[Guest Post] Starship – In viaggio tra le stelle con Mike Resnick, di Lucius Etruscus. Prima puntata

Questa volta, la palla marcata Urania Mondadori tocca a Lucius!
Il nostro investigatore e zinefilo mi ha chiesto un po’ di spazio per parlare di un autore che, tra alti e bassi, ha riscoperto di recente, complice la pubblicazione italiana di un suo ciclo di romanzi, e io ho accettato – o in alternativa, il titolo di questo post è tremendamente bugiardo! :P
Scoprite voi quale delle due è quella giusta. :P

Lucius Etruscus
Starship – In viaggio tra le stelle con Mike Resnick

Lo scorso anno il Conte Gracula ha riportato alla luce una parte di me stesso che avevo quasi dimenticato: la mia parte “uranofila”. Sono diventato un appassionato di fantascienza da ragazzo e ho viaggiato per tanti anni nei suoi vari sotto-generi, ma ci sono stati periodi della mia vita in cui mi sono letteralmente cibato unicamente di “Urania” Mondadori, collana che ho amato con passione soprattutto nella sua versione “a quaderno”, quella con l’impaginazione a doppia colonna.
Come recita l’antico adagio, “chi ha il pane non ha i denti, chi ha i denti non ha il pane”, ed è vero in ogni ambito della vita: anche in quello librario. Quando a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta divenni un violento frequentatore di fumetterie e librerie dell’usato, vedevo quintali di “Urania” ovunque, senza che mi interessassero: appena me ne sono interessato, immediatamente è diventato più difficile trovarli. Non impossibile, è ovvio, ma più difficile rispetto a prima.
Quando nel 1996 “Urania” cambiò veste grafica e passò al formato “a libretto” – e osò addirittura tradurre un romanzo di Aliens non tratto dai film! – la collana attirò la mia attenzione e provai qualche suo titolo, non convincendomi particolarmente: erano molto “sperimentali”, così definivo qualsiasi cosa si allontanasse dalla fantascienza classica che adoravo. (Definizione in cui può rientrarci di tutto!) Di lì a poco provai qualche vecchio “Urania” in formato a quaderno e qualcosa mi scattò dentro: purtroppo non ricordo il primo romanzo di questa collana che mi ha fatto innamorare – anche se probabilmente è stato “La ragione dei granchi” (The Perfumed Planet, 1973) di Michael Elder – ma è stato un rapporto lungo e intenso.

Frequentare una ragazza che abita a decine di chilometri di distanza è un’occasione per leggere secchiate di libri, durante il viaggio in treno. Paradossalmente di quella seconda metà degli anni Novanta ho ricordi molto più cari legati a me, seduto in quel carro bestiame di trenino metropolitano, sotto il sole impietoso, senza aria condizionata, in mezzo a orde di viaggiatori urlanti, del tutto perso in letture meravigliose… che a me con la ragazza del tempo, per cui compivo tutti quei viaggi. Giusto per ricordare che gli amori vanno e vengono: la fantascienza è per sempre.
Non esisteva Internet e non esisteva eBay, esistevano solo poche librerie dell’usato e qualche edicola che vendeva resi di magazzino: più che sufficiente per avere chili di “Urania” da masticare. Mi si aprì un mondo di storie varie e di varia qualità ma tutte memorabili, visto che il Grande Lettore mi ha sorriso facendo sì che trovassi quasi solo romanzi splendidi, in una collana lunga e dalle altalenanti scelte editoriali.
Nessuno di quegli autori era famoso, soprattutto in un Paese dove a parte Isaac Asimov ben pochi altri nomi possono davvero definirsi “famosi”. Ci sarebbe stato tempo di leggere gli “Urania” di Douglas Adams, Stephen King/Bachman, i fratelloni Strugatsky, Stanislaw Lem, Sprague de Camp, Robert Sheckley, Robert Silverberg e maestri vari. Quello che leggevo erano romanzi mai sentiti di autori mai sentiti, almeno in Italia, e beccavo un gioiello appresso all’altro. Ritrovai il genere space opera e l’avventura galattica, che tanto ho amato da ragazzo, scoprii che si può raccontare una storia semplice in modo semplice e dare semplice gioia al lettore. E scoprii anche un tizio di nome Mike Resnick.

Fonte: Anobii

Il mio primo contatto con questo autore risale probabilmente ai primi anni del Duemila, all’incirca, quando mi è capitato sotto mano il numero 1253 di “Urania” (19 marzo 1995) dal titolo intrigante: “Purgatorio: storia di un mondo lontano” (Purgatory: A Chronicle of a Distant World, 1993). Grazie agli elenchi della collana che man mano stavo cercando di ricostruire – solo di lì a poco sarebbe arrivata Wikipedia – sapevo che l’autore aveva scritto una trilogia con i titoli della Commedia dantesca, che però erano solo due romanzi: probabilmente il terzo era inedito da noi. (Paradise, del 1989, è uscito in italiano solo nel gennaio 2018!)
È passato tanto tempo e purtroppo ricordo davvero poco del romanzo di Purgatorio, ma la ricordo una lettura piacevole e soprattutto appassionante, visto che in pratica la trama verte interamente su una “guerra psicologica” fra un umano esterno e un alieno locale per il controllo di un pianeta lontano. Non la solita storia di scontri “fisici” fra umani e alieni, bensì una storia molto “diplomatica” e parlata, con accordi e tradimenti e i due protagonisti che, senza violenza, cercano di fregarsi per tutto il tempo: chi riuscirà ad ottenere il controllo del pianeta?
Ripeto, sono passati circa vent’anni e non ricordo altro, ma almeno il primo contatto è avvenuto: il nome di Mike Resnick è entrato nella mappa del mio universo, e dieci anni dopo l’avrei rincontrato nel più inedito dei modi.

Nota di Conte Gracula

Ma come, finisci così? Col più bieco dei cliffhanger? XD
Se volete sapere come prosegue la riscoperta di Resnick da parte di Lucius, tornate qui la settimana prossima!

16 pensieri su “[Guest Post] Starship – In viaggio tra le stelle con Mike Resnick, di Lucius Etruscus. Prima puntata

  1. Eheheheh i cliffhanger servono apposta a tenere i lettori “a penzoloni”, così che tornino: non so chi l’ha inventato, ma è un sistema che funziona :-P
    Scherzi a parte, grazie per lo spazio e speriamo che il nuovo Resnick di gennaio – credo si trovi ancora in edicola – sia una nuova appassionante saga spaziale ;-)

    1. E’ il primo romanzo della serie Fortress: la settimana prossima presenterò le uscite di gennaio (la Mondadori è in ritardo con le comunciazioni pubblicitarie!) e studierò meglio il romanzo ;-)

    2. Dopo questo guest blog sul ciclo dell’Astronave, chissà, più avanti potrei iniziare a prepararne uno su questo nuovo ciclo, anche se mi sa che finirà parecchio in là nel tempo ;-)

  2. Pingback: Orion: la Fortezza (Urania 1662) | Gli Archivi di Uruk

  3. Pingback: Antares: la prigione (Urania 1666) | Gli Archivi di Uruk

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