Chronicle of Innsmouth, avventura grafica per PC

Mi piace l’odore dei pixel al mattino. Certo, spesso devo accontentarmi di goderne la sera, ma non mi formalizzo, l’importante è divertirsi!
Dopo tanto tempo, torno a parlare di

  1. videogiochi per PC
  2. derivati lovecraftiani

e lo faccio con un unico post, dedicato a un’avventura grafica italiana, intitolata Chronicle of Innsmouth.
Chiunque abbia letto un racconto di Lovecraft, L’ombra su Innsmouth, non avrà problemi a intuire la direzione della storia, dato il titolo del gioco e il pistolone di Cechov che viene estratto all’inizio dell’avventura, ma questo non impedirà di divertirsi con questo titolo, che potremmo considerare come la media matematica tra il New England da incubo del “solitario di Providence” e le avventure grafiche buffe di un tempo.

Chronicle of Innsmouth 101

Scansione della copertina. Mi è venuta sfocata sul fondo…

Siamo nel pieno del periodo del proibizionismo. Un giovane studente, appena raggiunta la maggiore età, decide di festeggiare con un viaggio nella regione in cui sua madre ha vissuto la propria infanzia. Il viaggio si rivela però più costoso del previsto, dato che il ragazzo si ritrova quasi senza soldi, prima di poter arrivare ad Arkham.
L’unica soluzione è quella di prendere un catorcio-bus che fa servizio giornaliero di navetta, ma con scalo obbligatorio a Innsmouth, cittadina costiera dalla pessima reputazione e i cui abitanti soffrono di una misteriosa sindrome genetica: il posto è un tale schifo che non è nemmeno segnato sulle mappe!
Arrivare a Innsmouth sarà già una bizzarra avventura, ma il difficile sarà uscirne tutti d’un pezzo…

La scheda

Storia: Umberto Parisi, Amedeo Vasaturo
Grafica: Umberto Parisi, Amedeo Vasaturo, Ross Kevin Moffat
Traduzione: Ross Kevin Moffat, Umberto Parisi, Amedeo Vasaturo
Lingue: doppiaggio in inglese, testo in inglese e in italiano
Direzione del doppiaggio: Carlo De Rensis, Cristiano Caliendo
Studio: Psychodev
Requisiti minimi:

  • Sistema operativo: Windows XP, Vista, 7, 8 , 10
  • CPU: 2 GHz Intel o AMD
  • RAM: 512 Mb
  • Hard disk: 800 Mb
  • Video: risoluzione 320 x 200; colore 32bit
  • DirectX: 9.0c
  • Scheda audio: DirectX compatibile
  • Account Steam per l’attivazione

Genere

Chronicle of Innsmouth è un’avventura classica vecchio stile: un punta e clicca in cui si si interagisce con oggetti e altri personaggi grazie a una lista di nove verbi, come UsaParla e così via. Si clicca sul pulsante che riporta l’azione da compiere e poi sull’oggetto, così da ottenere un risultato nella storia.
L’esplorazione avviene tramite il passaggio da una schermata a un’altra (finché ci si trova a Newburyport, anche tramite una mappa, che mostra i principali punti di interesse della città).
Nella seconda parte del gioco, fanno la loro comparsa alcuni elementi d’azione, anche nella forma di semplici quick time event (ovvero, bisogna compiere certe azioni, come movimenti del mouse, in un breve lasso di tempo).

Resa tecnica

Il gioco si presenta con una pixel art assai spartana, probabilmente dovuta agli strumenti di sviluppo utilizzati, ovvero il programma AGS o Adventure Game Studio: su un monitor nemmeno troppo grande, come un 17”, il risultato è la classica “grafica a francobolli”, con pixel molto grandi.
I dialoghi sono tutti doppiati in inglese e la resa delle voci, a mio parere, è buona: non so quanto siano esperti i doppiatori, ma sono abbastanza espressivi – le voci dei personaggi più fuori di testa sono esagerate, rendendo i personaggi caricaturali.
Gli effetti sonori non sono da gridare al miracolo, ma svolgono la loro funzione.
Le musiche sono discrete, ma alcune sono strane, con suoni che fanno un po’ a botte tra loro (almeno per le mie orecchie) e tutte risultano un po’ ripetitive, essendo brevi e da riprodurre in loop. En passant, l’edizione fisica del gioco include un CD contenente tutte le musiche.

Giocabilità

Un punta e clicca vecchio stile come questo ha un gameplay elementare: si sceglie il verbo, si clicca su qualcosa e si ottiene una risposta – un’azione e/o un commento più o meno sagace del protagonista.
Nonostante alcuni semplici momenti d’azione, le vere difficoltà di un’avventura grafica risiedono in tre elementi tipici: enigmi, ricerca dei punti di interesse e labirinti.

Qui, gli enigmi sono interazioni abbastanza semplici: fallire significa aver frainteso la logica della situazione, oppure non aver visto in quale punto dello schermo si debba cliccare. In linea di massima, si tratta di far interagire l’oggetto giusto col punto giusto dello schermo.

Gli hotspot – i punti di interesse di cui sopra – sono facili da trovare, se non si setta il monitor su luminosità molto basse. Inoltre, cliccando sulla rotella del mouse o premendo la barra spazio sulla tastiera, i punti di transizione da una schermata all’altra vengono mostrati chiaramente, grazie all’icona di un occhio.
In generale, le necessità di pixelhunting (cioè dare la caccia al punto dello schermo che permette di fare qualcosa) sono contenute.

I (pochi) labirinti sono appena più impegnativi, a seconda di dove ci si va a infilare: in uno di questi, sbagliare strada troppe volte porterà al game over. A ogni modo, si tratta di labirinti semplici, rispetto a certi, veramente cervellotici, incontrati in altre avventure grafiche, vecchie e nuove.

Un gioco dalla doppia personalità

Chronicle of Innsmouth ha due anime: parte come una commedia caciarona e demenziale – con alcuni riferimenti evidenti a Monkey Island – per poi passare al genere horror investigativo, tipicamente associato alle storie di Lovecraft.

Prima metà del gioco
Abbiamo il nostro innominato protagonista che desidera arrivare ad Arkham, ma che ha pochi soldi per poter prendere il treno necessario e decide di ripiegare sul terribile servizio navetta, che fa scalo a Innsmouth – comunità di pescatori priva di attrattive turistiche: questa parte è piena zeppa di gag divertenti e personaggi stralunati, come il ragazzo maniaco dei treni, l’autoritaria curatrice della società storica di Newburyport (la cui volontà sfonda la quarta parete!) o la suora sbevazzona.
Non mancheranno citazioni da Monkeu Island, così come da elementi della cultura popolare: come gli improbabili titoli ospitati nella biblioteca di Newburyport, che faranno riferimenti a Karate Kid, Omen e persino a vecchie barzellette, con l’autore Guido LaVespa.
Mi sento obbligato a citare uno dei libri più assurdi

Cover me with cream: promiscuous acts for the lactose intolerant masochist

Coprimi di crema: atti promiscui per i masochisti intolleranti al lattosio

Seconda metà del gioco
Una volta giunti a Innsmouth, il livello di comicità calerà sensibilmente, lasciando più spazio a situazioni inquietanti dovute all’isolamento: gli abitanti di Innsmouth sono strani, per gli standard umani, non danno molta confidenza agli estranei e c’è ben poca gente che si potrebbe considerare “normale”. Una di queste persone normali è impazzita da anni per… alcuni motivi.
Inoltre, il rischio di subire un game over aumenterà, che sia per aver frainteso la funzione di certi oggetti, per essere entrati in un posto pericoloso o per aver impiegato troppo tempo a completare certi enigmi. In più, ci sono alcuni quick time event e una scena di infiltrazione furtiva.

Altri tempi
In ciascuna delle due metà del gioco, sarà necessario interpretare, per breve tempo, la parte del misterioso indagatore dell’incubo Lone Carter, investigatore d’azione con cappellaccio e trench. In uno di questi flashback, si dovrà anche affrontare una breve scena d’azione.
Già che ci siamo, butto qui un’ipotesi, senza avere alcuna prova: gli autori, in passato, hanno giocato a Il Richiamo di Cthulhu e i loro personaggi giocanti hanno ispirato la creazione di Lone Carter e di un suo alleato molto ben informato.

Il finale, senza spoiler

Il finale del gioco è a dir poco scontato, per chi abbia letto il racconto L’ombra su Innsmouth e ne abbia collegato la storia a quanto detto dal protagonista all’inizio della storia: questo collegamento farà da vera e propria anticipazione della conclusione della storia, un omaggio-parodia del celebre racconto di Lovecraft.

Concludendo

Chronicle of Innsmouth è un’avventura grafica vecchio stile, che oscilla tra i due poli opposti della comicità demenziale in stile Monkey Island e dell’orrore lovecraftiano.
In questo gioco impersoneremo un giovane senza nome, impegnato in un viaggio celebrativo della propria maggiore età, che lo porterà a vivere delle bizzarre e terribili disavventure, passando dall’avere a che fare con personaggi stralunati, fino a veri e propri abomini lovecraftiani.

Il gioco fa il suo lavoro, divertendo con l’umorismo demenziale all’inizio e creando un’atmosfera cupa e horror nelle fasi avanzate della storia, nonostante la realizzazione tecnica spartana – forse voluta, ma anche inevitabile, dato il contenuto numero di persone che ha lavorato alla sua realizzazione.
La passione profusa in questo gioco si sente in ogni momento, ma non è detto che basti, per far spiccare questo gioco nel mare delle avventure grafiche moderne, spesso piuttosto economiche e con una realizzazione tecnica elevata.

Inoltre, la storia è un po’ prevedibile, essendo un omaggio a un racconto di Lovecraft: chiunque abbia letto quella storia, non può non immaginare come finirà il gioco.
Nonostante certe sue imperfezioni e caratteristiche, dovute a una natura artigianale, Chronicle of Innsmouth offre un gradevole intrattenimento ed è un’interessante prima prova dei ragazzi di Psychodev. Sono curioso di vedere se riusciranno a migliorarsi in futuro!

Link

Dove acquistare il gioco

Il sito ufficiale del gioco

La pagina Facebook degli sviluppatori

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8 pensieri su “Chronicle of Innsmouth, avventura grafica per PC

  1. Ti segnalo sue vecchie avventure grafiche ispirate ai racconti di Lovercraft dei tempi d’oro dell’avventura punta e clicca:
    Prisoner of Ice e Shadow of the Comet. Entrambe su Gog.com a poco più di 5 euro l’una.
    Se ti piace il genere e non le hai mai giocate, sono sicuramente l’apice del genere.
    La migliore traduzione di Lovercraft a mio parere è un action avventure per Nintendo Gamecube (puoi emularlo con Dolphin) ed è Eternal Darkness.

    1. Grazie per le segnalazioni ;)
      Shadow of the Comet l’ho preso anni fa su Steam, ma devo ancora giocarlo, l’altro mi manca – per non parlare di Eternal Darkness, che proprio non conosco.

      Il genere mi piace, se l’atmosfera lovecraftiana è resa bene ;)

  2. Denis

    C’è pure per la prima Xbox Call of Cthulu survival horror della Bethesda, ottimo Eternal Darkness che doveva uscire su Nintendo 64 ma fu uno dei titoli di lancio del Gamecube, tra l’altro la Nintendo potrebbe fare il seguito volendo visto che ha i diritti giocato e finito.
    Tra l’altro e fallita anni fa la casa che lo sviluppò la Silicon Knights autori dei 2 Blood Omen da cui nacque la trilogia Legacy of Kain per Ps1 e Ps 2, oppure prova se riesci i due Suffering i mostri sono stati disegnati dallo Stan Winston Studios di ispirazioni lovecraftiana

    1. Grazie per le dritte ;)
      Dei giochi che citi, oltre a Blood Omen, conosco The Suffering (il primo era ambientato in una specie di manicomio, vero?) mentre mi pare che di recente sia uscito, per la nuova x box e per play 4, un altro gioco di stampo lovecraftiano.

  3. Denis

    Il primo The Suffering era ambientato su un’isola con una prigione, mi sa che il gioco recensito quello su Ps4 e Xbox One e l’altro e Bloodborne esclusiva Ps4.

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