La Stella dei Giganti, di James P. Hogan

“L’ultima cosa che vuole chi detiene il potere è una popolazione istruita, benestante, emancipata. Il potere di regge sulla restrizione e sul controllo della ricchezza. Scienza e tecnologia offrono una ricchezza illimitata, e perciò vanno controllate. Conoscenza e ragione sono da considerarsi nemici; mito e irrazionalità sono le armi con cui combattono.”
Norman Pacey, in La Stella dei Giganti

La citazione che ho scelto dovrebbe rendere ben chiaro il cambio di marcia che raggiunge il ciclo dei Giganti in questo terzo libro – che inizialmente avrebbe dovuto concludere la storia riguardante gli intrecci tra la specie ganiana, i terrestri e i cosiddetti lunariani.
Se il primo libro era dedicato all’indagine scientifica e storica e il secondo al contatto tra l’umanità e una specie aliena intelligente, qui abbiamo una decisa svolta a favore dell’azione, con la storia che scivola sull’intrigo e un approccio non banale alla fantascienza militare.

La Stella dei Giganti 101

Il primo contatto con gli alieni – soprannominati ganiani come contrazione di ganimediani – ha lasciato la Terra più ricca di nuove possibilità, grazie ad alcuni spunti di riflessione scientifica, suggeriti dagli avanzatissimi ganiani ai terrestri.
Molti misteri hanno trovato risposta, in pubblico o in privato, ma la partenza dei ganiani solleva il coperchio di una pentola piena di segreti e intrighi: da Gistar – come viene soprannominata dai terrestri la Stella dei Giganti, il luogo in cui dovrebbero essere emigrati gli antichi ganiani milioni di anni prima – giunge un messaggio che costringe alcuni esponenti dell’ONU a mettere a parte alcuni scienziati dell’UNSA (tra cui Victor Hunt) di alcune trattative segrete e complotti degni della guerra fredda, ma non del candore innato dei ganiani…

La scheda

Autore: James P. Hogan
Titolo originale: Giants’ Star (La stella dei Giganti, 1981)
Traduzione: Beata Della Frattina

Genere, tecnica e stile

Lo stile e la tecnica sono uniformi con quelli dei libri precedenti: narratore onnisciente, che parla in terza persona e al tempo passato, con alcuni paragrafi “riassuntivi” che ricordano al lettore di persone e fatti visti nei libri precedenti.
A cambiare è soprattutto il genere: pur non mancando spiegoni scientifici, l’elemento “duro” della fantascienza passa in secondo piano rispetto all’azione – costituita da intrighi, investigazioni, complotti, politica, deduzioni, segreti nascosti e una battaglia spaziale, combattuta grazie a strategie e inganni.
Da evidenziare l’assenza di deus ex machina (con la potenziale eccezione di uno sul finale, disinnescato dalla tecnica della pistola di Cechov): sacrificando l’effetto sorpresa, Hogan ha scelto di metterci a parte dei preparativi dei suoi personaggi per tempo, consentendoci di prevedere l’esito di certe situazioni grazie a una catena di eventi sensata e priva di particolari intoppi.
Una valida progettazione risolve molti problemi…

Non sembra, ma tutto torna

I terrestri a conoscenza dei fatti non riescono a far coincidere i diversi comportamenti dei ganiani di Gistar e di quelli conosciuti nel libro precedente: i ganiani si sono evoluti per essere incapaci sia di atti di violenza che di inganni, eppure i loro contatti segreti con diverse fazioni politiche della Terra sembrano suggerire che venticinque milioni di anni possano aver trasformato la natura profonda degli alieni.
In aggiunta, il mondo ha appena vissuto un recente clima di disarmo globale, con reindirizzamento delle risorse su piani di sviluppo scientifico, culturale ed economico, sia delle nazioni “privilegiate” che di quelle che chiameremmo oggi paesi emergenti, ma tutto ciò potrebbe rendere la Terra una facile preda per una cultura aliena la cui tecnologia ha davvero del miracoloso.
È così? Beh, senza fare spoiler, la soluzione di questo mistero è semplice e funzionale…
Per concludere, vengono presentati gli ultimi tasselli sui legami che corrono tra i ganiani, l’antica civiltà lunariana e i moderni terresti, completando un quadro che i protagonisti avevano già disegnato al 90%, ma che non era del tutto corretto.

Victor Hunt… e altri

Già nel secondo libro, lo spazio in scena di Victor Hunt viene un po’ ridotto in favore di quello di altri personaggi – come l’amico ed ex rivale Danchekker, biologo evoluzionista geniale, ma un po’ dogmatico.
In questo libro, Victor dovrà dividere il palco con altri personaggi: Lyn Garland, l’audace segretaria di Gregg Caldwell; Karen Heller, ambasciatrice USA all’ONU; Visar, intelligenza artificiale ganiana… e altri.
Ne emerge un quadro di collaborazione in cui il dialogo, unito all’intelligenza, vince ogni sospetto, la predisposizione all’inganno può essere vista anche come capacità di intuire gli imbrogli e il lavoro di squadra, unito alla prontezza di spirito, porta a risultati in cui tutti vincono.
Una menzione speciale per il personaggio che sta dietro all’intrigo, che ha il vizio di gridare “Imbecilli” ai suoi collaboratori, come se fosse Skeletor dei Masters of the Universe! XD

“IM-BE-CIL-LI!” grida il misterioso intrigante ai suoi sottoposti

Concludendo

Con La Stella dei Giganti, ha termine un ciclo che ci ha accompagnato alla scoperta della storia della vita intelligente nel nostro sistema solare: tra misteri evolutivi, storici e tecnologici, interazioni tra specie molto diverse, progresso dell’intelligenza e del raziocinio su inganni ed egosimo, e infine persino intrighi, complotti e battaglie spaziali, si chiude una storia… che viene riaperta nel 1991, col “quarto romanzo della trilogia”, intitolato Entoverse – che stando alla sinossi, potrebbe presentare un drastico cambiamento di sottogenere  della fantascienza, ma sospetto che ci sia dietro un certo trucco…
A ogni modo, ci vorrà un po’, prima che possa affrontarne la lettura: una persona mi ha chiesto di fare da “lettore beta” di una sua storia e vorrei affrontare questa sfida senza essere distratto da altri romanzi! :P
Perciò, la quasi utopia di Hogan dovrà aspettare, ma ci torneremo…

9 pensieri su “La Stella dei Giganti, di James P. Hogan

  1. Riaperto il ciclo?? Ah, questa non la sapevo: ora mica ci puoi lasciare così!!! :-P
    Io ho quintali di vecchi Urania cartacei che vorrei dar via ma mi piange il cuore: visto il commento di Johnny, perché non organizzi un Mercatino del Conte Gracula? Un “Cedo, Regalo, Rubo” dove ognuno mette a disposizione vecchi libri e tu decidi se tenerteli o farli girare ^_^
    Il brutto è che il servizio postale italiano, ormai defunto dopo lunga agonia, renderebbe davvero difficoltoso far girare i libri…

    1. Appena finirò di beta-leggere la storia che mi ha chiesto Gianni, sarà il turno di Entoverse – se non fossi così lento, il beta-reader l’avrei già finito di fare, è un racconto breve e scorrevole ^^

      Il mercatino del Conte Gracula è pericoloso per il mio spazio, finirei per tenermi tutto e non avrei più posto in casa :P
      A ogni modo, confido che Johnny riuscirà a trovare una copia senza farsi sbranare la carta di credito da venditori senza scrupoli. Oppure passerà all’ebook almeno come ultima ratio…

    2. ahahah mi immagino i lettori del Mercatino che dopo un po’ cominciano a chiedersi che fine facciano i libri: sono tutti a casa del Conte ^_^
      Occhio a dire troppo in giro che sei un beta-lettore, perché è una mansione molto richiesta fra gli scrittori autopubblicati: rischi di essere sommerso di offerte! ;-)

    3. Nell’improbabile caso che dovesse accadere, dirò “se non hai fretta, ok”: mi piace leggere, ma ho anche tanti altri hobby e il tempo è quel che è :P

  2. Pingback: Missione su Minerva (Urania Jumbo 4/48) | Gli Archivi di Uruk

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