Quando il titolo di un film la dice (quasi) tutta: The Final Girls

“Hai scelto la vergine sbagliata!”
Max, in The Final Girls

L’estate è una stagione che va d’accordo con il genere horror: un tempo, era la classica Notte Horror di Italia 1, ma oggi, almeno quest’estate, capita che diversi canali trasmettano film del genere, in ogni notte della settimana.
Io non mi lamento, specialmente se le reti italiane mi permettono di cavarmi qualche curiosità: di recente, Rai 4 ha trasmesso un film che ero curioso di vedere da qualche tempo, avendone letto alcune recensioni (tipo questa e poi questa): parlo di The Final Girls, che alla fine, più che un horror in senso stretto, è una commedia citazionista e pure “meta” – prefisso piuttosto abusato, specialmente nella sua forma in cui non precede un cavolo di nient’altro, ma ci sta bene.
Vediamo di cosa si parla.

The Final Girls 101

Fonte: Filmtv

La giovane Max è figlia di Amanda Cartwright, attrice famosa (quasi esclusivamente) per aver interpretato la parte di Nancy in Camp Bloodbath, uno slasher che è una copia in carta carbone di Venerdì 13 con la presenza di una specie di Jason Voorhees.
Amanda è morta tre anni prima in un incidente d’auto, catalogabile come “se avessi guardato la strada, anziché cazzeggiare con mia figlia, sarei ancora viva”; nel presente del film, Max accetta un’offerta che non può rifiutare, presenziando (con alcuni amici) a una proiezione dei due Camp Bloodbath, in quanto figlia di Amanda.
Durante il primo film, un’inaspettata coincidenza di eventi manda a fuoco il cinema e Max, assieme alla sua cricca, cerca di raggiungere un’uscita di emergenza tagliando in due lo schermo del cinema.
Per un motivo inspiegabile, Max e i suoi amici si ritrovano invece all’interno di Camp Bloodbath e la ragazza dovrà affrontare diverse sfide, ma avrà anche la possibilità di rivedere sua madre in carne e ossa, anche se nel film si chiama Nancy ed è solo la ragazza con la chitarra…

La scheda (due parole da Wikipedia)

Sceneggiatura: M. A. Fortin, Joshua John Miller
Regia: Todd Strauss-Schulson
Musiche: Gregory James Jenkins (più brani noti di altri artisti)
Casa di produzione: Groundswell Production (2015)

Da Camp Crystal Lake con amore

Come ho anticipato, Camp Bloodbath – il film nel film – è praticamente Venerdì 13, a cui viene aggiunta la presenza dell’energumeno vendicativo Billy Murphy, ovvero il Jason Voorhees dello pseudofilm.
Tante situazioni sono pescate dal primo film della serie (o dal secondo, và) come

  • la canzone sdolcinata cantata dagli animatori del campo
  • il machete del killer
  • il motivetto che annuncia l’arrivo del killer (simile a ki ki ki ma ma ma, che prima del ciclo di post dedicato a Venerdì 13  da Lucius, non avevo mai capito cosa dicesse)
  • l’assassino mascherato e (quasi) inarrestabile
  • il modo in cui potrà essere fermato il killer

Cliché tanto densi che si tagliano con il machete

Un film molto “meta” deve giocare un po’ con deja vu e citazioni, no?
The Final Girl, pur essendo una commedia, ha degli elementi slasher e in questi film ci sono delle consuetudini, diciamo pure delle regole – situazioni viste talmente spesso da essere dei cliché – e il titolo stesso del film ne rivela uno, anche se usa il plurale

  • la final girl è la protagonista di uno slasher, l’unica forza che può opporsi al maniaco (e un po’ zombie) che fa strage dei suoi amici e di chiunque si trovi lungo il percorso. È la personificazione della purezza che sconfigge il Male e spesso sopravvive alla fine del film. Su questa pagina di Wikipedia è possibile trovare un lungo elenco di celebri final girl
  • il sesso è l’anticamera della tomba, in uno slasher: avere un rapporto sessuale è più pericoloso dell’avere la pelle scura, in questo genere di film – e comunque, il primo morto di Camp Bloodbath è proprio un nero, ben intenzionato a trastullarsi con una bella fanciulla
  • il finale è una delle cose più scontate che… no, non è tutto un sogno, è tutto un film, ma non è questo il punto. Comunque, un cliché che può essere divertente, in un film che è praticamente una parodia!

Camp Bloodbath è ancora più pericoloso dello slasher medio: può bastare levare una maglietta o mostrare una fettina di biancheria intima, per attirare su di sé l’ira funesta di Billy Murphy – il cui arrivo viene anticipato da un sinistro motivetto, udibile solo dai ragazzi reali finiti dentro il film!

Meta-strategie

Molte delle gag girano intorno al fatto che delle persone reali siano finite dentro un film: a differenza dei personaggi fittizi nella storia, gli intrusi sono consapevoli di ciò che accade nella pellicola e notano tutte le stranezze, come il motivetto che annuncia l’arrivo dell’assassino o, idea geniale, l’effetto di dissolvenza che precede un flashback – nel momento in cui Nancy racconta la storia dello sfortunato Billy Murphy e del perché sia diventato un sadico assassino.
Il trucco del flashback verrà sfruttato in seguito dalla protagonista Max per ottenere un vantaggio tattico durante uno dei confronti con Billy.
Non mancheranno altri usi strategici delle caratteristiche di Camp Bloodbath – come sfruttare l’animatrice più zoccola del campo come esca per attirare il mostro, tanto per dirne una – ma nonostante i personaggi conoscano l’andamento del film con discreta precisione, la loro stessa presenza è sufficiente a mandare in vacca buona parte delle strategie e degli eventi. Un po’ come quando un personaggio a conoscenza del futuro interferisce con la storia passata, cambiando gli eventi a suon di effetto farfalla e rendendo inutile tutto ciò che sa.

Max e Nancy

Per Max, vedere Nancy identica a sua madre – che l’ha interpretata – è un duro colpo: conosce la storia del film, sa che la svampita Nancy è destinata a morire perché perderà la verginità con quel fesso di Kurt, ma non vuole vedere sua madre che muore di nuovo, anche se non è realmente lei.
Perciò, Max vuole salvarla e portarla fuori dal film, per permetterle di vivere quella vita lunga e serena che a sua madre è stata negata.
Il rapporto tra Max e Nancy diventa il motore del cambiamento per entrambe: Nancy diventa pian piano più consapevole di cosa significhi vivere davvero, mentre Max può elaborare la scomparsa di sua madre.
Su di loro, però, incombe un pericolo enorme: non Billy, ma la commedia caciarona!
Sul finale, c’è una scena che potrebbe essere persino commovente, ma in ossequio alle regole dettate dalla struttura di Camp Bloodbath, l’evento assume una sfumatura un po’ ridicola. E alla fine arriva Buffy, ma questa è un’altra storia…

Concludendo

Grazie alla sua struttura meta-cinematografica e parodistica, The Final Girls si conferma come un ibrido tra una commedia e uno horror slasher, in cui il lato ridanciano prevale su quello serio e spaventoso.
Tra una citazione di Venerdì 13 e un cliché, il film azzarda anche dei momenti introspettivi, grazie al rapporto di una giovane adolescente con il simulacro della madre morta, ovvero il personaggio che la madre stessa ha interpretato in gioventù – il che, se vogliamo, aggiunge anche una leggera sfumatura da storia dei fantasmi.
Dato questo altalenare costante tra tre poli (gag sceme ma divertenti, morti assurde e momenti strappalacrime ridicolizzati) The Final Girls perde un po’ di coerenza e si incarta qua e là, ma alla fine porta a casa qualche risultato.
Non migliore di Quella casa nel bosco (prossimamente sulla voliera) ma piacevolmente divertente.

Link

Il trailer del film – che in ossequio alle usanze di questi ultimi vent’anni, potrebbe svelare un po’ troppe cose…

42 pensieri su “Quando il titolo di un film la dice (quasi) tutta: The Final Girls

  1. Visto la prima volta mi è piaciuto per il giochino meta-cineamtografico, alla seconda visione mi è sceso moltissimo, non gli allaccia nemmeno le scarpe a “The cabin in the wood”, non vedo l’ora di leggerti su quel gran film ;-) Cheers!

    1. L’ho visto solo una volta, The Final Girls, e l’ho trovato carino, ma son d’accordo, Quella casa nel bosco è superiore.
      Spero di trovare il tempo per una seconda visione ;) ma per ora, sono indietro di una tag e devo ancora partecipare a un evento per agosto :P

  2. Adoro i film di cinema nel cinema, e questa sembra essere una declinazione decisamente originale e articolata di questo sottogenere, quindi potrei tranquillamente dare una chance a questo film.
    A proposito di visioni estive, questo pomeriggio vado a vedere Bent: lo aspetto con un’ansia disumana da 15 giorni, e tra poche ore potrò finalmente gustarmelo! :)

    1. È un film abbastanza leggero, caruccio nonostante alcuni difetti, almeno per me. Non so se lo rivedrei, però :P forse, una volta è sufficiente.
      Bent non lo conosco, ora mi informo ;)

    2. E spesso sono proprio i film come questi che raggiungono le vette di qualità più mostruose! :) Pensa che lo aspetto con tanta frenesia che ho deciso di comprare il biglietto su Internet: non voglio rischiare di trovare fila alla cassa e perdermi l’inizio del film. Prima di oggi l’avevo fatto soltanto altre 2 volte, con Blade Runner 2049 e con Deadpool 2. A te è mai capitato di essere così tanto in fibrillazione per l’uscita di un film?

    3. Da bambino, non potevo andare spesso al cinema, così ho imparato tanto bene a esercitare la pazienza, da poter aspettare anche un lustro XD
      Quando ero più giovane, mi è capitato con videogiochi, libri e fumetti: vale? :P

    4. Ah, sui fumetti sfondi una porta aperta: anch’io adoro così tanto alcuni fumetti di supereroi che non riesco ad aspettare UN ANNO prima che vengano tradotti in italiano, e quindi preferisco importarli dall’America e leggerli direttamente in lingua originale. Spendo il 30% in più, ma risparmio un anno di tempo: un affare! :) Grazie per la chiacchierata, piacevolissima come sempre! :)

    1. Ma ti dirò, con otto canali, qualcosa salta sempre fuori.
      Magari, Rai 4 mi ritorna a un buon livello – non che sia mai scaduta davvero, ma senza Wonderland e senza cartoni (e con serie come Supernatural dopo l’una) aveva un po’ perso attrattiva, per me.

    2. beh, sì, non dimentichiamo che, sebbene in ritardo di qualche anno, ci ha dato Battlestar Galactica, le serie di StarTrek, Dr. Who, … oddio anche Desperate Housewife … quasi quasi faccio causa alla Rai! :D

    3. La causa gliela farei se tirasse fuori Sex and the City… in proporzione, le casalinghe disperate sono oro :P
      Più che altro, le cougar di Wysteria Lane sono un po’ ripetitive…

    4. Credo\temo di sì… Oppure si sono trovate quelle tizie lì che una dozzina d’anni fa erano delle milf d’un certo livello, ma il tempo passa e oramai… se le tengono.

    1. È volutamente leggero – quando prova ad appesantirsi con la parte del rapporto madre-figlia, non lo fa benissimo, comunque spicca di più l’elemento meta-cinematografico e la parodia del genere :D

  3. Bellissimo, lo recupero sicuramente.
    Perché è questo che manca agli horror, oggi: l’ironia.
    Certo, questa è più parodia (e grandissimo omaggio), ma ad esempio ieri ho visto Oujia su Notte Horror e le mie palle stanno ancora rotolando a terra.
    Davvero, non sanno più fare horror come si deve, né serie e inquietanti, né slasher e ironici.

    Moz-

    1. È un problema di prospettive: The Final Girl è più una commedia, nemmeno ci prova, a farti paura, mentre certi horror ci provano solo a suon di jumpscare, e dopo i primi due, te lo aspetti e difficilmente funziona.
      Poi: personaggi di cartapesta, mostri che si vedono troppo – o troppo poco – e la scarsa volontà di provare a raccontare qualcosa che sia un po’ diverso.
      Non ho visto Ouija perché stavo scrivendo questo post, ma immagino che film horror validi ne facciano pure ora, solo che bisogna stare dietro all’ambiente o rischi di perdere qualcosa di buono (e da qualche anno, sono distratto da troppe cose, per informarmi per benino :P ).
      Comunque sono d’accordo, a certi film gioverebbe un po’ di ironia. Anche solo per variare il ritmo ;)

  4. Sììì, parla di “quella casa nel bosco”! Lo voglio, lovogliolovoglio!! (regredisce all’età di otto anni e salta sulla sedia, occhi sgranati, popocorn volano da tutte le parti)

  5. Denis

    Pensavo meglio alla fine bastava ballare e scoprirsi le tette per far apparire il mostro che non ha nemmeno un motivo per uccidere le tipe visto che era stato sfigurato dai suoi compagni con i petardi dentro il cesso e me sembravano troppo vecchi gli animatori per passare come ventenni,
    la mamma della protagonista e Spettro di Seta di Watchmen.
    Molto meglio la Quella casa del bosco e più riuscito.
    Ti lascio un’indovinello c’è un horror scritto dal creatore di Nightmare e l’effettista Tunnicliffe di Hellraiser e c’è pure Chucky(l’attore che gli da la voce).

    1. Anche Jason, in Venerdì 13, va in giro a uccidere gente a caso, chi gli ha fatto del male a suo tempo ha già pagato a un altro esattore.
      Magari non c’è granché motivo perché giunga alla carica ogni volta che si apre una camicetta, ma quella è un’interpretazione delle leggi della fisica degli slasher (perché mai dovrebbe sopravvivere una sola ragazza alla volta? Perché deve essere illibata? Mi chiedo se sia per passare un messaggio para-repubblicano o per ironizzarci su).
      Poi sì, le età erano sballate come spesso accade: di solito si prendono attori di 25 anni per far fare loro i 16enni, forse per non avere rogne nelle scene di sesso, ma qui sono andati un po’ oltre :P

      L’indovinello… non so se riuscirò a risolverlo, sono troppo ignorante :P ma ci rifletterò su!

  6. Denis

    La protagonista è Veronica Mars e un remake di un horror giapponese.
    Tra l’altro le tette nel film nemmeno di sfuggita si vedono, dovresti vedere il mal riuscito Il camping del terrore di Deodato finto slasher americano girato in Abruzzo, ma almeno compare una giovane Nancy Brilli con due tette da paura

    1. Di solito, quando iniziano a saltare fuori le tette, cerco gli errori della trama :P
      Parto prevenuto: se esponi troppa pelle, vuoi nascondere qualche errore ^^

  7. Anche a me è piaciuto. E anche io concordo sul trovare decisamente migliore Cabin in the Woods, molto più convincente sotto il punto di vista orrorifico. Ma averne, di film come The FInal Girls :)

    1. Cabin in the woods è sicuramente più complesso e ambizioso, ma è anche riuscito meglio. Ma questo non significa che The Final Girls sia brutto, anzi: fa il suo dovere alla grande ;)

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