The Skeleton Key

Jill:- Vuoi diventare infermiera ed entri in un negozio di stregoni?
Caroline:- Ma non è per me…
Jill e Caroline, in The Skeleton Key

Nei Vangeli si dice che un granello di fede possa spostare anche una montagna.
Oggi si dice che perché una cosa avvenga, sia necessario crederci, come minimo.
Alcune credenze sarde sul malocchio riportano che il maleficio colpisce solo chi ci crede.
La fede, la superstizione, il credere in qualcosa…
Ma tutto ciò, come si applica ai film dell’orrore? E ai thriller metafisici?

The Skeleton Key 101

Fonte: Movieplayer

Caroline Ellis è una badante che desidera diventare infermiera, ma per questo ha bisogno di denaro. Ingaggiata da Violet Devereaux per occuparsi del suo anziano marito, colpito da un ictus che lo ha lasciato incapace di muoversi e parlare, accetta e si trasferisce nella villa isolata che li ospita.
La magione è strana e durante il suo incarico, Caroline nota molti particolari insoliti, come l’assenza di specchi – la padrona, Violet, non ne vuole vedere per casa – e i rumori inquietanti che provengono dalla soffitta.
Caroline, fornita di un passepartout (la skeleton key del titolo) da Violet , decide di indagare e trova in soffitta una porta chiusa, nascosta dalle cianfrusaglie: oltre si trova una stanza piena di cose bizzarre – dischi con incisi dei canti bizzarri, un libro di “ricette” pieno di incantesimi, feticci di ogni genere. Una stanza dello hoodoo.
È l’inizio di un viaggio allucinante in un mondo fatto di credenze sincretiche e irrazionali, in cui Caroline resterà progressivamente sempre più invischiata…

La scheda

Sceneggiatura: Ehren Kruger
Regia: Ian Softley
Produzione: Michael Shamberg, Stacey Sher, Ian Softley, Daniel Bobker
Distribuzione: Universal Pictures (2005)

Personaggi

Caroline Ellis (Kate Hudson) è un’aspirante infermiera che cova un forte senso di colpa: non essere stata sufficientemente vicina a suo padre, morto di malattia senza che lei nemmeno sapesse del suo problema di salute. Per questo motivo, tende ad affezionarsi molto a Benjamin Devereaux (John Hurt) l’anziano e infermo marito di Violet Devereaux (Gena Rowlands) di cui deve occuparsi, e non vuole abbandonarlo come hanno fatto le donne che l’hanno preceduta, impaurite dall’atmosfera lugubre della casa e dagli strani fatti che vi accadono.
Luke Marshall (Peter Sarsgaard) avvocato dei Deveraux e curatore della loro tenuta,  si è finora occupato di trovare delle badanti per il povero Ben, così da sollevare un po’ di peso dalle spalle di Violet.

L’antefatto

La tenuta dei Devereaux, in quel di Terrebonne Parish (Louisiana) fa molto poco per nascondere gli accadimenti tragici che vi hanno avuto luogo in passato: Mama Cecile e Papa Justify, una coppia di servitori della ricca famiglia che vi abitava, cercarono di iniziare i figli dei padroni alla dottrina dello hoodoo in una stanza posta nella soffitta della magione.
L’iniziativa non fu granché apprezzata dai genitori e dai loro ospiti, che decisero di mettere in atto un’esecuzione sommaria dei due servi.
Dopo la loro morte, i fantasmi di Mama Cecile e Papa Justify furono visti più volte sui riflessi degli specchi, ma solo da chi ci credeva ardentemente, motivo per cui Violet Devereaux decise di rimuovere ogni specchio dalla casa.

Credenze del “cuore caldo del profondo sud” (cit.)

Nel film ha un ruolo centrale la dottrina dello hoodoo, una tradizione magica nata dalla fusione di tradizioni dei nativi americani, degli schiavi africani e di un po’ di “sana” stregoneria europea.
Tra tutti gli elementi magici che vengono mostrati, due hanno la preminenza per buona parte della storia: la polvere di mattone che, sparsa lungo una soglia, impedisce ai malintenzionati di varcarla, e i dischi con le invocazioni, incantesimi incisi su vinile, da mettere sul giradischi per lo svolgimento di una cerimonia.
Il tutto reso forte ed efficace dalla fede, non tanto di chi usa questi stratagemmi, quanto di chi ne subisce gli effetti: in The Skeleton Key, la magia viene ammantata di un elemento psicologico, una suggestione necessaria per la riuscita delle “procedure”.
In ultimo, alla fine della storia, viene dato un significato particolare alla parola “sacrificio”, ma di più non dirò…

Indizi – ma non spoiler

Il film è prodigo di indizi che permettano di svelare il mistero anzitempo, prima che i giochi siano conclusi, eppure…
Eppure, la prima volta che ho visto The Skeleton Key non li ho colti, questi benedetti indizi: preso dalla storia – è di un genere che mi piace, un thriller con elementi di “orrore rurale” e tradizioni magiche controverse – e impegnato a fare il tifo per la protagonista, ho finito per restare sorpreso dallo svolgimento della trama e colpito dal finale, che non poteva non andare in quella direzione.
Chiunque non sia boccalone come me, probabilmente finirà per arrivare alla fine della storia senza troppe sorprese, dato che, come ho scritto, gli indizi che puntano alla verità non mancano affatto.

Sbilanciamento

Per buona parte del film, la storia si sviluppa come un’indagine di tipo antropologico, con Caroline che, cercando di capire qualcosa sullo hoodoo per aiutare Benjamin a salvarsi dalle proprie suggestioni, interroga persone ben informate e fa scelte che contrastano con il suo scetticismo radicato.
Con l’eccezione di un tentativo di fuga di Benjamin, le scene d’azione più vivaci e violente sono concentrate nella parte finale della storia, in due lunghe sequenze che vedono Caroline fare delle cose per provare a garantirsi un lieto fine e risolvere il problema.

Concludendo

The Skeleton Key è un buon thriller metafisico camuffato da storia di fantasmi, con tanto di casa inquietante e infestata che fa da sfondo alla vicenda per la maggior parte della storia.
Un fatto di sangue che affonda le radici nella storia recente, i fantasmi, una stregoneria crudele sono alcuni degli elementi che renderanno molto interessante la vita di Caroline – la protagonista – nella sua ricerca della verità e della salvezza di Ben, l’infermo di cui ha accettato di occuparsi e in cui vede, palesemente, la figura di un padre con cui non è riuscita a riappacificarsi prima che morisse.
In ultimo, abbiamo uno spunto di riflessione sul potere che la fede può esercitare sulle persone e un concetto particolare di sacrificio.
Una storia suggestiva e piuttosto cattiva, che si dipana sullo sfondo di una palude indomabile e di una città in cui convivono tante anime differenti, antiche e moderne.

8 pensieri su “The Skeleton Key

  1. L’avevo visto sulla Guida TV, in programmazione questi giorni, ed ero quasi tentato di rivedermelo: dalla prima visione ho solo ricordi vaghi che non mi fanno stabilire se mi sia piaciuto o meno. Mi hai fatto tornare la curiosità, e se capita lo rivedrò ;-)

    1. A me è piaciuto, pur avendo qualche difetto: la storia è coerente con le sue premesse ed è confezionato bene, secondo me.
      Se poi lo vedrai, mi dirai: non è un film di cui si sia parlato poi tanto, negli anni, perciò un altro punto di vista mi interesserebbe ;)

    1. Certamente ha concentrato un ritmo troppo lento in certi passaggi: se avesse distribuito diversamente le lunghe scene d’azione, avrebbe creato un ritmo migliore con le parti investigative (che comunque mi sono piaciute, ma non posso negare che l’azione sia stata troppo lunga nell’ultimo atto del film e assente nel resto).

    1. Io l’ho sempre trovato un buon film, seppure non impeccabile.
      Il finale è una vigliaccata inaspettata, per chi non riesce a vedere gli indizi. È un finale sensato, coerente con le premesse, ma può spiazzare perché

      SPOILER

      È comunque un finale in cui vincono i cattivi, dei ladri odiosi e parassiti

      FINE SPOILER

  2. Uno dei miei film preferiti!
    Anche io la prima volta non sono arrivato prima alla conclusione ma non credo di averlo ancora visto una seconda volta. Gli indizi mi hanno portato altrove.
    Non sono ferrato nell’hoodoo ma nel dubbio, continuo a non credere! 😝

    1. Nemmeno io so molto dello hoodoo: l’argomento mi interessa, ma mi dimentico sempre di approfondire :P
      La seconda volta che vedi il film, sai già dove guardare, come con Profondo rosso, dunque non ci caschi più, naturalmente :(

Vuoi dire qualcosa? Gracchia pure!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.