Il numero 1 di Cells at work!, di Akane Shimizu, ci spiega: Siamo fatto così… cioè, in stile manga!

“In questo momento il sistema immunitario è sotto organico…
… in altre circosanze non avremmo avuto problemi…”

Globulo bianco, in Cells at work! Lavori in corpo

Quando ero ancora un pulcino, mi piaceva un sacco studiare il corpo umano: leggevo libri, o i fascicoli di Esplorando il corpo umano, memorizzando nomi di muscoli e ossa, e di enzimi, oppure indagando su cosa contenessero i cibi, o quali malattie potessero farci secchi. Poi, cinque anni di liceo scientifico hanno fatto piazza pulita di ogni mio interesse per qualsiasi tipo di scienza e oggi non ricordo più quasi nulla. :^⊂
Questo non mi ha impedito, però, di leggere il primo numero di Cells at work! Lavori in corpo, uno spiritoso fumetto che narra le disavventure di una giovane fattorina un giovane globulo rosso, sempre nel posto sbagliato quando il corpo sperimenta un’infezione, un contagio, un’allergia…

Cells at work! Lavori in corpo 101

Tragica scansione

Il corpo umano è come un’immensa città, brulicante di cellule indaffarate a svolgere lavori importantissimi: i globuli rossi consegnano ossigeno e nutrienti, e scortano l’anidride carbonica fuori dal corpo, mentre globuli bianchi e linfociti si occupano di difendere gli abitanti del corpo – e il corpo stesso – da invasioni aliene e di zombie infezioni ed allergie, senza andare mai troppo per il sottile.
Siete pronti a vedere sotto un’altra luce gli strani abitanti del nostro corpo?

La scheda

Titolo originale: Hataraku Saibou
Autrice: Akane Shimizu
Traduzione: Andrea Maniscalco
Editore originale: Kodansha Ltd (2015)
Edizione italiana: Edizioni Star Comics (2018)
Prezzo: 4,50 €

I disegni

Un classico disegno in stile manga, che rappresenta in modo efficace le espressioni dei personaggi: con un tratto gradevole, l’autrice fa un certo uso del super deformed per evidenziare i momenti umoristici. I retini sono usati bene, ma senza particolari guizzi, e gli sfondi sono poco dettagliati, spesso assenti nelle scene di lotta.
Le prime pagine dell’albo sono a colori, compresa la splash page che presenta molti dei personaggi – alcuni dei quali non appaiono in questo numero.

L’ambientazione

Laddove il famoso Siamo fatti così puntava a una rappresentazione pseudo-realistica del corpo umano, Cells at work! prende la strada dell’astrazione concreta, se mi passate l’espressione: il corpo umano è un’immensa città senza cielo, con palazzi a rappresentare tessuti di vario genere, impianti di depurazione dell’aria (polmoni) e dell’acqua (reni) uffici immersi nel verde (cellule dendritiche). Anche i processi fisiologici come lo starnuto e la digestione assumono un aspetto più affine al mondo moderno.

La storia

In questo primo numero, la storia può essere classificata come appartenente al genere “il mostro della settimana”… e che mostri!
Pneumococchi, allergeni, virus influenzali e altri agenti patogeni sono gli antagonisti di questa commedia horror, che è splatter non perché ambientata nel flusso sanguigno, ma per la violenza dei combattimenti messi in atto tra i difensori dell’organismo e gli invasori: batteri e affini sono rappresentati come demoni inumani o alieni bizzarri, mentre le cellule del corpo umano assumono l’aspetto di… esseri umani, caratterizzate nei modi più strani per rappresentare le loro funzioni!
Nelle battute dei personaggi come nelle didascalie, non mancano brevissimi spiegoni sulle funzioni delle diverse cellule o dei processi fisiologici che si vedono negli episodi.
C’è anche la costruzione di una dolce amicizia tra un giovane globulo rosso e un globulo bianco veterano: diventerà amore? Fangirl, se siete all’ascolto, diteci se secondo voi ci sarà la ship Globulo rosso X Globulo bianco!

Globuli rossi

I globuli rossi sono uomini e donne con indosso divise da fattorino, sempre pronti a portare colli d’ossigeno a destinazione, e anche cestini da picnic carichi di nutrienti, ma credo che questo sia un errore: da ciò che so, i globuli rossi hanno l’unica funzione di trasportare ossigeno e anidride carbonica, ma ho messo le mani avanti circa la mia attuale ignoranza in materia, all’inizio del post.
La protagonista è proprio un globulo rosso: una nuova arrivata, con scarse conoscenze e ancor peggiore senso dell’orientamento, ma molto dolce e di buon cuore, con anche un certo spirito di sacrificio per il bene comune. L’assenza di capacità combattive del suo ruolo la rende spesso una “damigella in pericolo”.

Globuli bianchi

I globuli bianchi – pardon, granulociti neutrofili – sono efficientissimi killer armati di coltello militare. Grazie alla loro motilità, possono sbucare fuori dalle pareti dei tessuti, ovvero saltano fuori tra i palazzi o dagli impianti di aerazione! Inoltre posso fagocitare i cadaveri dei nemici sconfitti per riconoscerli dal sapore, così da mettere in atto strategie più adatte alla lotta.
Il coprotagonista è un globulo bianco nella norma, almeno per questa storia: violento con gli invasori, può sembrare un pazzo assassino, mentre lavora di coltello! Con i “cittadini” che gli danno confidenza, come la protagonista, è gentile in modo impacciato, non essendo abituato al contatto sociale per via della sua attività intimidatoria – in pratica, il suo lavoro lo mantiene socialmente isolato!

Altri personaggi

Esistono altri personaggi, molti dei quali ricorrenti, anche se con bassa presenza in scena, le cui funzioni diventano uno spunto per rappresentarli in modi particolari

  • i linfociti T killer, con varie specializzazioni, sono rappresentati come un corpo speciale d’assalto, che interagisce con uscite da militare, humour nero e nonnismo sulle loro “spine”. I loro volti sono rappresentati in modo un po’ retro, ricordando versioni alleggerite di certe comparse di Hokuto no Ken, per gli amici Ken il guerriero.
    Un episodio vede il “risveglio spirituale” di una nuova recluta dei linfociti T, in congiunzione con un passaggio sull’etica del lavoro di squadra e dell’orgoglio per il lavoro svolto (una tematica molto giapponese!)
  • i macrofagi sono delle dolci ragazzone vestite in candidi abiti da gothic lolita… e armate di mannaia!
  • le piastrine sono dei bambini pucciosi, dell’asilo o delle elementari, che dirottano il traffico in caso di incidenti e che con il loro fattore di coagulazione (in forma di nastro adesivo) preparano le reti che daranno forma al coagulo in caso di emorragia

Ci sono tanti altri personaggi minori, ma il mio preferito è la cellula della memoria: un profeta dell’Apocalisse con gli occhi da pazzo, le cui catastrofiche predizioni – espresse con un linguaggio metaforico – trovano un riscontro solo quando capitano i fatti!

Concludendo

Cells at work! Lavori in corpo è una leggerissima commedia shonen innestata su una struttura horror/splatter del tipo “il mostro della settimana”: ogni episodio vede una diversa minaccia insidiare la salute umana e grazie al globulo rosso protagonista – una ragazza inesperta, sempre nel posto sbagliato al momento peggiore – avremo sempre gli occhi puntati sul cuore dell’azione!
Le buffe caratterizzazioni dei personaggi – diversi tipi di cellule del corpo umano – sono basate sulle loro funzioni e su certi cliché frequenti nelle storie manga: la ragazza dolce e dagli occhi luminosi, il duro dal cuore d’oro (che qui ha anche gli occhi da pazzo) i militari un po’ bulli, la ragazza apparentemente gentile, ma pericolosa e così via.
Il corpo umano è rappresentato in modo non realistico, ma come una città moderna, e diventa teatro di una serie di invasioni aliene, demoniache o perfino zombie, in cui virus, batteri e allergeni hanno l’aspetto di creature mostruose, che non stonerebbero in certi horror giapponesi o nelle storie tokusatsu.
Nel complesso, un fumetto ben disegnato e spiritoso in modo misurato, che strappa facilmente il sorriso, ma senza far venire il mal di pancia dalle risate.

Link

La pagina dell’editore in cui è possibile acquistare il fumetto

34 pensieri su “Il numero 1 di Cells at work!, di Akane Shimizu, ci spiega: Siamo fatto così… cioè, in stile manga!

  1. …però vista anche la mia età, niente può sconfiggere le immagini di globluli rossi in fila col marsupio pieno di sferette di ossigeno, o i monitor dove il vecchietto osserva cosa accade nel corpo… :D

  2. L’idea è simpatica, forse per me arriva fuori tempo massimo… ma resta simpatica.
    Ricordi Superhuman Samurai, il tokusatsu? Beh, era similare: entravano a debellare virus informatici e il mondo virtuale era fatto di città e via dicendo XD

    Moz-

    1. Pensa che io ho visto solo la prima stagione dei PR e qualcosa della seconda per la questione del tempo massimo (mi ha stancato poco a poco e oggi non me li filo per niente, a differenza di Moz o Riky) ma guardavo volentieri Superhuman… le stranezze dei gusti!

    1. Credo che i Bobobops fossero altra roba. Il cartoon fantascienzo (cit.) col character design come quello di Siamo fatti così è passato in Mediaset come Ai confini dell’universo ;)

  3. Complimenti per la voglia di leggere una roba di questo genere 😁
    A me piaceva il vecchio cartone e lo riguardo volentieri quando mi capita ma perché è molto cartoon, questo che pare più serioso, seppure con le sue assurdità, non mi attira neanche un po’.
    Forse un numero unico lo avrei anche letto in spiaggia ma una serie proprio no!

    1. Ti dirò, il livello delle scemenze è alto: se non leggi le didascalie e fai finta di non conoscere i nomi di enzimi e parti del corpo, sembra una commedia lievemente horror ^^

  4. Appena hai nominato Ken il guerriero mi hai fatto sciogliere dalla nostalgia e dalla commozione. Di quel cartone adoravo soprattutto il messaggio di fondo: anche in un mondo devastato, disperato e dominato dalla legge del più forte è possibile portare un po’ di giustizia, e continuare a coltivare dei valori come l’onestà, l’amore e l’amicizia.
    Oltre al protagonista, all’ambientazione e al messaggio di fondo, di Ken il guerriero erano stupendi anche i comprimari: i due bambini che Ken prende sotto la sua ala, i suoi amici Fudo e Rei, il fratello cattivo Raoul… tutti personaggi indimenticabili.

    1. Il problema della storia di Ken era la stupidità dei cattivi generici: in un mondo distrutto, andavano a uccidere e stuprare gli unici che si degnavano di provare a produrre qualcosa (gli abitanti dei vari villaggi).
      Alla fine, Raoul sembrava cercare di riportare un po’ di ordine, per quanto di stampo fascista… diciamo che ci andava un po’ troppo pesante, ma non arrivava ai livelli di idiozia dei punk generici che sfasciavano tutto perché sì :(

    2. Eh, in effetti Ken il guerriero andava alquanto per le spicce, ma anche questo era parte del suo fascino ultramachista. :) Anche ne La truffa dei Logan ci sono almeno 2 maschi alfa all’ennesima potenza: l’hai visto?

    3. No, io i film tendo a vederli quando li passano in chiaro o in dvd: quando ero piccolo, non sempre potevo andare al cinema e mi sono così abituato ad aspettare, che non mi pesa più :P

    4. Anch’io aspetto, ma solo per quei film che potrebbero piacermi come no. Se invece ho la certezza che quel film sarà una figata assurda, allora mi fiondo al cinema il prima possibile. In questo caso ci avevo visto giusto: La truffa dei Logan è una figata così galattica che gli ho dedicato il mio ultimo post. :)

  5. Riccardo Giannini

    Diamine, esigo subito la versione cartone di questa serie. Siamo fatti così versione non educativa, ma con combattimenti e sbudellamenti. Subito.

  6. Mai sentito prima d’ora, ma l’idea mi piace molto :D Sarà che sono cresciuto divorando le puntate di Siamo Fatti Così ma non sono mai riuscito a completare il modellino anatomico che si prendeva coi fascicoli in edicola :D

  7. Pingback: Cells at Work – Cellule al lavoro | Serenate Cinematografiche

  8. Recupero tardi questo post su suggerimento di Ema e Riccardo, dopo aver pubblicato la mia opinione sull’anime di CaW!
    Il manga devo ancora leggerlo, ma penso che sia un po’ più comodo del cartone per quanto riguarda gli spiegoni. Magari potendo avere avanti una pagina su cui leggere e rileggere le didascalie aiuta a capire meglio i concetti chiave XD
    Comunque il mio giudizio sull’opera è positivo!

    1. Ho visto il primo episodio animato ed è quasi come quello del manga, grossomodo. Gli spiegoni, nel manga, tendono a risolversi con una didascalia e sono sintetici come nell’anime, ma non hai bisogno di leggerli a razzo 😀

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