Gli aspiranti scrittori sono come scarafaggi: Come scrivere un best seller in 57 giorni, di Luca Ricci

“Il nostro nome scientifico è Blatta orientalis, della famiglia dei Blattidi, ma noi, l’avrete capito, ci chiamavamo John, Paul, George e Ringo. Sì, come i Beatles. Se loro si erano chiamati come noi, noi potevamo chiamarci come loro.”
John, in Come scrivere un best seller in 57 giorni

È possibile distillare la formula del successo?
È possibile scrivere a tavolino un libro che venda più di ogni altro?
Arte e marketing possono andare a braccetto?
Quattro scrittori molto speciali dovranno scoprirlo, se non vogliono perdere il bell’appartamento in cui vivono…

Come scrivere un best seller in 57 giorni 101

Fonte: scansione

Briac è un giovane aspirante scrittore, squattrinato, con la testa piena di sogni di gloria e di alta letteratura. E il portafogli vuoto come può essere solo quello di un aspirante scrittore di successo, perfezionista e desideroso di scrivere letteratura come quella di cui ha sempre fruito.
Vuol essere immortale, ma rischia di morire di fame, perché non riesce mai a scrivere nulla che si avvicini ai suoi ideali di bellezza letteraria.
Ma il protagonista non è lui, piuttosto, lo sono i suoi quattro coinquilini: John, Paul, Ringo e George, quattro blatte che conoscono a menadito gli stessi capolavori immortali che ha letto Briac.
Il quartetto si ritrova di fronte a un dilemma: loro adorano la mansarda di Briac, ma il giovane scrittore è spaventosamente indietro con l’affitto e rischia di perdere la casa. Di certo, se accadesse, i prossimi inquilini opererebbero una massiccia disinfestazione della mansarda, rendendola inabitabile per i quattro scarafaggi.
Esiste solo un modo per risolvere il problema: diventare i ghost writer di Briac e scrivere a suo nome un best seller!
I novelli Beatles hanno solo 57 giorni per portare a termine il compito…

La scheda

Autore: Luca Ricci
Casa editrice: Gius. Laterza & Figli (2009)
Prezzo: 9,50 €

Tecnica e stile

La storia viene raccontata in prima persona da uno dei protagonisti, John, il capo della banda. Il tempo è il passato.
In un punto della storia, le blatte si dividono per compiere una ricerca più rapidamente, ma John racconta i fatti come se vi avesse assistito; a parte questo caso, il punto di vista rimane solido, nel resto della storia.
La lettura è scorrevole, tranne che nei passaggi in cui sono presenti dei personaggi che parlino altezzosamente di letteratura: l’autore è così bravo a imitare il livello di fuffa che esce dalla bocca di certi pomposi arroganti, che in quei punti la lettura si fa meno scorrevole!

I personaggi

John è il capo dei quattro Beatles di Parigi: attivo, dominante, allergico alle responsabilità – è spaventato all’idea di diventare padre e di portare una Yoko all’interno del gruppo.
Deve costantemente difendere la propria leadership dagli assalti degli altri, soprattutto di Paul – che sostiene che il leader dei Beatles fosse in realtà McCartney, dunque lui dovrebbe essere il capo dei Beatles di Parigi.
Ringo è il più giovane dei quattro, costantemente messo in disparte dagli altri tre proprio perché giovane – nonostante il più giovane dei Beatles reali fosse George.
E poi c’è George, che passa un po’ inosservato.
Non mancano personaggi secondari, come Briac (affittuario della mansarda) i coniugi Picard – sempre intenti in chiacchiere oziose – e una certa quantità di letterati di ogni tipo, sempre pronti a sputare sentenze.
Due presenze femminili saranno importanti nella seconda parte della storia: la blatta Violette e la proprietaria della casa che ospita Violette, la misteriosa Rossana (cit. Cyrano de Bergerac) espertissima delle caratteristiche dei best seller. Proprio Rossana fornirà lo spunto per presentare qualche piccolo trucco di scrittura creativa.

Concludendo

Come scrivere un best seller in 57 giorni è un libro spiritoso, un racconto di quattro scarafaggi, coi nomi dei Beatles, che si improvvisano scrittori commerciali perché Briac, affittuario della mansarda in cui vivono, non venga sfrattato – e loro con lui.
Non mancano piccoli spunti di riflessione sul valore di uno scrittore per la società e il mercato, sulla contrapposizione tra alta letteratura e narrativa commerciale e sulla possibilità di insegnare a scrivere, tramandando stratagemmi e strategie a chi voglia diventare scrittore. E anche un po’ di satira ai danni dei fanfaroni che si approccino alla scrittura, e alla lettura, con la puzza sotto il naso.

19 pensieri su “Gli aspiranti scrittori sono come scarafaggi: Come scrivere un best seller in 57 giorni, di Luca Ricci

    1. Più o meno è il suo prezzo di copertina ;) non so se tu faccia il calcolo pagine/prezzo: è un tascabile da circa 110 pagine.
      Dovrei iniziare a inserire il numero di pagine nella scheda :P

  1. Riccardo Giannini

    Sono le storie da leggere in un fiato, senza troppi pensieri per seguirle, anche se l’idea degli scarafaggi muse dello scrittore…ahhahaah…

  2. Ogni scarrafone è bello allo scrittore suo. Se sono della specie stercorara non ci si può nemmeno lamentare se il libro è scritto di m…
    Anche noi blogger somigliano a certi altri insetti: viviamo in una ragnatela.
    Mi sembra una piacevole lettura sotto l’ombrellone o in questi pomeriggi afosi.

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