L’Eroe è morto!, di Subaruichi. I primi otto volumetti

“Durante il nostro viaggio mi sono accorto di una cosa.
I demoni… sono una manica di depravati!”
Touka Scott, in L’Eroe è morto!

Il genere fantasy “alla giapponese” è piuttosto popolare, nell’editoria nipponica, e grazie ai jrpg (Final Fantasy e colleghi) e a certe serie animate, questo tipo di storie si è scavato una sua comoda nicchia anche in Occidente.
L’Eroe è morto! appartiene a quel genere di fantasy, con vaghe ispirazioni all’estetica occidentale per quanto riguarda abiti ed edifici, a cui si aggiungono elementi da videogioco; un fantasy che qualcuno definì fintasy, a causa delle contaminazioni di diverse culture, degli anacronismi e di altri elementi che possono accompagnare una costruzione del mondo poco solida e un po’ superficiale.
E quindi, com’è questo fumetto? Vediamolo insieme.

L’Eroe è morto! 101

Fonte: scansione

Touka Scott è un contadino sporcaccione, con un complesso feticistico per le belle ragazze che indossino le calze parigine sulle cosce paffutelle.
Questo complesso lo porta a coltivare un solo tipo di verdura: i daikon, che quando crescono nel modo giusto, possono assomigliare al suo oggetto del desiderio, al punto che Touka si diverte a rivestirli con le parigine – e non è il solo con questo hobby, nel villaggio…
Se solo la sua amata e procace amica d’infanzia, Yuna Yunis, acconsentisse a soddisfare le sue fantasie senza massacrarlo di botte…
Ma ci sono problemi più grandi, nella vita: il sigillo che l’Eroe leggendario ha imposto alla porta degli Inferi, tre anni prima, ha misteriosamente ceduto e il mondo sta venendo invaso da demoni antropofagi, dotati di poteri pericolosissimi. Quindi, l’Eroe è in viaggio per ripristinare il sigillo e salvare ancora una volta il mondo.
Peccato che l’Eroe – l’unico prescelto in grado di impugnare la sacra spada che può sconfiggere i demoni – sia morto, cadendo in una delle trappole mortali che Touka ha disposto a protezione del suo prezioso orto…

La scheda

Titolo originale: Yusha ga shinda!
Storia e disegni: Subaruichi
Traduzione: Sandro Cecchi (primo volumetto)
Editore originale: Shogakukan (2015)
Edizione italiana: Edizioni BD (J-Pop) (2017)
Prezzo: 6 €

Genere

L’Eroe è morto! è un fantasy in stile giapponese, che unisce elementi estetici superficiali in stile europeo medioevale – cioè, il medioevo europeo come lo immaginano molti giapponesi, uniforme da regione a regione – a una costruzione del mondo da jrpg, il tutto con una dose abbondante di situazioni ecchi.
Gli ammiccamenti sessuali sono usati più che altro per costruire improbabili situazioni comiche: nei primi volumi, raggiungono il risultato di strappare un po’ di sorrisi – se piace quel genere di comicità – ma con l’avanzare della trama diventano più gratuiti, completando la loro trasformazione in semplice fan service. Fan service che aspetta anche chiunque levi la sovracoperta dall’albo, mostrando un’illustrazione lievemente provocante e, in quarta di copertina, una tavola a fumetti con una storiella buffa.
Con l’avanzare della storia, la trama diventa più avventurosa e meno comica, e gli elementi da videogioco vengono approfonditi grazie a classici del genere, come allenamenti speciali e intuizioni che supportino strategie fantasiose. Che Subaruichi speri in una trasposizione del suo manga in un gioco per console?
Qua e là, si notano elementi del genere harem: Il protagonista è un maiale vigliacco, ma non è completamente marcio e occasionalmente dà prova di intelligenza, competenza o perfino coraggio, finendo per impressionare diversi personaggi femminili, nonostante tutti i suoi difetti.

Disegni

I disegni sono resi con uno stile che si potrebbe definire “manga”: occhioni, uso del deformed, vignette dinamiche…
I volti sono molto espressivi, qualunque sia l’emozione dominante di un viso in qualsiasi momento.
Le anatomie sono abbastanza monotone

  • corporature femminili spesso procaci – con seni grossi come palloni, vita stretta (ma senza esagerare) e belle gambe, per la gioia del protagonista. Il tutto avvolto in abiti assolutamente inadatti per l’avventura, destinati spesso a distruzione parziale o totale…
  • corporature maschili spesso asciutte o atletiche, con l’eccezione di un personaggio secondario ricorrente destinato al nudismo, un po’ più prestante della media. A parte questo personaggio, i maschi tendono a tenere i vestiti addosso

Le prospettive sono abbastanza varie, ma spesso studiate col solo scopo di fornire inquadrature “strategiche” dei personaggi femminili.
Con l’avanzare della storia, si può notare un miglioramento nel tratto, che diventa più deciso e pulito.

Costruzione del mondo

Ho già accennato al fatto che l’ambientazione sia molto “da videogioco”, ma perché?
Soprattutto a causa del funzionamento della magia.
Le persone posseggono un livello magico, compreso tra 1 (lattante, ma anche Touka) e 10 (maghi potentissimi). I demoni posseggono un livello magico più elevato, vivendo in una dimensione infernale piena di potere mistico, ma i necromanti riescono a superarli, avendo condiviso con loro l’inferno: i necromanti possono arrivare a un livello magico di 40, o anche più alto.
Dopo il sesto volume, farà la sua comparsa un tipo di essere umano che, a un grande prezzo, può competere con i necromanti: le streghe (e in quel momento, prestare attenzione a certi oggetti permetterà di capire qualcosa prima che venga rivelato).
Demoni e necromanti hanno un cristallo all’interno del loro corpo: quell’oggetto permette l’uso di uno specifico incantesimo e perciò impadronirsi dei cristalli, dopo l’uccisione di un demone o necromante, è anche l’unico modo con cui gli esseri umani possano accedere alla magia. In pratica, il sistema magico ricorda le materia di Final Fantasy VII.
A partire dal settimo volume, si vedrà un modo per potenziare questi cristalli.

Trama

Abbiamo già visto che il protagonista, Touka, si è involontariamente reso responsabile della morte dell’Eroe. E ora, la civiltà umana come potrà salvarsi dai demoni?
Semplice: una compagna di viaggio dell’Eroe, la giovane necromante Anri, sposta lo spirito di Touka nel corpo dell’Eroe, trasformandolo in uno zombie.
Essendo impugnata dal corpo dell’Eroe, la spada sacra concede i suoi poteri a Touka: l’arma può ferire gli arcidemoni, resistenti a qualsiasi tipo di danno non magico, e può sigillare i cancelli degli Inferi; inoltre, può cambiare forma come desidera l’Eroe (o Touka, in questo caso).
Touka è così costretto da Anri a portare a termine la missione dell’Eroe, dato che la piccola necromante tiene in ostaggio il suo vero corpo, ma questo non gli impedisce di fare un sacco di stronzate a proprio vantaggio, approfittando del fatto di essere nel corpo del virtuoso Eroe, salvatore del mondo.

Il problema è che Touka non ha lo stesso livello magico dell’Eroe, anzi: ha lo stesso potere che avrebbe un neonato, il che rende il suo corpo zombie e la spada sacra estremamente fragili, dato che le loro performance dipendono dal potere magico di Touka.
Fortunatamente, il nostro “eroe” è furbo e riesce a sfruttare persino la debolezza della propria magia come se fosse un vantaggio!

Nel corso della storia, faranno la loro comparsa altri personaggi bizzarri: un guerriero magico geniale, voltagabbana e ossessionato dall’Eroe; una principessa che ha ricevuto un’educazione poco convenzionale, più degna di un mago guerriero o di un ninja; un gruppo di “eroi” itineranti, comprendenti il padre sporcaccione di Yuna (l’amica e interesse amoroso del protagonista); una congrega di necromanti potentissimi, ma variamente acciaccati – chi affetto da rinite cronica, chi da ipersudorazione…

Non solo fan service

L’autore – o l’autrice, non so – non riesce a esimersi dal mostrare nudità parziali dei suoi personaggi, soprattutto di quelli femminili, ma qua e là si ricorda di doverne approfondire storie e caratteri. Certo, il grosso delle attenzioni lo riserva al suo infame protagonista, che ogni tanto sembra mostrare possibilità di crescita anche psicologica: in fondo, il fantasy è spesso un genere anche “di formazione”, in cui le difficoltà trasformano una persona comune per forgiare un eroe!
Tra una vigliaccata e l’altra, Touka viene costretto a fare i conti col proprio passato, comprendente una vita famigliare non idilliaca e il rischio, corso anni prima, di venire divorato dai demoni.
Questo passato viene usato per giustificare non solo i frequenti atti di egoismo del protagonista – che sembra mosso quasi sempre solo dal proprio edonismo, dalla fissazione per le cosce o dalla codardia – ma anche per spiegare il suo approccio alla battaglia, fatto soprattutto di trappole e furbate.

Concludendo

L’Eroe è morto! è un fumetto fantasy alla giapponese, in cui un’estetica finto-europea medievale e anacronistica si unisce a un mondo da videogioco, dando vita a una storia piena zeppa di gag più o meno divertenti, per lo più basata su pervertiti di varia natura.
Il protagonista è un contadino sporcaccione, che si ritroverà costretto a ricoprire il ruolo dell’Eroe che salverà il mondo dai demoni, grazie a una misteriosa spada sacra che ha il potere di cambiare forma e sigillare l’ingresso degli Inferi.
Se all’inizio della storia gli ammiccamenti sessuali sono funzionali alla costruzione di gag comiche pre-adolescenziali, col proseguire del fumetto assumono un carattere sempre più gratuito e si trasformano in puro fan service; in compenso, la storia – pur restando leggera come una piuma e non molto originale – acquisisce maggiore solidità, assieme al carattere del protagonista (che, molto lentamente, cresce) e vengono approfonditi gli elementi “da videogioco”, per lo più legati al funzionamento della magia.
Nel complesso, non un brutto fumetto, ma che avrebbe potuto aspirare a essere un discreto shonen, limitando gli elementi di fan service e rendendo meno evidenti quei fattori da jrpg che hanno ispirato la costruzione dell’ambientazione.

Link

La pagina dell’editore italiano in cui è possibile trovare gli albi usciti finora

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6 pensieri su “L’Eroe è morto!, di Subaruichi. I primi otto volumetti

  1. Umh, mi sembra l’ennesima variazione su un tema abusatissimo…
    Forse si è cercato di rendere il tutto sotto una luce un po’ diversa (fan service, battute, protagonista cretino…) ma alla fine non so, non mi ispira…

    Moz-

    1. All’inizio è ridacchioso, soprattutto per la sfacciataggine con cui vengono fuori certe boiate, poi perde una fetta del lato ridacchioso per sviluppare il mood da “videogioco”…

  2. Mai sentito, ma me lo segno se volessi una lettura leggera :D
    L’ambientazione, per quanto inflazionata (The Seven Deadly Sins, Fairy Tail, Black Clover ecc ecc) continua ad affascinarmi ;)

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