Lo scheletro impossibile, di James P. Hogan

Scansione della malconcia copertina della mia copia, acquistata in un’edicola che deve aver fatto la guerra.

Come sarà il mondo nel 2027? L’immagine che ho nella testa non coincide con quella del fu signor Hogan, che negli anni ’70 ha dato vita al primo libro del “ciclo dei giganti”…
D’altro canto, la mia testa è sempre piena di pensieri erratici, perciò le mie previsioni potrebbero essere poco affidabili: per esempio, non ho previsto di prendere nota di una qualsiasi citazione, interessante o divertente, con cui aprire il post. :P
Mancano poco meno di dieci anni, al periodo storico in cui si svolgono le vicende del libro, e spesso il confronto tra le “profezie” degli scrittori e la realtà è impietoso: la realtà ne esce fuori quasi sempre piuttosto pallida o sgradevole. Fortunatamente, il centro del libro non è tanto la società del futuro, quanto le origini della specie umana, che verranno riviste in seguito a una clamorosa scoperta sulla Luna.
E tutto senza nemmeno scomodare Mauro Biglino, l’uomo che ha l’involontario potere di trasformare gli atei in ufologi! ;)

Lo scheletro impossibile 101

Victor Hunt, scienziato dall’intelligenza vivace e co-inventore di numerosi strumenti da laboratorio, viene convocato all’UNSA (l’esercito extraterrestre) per eseguire l’analisi di alcuni reperti grazie al suo trimagniscopio: si tratta di esaminare il contenuto di alcuni libri – troppo fragili per essere aperti – di una tuta da astronauta e, soprattutto, di uno scheletro umano.
Tutti questi reperti, ritrovati sulla Luna, risalgono a più di cinquantamila anni fa!

La scheda

Autore: James P. Hogan
Titolo originale: Inherit the Stars (Ereditare le stelle;  1977, 2006)
Traduzione: Beata Della Frattina
Edizione italiana: Mondadori Libri S.p.A. (2016)
Collana: Millemondi (Urania). Contiene i romanzi Lo scheletro impossibileChi c’era prima di noiLa stella dei giganti.
Prezzo: 7,90 €

Genere, tecnica e stile

Lo scheletro impossibile ricade nella cosiddetta hard science fiction, cioè fantascienza “dura”: un solido impianto scientifico (o almeno, così appare a me, che in quest’ambito sono carente) con la citazione di fenomeni scientifici, che spesso interagiscono tra loro in modo coerente.
Non mancano gli spiegoni, sia sulle questioni  scientifiche, sia su quelle umane – come la vita passata del protagonista, ergo il motivo per cui abbia sviluppato una certa forma mentis.
Il narratore, esterno e onnisciente, presenta la storia in terza persona, esprimendosi con verbi al passato e concentrandosi soprattutto su un personaggio: il protagonista, Victor Hunt.

Ambientazione

Il mondo ha conosciuto un progressivo appianamento dei conflitti armati, giungendo all’adozione di soluzioni culturali comuni alla maggior parte delle nazioni e facilitando un clima di collaborazione internazionale tra le diverse realtà.
In questo mondo, più pacifico del nostro, la scienza e la tecnica hanno fatto passi da gigante: la Luna è meta turistica e sede d’affari di diverse aziende; aerei dotati di pilota automatico sono disponibili ai comuni cittadini, se muniti di brevetto di volo; esistono astronavi capaci di coprire grandi distanze – dalla Terra a Giove – in pochi mesi.

Nome in codice: Charlie

Uno scheletro umano, ritrovato sulla Luna all’interno di una tuta da astronauta rossa e battezzato Charlie, scatena un comprensibile fermento nel mondo scientifico: ritrovato sulla faccia nascosta della Luna, il reperto risale a più di 50,000 anni prima ed è accompagnato da alcune tecnologie – prossime a quella terrestre del 2027 – più alcuni libri, scritti in una lingua sconosciuta.
Una squadra di scienziati delle più disparate specializzazioni – biologi evolutivi, crittografi, linguisti, fisici, tecnici etc. – cerca di far luce sul mistero, ma molti cadono nella più tipica delle trappole del dibattito scientifico: la guerra di religione tra teorie preferite e incompatibili tra loro.
Gli studi sull’anatomia di Charlie, che appare in tutto e per tutto uno homo sapiens, non sono compatibili coi dati trovati sulla sua agenda – che una volta tradotta, presenta le unità di misura di tempo e spazio della sua cultura – e il diario personale di Charlie prospetta dei paradossi non facili da risolvere circa la tecnologia a disposizione dei “lunariani”, come sono stati chiamati i connazionali di Charlie.
Come se tutto ciò non bastasse, il ritrovamento di un’astronave vecchia di milioni di anni, nei pressi di Ganimede (in provincia di Giove :P ) non farà che aggiungere carne al fuoco di un mistero già enorme.

Victor Hunt, connettivista non dichiarato

Nei racconti del ciclo Crociera nell’infinito di Alfred Elton Van Vogt, si parla di una corrente scientifica chiamata connettivismo: i connettivisti sono scienziati dalla mente molto aperta, non esperti in ogni branca – e non all’altezza dei colleghi specializzati nei loro ambiti – ma abili nell’individuare le connessioni tra diversi fenomeni e vedere il quadro d’insieme di un problema, così da riuscire a coordinare i diversi specialisti necessari alla risoluzione di una situazione.
Il protagonista de Lo scheletro impossibile, Victor Hunt, ha una propensione simile a quella di un connettivista, pur essendo uno specialista in una branca della scienza detta nucleonica: Victor rifiuta il pregiudizio e il concetto di auctoritas scientifica, non si affeziona così tanto a una teoria da difenderla anche in assenza di prove incontrovertibili e, soprattutto, cerca di non far offuscare la propria lucidità da rancori infantili.
Queste sue caratteristiche, unite a una propensione per l’esplorazione dell’ignoto, lo rendono il coordinatore della ricerca della verità sulle origini di Charlie, oltre che il mediatore ideale tra diversi dipartimenti, nel momento in cui solo la collaborazione reciproca tra specialisti delle varie discipline può aiutare a fare luce sul mistero.

Concludendo

Lo scheletro impossibile è il primo romanzo di una trilogia – che in tempi recenti è diventata una pentalogia – del genere “fantascienza dura”, con un lato speculativo che mira al rigore, ma senza rinunciare all’esplorazione del carattere dei personaggi, soprattutto di quello del protagonista.
La conclusione ottimistica, in un finale aperto, lo rende di fatto un lungo prologo per il resto del ciclo, di cui devo ancora affrontare la lettura: aspettatevi un ritorno al ciclo dei giganti, nel futuro prossimo!

Una curiosità

Qualche anno fa, Lo scheletro impossibile è stato adattato in un manga da Yokinobu Hoshino, un disegnatore affezionato alla fantascienza e alla space opera e, aggiungerei, con la mano benedetta dalla regina delle fate!
Qui la notizia e alcune tavole, ma occhio agli spoiler!

Link

Chi volesse acquistare la raccolta che contiene Lo scheletro impossibile, può trovare l’ebook sul sito Mondadori Store.

26 pensieri su “Lo scheletro impossibile, di James P. Hogan

    1. Ah ha ha ha ha, che è, una versione da collezione? Follia, ci sarà qualcuno che abbia un’idea più precisa del prezzo. Essendoci l’ebook, non è che sia l’unico modo per leggere la storia.
      Guarda, il quarto libro, in un formato simile a questo, costa quasi dieci euro.

  1. Quanti ricordi, di quando trovai la vecchia prima edizione Urania in un mercatino dell’usato, e divorai d’un sol boccone il romanzo, trovandolo molto inrigante. All’epoca non esisteva alcun modo per “ricostruire trilogie”, non esisteva né eBay né Amazon quindi ci si poteva basare solo sulle “botte di cu…ore”, il che voleva dire che a parte provvidenziali ristampe ti scordavi di leggere le trilogie. A volte sono stato fortunato, molte altre no. (Curiosamente oggi che invece è facilissimo ricostruire saghe di romanzi… la Mondadori ristampa a spron battuto!)
    Questo per dire che non ho mai avuto occasione di leggere l’opera al completo e, quando poi ho avuto l’occasione, ormai non avevo più la curiosità. Nel caso, aspetterò la tua recensione ^_^

  2. Un’opera del genere, per quanto io non traffichi assolutamente con la fantascienza (figuriamoci quella hard) sarebbe bello vederla in live action. Si presterebbe bene.
    Ma poi la soluzione dell’inghippo, al di là che bisogna leggere altri 4 romanzi, è la solita cosa aliena? Lingue sconosciute e dark side of the moon… Umh.

    Moz-

    1. I romanzi sono cinque, in realtà :P ma inizialmente si parlava di una trilogia, che poi l’autore ha ripreso in tempi recenti.
      Gli inghippi sono in realtà due, collegati tra loro: uno umano e uno alieno ^^ e il ruolo della Luna presumo sia stato esaurito nel primo romanzo. Ma non si può mai dire.

      È un peccato che la fantascienza non sia nelle tue corde, può essere sia divertente che ricca di chiavi di lettura ;)

    2. Eh appunto: altri 4 romanzi oltre questo :D
      Ah ecco, quindi pesante componente aliena…
      No, proprio mai amata la fantascienza…

      Moz-

  3. A parte l’ammartaggio (ma non ne sono certo), sarà tale e quale a oggi, solo un po’ più rincoglioniti dagli apparecchi elettronici e un altro miliardo in più (se non impongono il figlio unico). Sulle missioni spaziali ci siamo un po’ addormentati, dopo i passi da gigante dello scorso secolo.
    Parlando del libro, mi piace molto la trama, da buon amante della fantascienza. Però non mi piacciono gli spiegoni, mi annoiano.
    Biglino potevi anche evitare di citarlo, non deve essere pubblicizzato quel pazzo.
    Strano non ne abbiano fatto un film. Il manga mi piacerebbe leggerlo.

    1. Adoro fare battute sulle dottrine bigliniane :P
      Gli spiegoni non piacciono nemmeno a me: capisco che presentare argomenti specialistici – utili a far scorrere la trama – a chi potrebbe non conoscerli sia necessario, però mi infastidiscono lo stesso -_- e vabbè, a seconda di come butta, accetto l’imperfezione e mi godo il resto ;)
      Il manga lo vorrei leggere pure io, l’autore mi piace molto per i disegni e la fantascienza disegnata la mastica bene :^)

    2. Per quanto riguarda le previsioni sul futuro, Hogan era certamente per la fantascienza ottimistica (c’è un problema? Risolviamolo) un approccio che oggi sembra meno praticato o apprezzato.

    3. Essere avvisati di un pericolo è utile, ma mi sembra che molti si crogiolino nella negatività per il puro gusto di essere figure tragiche in un mondo orribile…

  4. Cippiolina questa si che è una recensione fatta bene, non sara il mio genere di libri ma il futuro lo vedo alquanto blindato e con mega social tutti sugli aerei veloci a fare mini we tanta neve e afa tutto insieme.caro Gracula i miei complimenti

  5. Mi ero sempre ripromesso di venire su questo blog a leggere i tuoi post, ma poi il tempo, le locuste, il vento del deserto… ok, spero di essere più assiduo! :D

  6. Pingback: Fantascienza dura? | ilperdilibri

  7. Pingback: Missione su Minerva (Urania Jumbo 4/48) | Gli Archivi di Uruk

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