Il fumetto di Final Fantasy Lost Stranger, N°1

“Nel mio dizionario mentale di FF, nella mia Ultimania, queste parole non esistono!”
Shogo Sasaki, in Final Fantasy Lost Stranger

C’è poco da dire: anche se la mia passione per la saga di Final Fantasy non è ai livelli di quando scoprii Final Fantasy VII, questa è una serie che continua a piacermi.
Vedendo poi la copertina, che mi ha attirato soprattutto per i colori, la posa del protagonista e i dettagli dei costumi, ho deciso di provare a leggerlo – almeno un secondo numero lo comprerò (ma spero che non si tratti di una serie troppo lunga, non è un fumetto molto economico).

Final Fantasy Lost Stranger 101

Fonte: scansione

Shogo Sasaki è un appassionato di Final Fantasy sin dall’infanzia: ci giocava con sua sorella Yuko, studiandoli a fondo uno per uno, per scoprirne i segreti e compilare la sua Ultimania, una collezione di guide strategiche scritte e illustrate da lui stesso.
Nella sua percezione delle cose, i diversi Final Fantasy sono in qualche modo istruttivi, oltre che emozionanti, e il suo scopo finale è quello di creare un proprio Final Fantasy, capace di ispirare e istruire chi ci giochi, oltre a dare emozioni.
Shogo continua ad amare la serie anche adesso che è adulto ed è entrato a lavorare in Square Enix, come programmatore, ma insoddisfatto della sua situazione attuale, si cruccia per non essere riuscito a entrare nel team di sviluppo del Final Fantasy di turno; è sostenuto dalla sorella Yuko, che ha trovato  anche lei un lavoro in Square Enix, nella divisione vendite.
All’uscita da un ristorante, i due fratelli stanno per essere investiti da un camion fuori controllo; i due si risvegliano in un luogo diverso, un mondo fantastico che sembra ricalcare quello di un Final Fantasy, ma che ha le sue importanti differenze…

La scheda

Storia: Hazuki Minase
Disegni: Itsuki Kameya
Traduzione: Nicola Angaran
Edizione originale: Square Enix Co., Ltd (2017)
Edizione italiana: Edizioni BD (J-Pop, 2018)
Prezzo: 6,90€

Disegni

L’albo è introdotto da alcune pagine a colori in carta patinata: la colorazione mi piace, è calda e tenue.
Il disegno è un “classico” stile manga: occhioni – soprattutto per certi personaggi femminili – e volti espressivi, specialmente quando la disegnatrice calca la mano con lo stile deformed.
Le prospettive sono molto varie.
L’autrice fa ampio uso di retini, con risultati discreti.
La caratterizzazione grafica dei personaggi è molto vivace, quando si tratta di quelli fantasy, grazie a abiti e corazze dettagliati, mentre il protagonista ha un aspetto molto normale, probabilmente per farlo spiccare tra i personaggi più in stile Final Fantasy che lo circondano.

Personaggi

Shogo è il protagonista, attorno a cui ruota tutta la vicenda: ragazzo di talento, bravo nel disegno e dotato di un forte spirito di osservazione, è capace di cogliere dettagli inosservati dalla maggior parte delle persone, almeno quando non è depresso.
Entrato in Square Enix come programmatore, vorrebbe creare un proprio Final Fantasy, ma non ne ha ancora avuto l’occasione. Si fa spesso bloccare dalle avversità, finché sua sorella Yuko lo spinge ad andare avanti, proprio come faceva con lei Shogo quando giocavano assieme da bambini. Yuko è una ragazza vivace e solare, coraggiosa fino all’incoscienza, che stravede per il fratello e lo vuole vedere felice.

Un moguri, o moogle. Kupò!
(Fonte: Final Fantasy Wiki)

Finiti nel mondo fantasy, i due fanno la conoscenza di quello che diventerà il loro party, ovvero la squadra con cui andranno all’avventura: un uomo dalla costituzione colossale, ma anche intelligente e ottimo cuoco – il mago nero Duston – l’elfa guerriera tsundere Rei e infine la maga bianca Sharuru, una ragazza entusiasta votata a lenire le ferite, fisiche e metaforiche, di chi soffre.
Li accompagna la loro mascotte, il moguri Mogcan.

Il gruppo in cui entra Shogo è un party di avventurieri molto scarso, che riesce a gestire solo mostri e missioni molto semplici, ma Shogo è, ovviamente, ancora meno abile, essendo giunto dal Giappone moderno in un mondo che può capire solo in parte: per questo motivo, il ragazzo è spesso bersaglio dei commenti sarcastici di un avventuriero assai più abile, il paladino Randolph, capo di un party composto da gente potente ed esperta come la sua spasimante, la donna gatto e ladra N’Eluthe.

Storia

Shogo e Yuko non sanno come siano finiti su quel mondo fantasy, né sanno se e come riusciranno a ritornare nel loro mondo (ovviamente, due o tre idee su come potrebbe finire il fumetto me le sono fatte) ma per ora sono bloccati in un mondo che possono decifrare solo in parte: è un posto che ha molte affinità con diversi capitoli di Final Fantasy, soprattutto quelli online

  • esistono gilde di avventurieri da cui ricevere missioni e ricompense
  • gli aspiranti avventurieri devono farsi registrare in una “classe di avventuriero” per non essere troppo deboli in battaglia (creazione del personaggio?)
  • si va a caccia di mostri per ricevere soldi e tesori
  • esistono moguri e chocobo, ma anche mostri classici come i Piros
  • esistono razze umanoidi intelligenti già apparse in altri giochi della serie
  • esiste la magia, sia d’attacco che di cura
Un chocobo. Kué!
(Fonte: Final Fantasy Wiki)

Ma il fatto che sembri un mondo di Final Fantasy non significa che lo sia: per esempio, non esistono alcune magie iconiche della serie, tramandate solo in leggende e storie per bambini, compresa una in particolare, su cui Shogo desidera ardentemente mettere le mani…
In compenso, nei suoi occhi si cela un’altra magia tramandata solo in fiabe e leggende: Scan, l’occhio “onniveggente” degli dei.
Questo potere non è poi tanto onniveggente, ma pur nei suoi limiti, mostra agli occhi di Shogo delle “finestre di dialogo” su cui leggere alcune informazioni sugli oggetti che osserva – come in una specie di realtà aumentata – e permettendogli di analizzare con facilità gli oggetti, per scoprirne le qualità nascoste.

Un Piros, o Bomb. Boom!
(Fonte: Final Fantasy Wiki)

Quando il ragazzo capisce che l’interazione con il mondo in cui si trova non è limitata da script e CPU, inizia a sfruttare le qualità del suo potere per supplire alle proprie lacune come avventuriero.
Ma soprattutto, se esiste Scan, forse può esistere anche quell’altra magia: perché è bene ricordarlo, non è un videogioco, anche se lo sembra, e nessuna buona azione resterà impunita…

Concludendo

Da questo primo numero, Final Fantasy Lost Stranger sembra appartenere a quel genere di storie in cui una persona del mondo reale finisce in un luogo fantastico, governato da altre leggi.
Shogo e Yuko, due fratelli appassionati di videogiochi, subiscono un incidente stradale e si risvegliano in un mondo fantastico, che ricorda numerosi capitoli della serie di Final Fantasy, ma andando all’avventura con alcuni nativi, scoprono che le somiglianze si fermano a un certo punto e soprattutto che non stanno realmente giocando, ma che si trovano in una diversa realtà, con le sue leggi e i suoi pericoli.
Un disegno gradevole e personaggi simpatici, ma che sanno di già visto – con l’eccezione parziale del protagonista, che ha un aspetto un po’ anonimo, ma per il resto è il classico novellino che deve farsi le ossa e dispone di un asso nella manica non potente, ma valorizzabile con un po’ di ingegno.
La storia sembra ripercorrere un canovaccio già noto, a meno di sorprese nelle fasi avanzate della trama, ma a me non dispiace, trattandosi di quel tipo di racconto che è un po’ il “sogno bagnato” di molti amanti del fantasy.

Link

La pagina dell’editore dedicata al fumetto

20 pensieri su “Il fumetto di Final Fantasy Lost Stranger, N°1

    1. Non può essere sempre tutto Aeris (ora pro nobis). ;)
      Comunque, il protagonista mi piace abbastanza, perché si sforza di supplire col cervello – sfruttando il poterazzo Scan – alle sue ovvie mancanze da avventuriero.
      Chissà come ai risolverà il cliffhanger finale del primo volume…

    2. Mi stai quasi incuriosendo… mannaggia… non voglio leggere altro, ho una coda di cose da fare, che si accoda sulla coda! :D Praticamente è ricorsiva -> esponenziale.

  1. Sembra interessante. Ho giocato al primo e sto giocando al secondo videogioco della serie Doom & Destiny, che hanno quasi la stessa trama. Ne parlai anche sul blog. Però Doom & Destiny ha il vantaggio che fa schiattare dal ridere. :-D

    1. E comunque, FF VI piace molto anche a me. Personaggi molto belli, più la storia di Locke… ma mi si è inacidito il salvataggio prima del dungeon finale, sulla prima play, così non l’ho mai finito. Ma lo rigiocherò da capo.

  2. In effetti conosco tantissimi altri titoli così, a partire dal bambinesco Monster Rancher.
    Umh, non potevano fare un bel fumetto fantasy e basta, senza questo arrivo dalla nostra realtà a quella del fantastico? Concetto che andava bene fino al 1998… XD

    Moz-

  3. Da fan della saga l’ho addocchiato ma con sospetto, ora mi hai incuriosito però anche io non vorrei imbarcarmi in una serie potenzialmente lunga.
    Per quanto riguarda i giochi sono praticamente fermo al X-2, di recente ho recuperato i due XIII ma non li ho ancora giocati, vorrei recuperare anche il XII ma pure quello potrebbe finire a prendere la polvere, FF necessita davvero tanto tempo.

    1. Appena uscirà il secondo volume, dovrò preparare un post ;) così potrò dirti anche come ingranerà.

      Il XIII lo sto giocando ora: non credo sarà così lungo da durare fino a cento ore (salvo grind) ma ha un paio di difetti – uno dei quali è l’eccesso di scontri :P
      Il XIII 2 dovrebbe essere migliore ma so che praticamente non ha un finale, a differenza del XIII. Ci sarebbe poi Lughtning Return, che chiude quel ciclo, e Type 0, che non ho capito come si innesti…

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