggiamo un demone, né quando ci facciamo una scarpinata in quel piccolo labirinto di viuzze che è Salem.
Se, tanto per dire, stiamo andando dalla chiesa alla stazione di polizia, il gioco salva solo all’uscita dalla chiesa o all’ingresso nella stazione.
Non sarebbe costato nulla, inserire un’opzione di salvataggio diretto: la scelta fatta dagli sviluppatori sembra solo un modo stupido per aumentare di poco la difficoltà del gioco, costringendo il giocatore a ripetere certi passaggi nel caso debba uscire rapidamente dal gioco.

Quick Time Event

Nel gioco, avremo a che fare con i QTE, cioè quick time event: la comparsa, per una breve durata, di una combinazione di tasti sullo schermo, da eseguire prima del patatrack.
Ho notato solo due tipi di situazioni in cui compaiono i QTE: quando Ronan uccide un demone e quando cade in una pozza demoniaca, e deve sfuggirle.
Fallire il primo tipo di QTE costringerà Ronan a una fuga impietosa seguita da un’intensa partita a nascondino, dato che gli attacchi “vampireschi” dei demoni lo rallentano sensibilmente, mentre il fallimento di una fuga da una pozza condurrà al game over, con successivo caricamento della partita in uno dei checkpoint nascosti del gioco.

Una piccola imprecisione storica

Abbiamo detto che il gioco è ambientato nella città di Salem, la stessa del famoso processo alle streghe… solo che alcuni decenni dopo il processo, il villaggio di Salem cambiò il nome in Danvers!

Concludendo

Murdered: Soul Suspect è un’avventura grafica con una storia articolata e diversi enigmi ispirati alla natura dei fantasmi. Il protagonista, Ronan, è il fantasma di un poliziotto piuttosto ruvido e dal passato tormentato, che deve scoprire l’identità del serial killer che l’ha ucciso e quindi fermarlo, così da poter raggiungere il proprio destino finale.
Andando in giro per la suggestiva città di Salem, nota per i processi alle streghe, Ronan potrà indagare sul Bell Killer che lo ha ucciso, ma anche scoprire i luoghi chiave della città, risolvere certi misteri storici e altri relativi a fantasmi che vogliono passare oltre, ma che non ricordano cosa li leghi ancora al mondo.
Non mancheranno alcune caratteristiche controverse del genere delle avventure grafiche – come il pixelhunting – e il sistema di autosalvataggio non è il massimo, ma la difficoltà non è esagerata e la storia non è male… alcuni passaggi potrebbero essere prevedibili, ma altri potrebbero cogliere di sorpresa anche qualche giocatore un po’ smaliziato.
Per la cronaca, io mi considero un giocatore un po’ smaliziato, ma non il coltello più affilato del cassetto…
Sono un po’ irritanti i quick time event… ma diciamolo, è nella loro natura esserlo! ;)

Link

La lunga sequenza introduttiva di Murdered, che mostra subito alcuni punti critici del passato di Ronan e i primissimi momenti del gioco

22 pensieri su “Murdered: Soul Suspect, per Playstation 3

  1. rikynova83

    La trama è molto stuzzicante, l’idea del detective fantasma è originale (mi sembra) e sono curiosissimo di sapere qual è l’identità del serial killer del campanaccio :D.

    Abigail ha fattezze piuttosto maschili, se non fosse per i codini…

  2. Iniziato a giocare su Ps4 (la grafica non fa gridare al miracolo, ma fa il suo dovere) rientra in quel gruppo di giochi che ho lasciato per mancanza di tempo e sopravvenire di “pezzi da novanta”. Mi ripropongo di terminarlo perché la trama a sfondo investigativo è interessante. Non un capolavoro, ma lo consiglierei agli amanti dell’avventura su console. Su PC c’è di meglio.

    1. È breve, credo di averlo chiuso in una decina d’ore ;)
      Come avventura è modesta, non arriva ai livelli cervellotici di roba che si vede su PC, ma la storia non è malefica :)

  3. Eh, conosco la storia di Abigail, quindi posso già immaginare il finale?
    Non è il mio genere, comunque… anche se sembra si siano sforzati per renderlo un po’ diverso dai titoli similari.

    Moz-

    1. Probabilmente ci azzeccherai un 50% abbondante, sapendo già qualcosa ^^
      Riguardo al fatto che possa o meno piacerti… dovrai trovare qualcuno che te lo faccia provare, mi sa :)

  4. Denis

    L’avevo pure recensito e sono sicuro che il gioco ha il doppiaggio in italiano e soffriva pure di cali di frame rate(immagini al secondo) rallentanto i movimenti,avventura discreta e gli Airtight Games non ci sono più avevano anche realizzato i due platform esclusivi su Xbox, Blinx.

    1. Per la lingua, può essere, ma ho settato l’inglese come lingua di sistema – così uso doppiaggio e sottotitoli in inglese e alleno l’orecchio 😛 inoltre, l’ho comprato sul psn approfittando di uno sconto, magari non ha tutte le lingue. Dovrei verificare.
      Io non ho sperimentato cali di frame rate, sarò stato fortunato 😉
      Mi spiace che lo sviluppatore non ci sia più, questo gioco non era male e mi sarebbe piaciuto veder crescere gli autori… magari i suoi membri lavorano da altre parti, ora.

  5. Ahhh questo me lo ricordo! L’avevo provato su PS3 anni fa, ma purtroppo non è il classico titolo che mi piace alla follia, quindi mi limitai alla demo.
    Se inizio un videogioco così devo avere un bel po’ di tempo per giocarlo di fila, sennò mi dimentico pezzi di trama e perdo interesse XD

  6. Questo è tra quelli che devo giocare, l’ho provato solo una volta quando l’ho scaricato. Non so neanche se mi parte ancora perché molti giochi su hard disk esterno non mi partono più.
    Comunque che palle quando i sottotitoli vanno veloci, le bestemmi che mi fanno tirare… ho rinunciato a TWD della TellTales per via dei sottotitoli a razzo.
    Curiosa la veridicità di Abigail ma su tuo consiglio per ora non vado a spulciare.
    L’autosalvataggio io lo odio perché alcune volte mi è capitato di voler ripetere una scena (sia perché non avevo letto tutti i sottotitoli o sia perché volevo provare un diverso approccio) e non potevo perché aveva deciso di salvare da solo, così spesso mi trovo a staccare la console prima che concluda il salvataggio.
    Per i QTE: che palle, non amo queste cose che mettono ansia.
    Quando finalmente ci giocherò, lo saprai grazie ad un mio post.

    1. Per fortuna, la velocità dei sottotitoli non è sempre esagerata 😉 mentre l’autosave è un problema solo se hai fretta di uscire, visto che i combattimenti risolti non li autosalva manco se piangi in sanscrito -_-
      I qte dei combattimenti non sono troppo problematici, durano a sufficienza; con l’accortezza di non cadere nelle fosse (bisogna attraversare i muri con prudenza) i qte della fuga non sono un problema, e per lo meno, non esiste un vero game over (ricarica dall’ultimo checkpoint 😛 )
      Detto ciò, se lo giocherai e ne parlerai, farò un salto per due chiacchiere su Abigail ^^

    1. Non è uno dei più pubblicizzati, va detto ;) se ti capitasse di prenderlo, per completare un luogo bastano, tendenzialmente, trenta o quaranta minuti.
      Un po’ di tempo te lo fanno perdere i demoni, in certi luoghi sono un po’ più ostici da isolare, a causa dei loro schemi di movimento.

    2. Sapendo come funzioni, l’importante è non giocarci per qualche minuto prima di uscire: gli oggetti e gli indizi te li salva sempre, ma se esci dal gioco prima di un “checkpoint”, rischi che ti rimetta i demoni già sconfitti o che debba rifarti una passeggiata per le vie di Salem…

  7. Dimenticavo, sorry per l’assenza. Ultimamente sono stato abbastanza incasinato. Pianificavo i post scritti nei momenti più improbabili e mettevo i like ai post per ricordarmi di leggerli. Ora dovrei essere quasi tornato normale! :-D

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